- Regola approvazione dei progetti degli interventi e individuazione dell'autorità espropriante per le infrastrutture del SII
- Procedimento unico con valore di dichiarazione di pubblica utilità
- Coordinamento con d.P.R. 327/2001 per gli espropri
- Pianificazione di distretto idrografico (Autorità di Bacino)
- Vigilanza nazionale di ARERA su tariffe e qualità
Testo dell'articoloVigente
Art. 158 Bis Cod. Amb. — Approvazione dei progetti degli interventi e individuazione dell’autorità espropriante
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato
1. I progetti definitivi delle opere, degli interventi previsti nei piani di investimenti compresi nei piani d’ambito di cui all’articolo 149 del presente decreto, sono approvati dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi dell’ articolo 3 bis del decreto-legge del 13 agosto 2011, n. 138 , convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 , che provvedono alla convocazione di apposita conferenza di servizi ,ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 . La medesima procedura si applica per le modifiche sostanziali delle medesime opere, interventi ed impianti.
2. L’approvazione di cui al comma 1 comporta dichiarazione di pubblica utilità e costituisce titolo abilitativo e, ove occorra, variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, esclusi i piani paesaggistici. Qualora l’approvazione costituisca variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, tale variante deve essere coordinata con il piano di protezione civile secondo quanto previsto dall’ articolo 3, comma 6, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 . 119
3. L’ente di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei di cui al comma 1 costituisce autorità espropriante per la realizzazione degli interventi di cui al presente articolo. L’ente di governo può delegare, in tutto o in parte, i propri poteri espropriativi al gestore del servizio idrico integrato, nell’ambito della convenzione di affidamento del servizio i cui estremi sono specificati in ogni atto del procedimento espropriativo.
Commento
Il sistema delle infrastrutture idriche e dei procedimenti unici di approvazione dei progetti del Servizio Idrico Integrato consente di realizzare in tempi compatibili gli interventi pianificati nei piani d'ambito. La disposizione in esame regola un passaggio significativo dell'iter di approvazione o della governance del settore.
Infrastrutture e procedure unificate
La disposizione su approvazione dei progetti degli interventi e individuazione dell'autorità espropriante si colloca nel sistema delle infrastrutture e dei procedimenti unici del Servizio Idrico Integrato. procedimento unico di approvazione progetti del SII con valore di dichiarazione di pubblica utilità. L'obiettivo è garantire l'effettiva realizzazione degli investimenti pianificati attraverso procedure di approvazione coordinate e con valore di dichiarazione di pubblica utilità, in coerenza con la disciplina generale dell'esproprio (d.P.R. 327/2001).
Procedimento unico e dichiarazione di pubblica utilità
Per gli interventi del SII è previsto un procedimento unico di approvazione (art. 158-bis), che ricomprende le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e paesaggistiche necessarie e produce l'effetto della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza. L'autorità espropriante è individuata dalla legge regionale o, in mancanza, dall'EGA. In linea generale, la conferenza di servizi (artt. 14 ss. l. 241/1990) costituisce lo strumento operativo per acquisire gli atti di assenso delle amministrazioni interessate.
Trasferimenti idrici e schemi interregionali
Gli schemi idrici interregionali consentono il trasferimento di acqua da un ambito all'altro per esigenze di approvvigionamento potabile o industriale. La procedura coinvolge le Regioni interessate, il MASE e — per i profili di tutela quantitativa — le Autorità di Bacino Distrettuale (oggi sette distretti, ex d.lgs. 152/2006 come modificato). In linea generale, l'autorizzazione è subordinata alla compatibilità con il bilancio idrico del distretto di origine e con i piani di tutela vigenti.
Vigilanza e regolazione
La vigilanza sul SII, originariamente affidata al Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche e poi alla CONVIRI, è oggi esercitata da ARERA per i profili di regolazione tariffaria e di qualità del servizio (l. 214/2011). Sul piano della tutela quantitativa e qualitativa della risorsa, le funzioni sono ripartite tra Autorità di Bacino Distrettuale (pianificazione di distretto), Regioni (piani di tutela) e ARPA (controlli tecnici). MASE coordina l'attuazione della direttiva 2000/60/CE.
Rapporti con la pianificazione di distretto
Gli interventi infrastrutturali del SII si raccordano con i piani di gestione del distretto idrografico (PGDA, art. 117), con i piani di tutela delle acque regionali (art. 121) e con i piani d'ambito (art. 149). La coerenza con tali strumenti costituisce, in linea generale, condizione di legittimità dell'autorizzazione. La giurisprudenza amministrativa ha valorizzato la necessità di una motivazione esplicita circa l'inserimento dell'opera nella pianificazione di settore.
Domande frequenti
Quale procedura si applica per l'approvazione degli interventi di cui all'articolo 158-bis?
Il procedimento unico ex art. 158-bis, che ricomprende le autorizzazioni necessarie e produce l'effetto della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, in raccordo con la disciplina dell'esproprio (d.P.R. 327/2001).
Chi vigila sul Servizio Idrico Integrato?
ARERA per la regolazione tariffaria e di qualità (l. 214/2011), le Autorità di Bacino Distrettuale per la pianificazione idrografica, le Regioni per i piani di tutela, ARPA per i controlli tecnici, MASE per il coordinamento dell'attuazione della direttiva 2000/60/CE.
Come si raccorda l'intervento con i piani di settore?
L'intervento deve essere coerente con il piano di gestione del distretto idrografico, con il piano di tutela delle acque regionale e con il piano d'ambito. La motivazione del provvedimento deve dare conto di tale coerenza.
Vedi anche