Indice
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La guida

CCNL Calzaturiero (Industria)

Provvedimenti disciplinari e sanzioni nel CCNL Calzaturiero (Industria)

Quando il lavoratore viola gli obblighi di diligenza o le regole aziendali — soprattutto in materia di sicurezza, macchinari e organizzazione della produzione — il datore può reagire con un provvedimento disciplinare. La legge fissa però un percorso rigido a tutela del lavoratore: senza contestazione e diritto di difesa la sanzione è illegittima.

In sintesi

Il datore può sanzionare le mancanze del lavoratore solo seguendo l’art. 7 dello Statuto: codice disciplinare affisso, contestazione scritta e specifica, almeno 5 giorni per difendersi con assistenza sindacale. Le sanzioni vanno dal rimprovero alla multa (nel CCNL fino a 2 ore dell’elemento retributivo nazionale, contro le 4 ore di legge) e alla sospensione (nel CCNL fino a 3 giorni, contro i 10 di legge), fino al licenziamento nei casi gravi. Sanzione proporzionata; impugnabile entro 20 giorni.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Assocalzaturifici · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
Istituti trattati
Codice disciplinare · Contestazione dell’addebito · Multa e sospensione · Licenziamento disciplinare
Riferimenti
Art. 7 L. 300/1970 (Statuto) · Artt. 2104-2106 c.c. · Art. 69-71 CCNL Calzaturiero Industria
Fonte
Testo integrale del CCNL 17 luglio 2024

Da dove nasce il potere disciplinare

Il potere del datore di sanzionare non è arbitrario: trova fondamento e limiti nel codice civile e nello Statuto. Il lavoratore è tenuto alla diligenza nell’esecuzione della prestazione (art. 2104 c.c.) e a un obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.); la violazione di questi doveri legittima la reazione disciplinare, che però deve sempre essere proporzionata all’infrazione (art. 2106 c.c.). Il codice disciplinare del CCNL traduce questi principi in un elenco di mancanze e sanzioni, dando concretezza e prevedibilità al sistema.

La scala delle sanzioni disciplinari

Le sanzioni vanno dalla più lieve alla più grave, secondo un principio di gradualità e proporzionalità. I limiti massimi sono fissati dalla legge; quali mancanze diano luogo a ciascuna sanzione è invece stabilito dal codice disciplinare del CCNL.

Sanzioni disciplinari — tipologia e limiti di legge (art. 7 L. 300/1970)
Sanzione In che cosa consiste Limite di legge
Rimprovero verbale Richiamo orale per mancanze lievi Unica sanzione senza obbligo di forma scritta
Ammonizione (rimprovero scritto) Richiamo formale messo agli atti Richiede contestazione scritta e difesa
Multa Trattenuta una tantum sulla retribuzione Fino a 4 ore di retribuzione base
Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione Allontanamento temporaneo non retribuito Fino a 10 giorni
Licenziamento disciplinare Sanzione espulsiva per mancanze gravi Per giusta causa o giustificato motivo soggettivo
Il CCNL calzaturiero (testo del 17 luglio 2024) fissa limiti più stretti di quelli di legge. L’art. 70 prevede, oltre all’ammonizione verbale e scritta, la multa fino a un importo equivalente a due ore dell’elemento retributivo nazionale e, nei casi di maggiore gravità o di recidiva, la sospensione dal lavoro per un massimo di tre giorni. Multa o sospensione possono colpire, per esempio, chi ritarda l’inizio del lavoro o abbandona il posto senza autorizzazione, esegue male il lavoro per negligenza, provoca danni o sprechi per disattenzione, altera i sistemi di controllo delle presenze o viola il divieto di fumare e gli obblighi di sicurezza dell’art. 20 del D.Lgs. 81/2008. Le multe sono devolute alle istituzioni assistenziali dell’azienda o, in mancanza, all’INPS. L’art. 71 elenca i casi di licenziamento disciplinare, tra cui le assenze ingiustificate per oltre tre giorni lavorativi consecutivi o ripetute per tre volte in un anno nei giorni successivi a festivi o ferie.

La procedura disciplinare passo per passo

L’art. 7 dello Statuto dei lavoratori detta una sequenza obbligatoria: saltarne un passaggio rende la sanzione illegittima.

1. Il codice disciplinare reso pubblico

Il datore può punire solo mancanze previste da un codice disciplinare portato a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Le specifiche infrazioni e le sanzioni corrispondenti sono indicate dall’art. 70 del CCNL calzaturiero.

2. La contestazione dell’addebito

Prima di ogni sanzione (tranne il semplice rimprovero verbale) il datore deve contestare per iscritto il fatto in modo specifico, immediato e immutabile: il lavoratore deve sapere con precisione di che cosa è accusato.

3. Il diritto di difesa

Il lavoratore ha almeno 5 giorni per presentare le proprie giustificazioni, anche oralmente, e può farsi assistere da un rappresentante sindacale. La sanzione non può essere applicata prima che sia decorso questo termine.

4. La sanzione proporzionata

La sanzione deve essere proporzionata alla gravità del fatto (art. 2106 c.c.) e graduata secondo la recidiva. Oltre 2 anni dall’applicazione non se ne può più tenere conto.

Come si impugna una sanzione

Chi ritiene la sanzione ingiusta o sproporzionata può reagire. Oltre alla via giudiziale, l’art. 7 dello Statuto prevede una tutela rapida: entro 20 giorni il lavoratore può promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. In tal caso la sanzione resta sospesa fino alla pronuncia del collegio. È sempre possibile, in alternativa, rivolgersi al giudice del lavoro.

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Casi pratici

Tizio — multa per violazione delle norme di sicurezza
A Tizio viene contestato per iscritto di non aver indossato i dispositivi di protezione. Presenta le sue giustificazioni entro 5 giorni con l’assistenza del delegato sindacale; il datore, ritenuto il fatto provato ma non grave, applica una multa pari a 2 ore di retribuzione, il massimo consentito dall’art. 70 del CCNL (il limite di legge è di 4 ore).
Caia — sospensione e recidiva
Caia riceve una sospensione di 3 giorni per ripetute assenze ingiustificate. Una precedente ammonizione scritta, risalente a oltre 2 anni prima, non può essere richiamata per aggravare la sanzione: la legge ne impedisce l’uso decorso quel termine.

Domande frequenti

Entro quanto tempo posso difendermi da una contestazione disciplinare?
Hai diritto ad almeno 5 giorni dalla contestazione per presentare le tue giustificazioni, anche oralmente, e puoi farti assistere da un rappresentante sindacale. Prima che siano decorsi i 5 giorni il datore non può applicare la sanzione (salvo il semplice rimprovero verbale).
Una vecchia sanzione può essere usata contro di me?
No, se è trascorso troppo tempo: l’art. 7 dello Statuto vieta di tenere conto delle sanzioni disciplinari decorsi 2 anni dalla loro applicazione. Una sanzione più vecchia non può quindi essere richiamata per aggravare, a titolo di recidiva, una sanzione successiva.
Il licenziamento disciplinare segue la stessa procedura?
Sì. Anche il licenziamento per motivi disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) richiede la previa contestazione scritta dell’addebito e il rispetto del diritto di difesa. Le conseguenze in caso di illegittimità dipendono dal regime applicabile (tutele crescenti o art. 18 a seconda della data di assunzione).
Possono multarmi più di 4 ore di retribuzione?
No. Il tetto di legge è di 4 ore di retribuzione base per la multa e 10 giorni per la sospensione (art. 7 Statuto), ma il CCNL calzaturiero (art. 70) resta sotto quel tetto: la multa arriva a due ore dell’elemento retributivo nazionale e la sospensione a tre giorni. Le ipotesi più gravi rientrano nel licenziamento disciplinare (art. 71).

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi di risultato.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 7 L. 300/1970; artt. 2104-2106 c.c.). Misure e procedura contrattuali: artt. 69-71 del CCNL Calzaturiero Industria del 17 luglio 2024.

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