- Gli amministratori locali sono tenuti a esercitare le funzioni secondo legalità e imparzialità.
- Devono astenersi nei casi di conflitto di interesse personale o familiare.
- Devono comportarsi con disciplina e onore nell'esercizio del mandato.
- Sono soggetti a obblighi di trasparenza patrimoniale e reddituale.
- La violazione può dare luogo a responsabilità politica e amministrativa.
Testo dell'articoloVigente
Art. 78 TUEL — Articolo 78
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Il comportamento degli amministratori, nell’esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all’imparzialità e al principio di buona amministrazione, nel pieno rispetto della distinzione tra le funzioni, competenze e responsabilità degli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, e quelle proprie dei dirigenti delle rispettive amministrazioni.
2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
3. I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.
4. Nel caso di piani urbanistici, ove la correlazione immediata e diretta di cui al comma 2 sia stata accertata con sentenza passata in giudicato, le parti di strumento urbanistico che costituivano oggetto della correlazione sono annullate e sostituite mediante nuova variante urbanistica parziale. Nelle more dell’accertamento di tale stato di correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini è sospesa la validità delle relative disposizioni del piano urbanistico.
5. Al sindaco ed al presidente della provincia, nonché agli assessori ed ai consiglieri comunali e provinciali è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni e province.
6. Gli amministratori lavoratori dipendenti, pubblici e privati, non possono essere soggetti, se non per consenso espresso, a trasferimenti durante l’esercizio del mandato. La richiesta dei predetti lavoratori di avvicinamento al luogo in cui viene svolto il mandato amministrativo deve essere esaminata dal datore di lavoro con criteri di priorità. … .
Commento
L'articolo 78 codifica i doveri fondamentali degli amministratori locali, fissando un perimetro di condotta etica e funzionale che si affianca agli obblighi specifici previsti da altre norme. La disposizione esprime il principio della funzione pubblica come servizio alla comunità.
Esercizio delle funzioni
L'amministratore deve esercitare le funzioni secondo legalità, imparzialità e buon andamento, in coerenza con l'art. 97 della Costituzione. Il dovere comporta un'attenzione costante all'interesse pubblico, anche quando questo confligga con interessi politici contingenti.
Dovere di astensione
L'amministratore deve astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione delle deliberazioni in cui abbia interesse personale o di un parente fino al quarto grado. Il dovere di astensione è presidio essenziale dell'imparzialità: la sua violazione può comportare nullità della deliberazione e responsabilità individuale.
Comportamento e disciplina
L'amministratore deve comportarsi con disciplina e onore. È una formula ampia, che ricomprende il rispetto delle regole istituzionali, la cortesia nei rapporti, la capacità di gestire il dissenso politico senza ledere il decoro dell'istituzione. Le violazioni gravi possono assumere rilievo anche sotto il profilo della responsabilità politica.
Trasparenza patrimoniale
Gli amministratori locali sono soggetti a obblighi di trasparenza patrimoniale e reddituale, dettagliati dalla normativa anticorruzione. La pubblicazione di dati su redditi, patrimoni e situazioni di conflitto è strumento essenziale per il controllo democratico dell'attività amministrativa.
Responsabilità
La violazione dei doveri può dare luogo a responsabilità politica (sfiducia, censura), amministrativa (responsabilità erariale davanti alla Corte dei conti), civile (azione di rivalsa dell'ente per danno), penale (reati propri dei pubblici ufficiali). Il regime di responsabilità è dunque complesso e stratificato.
Strumenti di compliance
Le linee guida ANCI e i piani anticorruzione comunali offrono strumenti operativi per supportare gli amministratori nel rispetto dei doveri: registri delle astensioni, dichiarazioni di assenza di conflitto, formazione obbligatoria sulle regole etiche.
Domande frequenti
Quando devo astenermi dal voto?
Quando la deliberazione abbia oggetto interessi personali, di parenti o affini fino al quarto grado. Il dovere è ampio e ricomprende anche situazioni di interesse indiretto o di natura economica significativa.
Cosa succede se non mi astengo?
La deliberazione adottata con la partecipazione di un amministratore in conflitto può essere annullata. L'amministratore inadempiente può essere chiamato a rispondere in sede amministrativa e patrimoniale.
Devo pubblicare la mia dichiarazione dei redditi?
Sì, secondo la normativa anticorruzione. Gli obblighi di trasparenza patrimoniale e reddituale sono dettagliati e periodicamente aggiornati. La pubblicazione avviene sul sito istituzionale dell'ente.
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