Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 336 c.p.p. – Querela
Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)
Querela
1. La querela è proposta mediante dichiarazione nella quale, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, si manifesta la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato.
Vedi anche
→Cod. proc. pen. art. 335 - Art. 335 c.p.p.: Registro delle notizie di reato→Cod. proc. pen. art. 337 - Articolo 337 Codice di Procedura Penale: Formalità della querela→Cod. pen. art. 1 - Art. 1 c.p.: (Reati e pene: disposizione espressa di legge)→Reati Tributari art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 74/2000 - Definizioni→D.Lgs. 231/2001 art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 231/2001 - Soggetti→Art. 334-bis c.p.p.: Esclusione dell’obbligo di denuncia nell’am→Articolo 334 Codice di Procedura Penale: Referto→Art. 338 c.p.p.: Curatore speciale per la querela→Articolo 333 Codice di Procedura Penale: Denuncia da parte di privati→Articolo 339 Codice di Procedura Penale: Rinuncia alla querela→Articolo 332 Codice di Procedura Penale: Contenuto della denuncia→Articolo 340 Codice di Procedura Penale: Remissione della querela
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
La querela è una dichiarazione con cui la persona offesa chiede al magistrato di procedere contro il presunto colpevole di un reato che richiede sua iniziativa.
Ratio
L'articolo 336 c.p.p. disciplina la querela, uno degli strumenti fondamentali mediante i quali la vittima di un reato (persona offesa) attiva l'azione penale. La querela è l'espressione della sovranità popolare nel decidere se sottoporre determinati fatti a giudizio penale. Il legislatore ha scelto di mantenere forme relativamente libere (declaratoria semplice), riflettendo la volontà di rendere il meccanismo accessibile ai cittadini.
Analisi
La norma definisce la querela come «dichiarazione», senza richiedere una forma specifica. La dichiarazione manifesta la volontà di procedere («intento procedere») e deve riferirsi a un fatto descritto dalla legge come reato. L'elemento soggettivo è cruciale: la querela è efficace solo se esternata da soggetto legittimato (persona offesa) ed è priva di condizioni sospensive. Il ricorso al procuratore speciale è ammesso, stabilendo così il principio della rappresentanza.
Quando si applica
La querela ricorre per i reati di azione privata (diffamazione, ingiuria, atti persecutori secondo alcuni orientamenti) e per i reati di azione pubblica esercitabile a istanza di parte (maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale senza aggravanti particolari, lesioni personali gravi). Non ricorre per i crimini di azione pubblica d'ufficio (omicidio, rapina aggravata), dove la querela non ha alcun significato.
Connessioni
Articolo 120 c.p. (notizia del reato); articolo 121 c.p. (termine per la querela); articolo 122 c.p. (procuratore speciale); articolo 331 c.p.p. (denuncia); articolo 337 c.p.p. (modalità di presentazione della querela); articolo 336 c.p.p. (definizione); Costituzione art. 112 (principio di obbligatorietà dell'azione penale).
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio subisce un'offesa alla reputazione da Caio, il quale ha pubblicamente diffamato Tizio accusandolo falsamente di frode. Tizio, persona offesa, decide di procedere penalmente. Poiché la diffamazione è reato di azione privata, Tizio deve presentare querela al pubblico ministero, al giudice per le indagini preliminari, o alle forze dell'ordine. La querela può essere una semplice dichiarazione verbale davanti ai carabinieri o un'istanza scritta. Senza querela, il reato rimane impunito penalmente.
Caso 2: Sempronio subisce violenza da Filano (non grave, senza arma)
Per procedere penalmente contro Filano per lesioni personali non gravi, Sempronio deve presentare querela. Sempronio può affidarsi al suo avvocato (procuratore speciale) per redigere e sottoscrivere la querela, oppure può presentarla personalmente ai carabinieri della stazione più vicina. La querela deve manifestare chiaramente la volontà di procedere, altrimenti rimane nulla.
Domande frequenti
Chi può presentare una querela?
La persona offesa dal reato, oppure un suo rappresentante legale (procuratore speciale) o un parente prossimo (in alcuni casi stabiliti dalla legge, come minorenni o incapaci).
La querela è obbligatoria per tutti i reati?
No. Solo per reati di azione privata (diffamazione, ingiuria) e reati di azione pubblica a istanza di parte (violenza sessuale non aggravata, lesioni non gravi). Per crimini gravi (omicidio, rapina) la querela non serve.
Qual è il termine per presentare una querela?
Generalmente 3 mesi dalla notizia del reato per i reati di azione privata (art. 121 c.p.). Il termine è perentorio: scaduto, la querela è inammissibile.
La querela può essere presentata verbalmente?
Sì. Se presentata oralmente, l'autorità che la riceve (carabinieri, polizia, PM) deve redigere un verbale sottoscritto dalla persona che la presenta.
Cosa succede se la querela contiene errori o omissioni di dettagli?
Se contiene i dati essenziali (persona offesa, fatto reato, manifestazione di volontà di procedere), è comunque valida. Dettagli secondari o errori materiali non la invalidano.