← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le Comunità montane sono unioni di Comuni montani o parzialmente montani.
  • Hanno funzioni proprie e conferite.
  • Si attivano per l'esercizio associato di funzioni comunali.
  • Sono governate da organi rappresentativi ed esecutivi.
  • Valorizzano le aree montane.

Testo dell'articoloVigente

Art. 27 TUEL — Articolo 27

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Le comunità montane sono unioni di comuni, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, per la valorizzazione delle zone montane per l’esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per l’esercizio associato delle funzioni comunali.

2. La comunità montana ha un organo rappresentativo e un organo esecutivo composti da sindaci, assessori o consiglieri dei comuni partecipanti. Il presidente può cumulare la carica con quella di sindaco di uno dei comuni della comunità. I rappresentanti dei comuni della comunità montana sono eletti dai consigli dei comuni partecipanti con il sistema del voto limitato garantendo la rappresentanza delle minoranze.

3. La regione individua, concordandoli nelle sedi concertative di cui all’articolo 4, gli ambiti o le zone omogenee per la costituzione delle comunità montane, in modo da consentire gli interventi per la valorizzazione della montagna e l’esercizio associato delle funzioni comunali. La costituzione della comunità montana avviene con provvedimento del presidente della giunta regionale.

4. 4. La legge regionale disciplina le comunità montane stabilendo in particolare: a) le modalità di approvazione dello statuto; b) le procedure di concertazione; c) la disciplina dei piani zonali e dei programmi annuali; d) i criteri di ripartizione tra le comunità montane dei finanziamenti regionali e di quelli dell’Unione europea; e) i rapporti con gli altri enti operanti nel territorio.

5. La legge regionale può escludere dalla comunità montana i comuni parzialmente montani nei quali la popolazione residente nel territorio montano sia inferiore al 15 per cento della popolazione complessiva, restando sempre esclusi i capoluoghi di provincia e i comuni con popolazione complessiva superiore a 40.000 abitanti. L’esclusione non priva i rispettivi territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’Unione europea e dalle leggi statali e regionali. La legge regionale può prevedere, altresì, per un più efficace esercizio delle funzioni e dei servizi svolti in forma associata, l’inclusione dei comuni confinanti, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, che siano parte integrante del sistema geografico e socioeconomico della comunità.

6. Al comune montano nato dalla fusione dei comuni il cui territorio coincide con quello di una comunità montana sono assegnate le funzioni e le risorse attribuite alla stessa in base a norme comunitarie, nazionali e regionali. Tale disciplina si applica anche nel caso in cui il comune sorto dalla fusione comprenda comuni non montani. Con la legge regionale istitutiva del nuovo comune si provvede allo scioglimento della comunità montana.

7. Ai fini della graduazione e differenziazione degli interventi di competenza delle regioni e delle comunità montane, le regioni, con propria legge, possono provvedere ad individuare nell’ambito territoriale delle singole comunità montane fasce altimetriche di territorio, tenendo conto dell’andamento orografico, del clima, della vegetazione, delle difficoltà nell’utilizzazione agricola del suolo, della fragilità ecologica, dei rischi ambientali e della realtà socio-economica.

8. Ove in luogo di una preesistente comunità montana vengano costituite più comunità montane, ai nuovi enti spettano nel complesso i trasferimenti erariali attribuiti all’ente originario, ripartiti in attuazione dei criteri stabiliti dall’ articolo 36 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 , e successive modificazioni.

Commento

L'art. 27 disciplina le Comunità montane, forme associative fra Comuni di montagna. Sono strumenti storici di valorizzazione del territorio montano, oggi rivisitate dalla legislazione regionale.

Natura e finalità

Le Comunità montane sono enti locali con personalità giuridica. Hanno la finalità di valorizzare le zone montane attraverso funzioni proprie e l'esercizio associato di funzioni comunali.

Organi

Hanno un organo rappresentativo e un organo esecutivo, composti da sindaci, assessori o consiglieri dei Comuni partecipanti. Il presidente può cumulare la carica con quella di sindaco di un Comune membro.

Legislazione regionale

Le Regioni hanno ampi poteri sulle Comunità montane: alcune le hanno riformate o soppresse, sostituendole con altre forme associative. Il TUEL resta cornice di principio.

Sinergia con politiche montane

Le Comunità montane si raccordano con politiche nazionali (Strategia Nazionale Aree Interne) e regionali per le aree svantaggiate. UNCEM (Unione Comuni Enti Montani) è interlocutore istituzionale.

Profili finanziari

I tagli alla finanza locale hanno colpito anche le Comunità montane. Alcune Regioni hanno cercato di stabilizzare le risorse. La Corte dei conti monitora i bilanci.

Domande frequenti

Cosa sono le Comunità montane?

Unioni di Comuni montani o parzialmente montani per la valorizzazione del territorio.

Possono partecipare Comuni di Province diverse?

Sì, se vi sono ragioni di omogeneità territoriale.

Quali funzioni svolgono?

Funzioni proprie e funzioni conferite o associate dai Comuni.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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