Testo dell'articoloVigente
L’art. 48 del TUEL (D.Lgs. 267/2000) definisce le competenze della giunta comunale e provinciale: organo collegiale che collabora con il sindaco o il presidente e ha competenza residuale, cioè compie tutti gli atti non riservati dalla legge al consiglio e non rientranti nelle competenze di sindaco/presidente o dirigenti. Adotta inoltre il regolamento sugli uffici e i servizi, nel rispetto dei criteri del consiglio.
Art. 48 TUEL – Articolo 48
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato
1. La giunta collabora con il sindaco o con il presidente della provincia nel governo del comune o della provincia ed opera attraverso deliberazioni collegiali. Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, le riunioni della giunta si tengono preferibilmente in un arco temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei partecipanti . 49
2. La giunta compie tutti gli atti rientranti ai sensi dell’articolo 107, commi 1 e 2, nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del sindaco o del presidente della provincia o degli organi di decentramento; collabora con il sindaco e con il presidente della provincia nell’attuazione degli indirizzi generali del consiglio; riferisce annualmente al consiglio sulla propria attività e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello stesso.
3. È, altresì, di competenza della giunta l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 48 disegna il volto della giunta locale come motore operativo dell'amministrazione, intermediario fra l'indirizzo politico del consiglio e la gestione tecnica della dirigenza. La norma chiarisce che la giunta opera per atti collegiali, cioè per deliberazioni assunte a maggioranza dei presenti, e che il suo perimetro è definito in negativo: tutto ciò che non è riservato al consiglio o al dirigente passa di norma per la giunta.
Una competenza residuale ma strategica
La tecnica adottata dal legislatore è quella della competenza residuale. Il TUEL riserva al consiglio gli atti fondamentali di indirizzo politico-amministrativo (bilancio, regolamenti generali, piani urbanistici) e al dirigente la gestione operativa, mentre alla giunta restano le scelte di programma quotidiano: piani esecutivi di gestione, autorizzazioni a stare in giudizio, atti di alta amministrazione che non spettano agli altri organi. Si tratta di una clausola elastica che, secondo le linee interpretative del Ministero dell'Interno, consente di adattare l'agire della giunta alle dimensioni dell'ente.
Il regolamento sull'ordinamento degli uffici
Il comma 3 attribuisce alla giunta una competenza esclusiva di notevole peso: l'adozione del regolamento sull'ordinamento generale degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio. Si crea così un meccanismo a due tempi: il consiglio fissa la cornice (linee guida, principi, contingenti), la giunta riempie di contenuto la struttura organizzativa. Le pronunce dei giudici amministrativi hanno tipicamente sottolineato che un'invasione di campo del consiglio nei dettagli organizzativi vizia l'atto per incompetenza.
Riunioni e calendari sostenibili
La previsione sulle riunioni in orari non coincidenti con il lavoro, per i comuni fino a 15.000 abitanti, riflette il riconoscimento della natura quasi volontaristica del mandato negli enti più piccoli. Non è un mero auspicio: in linea generale, una calendarizzazione sistematicamente penalizzante può alimentare contenzioso sull'effettività del diritto al permesso retribuito ex art. 79.
Rapporti con consiglio e dirigenza
La giunta non delibera in materia di personale individuale, di gestione finanziaria corrente o di provvedimenti gestionali, riservati al dirigente o al responsabile di servizio. Eventuali deliberazioni che intervengano in queste aree sono tipicamente censurabili come atti adottati in carenza di potere. L'ANCI ha più volte ricordato come la separazione fra politica e gestione, principio cardine dal d.lgs. 29/1993 e oggi ribadita nel TUEL, debba presidiare ogni atto della giunta.
Operatività concreta
Nel quotidiano la giunta approva il PEG, autorizza il sindaco a transigere o resistere in giudizio, adotta atti di indirizzo per le partecipate, definisce tariffe non riservate al consiglio, approva schemi di bilancio prima della trasmissione al consiglio. La verbalizzazione, la pubblicazione all'albo pretorio e la trasmissione ai capigruppo consiliari sono passaggi formali essenziali per il perfezionamento.
Casi pratici
Caso 1: regolamento sugli uffici approvato dal consiglio
Il comune in cui opera Tizio, assessore, vede il consiglio approvare un articolato regolamento di dettaglio sulla struttura degli uffici. La deliberazione viene impugnata da un consigliere di minoranza per incompetenza, in quanto il merito organizzativo spettava alla giunta. La controversia richiama l'attenzione sulla netta ripartizione disegnata dall'art. 48.
Caso 2: giunta che decide su orari di personale
Caia, responsabile del personale, riceve una delibera della giunta che modifica direttamente l'orario di un singolo dipendente. La decisione viene segnalata al segretario perché trasli sul piano gestionale di competenza dirigenziale: la giunta avrebbe potuto fissare indirizzi generali, ma non incidere sul rapporto individuale di lavoro.
Domande frequenti
La giunta può adottare atti riservati al consiglio?
No. La competenza residuale opera solo nei limiti delle attribuzioni non riservate dalla legge al consiglio o ai dirigenti. Atti adottati in violazione di tale ripartizione sono generalmente annullabili per incompetenza.
Chi presiede la giunta?
La presiedono il sindaco nei comuni e il presidente della provincia negli enti di area vasta, che la convocano, ne dirigono i lavori e firmano le deliberazioni adottate.
Le sedute della giunta sono pubbliche?
In linea generale no: la giunta opera in seduta riservata, con verbalizzazione a cura del segretario. Lo statuto comunale può comunque prevedere modalità di pubblicità delle deliberazioni adottate.