Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 113 Bis TUEL – Articolo 113-bis

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

1. 1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica sono gestiti mediante affidamento diretto a: a) istituzioni; b) aziende speciali, anche consortili; c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la controllano.

2. È consentita la gestione in economia quando, per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ai soggetti di cui al comma 1.

3. Gli enti locali possono procedere all’affidamento diretto dei servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate.

4. COMMA ABROGATO DAL D.L. 30 SETTEMBRE 2003, N. 269 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 NOVEMBRE 2003, N. 326

5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di servizio. 22

In sintesi

  • I servizi pubblici locali privi di rilevanza economica sono gestiti tramite affidamento diretto a istituzioni, aziende speciali consortili o società in house.
  • Le società in house devono essere a capitale interamente pubblico e soddisfare i requisiti del controllo analogo e dell'attività prevalente.
  • È ammessa la gestione in economia quando il servizio è di modeste dimensioni o ha caratteristiche peculiari.
  • L'affidamento diretto è consentito anche ad associazioni e fondazioni per servizi culturali e del tempo libero.
  • I rapporti tra ente locale e gestori sono regolati da contratti di servizio.
Indice dei contenuti

L'articolo 113-bis disciplina i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, una categoria residuale rispetto a quella dei servizi a rilevanza economica regolati dall'articolo 113 e dalla copiosa disciplina europea sulla concorrenza. La distinzione è cruciale perché determina la disponibilità di strumenti gestionali molto diversi.

La nozione di rilevanza economica

La distinzione tra servizi a rilevanza economica e servizi senza rilevanza economica è di matrice europea e si fonda sulla potenzialità di mercato dell'attività: un servizio è privo di rilevanza economica quando, per le sue caratteristiche intrinseche o per il contesto, non è remunerabile a condizioni di mercato e si rivolge a esigenze sociali, culturali o assistenziali non monetizzabili in senso pieno. Tipicamente vi rientrano i servizi culturali, museali, bibliotecari, alcuni servizi sociali, le attività ricreative comunali. La giurisprudenza europea e nazionale ha progressivamente affinato il criterio della verifica caso per caso.

Le forme di gestione ammesse

Il comma 1 elenca tassativamente i moduli di gestione consentiti: affidamento diretto a istituzioni (organismi strumentali dell'ente locale ex art. 114, comma 2); affidamento ad aziende speciali, anche consortili (ex art. 114, comma 1); affidamento a società a capitale interamente pubblico, purché ricorrano le due condizioni canoniche dell'in house: il controllo analogo (l'ente esercita sulla società un controllo analogo a quello sui propri servizi interni) e l'attività prevalente (la società realizza la parte più importante dell'attività con l'ente o gli enti che la controllano). Sono le due condizioni elaborate dalla giurisprudenza europea a partire dalla nota sentenza Teckal e poi codificate in fonti successive (oggi nell'articolo 5 del codice dei contratti e nella disciplina TUSP).

La gestione in economia

Il comma 2 conserva la facoltà della gestione in economia, ossia con la diretta organizzazione interna all'ente, quando il servizio sia di modeste dimensioni o presenti caratteristiche che rendano non opportuno l'affidamento esterno. È una previsione coerente con l'autonomia organizzativa dell'ente e con il principio di proporzionalità: per servizi minori, l'apparato interno è spesso la soluzione più efficiente.

Servizi culturali a fondazioni e associazioni

Il comma 3 introduce un'apertura specifica: per i servizi culturali e del tempo libero gli enti locali possono affidare direttamente l'attività anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate. È una norma che valorizza il tessuto del terzo settore e gli organismi non profit, particolarmente attivi nei territori in attività museali, archivistiche, ricreative.

Il comma abrogato

Il comma 4 è stato abrogato dal D.L. 269/2003: si tratta di un intervento legislativo successivo che ha eliminato una previsione originaria, in linea con l'evoluzione complessiva della disciplina dei servizi pubblici locali.

I contratti di servizio

Il comma 5 chiude con un principio fondamentale: i rapporti tra ente locale e soggetto gestore sono regolati da contratti di servizio. È lo strumento contrattuale che definisce obblighi, livelli qualitativi, corrispettivi, sanzioni, modalità di controllo. La sua centralità è confermata dalla disciplina del TUSP (D.Lgs. 175/2016) e dagli orientamenti ANAC e Corte dei conti, che ne richiedono massima precisione redazionale per evitare zone grigie nella governance. Anche l'ANCI, attraverso le proprie linee guida, mette a disposizione modelli tipo di contratto di servizio per le diverse tipologie di affidamento.

Casi pratici

Caso 1: affidamento diretto del servizio biblioteca

Un comune intende gestire la propria rete bibliotecaria con una formula stabile e strutturata. Costituisce un'istituzione comunale ex art. 114, comma 2, e le affida direttamente il servizio sulla base dell'articolo 113-bis. Il rapporto è regolato da un contratto di servizio che fissa orari di apertura, programmazione culturale, copertura del territorio, indicatori di performance e modalità di rendicontazione, in coerenza con le linee guida ANCI sui servizi culturali.

Caso 2: in house per servizi cimiteriali culturali

Caio è amministratore di una società a capitale interamente pubblico costituita da più comuni per gestire servizi senza rilevanza economica (manutenzione cimiteriale, attività ricreative, archivio storico). La società opera in regime di controllo analogo congiunto e realizza la parte preponderante dell'attività a favore dei comuni soci. L'affidamento è formalizzato in un contratto di servizio dettagliato che ne disciplina obblighi e corrispettivi.

Domande frequenti

Quali sono i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica?

Sono i servizi che, per le proprie caratteristiche intrinseche o per il contesto, non sono remunerabili a condizioni di mercato e si rivolgono a esigenze sociali, culturali o ricreative. Tipicamente vi rientrano biblioteche, musei, archivi, servizi sociali di prossimità, attività culturali e del tempo libero. La verifica è caso per caso.

Come possono essere gestiti questi servizi?

Tramite affidamento diretto a istituzioni, aziende speciali anche consortili o società a capitale interamente pubblico in regime di in house (controllo analogo + attività prevalente). È ammessa la gestione in economia per servizi di modeste dimensioni. Per i servizi culturali e del tempo libero, è consentito l'affidamento anche ad associazioni e fondazioni costituite o partecipate dall'ente.

Come si regola il rapporto con il soggetto gestore?

Il rapporto è regolato da un contratto di servizio che definisce obblighi, livelli qualitativi, corrispettivi, sanzioni e modalità di controllo. È lo strumento centrale della governance e deve essere redatto con precisione, in coerenza con le linee guida ANCI e gli orientamenti di ANAC e Corte dei conti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.