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Testo dell'articoloVigente
L’art. 40 c.p.c. regola la connessione tra cause davanti a giudici diversi: il giudice può disporre con ordinanza la rimessione al giudice della causa principale (o preventivamente adita), fissando un termine perentorio per la riassunzione; la connessione non può essere eccepita né rilevata dopo la prima udienza, e il rito prevalente segue le regole dei commi 3-5.
Art. 40 c.p.c. – Connessione
Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)
Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione, possono essere decise in un solo processo , il giudice fissa con ordinanza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito.
La connessione non può essere eccepita dalle parti né rilevata d’ufficio dopo la prima udienza, e la rimessione non può essere ordinata quando lo stato della causa principale o preventivamente proposta non consente l’esauriente trattazione e decisione delle cause connesse.
Nei casi previsti negli articoli 31, 32, 34, 35 e 36, le cause, cumulativamente proposte o successivamente riunite, debbono essere trattate e decise col rito ordinario, salva l’applicazione del solo rito speciale quando una di tali cause rientri fra quelle indicate negli articoli 409 e 442. In caso di connessione ai sensi degli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 tra causa sottoposta al rito semplificato di cognizione e causa sottoposta a rito speciale diverso da quello previsto dal primo periodo, le cause debbono essere trattate e decise con il rito semplificato di cognizione.
Qualora le cause connesse siano assoggettate a differenti riti speciali debbono essere trattate e decise col rito previsto per quella tra esse in ragione della quale viene determinata la competenza o, in subordine, col rito previsto per la causa di maggior valore.
Se la causa è stata trattata con un rito diverso da quello divenuto applicabile ai sensi del terzo comma, il giudice provvede a norma degli articoli 426, 427 e 439.
Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi al tribunale affinchè siano decise nello stesso processo.
Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d’ufficio la connessione a favore del tribunale.
In sintesi
Indice dei contenuti
La connessione consente di riunire cause proposte davanti a giudici diversi se connesse per ragione; il giudice fissa termine per riassunzione.
Ratio
L'articolo 40 consente la riunificazione di cause separate ma correlate, realizzando l'economia processuale e prevenendo sentenze contraddittorie. La connessione è uno strumento più duttile della litispendenza e continenza: mentre la litispendenza rileva quando la causa è identica, la connessione si applica quando le cause sono diverse ma interdipendenti per ragione (oggetto, titolo, comunanza di fatto o questione).
Analisi
La norma prevede che se sono proposte davanti a giudici diversi più cause connesse per ragione, il giudice fissa con ordinanza un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria davanti al giudice della causa principale, o davanti al giudice preventivamente adito negli altri casi. La connessione non può essere eccepita dalle parti né rilevata d'ufficio dopo la prima udienza, pena la decadenza del diritto a farla valere. Se lo stato della causa principale non consente la trattazione esauriente delle cause connesse, la rimessione non è ordinata.
Quando si applica
Esempio classico: Tizio agisce davanti al giudice di pace di Milano contro Caio per risarcimento di 3.000 euro per incidente stradale. Contemporaneamente, Tizio agisce davanti al giudice di pace di Roma contro Sempronio (terzo responsabile dell'incidente) per il risarcimento della medesima porzione di danno. Le due cause sono connesse per ragione (derivano dal medesimo incidente). Il giudice di Roma, essendo successivamente adito, rimette la causa a Milano per un giudizio unitario.
Connessioni
Articoli correlati: 31-36 (cumulo soggettivo, cause di garanzia, accertamenti incidentali, compensazione, cause riconvenzionali), 39 (litispendenza e continenza), 409 ss. e 442 ss. (giudici speciali del lavoro e consumatori), 426-427 (riti speciali). La connessione è sottoposta a limiti temporali e di merito che ne restringono l'applicabilità in corso di giudizio.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio subisce un incidente stradale a causa della guida negligente di Caio e Sempronio. Agisce davanti al giudice di pace di Milano per il risarcimento di 4.000 euro contro Caio. Nello stesso periodo, agisce davanti al giudice di pace di Roma per il risarcimento di 3.000 euro contro Sempronio relativamente alla medesima dinamica incidentale. Il giudice di Roma, adito successivamente, dichiara la connessione e fissa un termine per la riassunzione della causa davanti al giudice di Milano, realizzando un processo unitario.
Caso 2: Caso 2
Mevio, imprenditore, agisce davanti al tribunale di Torino contro il fornitore Filano per rescissione del contratto e risarcimento danni di 25.000 euro. Successivamente, Mevio agisce davanti al tribunale di Genova contro il fornitore alternativo Giallo per fornitura carente di merce correlata al medesimo progetto di Mevio. Le due cause sono connesse per oggetto (entrambe riguardano la fornitura di merce per il progetto). Il tribunale di Genova dichiara la connessione e rimette a Torino, assegnando un termine per la riassunzione.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra connessione per oggetto e connessione per ragione?
La connessione per oggetto ricorre quando le cause riguardano la medesima questione di fatto o diritto. La connessione per ragione (più ampia) ricorre quando le cause sono interdipendenti per qualsiasi elemento sostanziale o procedurale. L'articolo 40 usa il termine 'ragione' in senso lato.
Fino a quando posso eccepire connessione?
La connessione non può essere eccepita dalle parti né rilevata d'ufficio dopo la prima udienza. Questa limitazione temporale è volta a evitare che il processo si protragga eccessivamente per successive scoperte di correlazioni.
Il giudice è obbligato a ordinare la rimessione se sussiste connessione?
Sì, salvo che lo stato della causa principale non consenta l'esauriente trattazione delle cause connesse. In questo caso, il giudice può rifiutare la rimessione, considerando pragmaticamente l'avanzamento del processo.
Quali sono gli effetti della riunificazione di cause connesse?
Cause riunificate devono essere trattate e decise con il medesimo rito ordinario o speciale. Se sono assoggettate a riti speciali diversi, il giudice applica il rito della causa principal o, in subordine, il rito della causa di maggior valore.
Posso oppormi alla rimessione per connessione ordinata dal giudice?
No, la rimessione per connessione è obbligatoria se i presupposti ricorrono e non è possibile trattar esaurientement. Tuttavia, puoi proporre ricorso per regolamento di competenza alla Corte di cassazione se ritieni errata la valutazione della connessione.
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