Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 37 c.p.c. – Difetto di giurisdizione

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della pubblica amministrazione è rilevato, anche d’ufficio, in qualunque stato e grado del processo. Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo o dei giudici speciali è rilevato anche d’ufficio nel giudizio di primo grado. Nei giudizi di impugnazione può essere rilevato solo se oggetto di specifico motivo, ma l’attore non può impugnare la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui adito.

In sintesi

  • La giurisdizione è il potere del giudice ordinario di decidere controversie in base alle materie e ai territori assegnati dalla legge
  • Il giudice ordinario manca di giurisdizione quando decide di controversie afferenti a giudici speciali o amministrativi
  • Il difetto di giurisdizione è rilevato d'ufficio dal giudice in qualunque stato e grado del processo
  • La rilevazione d'ufficio garantisce il rispetto della distribuzione costituzionale della funzione giurisdizionale
Indice dei contenuti

Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario verso la pubblica amministrazione o giudici speciali è rilevato anche d'ufficio in qualunque stato.

Ratio

L'articolo 37 tutela il principio costituzionale della separazione dei poteri e della giurisdizione assegnata a diversi ordini giudiziari. La pubblica amministrazione, per determinate controversie, deve rispondere dinanzi al giudice amministrativo; alcune materie sono riservate a giudici speciali (giudice del lavoro, giudice della famiglia, giudice della cassazione). La norma garantisce che nessuno possa essere giudicato da un giudice privo di giurisdizione, con efficacia di erga omnes.

Analisi

La norma si compone di due commi (sebbene il secondo sia stato abrogato nel 1995). Il primo comma stabilisce che il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della pubblica amministrazione o dei giudici speciali è rilevato, anche d'ufficio, in qualunque stato e grado del processo. La rilevazione d'ufficio significa che il giudice ha l'obbligo di riconoscere il difetto anche se le parti non lo eccepiscono, e può farlo in qualsiasi momento, anche in appello o in cassazione.

Quando si applica

Ipotesi tipiche: (1) cittadino che cita il Comune avanti al giudice ordinario per una controversia sulla tassa rifiuti, quando la materia spetta al giudice amministrativo; (2) dipendente che agisce avanti al tribunale ordinario per contestazione di licenziamento, quando la materia attiene alla giurisdizione del giudice del lavoro; (3) controversia sulla validità di un atto amministrativo sottoposta al giudice ordinario, quando rientra nella sfera del giudice amministrativo.

Connessioni

Correlato agli articoli 1 ss. (giurisdizione dei giudici ordinari), 5 (giurisdizione speciale della pubblica amministrazione), articoli 409 ss. e 442 ss. (giudici speciali per lavoro e protezione dei consumatori), oltre a numerose leggi speciali che attribuiscono giurisdizione amministrativa (d.l.gs. 104/2010) e giurisdizione del lavoro (d.l.gs. 81/2015).

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, cittadino, cita il Comune di Milano avanti al tribunale ordinario lamentando di aver ricevuto un avviso di accertamento per tassa sui rifiuti in misura non dovuta. Sebbene Tizio abbia correttamente introdotto la causa in via ordinaria, il tribunale rileva d'ufficio che la controversia sulla legittimità dell'atto amministrativo spetta al giudice amministrativo (TAR). Il tribunale, anche in assenza di eccezione del Comune, dichiara il difetto di giurisdizione e rimette la causa al TAR.

Caso 2: Caso 2

Caio, lavoratore autonomo che fornisce servizi in maniera continuativa a Sempronio, agisce dinanzi al tribunale ordinario per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla sottrazione di clientela. Nel corso del giudizio emerge che la relazione fra Caio e Sempronio potrebbe integrare una subordinazione qualificata, ricadendo nella giurisdizione del giudice del lavoro. Il giudice ordinario, anche d'ufficio, può rilevare il possibile difetto di giurisdizione e rimettere ai giudici specializzati competenti.

Domande frequenti

Cosa è la giurisdizione nel processo civile?

È il potere del giudice ordinario (o speciale) di decidere controversie assegnate dalla legge. La giurisdizione è un attributo della sovranità e deve essere esercitata secondo i criteri stabiliti dal codice di procedura civile e dalle leggi speciali.

Chi rileva il difetto di giurisdizione se il giudice ordinario non ha competenza?

Il difetto di giurisdizione è rilevato d'ufficio dal giudice ordinario in qualunque stato e grado del processo, cioè il giudice ha l'obbligo di riconoscerlo anche se le parti non lo eccepiscono.

Posso impugnare una sentenza se il giudice ordinario era privo di giurisdizione?

Sì, il difetto di giurisdizione può essere rilevato in appello o in cassazione dal giudice superiore, anche d'ufficio. È uno dei rari vizi del processo che rimane rilevabile in qualunque momento.

Cosa accade dopo che il giudice ordinario dichiara il difetto di giurisdizione?

Il giudice ordinario dichiara il difetto e rimette la causa al giudice competente (giudice amministrativo, giudice del lavoro, ecc.), assegnando un termine per la riassunzione della causa davanti al giudice corretto.

Un accordo tra le parti può surrogare la mancanza di giurisdizione?

No, la giurisdizione è un requisito processuale insuscettibile di deroga consensuale. Un accordo tra le parti non può attribuire giurisdizione a un giudice privo di essa secondo la legge.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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