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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Detta le definizioni applicabili alla parte sesta sul danno ambientale
  • Specifica stato di conservazione di specie e habitat, operatore, attivita professionale
  • Recepisce le definizioni della direttiva 2004/35/CE
  • Indica condizioni di valutazione (popolazione, area, habitat sufficiente)
  • Glossario tecnico essenziale per la corretta interpretazione delle norme

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 302 Cod. Amb. — definizioni

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato

1 Lo stato di conservazione di una specie è considerato favorevole quando: a) i dati relativi alla sua popolazione mostrano che essa si sta mantenendo, a lungo termine, come componente vitale dei suoi habitat naturali; b) l’area naturale della specie non si sta riducendo né si ridurrà verosimilmente in un futuro prevedibile; c) esiste, e verosimilmente continuerà ad esistere, un habitat sufficientemente ampio per mantenerne la popolazione a lungo termine.

2. Lo stato di conservazione di un habitat naturale è considerato favorevole quando: a) la sua area naturale e le zone in essa racchiuse sono stabili o in aumento; b) le strutture e le funzioni specifiche necessarie per il suo mantenimento a lungo termine esistono e continueranno verosimilmente a esistere in un futuro prevedibile; e c) lo stato di conservazione delle sue specie tipiche è favorevole, ai sensi del comma

1. 3. Per “acque” si intendono tutte le acque cui si applica la parte terza del presente decreto.

4. Per “operatore” s’intende qualsiasi persona, fisica o giuridica, pubblica o privata, che esercita o controlla un’attività professionale avente rilevanza ambientale oppure chi comunque eserciti potere decisionale sugli aspetti tecnici e finanziari di tale attività, compresi il titolare del permesso o dell’autorizzazione a svolgere detta attività.

5. Per “attività professionale” s’intende qualsiasi azione, mediante la quale si perseguano o meno fini di lucro, svolta nel corso di un’attività economica, industriale, commerciale, artigianale, agricola e di prestazione di servizi, pubblica o privata.

6. Per “emissione” s’intende il rilascio nell’ambiente, a seguito dell’attività umana, di sostanze, preparati, organismi o microrganismi.

7. Per “minaccia imminente” di danno si intende il rischio sufficientemente probabile che stia per verificarsi uno specifico danno ambientale.

8. Per “misure di prevenzione” si intendono le misure prese per reagire a un evento, un atto o un’omissione che ha creato una minaccia imminente di danno ambientale, al fine di impedire o minimizzare tale danno.

9. Per “ripristino”, anche “naturale”, s’intende: nel caso delle acque, delle specie e degli habitat protetti, il ritorno delle risorse naturali o dei servizi danneggiati alle condizioni originarie; nel caso di danno al terreno, l’eliminazione di qualsiasi rischio di effetti nocivi per la salute umana e per la integrità ambientale. In ogni caso il ripristino deve consistere nella riqualificazione del sito e del suo ecosistema, mediante qualsiasi azione o combinazione di azioni, comprese le misure di attenuazione o provvisorie, dirette a riparare, risanare o, qualora sia ritenuto ammissibile dall’autorità competente, sostituire risorse naturali o servizi naturali danneggiati.

10. Per “risorse naturali” si intendono specie e habitat naturali protetti, acqua e terreno.

11. Per “servizi” e “servizi delle risorse naturali” si intendono le funzioni svolte da una risorsa naturale a favore di altre risorse naturali e/o del pubblico.

12. Per “condizioni originarie” si intendono le condizioni, al momento del danno, delle risorse naturali e dei servizi che sarebbero esistite se non si fosse verificato il danno ambientale, stimate sulla base delle migliori informazioni disponibili.

13. Per “costi” s’intendono gli oneri economici giustificati dalla necessità di assicurare un’attuazione corretta ed efficace delle disposizioni di cui alla parte sesta del presente decreto, compresi i costi per valutare il danno ambientale o una sua minaccia imminente, per progettare gli interventi alternativi, per sostenere le spese amministrative, legali e di realizzazione delle opere, i costi di raccolta dei dati ed altri costi generali, nonché i costi del controllo e della sorveglianza.

Commento

L'articolo 302 svolge per la parte sesta la funzione tipica delle norme definitorie nei testi normativi complessi: fornire un glossario tecnico univoco per la corretta interpretazione delle disposizioni successive. Le definizioni riprendono fedelmente quelle della direttiva 2004/35/CE, garantendo cosi piena coerenza con il diritto dell'Unione.

Lo stato di conservazione di una specie

Il comma 1 definisce le condizioni in cui lo stato di conservazione di una specie e considerato favorevole. Si tratta di una valutazione complessa, che richiede tre elementi cumulativi: che i dati di popolazione mostrino un mantenimento a lungo termine, che l'area naturale della specie non si stia riducendo, che esista un habitat sufficiente per il mantenimento futuro. Questa nozione tridimensionale (popolazione, areale, habitat) e standard scientifico riconosciuto a livello internazionale.

Lo stato di conservazione di un habitat

Analogamente, lo stato di conservazione di un habitat naturale e considerato favorevole sulla base di criteri specifici, riferiti alla sua estensione, alla sua struttura, alle funzioni ecologiche e alla protezione delle specie tipiche. La nozione di habitat naturale richiama direttamente la direttiva habitat (92/43/CEE) e la rete Natura 2000, costruita per garantire la conservazione della biodiversita europea.

L'operatore

La nozione di operatore e centrale per individuare il responsabile delle azioni di prevenzione e ripristino. L'operatore e tipicamente la persona fisica o giuridica che esercita o controlla un'attivita professionale, oppure che detiene un potere decisivo sul suo funzionamento. La definizione e ampia: include non solo i titolari formali, ma anche i soggetti che hanno effettivo controllo dell'attivita. Questo evita schermature attraverso prestanome o strutture societarie complesse.

L'attivita professionale

L'attivita professionale e definita come qualsiasi attivita svolta in occasione di un'attivita economica, di un'attivita commerciale o di un'impresa, sia essa pubblica o privata. La nozione esclude le attivita strettamente private e quelle non economiche, mantenendo il focus sulla responsabilita ambientale delle attivita produttive. Questa scelta riflette la logica del principio chi inquina paga: e chi trae beneficio economico dall'attivita a sopportarne i costi ambientali.

Le definizioni sui costi e sulle misure

La norma definisce anche i costi (spese per la valutazione del danno, per la prevenzione e per il ripristino) e le diverse tipologie di misure (preventive, di ripristino, complementari, compensative). Queste distinzioni sono operative: le misure complementari intervengono quando il ripristino primario non e sufficiente, mentre le misure compensative coprono le perdite intermedie tra danno e ripristino.

Coordinamento con altre definizioni

Le definizioni dell'art. 302 si coordinano con quelle di altre parti del Codice (parte terza per le acque, parte quarta per i rifiuti, parte quinta per l'aria) e con la legislazione di settore. In caso di sovrapposizioni, l'interprete deve sempre verificare quale definizione abbia rilievo per la disciplina applicata, evitando applicazioni meccaniche di nozioni nate per scopi diversi.

Domande frequenti

Chi e l'operatore ai sensi della parte sesta?

E chi esercita o controlla un'attivita professionale, anche senza esserne formalmente titolare, se ha potere decisivo sul suo funzionamento.

Cos'e lo stato favorevole di conservazione?

E la condizione in cui popolazione, areale e habitat di una specie (o di un habitat) garantiscono il suo mantenimento a lungo termine.

Le attivita private senza fini economici rientrano nella disciplina?

In linea generale no, perche la nozione di attivita professionale presuppone un contesto economico, commerciale o imprenditoriale.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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