Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 156 Cod. Amb. – riscossione della tariffa

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

1. La tariffa è riscossa dal gestore del servizio idrico integrato. Qualora il servizio idrico sia gestito separatamente, per effetto di particolari convenzioni e concessioni, la relativa tariffa è riscossa dal gestore del servizio di acquedotto, il quale provvede al successivo riparto tra i diversi gestori interessati entro trenta giorni dalla riscossione , in base a quanto stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

2. Con apposita convenzione, sottoposta al controllo dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico , sono definiti i rapporti tra i diversi gestori per il riparto delle spese di riscossione.

3. La riscossione volontaria della tariffa può essere effettuata con le modalità di cui al capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , previa convenzione con l’Agenzia delle entrate. La riscossione, sia volontaria sia coattiva, della tariffa può altresì essere affidata ai soggetti iscritti all’albo previsto dall’ articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 , a seguito di procedimento ad evidenza pubblica.

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In sintesi

  • La tariffa del servizio idrico integrato è riscossa dal gestore del servizio idrico integrato.
  • Se il servizio idrico è gestito separatamente, per effetto di particolari convenzioni e concessioni, la tariffa è riscossa dal gestore del servizio di acquedotto.
  • Il gestore del servizio di acquedotto ripartisce le somme tra i diversi gestori interessati entro trenta giorni dalla riscossione, in base a quanto stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico.
  • I rapporti tra i gestori per il riparto delle spese di riscossione sono definiti con apposita convenzione, sottoposta al controllo della stessa Autorità.
  • La riscossione, sia volontaria che coattiva, può essere affidata a soggetti pubblici e privati iscritti nella sezione prima dell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, mediante procedimento ad evidenza pubblica.
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L'articolo 156 del Codice dell'ambiente stabilisce chi riscuote la tariffa del servizio idrico e come le somme raccolte vengono poi distribuite quando il servizio è gestito da più soggetti. La norma si articola in tre commi: il primo individua il soggetto che riscuote, il secondo riguarda le spese di riscossione, il terzo consente di affidare la riscossione a soggetti esterni.

Chi riscuote la tariffa

La regola generale è semplice: «La tariffa è riscossa dal gestore del servizio idrico integrato». Il comma 1 considera poi il caso in cui il servizio idrico sia gestito separatamente, «per effetto di particolari convenzioni e concessioni». In questa ipotesi la tariffa è riscossa dal gestore del servizio di acquedotto, che provvede al successivo riparto tra i diversi gestori interessati. Il termine è fissato dal testo: il riparto avviene «entro trenta giorni dalla riscossione», e si svolge «in base a quanto stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico».

Esempio: in un territorio il servizio di acquedotto è gestito da Tizio S.p.A., mentre altri segmenti del servizio idrico sono affidati, in base a particolari convenzioni, a Caio S.r.l. L'utente Sempronio paga la tariffa a Tizio S.p.A., gestore dell'acquedotto; quest'ultimo, entro trenta giorni dalla riscossione, ripartisce le somme tra i gestori interessati secondo quanto stabilito dall'Autorità.

Le spese di riscossione tra più gestori

Il comma 2 riguarda un aspetto distinto: non il riparto della tariffa, ma il riparto delle spese di riscossione. I rapporti tra i diversi gestori su questo punto sono definiti «con apposita convenzione», che è «sottoposta al controllo dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico». La norma non indica il contenuto della convenzione: rinvia all'accordo tra i gestori, soggetto al controllo dell'Autorità.

L'affidamento della riscossione a soggetti esterni

Il comma 3 prevede che la riscossione, «sia volontaria che coattiva», possa essere affidata ai soggetti pubblici e privati iscritti nella sezione prima dell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Si tratta di una facoltà («può essere affidata»), non di un obbligo. Lo strumento indicato per l'affidamento è il «procedimento ad evidenza pubblica»: la scelta del soggetto incaricato deve quindi passare per questo procedimento.

Domande frequenti

Chi riscuote la tariffa del servizio idrico integrato?

Secondo il comma 1 dell'art. 156 del Codice dell'ambiente, la tariffa è riscossa dal gestore del servizio idrico integrato.

Chi riscuote la tariffa se il servizio idrico è gestito separatamente?

Se il servizio idrico è gestito separatamente, per effetto di particolari convenzioni e concessioni, la tariffa è riscossa dal gestore del servizio di acquedotto, che provvede poi al riparto tra i diversi gestori interessati.

Entro quando il gestore dell'acquedotto deve ripartire le somme tra gli altri gestori?

Il riparto avviene entro trenta giorni dalla riscossione, in base a quanto stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

Come vengono suddivise le spese di riscossione tra i gestori?

I rapporti tra i diversi gestori per il riparto delle spese di riscossione sono definiti con apposita convenzione, sottoposta al controllo dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico.

La riscossione della tariffa può essere affidata a soggetti esterni?

Sì. La riscossione, sia volontaria che coattiva, può essere affidata ai soggetti pubblici e privati iscritti nella sezione prima dell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, mediante procedimento ad evidenza pubblica.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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