← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il sindaco e il presidente della provincia rispondono al consiglio mediante mozione di sfiducia motivata.
  • La mozione deve essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri.
  • L'approvazione richiede la maggioranza assoluta dei componenti del consiglio.
  • L'approvazione comporta la cessazione anticipata del sindaco e lo scioglimento del consiglio.
  • Si vota per appello nominale non prima di dieci né oltre trenta giorni dalla presentazione.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 52 TUEL — Articolo 52

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Il voto del consiglio comunale o del consiglio provinciale contrario ad una proposta del sindaco, del presidente della provincia o delle rispettive giunte non comporta le dimissioni degli stessi.

2. Il sindaco, il presidente della provincia e le rispettive giunte cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco e il presidente della provincia, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi dell’articolo 141.

Commento

L'articolo 52 disciplina lo strumento più radicale di controllo politico del consiglio sul sindaco e sul presidente della provincia: la mozione di sfiducia. È una soluzione drastica, perché la sua approvazione produce l'effetto del simul stabunt simul cadent, travolgendo non solo l'organo monocratico ma anche l'assemblea consiliare.

Presupposti formali

La mozione deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati. Il quorum di iniziativa è elevato proprio per scoraggiare ricorsi pretestuosi e responsabilizzare la minoranza che assume l'iniziativa. La motivazione costituisce parte essenziale: la mozione che si limiti a una formula di stile può essere dichiarata inammissibile dal presidente del consiglio.

Tempistica e voto per appello nominale

La votazione avviene non prima di dieci né oltre trenta giorni dalla presentazione. La forma del voto per appello nominale rende pubblica l'assunzione di responsabilità da parte di ciascun consigliere. Il quorum deliberativo è la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, soglia significativamente più elevata di quella ordinaria.

Effetto della sfiducia

L'approvazione comporta la cessazione del sindaco o del presidente, lo scioglimento del consiglio e la nomina di un commissario in attesa delle nuove elezioni. Si rinnovano dunque entrambi gli organi, in coerenza con il principio di legame fra esecutivo e assemblea introdotto dall'elezione diretta.

Distinzione da mozioni di censura

La mozione di sfiducia non va confusa con la mozione di censura o con le interrogazioni: solo la prima produce l'effetto risolutivo previsto dall'art. 52. Lo statuto può disciplinare altre forme di controllo politico, prive però degli effetti dirompenti della sfiducia.

Riflessi pratici

Nella prassi la mozione di sfiducia viene utilizzata in modo episodico, generalmente quando si rompe la coalizione di maggioranza o quando si verificano fatti politicamente rilevanti che richiedono un chiarimento radicale. Il Ministero dell'Interno e l'ANCI hanno più volte ricordato come ogni passaggio procedurale debba essere documentato con precisione, per evitare contenzioso successivo sulla validità del voto.

Domande frequenti

Si può presentare la sfiducia contro un singolo assessore?

La sfiducia ex art. 52 riguarda esclusivamente il sindaco e il presidente della provincia. Eventuali mozioni rivolte a singoli assessori producono effetti politici, non automatici sul piano formale, salvo diversa previsione dello statuto.

Cosa accade se la sfiducia non viene approvata?

Il sindaco resta in carica. La mozione respinta non preclude la presentazione di nuove mozioni, salvo eventuali limiti regolamentari sull'identità dei firmatari o dei contenuti.

Le dimissioni del sindaco hanno gli stessi effetti della sfiducia?

Le dimissioni della metà più uno dei consiglieri o del sindaco producono lo scioglimento del consiglio. La differenza riguarda i presupposti politici, ma gli effetti istituzionali sono analoghi a quelli della sfiducia.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.