Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 222 c.p.c. – Interpello della parte che ha prodotto la scrittura

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Quando è proposta querela di falso in corso di causa, il giudice istruttore interpella la parte che ha prodotto il documento se intende valersene in giudizio. Se la risposta è negativa, il documento non è utilizzabile in causa; se è affermativa, il giudice, che ritiene il documento rilevante, autorizza la presentazione della querela nella stessa udienza o in una successiva; ammette i mezzi istruttori che ritiene idonei, e dispone i modi e i termini della loro assunzione.

In sintesi

  • Quando viene proposta querela di falso durante il giudizio, il giudice istruttore deve interpellare la parte che ha prodotto il documento.
  • Se la parte dichiara di non volersi più valere del documento, questo viene escluso dal processo.
  • Se la parte conferma l'utilizzo, il giudice valuta la rilevanza del documento e, se rilevante, autorizza la presentazione formale della querela.
  • Il giudice ammette i mezzi istruttori ritenuti idonei e fissa modalità e termini per la loro assunzione.
Indice dei contenuti

Querela di falso in corso di causa: il giudice interpella la parte che ha prodotto il documento per sapere se intende ancora valersene.

Ratio della norma

L'art. 222 c.p.c. risponde a un'esigenza di economia processuale: prima di avviare il procedimento incidentale di querela di falso, che è costoso e complesso, il legislatore ha previsto un meccanismo deflattivo. L'interpello consente di verificare se il documento contestato sia ancora effettivamente necessario al giudizio. Se la parte che lo ha prodotto rinuncia ad avvalersene, il procedimento di falso diventa inutile e il giudice può proseguire senza digressioni.

Analisi del testo

Il meccanismo si articola in due fasi distinte. Nella prima, il giudice istruttore formula un interpello diretto alla parte che ha prodotto il documento: questa deve dichiarare se intende ancora utilizzarlo come mezzo di prova. La risposta negativa determina l'inutilizzabilità automatica del documento, senza necessità di alcuna pronuncia nel merito sulla sua autenticità. La risposta affermativa, invece, apre la seconda fase: il giudice verifica la rilevanza del documento per la decisione della causa. Solo se ritiene il documento rilevante, autorizza la presentazione formale della querela di falso, ammette le prove strumentali e organizza la fase istruttoria relativa all'incidente.

Quando si applica

La norma si applica esclusivamente alla querela di falso incidentale, cioè proposta nel corso di un giudizio già pendente, a differenza della querela di falso principale che si introduce con atto di citazione autonomo. Il documento oggetto della querela può essere un atto pubblico o una scrittura privata riconosciuta; la contestazione riguarda la falsità materiale del documento, non la sua interpretazione o efficacia probatoria. L'interpello avviene tipicamente in udienza, consentendo una risposta immediata o in un termine breve fissato dal giudice.

Connessioni con altre norme

L'art. 222 si inserisce nel sistema della querela di falso disciplinata dagli artt. 221-227 c.p.c. L'art. 221 regola le condizioni di ammissibilità della querela; l'art. 223 disciplina la sospensione del giudizio principale durante il procedimento incidentale; l'art. 225 riguarda la sentenza che decide sulla falsità. Sul piano sostanziale, la norma si raccorda con gli artt. 2699 e seguenti c.c. in materia di atto pubblico e con l'art. 2702 c.c. sulla scrittura privata. Rileva inoltre il coordinamento con l'art. 221 c.p.c. per quanto riguarda i termini di proposizione.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Tizio conviene Caio in giudizio per il pagamento di un saldo contrattuale, producendo una scrittura privata firmata. Caio propone querela di falso sostenendo che la firma è contraffatta. Il giudice istruttore interpella Tizio chiedendo se intende ancora valersi del documento: Tizio conferma. Il giudice, ritenendo la scrittura rilevante ai fini della decisione, autorizza la presentazione formale della querela e ammette la perizia grafologica.

In una diversa ipotesi, Sempronio produce in giudizio una quietanza che Caio contesta come falsa. Alla domanda del giudice, Sempronio dichiara di non volersi più valere della quietanza, preferendo provare il pagamento con altri mezzi. Il documento viene escluso e il procedimento incidentale non ha luogo, con risparmio di tempo e costi per entrambe le parti.

Domande frequenti

Che cos'è l'interpello previsto dall'art. 222 c.p.c.?

È la domanda che il giudice istruttore rivolge alla parte che ha prodotto un documento quando viene proposta querela di falso: deve dichiarare se intende ancora utilizzare quel documento nel processo.

Cosa succede se la parte dichiara di non volersi valere del documento?

Il documento viene escluso dal giudizio e non può più essere utilizzato come prova. La querela di falso perde oggetto e il processo prosegue senza l'incidente.

Il giudice è obbligato ad autorizzare la querela se la parte vuole mantenere il documento?

No. Il giudice deve prima valutare la rilevanza del documento per la decisione: solo se lo ritiene rilevante autorizza la querela e ammette i mezzi istruttori.

Qual è la differenza tra querela di falso principale e incidentale?

La querela principale si propone con atto di citazione in un giudizio autonomo; quella incidentale, disciplinata dall'art. 222 c.p.c., viene proposta nel corso di un giudizio già pendente in relazione a un documento prodotto in quel processo.

Quali prove possono essere ammesse nel procedimento incidentale di falso?

Il giudice può ammettere qualsiasi mezzo istruttorio ritenuto idoneo, tra cui la perizia grafologica, la prova testimoniale e l'esame dei documenti di comparazione, fissandone modalità e termini di assunzione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-13
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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