Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 93 D.Lgs. 42/2004 – Determinazione del premio
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo ai sensi dell'articolo 92, previa stima delle cose ritrovate.
2. In corso di stima, a ciascuno degli aventi titolo è corrisposto un acconto del premio in misura non superiore ad un quinto del valore, determinato in via provvisoria, delle cose ritrovate. L'accettazione dell'acconto non comporta acquiescenza alla stima definitiva.
3. Se gli aventi titolo non accettano la stima definitiva del Ministero, il valore delle cose ritrovate è determinato da un terzo, designato concordemente dalle parti. Se esse non si accordano per la nomina del terzo ovvero per la sua sostituzione, qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare l'incarico, la nomina è effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui le cose sono state ritrovate. Le spese della perizia sono anticipate dagli aventi titolo al premio.
4. La determinazione del terzo è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.
Art. 92 D.Lgs. 42/2004 – Premio per i ritrovamenti
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. 1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate: a) al proprietario dell'immobile dove è avvenuto il ritrovamento; b) al concessionario dell'attività di ricerca, di cui all'articolo 89, qualora l'attività medesima non rientri tra i suoi scopi istituzionali o statutari; c) allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dall'articolo 90.
2. Il proprietario dell'immobile che abbia ottenuto la concessione prevista dall'articolo 89 ovvero sia scopritore della cosa, ha diritto ad un premio non superiore alla metà del valore delle cose ritrovate.
3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.
4. Il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate. In luogo del premio, l'interessato può ottenere, a richiesta, un credito di imposta di pari ammontare, secondo le modalità e con i limiti stabiliti con decreto adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro, ai sensi dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 .
Tassazione separata: i redditi che si formano in più anni (arretrati, indennità) vengono tassati con un’aliquota media calcolata sui tuoi redditi degli anni precedenti, spesso inferiore a quella ordinaria.
Quadro M, Sezione I: qui si dichiarano arretrati di lavoro dipendente (rigo M6), indennità per fine rapporti di collaborazione (rigo M7), indennità di agenzia, notarili e sportive (rigo M1).
Opzione per la tassazione ordinaria: per molti redditi del Quadro M puoi scegliere di applicare le aliquote IRPEF normali se risulta più conveniente. Si barrra l’apposita casella.
Acconto del 20%: sui redditi a tassazione separata non soggetti a ritenuta alla fonte è dovuto un acconto pari al 20 per cento.
Redditi percepiti dagli eredi (rigo M5): i redditi incassati da chi eredita dopo la morte del titolare del diritto vanno indicati qui e sono assoggettati a tassazione separata.
Lezioni private (rigo M37): i docenti di ruolo che danno ripetizioni pagano un’imposta sostitutiva del 15 per cento sui compensi percepiti.
Che cos'è la tassazione separata e perché esiste il Quadro M
Quando incassi un reddito che si è ‘costruito’ nel corso di più anni – per esempio gli arretrati di stipendio che il datore di lavoro ti paga quest’anno ma che si riferivano agli anni scorsi – non sarebbe giusto sommarli tutti al reddito dell’anno corrente e tassarli alle aliquote più alte. La tassazione separata nasce proprio per questo: calcola un’imposta specifica su quei redditi, spesso più bassa rispetto a quella ordinaria.
Il Quadro M del modello 730/2026 è il posto dove dichiari questi redditi particolari. Si divide in tre sezioni: la prima raccoglie i redditi a tassazione separata in senso stretto; la seconda raccoglie redditi soggetti a imposta sostitutiva (come i redditi di capitale di fonte estera e i compensi per lezioni private); la terza contiene dati specifici come la rivalutazione dei terreni.
Non devi fare quasi nessun calcolo: chi ti presta l’assistenza fiscale (CAF, commercialista o il sostituto d’imposta) liquida l’imposta sulla base delle informazioni che inserisci. Il tuo compito è indicare l’importo corretto e, dove previsto, scegliere se preferire la tassazione ordinaria.
Rimborsi di oneri per cui si è già fruito della detrazione
Codice 1 = rimborso di oneri detraibili; codice 2 = contributi su ristrutturazioni
M5
Redditi percepiti da eredi/legatari
Assoggettati a tassazione separata; opzione ordinaria per alcuni tipi
M6
Arretrati di lavoro dipendente di anni precedenti
Codice tributo F24: 4200; ordinaria applicata se più favorevole
M7
Indennità fine rapporto di collaborazione coordinata
Codice tributo F24: 4200
Esempio pratico
Tizio lavora come agente di commercio e nel 2025 riceve 18.000 euro di indennità per la cessazione del rapporto di agenzia, riferita a un rapporto durato anni. Indica questa somma nel rigo M1 con il codice A. L’Agenzia delle Entrate calcolerà l’imposta applicando l’aliquota media IRPEF dei due anni precedenti al suo reddito complessivo. Se quell’aliquota risultasse superiore all’aliquota ordinaria applicabile a Tizio, potrebbe barrare la casella ‘Opzione tassazione ordinaria’ per pagare di meno.
Documenti necessari
Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro o dal committente
Documentazione dell’ente erogante l’indennità (lettera di cessazione del rapporto, accordo transattivo)
Contratto di agenzia o collaborazione con data certa anteriore all’inizio del rapporto (per rigo M7)
Copia delle dichiarazioni degli anni precedenti (per verificare l’aliquota media applicata)
Eventuale certificazione di ritenute subite negli anni precedenti sullo stesso rapporto
Arretrati di stipendio: Caio insegnante
Scenario. Caio è un insegnante di scuola media. Nel 2025 incassa 3.200 euro di arretrati contrattuali relativi agli anni 2022 e 2023, versati direttamente dal datore di lavoro che ha già operato le ritenute.
Come si applica. Gli arretrati di lavoro dipendente vanno nel rigo M6. Poiché il datore di lavoro ha già trattenuto le ritenute alla fonte, l’acconto del 20 per cento non è dovuto. L’Agenzia delle Entrate confronterà la tassazione separata con quella ordinaria e applicherà la più favorevole a Caio, senza che lui debba fare nulla di speciale.
In pratica
Inserisci nel rigo M6 l’importo degli arretrati lordi indicato nella Certificazione Unica.
Se il datore ha già operato le ritenute, non devi versare l’acconto del 20 per cento.
L’AdE applica automaticamente la tassazione più conveniente tra separata e ordinaria.
Indennità di fine collaborazione: Sempronio libero professionista
Scenario. Sempronio ha collaborato per anni con un’azienda con contratto di co.co.co. Nel 2025 il rapporto si chiude e riceve 9.500 euro di indennità di fine collaborazione, il cui diritto era stabilito da un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.
Come si applica. L’indennità va nel rigo M7. Sempronio deve indicare l’anno in cui è sorto il diritto (quello in cui è stato firmato il contratto originario), l’importo percepito nel 2025 e il totale maturato. Su questa somma è dovuto l’acconto del 20 per cento – da versare con il modello F24 usando il codice tributo 4200 – a meno che non scelga la tassazione ordinaria.
In pratica
Verifica che nel contratto ci sia una data certa anteriore all’inizio del rapporto: è il requisito per applicare la tassazione separata.
Metti nel rigo M7 colonna 1 l’anno in cui il diritto è sorto, non il 2025.
Ricorda l’acconto del 20 per cento se non è stata operata alcuna ritenuta.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
No. Il TFR (trattamento di fine rapporto) non va nel 730: viene tassato direttamente dal datore di lavoro o dall’INPS, e l’imposta è liquidata dall’Agenzia delle Entrate in sede di conguaglio. Nel 730 non c’è un rigo apposito per il TFR.
Come faccio a scegliere tra tassazione separata e ordinaria?
Per la maggior parte dei redditi del Quadro M puoi barrare la casella ‘Opzione tassazione ordinaria’. Ti conviene farlo se la tua aliquota media degli anni precedenti è più alta di quella marginale IRPEF che si applicherebbe ai tuoi redditi dell’anno corrente. Se hai dubbi, chiedi al CAF o al commercialista di fare il calcolo.
Devo pagare un acconto sul Quadro M?
Sì, per i redditi soggetti a tassazione separata non colpiti da ritenuta alla fonte è dovuto un acconto pari al 20 per cento. Questo acconto non è dovuto, ad esempio, sugli arretrati di lavoro dipendente per i quali il sostituto d’imposta ha già operato le ritenute.
Gli arretrati sono sempre nel Quadro M?
Sì, se si riferiscono ad anni precedenti e vengono corrisposti nel 2025. Se invece si tratta di conguagli dello stesso anno 2025 già gestiti dal sostituto d’imposta, li trovi già nella Certificazione Unica e vanno nel Quadro C come redditi ordinari.
Un erede deve dichiarare i redditi del defunto?
Sì. I redditi già maturati in capo al defunto e percepiti nel 2025 dagli eredi vanno indicati nel rigo M5. Sono assoggettati a tassazione separata. Per alcuni tipi (come le indennità di agenzia) l’erede può optare per la tassazione ordinaria.
I compensi per lezioni private vanno nel Quadro M?
Sì, ma solo se sei un docente titolare di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado. In quel caso, nel rigo M37 indichi il totale dei compensi e paghi un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Se non hai una cattedra, i compensi per ripetizioni vanno altrove (redditi di lavoro autonomo occasionale).
Quando si usa: quando ti accorgi di aver dimenticato oneri o spese che avrebbero ridotto l’imposta, generando un maggior credito o un minor debito rispetto al 730 originario.
730 integrativo entro il 26 ottobre: puoi presentare un nuovo modello 730 completo con il codice ‘1’ nel frontespizio, obbligatoriamente a un CAF o a un professionista abilitato.
Modello Redditi PF in alternativa: se preferisci, puoi usare il modello Redditi PF entro il 2 novembre 2026 (correttiva nei termini), oppure entro la scadenza dell’anno successivo, oppure entro il 31 dicembre del quinto anno successivo.
Credito usabile in compensazione: nel caso di integrativa presentata entro il quinto anno, il credito può essere compensato con altri debiti fiscali tramite modello F24.
La procedura del 730 originario non si ferma: anche dopo aver presentato l’integrativa, il sostituto d’imposta continua a effettuare i rimborsi e le trattenute stabiliti dal 730 originario.
Hai sbagliato o dimenticato qualcosa nel 730? Puoi correggerlo
Capita di presentare il 730 e poi rendersi conto di aver dimenticato di indicare una spesa sanitaria, un interesse su un mutuo o un altro onere che avrebbe ridotto le imposte. In questi casi non è tutto perduto: la dichiarazione integrativa a favore ti permette di recuperare la differenza.
Esistono due strade principali. La prima è presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026 (termine scaduto: ora restano il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 o la dichiarazione integrativa a favore), con codice ‘1’ nella casella apposita del frontespizio. Questa opzione richiede di rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato, anche se il 730 originario era stato presentato al datore di lavoro. La seconda strada è usare il modello Redditi PF, con scadenze più lunghe.
Importante: presentare l’integrativa non blocca le operazioni avviate con il 730 originario. Il sostituto d’imposta eseguirà comunque i rimborsi o le trattenute già determinati. La correzione produrrà effetto separatamente.
Scadenze per la dichiarazione integrativa a favore (730/2026)
Strumento
Termine
Note
730 integrativo (codice 1)
26 ottobre 2026 (scaduto)
Solo a CAF o professionista abilitato
Modello Redditi PF correttiva nei termini
2 novembre 2026
Sabato 31 ottobre prorogato al lunedi
Modello Redditi PF integrativa anno successivo
Entro il termine dell'anno successivo
Credito a rimborso o compensazione
Modello Redditi PF integrativa quinquennale
31 dicembre del 5° anno successivo
Credito usabile in compensazione F24
Esempio pratico
Tizio ha presentato il 730 a maggio senza indicare le spese sanitarie del figlio a carico per 800 euro (detrazione al 19%: 152 euro). Si accorge dell’errore a settembre. Presenta un 730 integrativo (codice 1) entro il 26 ottobre allo stesso CAF, esibendo le ricevute. Il CAF rielabora la dichiarazione: il credito risultante di 152 euro viene rimborsato dalla procedura integrativa, mentre le operazioni del 730 originario proseguono normalmente.
Documenti necessari
Modello 730 originario già presentato (o ricevuta di trasmissione)
Documentazione delle spese o degli oneri non indicati (ricevute, fatture, quietanze)
Certificazione Unica 2026 del sostituto d’imposta
Eventuale modello F24 attestante acconti versati
Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (in caso di crediti riportabili)
Caso 1: Spese dimenticate, si fa il 730 integrativo entro ottobre
Scenario. Caio ha presentato il 730 a luglio tramite il CAF. Ad agosto si ricorda di non aver inserito i contributi versati per la badante della madre non autosufficiente. L’importo genera un maggior credito.
Come si applica. Caio torna dal CAF entro il 26 ottobre con la documentazione dei contributi versati. Il CAF presenta un nuovo modello 730 completo con il codice ‘1’ nella casella ‘730 integrativo’. Il credito aggiuntivo verrà rimborsato separatamente dalle operazioni già avviate con il 730 originario.
In pratica
Il 730 integrativo deve contenere tutte le informazioni della dichiarazione, non solo la parte corretta.
Se il 730 originario era stato presentato al datore di lavoro, il 730 integrativo va comunque portato a un CAF o a un professionista.
Esibisci tutta la documentazione originale al CAF, che verifica la conformità prima di trasmettere.
Caso 2: Ci si accorge dell'errore dopo ottobre, si usa il modello Redditi PF
Scenario. Sempronio, pensionato, presenta il 730 a giugno. A novembre scopre di non aver indicato le spese per interventi di ristrutturazione edilizia, che avrebbero dato diritto a una detrazione. L’importo genera un maggior credito.
Come si applica. Non potendo più presentare il 730 integrativo (i termini sono scaduti), Sempronio usa il modello Redditi PF come dichiarazione integrativa. Ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione del 730 originario. Il credito derivante potrà essere utilizzato in compensazione tramite F24 per debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è presentata l’integrativa.
In pratica
Il modello Redditi PF integrativa si presenta in via telematica all’Agenzia delle Entrate.
Il credito non viene rimborsato automaticamente in busta paga: va usato in compensazione con il modello F24.
Nella dichiarazione dell’anno in cui si presenta l’integrativa va indicato il credito derivante dalla minor imposta.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Posso presentare il 730 integrativo da solo, online?
No. Il 730 integrativo con codice ‘1’ deve essere presentato obbligatoriamente a un CAF o a un professionista abilitato, anche se hai presentato il 730 originario direttamente online o tramite il datore di lavoro.
Cosa succede se la correzione aumenta il debito invece di ridurlo?
In quel caso non si parla di ‘dichiarazione integrativa a favore’: devi usare il modello Redditi PF e pagare l’imposta aggiuntiva con gli interessi e la sanzione in misura ridotta prevista dal ravvedimento operoso.
Il rimborso del 730 integrativo arriva nella busta paga come il 730 ordinario?
Dipende dalla strada scelta. Con il 730 integrativo entro il 26 ottobre il rimborso passa dal sostituto d’imposta o dall’Agenzia delle Entrate. Con il modello Redditi PF il credito si usa invece in compensazione tramite F24.
Entro quale data devo presentare il 730 integrativo per il rimborso del 2025?
Entro il 26 ottobre 2026 (termine scaduto: ora restano il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 o la dichiarazione integrativa a favore) (il 25 ottobre cade di domenica, quindi la scadenza slitta al lunedi). Dopo tale data si deve usare il modello Redditi PF.
Se presento l'integrativa, il datore di lavoro smette di rimborsarmi sulla base del 730 originario?
No. La procedura avviata con il 730 originario non si sospende. Il datore di lavoro continua a operare secondo quanto indicato nel prospetto di liquidazione originario. L’integrativa produce effetti separatamente.
Posso usare il credito dell'integrativa per pagare l'IMU?
Se il credito risulta dalla dichiarazione integrativa quinquennale presentata con il modello Redditi PF, puoi usarlo in compensazione tramite F24 per vari debiti fiscali, inclusa l’IMU, nel rispetto delle norme sulla compensazione.
Art. 91 D.Lgs. 42/2004 – Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Le cose indicate nell'articolo 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 822 e 826 del codice civile .
2. Qualora si proceda per conto dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali o di altro ente o istituto pubblico alla demolizione di un immobile, tra i materiali di risulta che per contratto siano stati riservati all'impresa di demolizione non sono comprese le cose rinvenienti dall'abbattimento che abbiano l'interesse di cui all'articolo 10, comma 3, lettera a). È nullo ogni patto contrario.
Franchigia di 129,11 euro: la quota di spese sanitarie che resta sempre a tuo carico, non detraibile
La detrazione del 19% si applica solo sulla parte che supera i 129,11 euro: sotto questa soglia non spetta nulla
Sommare le spese di tutti i familiari a carico conviene: si supera prima la soglia e si detrae di più
La franchigia vale per il rigo E1 e il rigo E2 insieme: le spese proprie e quelle del familiare non a carico con patologia esente si sommano
Se le spese totali superano 15.493,71 euro, puoi chiedere la rateizzazione in 4 anni
Cos'è la franchigia e come cambia il risparmio
Quando senti parlare di detrazione del 19% sulle spese mediche, potresti aspettarti di recuperare il 19% di tutto quello che hai speso dal medico. In realtà funziona in modo leggermente diverso, per via di una soglia chiamata franchigia. La franchigia è semplicemente la parte di spesa che resta sempre a tuo carico: i primi 129,11 euro di spese sanitarie non danno diritto ad alcuna detrazione.
Concretamente: se nell’anno hai speso 500 euro dal medico, la detrazione si calcola su 500 – 129,11 = 370,89 euro. Il 19% di quella cifra è circa 70,47 euro. Se invece hai speso meno di 129,11 euro in totale, non ottieni nessun rimborso fiscale, indipendentemente da quante ricevute hai.
La soglia dei 129,11 euro riguarda il totale delle spese sanitarie che inserisci nel rigo E1 e nel rigo E2 del quadro E. Questo significa che puoi sommare le tue spese e quelle di tutti i familiari fiscalmente a carico (figli, coniuge, genitori) in un unico importo: così superi più facilmente la soglia e la detrazione si calcola su una base più ampia.
C’è una regola aggiuntiva per chi ha spese sanitarie molto alte: se le spese nei righi E1, E2 ed E3 superano complessivamente 15.493,71 euro, puoi scegliere di ripartire la detrazione in quattro quote annuali uguali invece di usarla tutta in un anno. È una scelta, non un obbligo: basta barrare l’apposita casella nel 730.
Come funziona la franchigia in pratica
Spese sanitarie totali
Base su cui si calcola il 19%
Detrazione ottenuta
Fino a 129,11 euro
0 euro
0 euro
200 euro
70,89 euro
circa 13,47 euro
500 euro
370,89 euro
circa 70,47 euro
1.000 euro
870,89 euro
circa 165,47 euro
Oltre 15.493,71 euro
Importo – 129,11 euro
19%, eventuale rateizzazione in 4 anni
Esempio pratico
Esempio: Tizio ha spese sanitarie proprie per 300 euro e quelle della moglie a carico per 250 euro. Totale rigo E1: 550 euro. La detrazione del 19% si calcola su 550 – 129,11 = 420,89 euro, cioè circa 79,97 euro di risparmio. Se Tizio avesse conteggiato solo le sue 300 euro, la detrazione sarebbe stata sul solo 170,89 euro, pari a circa 32,47 euro: ben 47,50 euro in meno. Sommare le spese dei familiari a carico conviene.
Documenti necessari
Tutte le fatture e ricevute fiscali delle spese sanitarie sostenute nell’anno per sé e per i familiari a carico
Prove di pagamento tracciabile (estratto conto, ricevute bonifico, ricevute carta) per prestazioni private
Scontrini parlanti per i farmaci (con codice fiscale, codice alfanumerico del farmaco, natura e quantità)
Certificazione Unica del datore di lavoro se ha già considerato alcune spese nel calcolo delle ritenute (punti 341-352)
Caio ha poche spese: la franchigia erode quasi tutto il beneficio
Scenario. Caio nel 2025 ha avuto una sola visita specialistica da 120 euro e acquistato farmaci per 50 euro, pagati regolarmente con bancomat. Totale spese sanitarie: 170 euro.
Come si applica. La detrazione del 19% si calcola su 170 – 129,11 = 40,89 euro. Il risparmio fiscale è il 19% di 40,89 euro, cioè circa 7,77 euro. La franchigia ha ridotto enormemente il beneficio. Se invece Caio avesse anche un figlio a carico con 100 euro di spese, il totale sarebbe 270 euro: la detrazione salirebbe a 19% × (270 – 129,11) = circa 26,77 euro.
In pratica
Anche con spese basse vale la pena indicarle nel 730: ogni euro recuperato è un risparmio reale
Ricorda di aggiungere le spese dei familiari a carico: abbassano l’impatto proporzionale della franchigia
Non sommare le spese di familiari non a carico (salvo il caso speciale del rigo E2 per patologie esenti)
Sempronio ha spese alte e valuta la rateizzazione
Scenario. Sempronio nel 2025 ha sostenuto spese sanitarie molto elevate per un intervento chirurgico urgente: 18.000 euro in totale tra ospedali, anestesista e fisioterapia post-operatoria, tutte pagate con bonifico.
Come si applica. Il totale supera la soglia di 15.493,71 euro, quindi Sempronio può scegliere di rateizzare la detrazione in quattro quote annuali. La detrazione totale lorda sarebbe il 19% di (18.000 – 129,11) = 17.870,89 euro, cioè circa 3.395,47 euro. Se rateizzata, ogni anno recupererebbe circa 848,87 euro. La scelta di rateizzare conviene se in un singolo anno la detrazione supererebbe l’imposta dovuta (capienza).
In pratica
Barra la casella ‘rateizzazione’ nel rigo E1 solo se preferisci distribuire il beneficio su quattro anni
Se hai già scelto la rateizzazione negli anni precedenti, compila anche il rigo E6 per le rate in scadenza
Il CAF o il sostituto calcola automaticamente l’importo di ciascuna rata
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
È la parte delle spese sanitarie che non dà mai diritto a detrazione. La detrazione del 19% si calcola solo sull’importo che supera questa soglia. Se spendi meno di 129,11 euro in totale nell’anno, non ottieni nessun rimborso fiscale.
La franchigia di 129,11 euro vale per ogni singola spesa o per il totale annuo?
Vale per il totale annuo di tutte le spese sanitarie indicate nei righi E1 ed E2. Non si applica spesa per spesa: si somma tutto e poi si sottrae la franchigia una sola volta.
Conviene mettere nel 730 anche le spese molto basse?
Sì, sempre. Anche una visita da 50 euro, sommata ad altre spese, contribuisce al totale e riduce l’impatto della franchigia. Non inserire le spese significa perdere una parte di detrazione.
Posso sommare le mie spese e quelle di mia moglie a carico per superare i 129,11 euro?
Sì. Le spese sanitarie proprie e quelle dei familiari fiscalmente a carico si sommano tutte nel rigo E1. La franchigia si applica una sola volta sul totale complessivo.
Cosa succede se la detrazione supera l'imposta che devo pagare?
Se la detrazione è superiore all’imposta dovuta (situazione chiamata ‘incapienza’), la parte eccedente non viene rimborsata, tranne in alcuni casi speciali come le spese per patologie esenti (rigo E2). Per questo chi ha imposta bassa trae meno vantaggio dalla detrazione.
Quando conviene scegliere la rateizzazione in quattro anni?
Quando le spese sanitarie totali nei righi E1, E2 ed E3 superano 15.493,71 euro e vuoi distribuire il beneficio fiscale su quattro anni, oppure se la detrazione in un anno supererebbe la tua imposta dovuta e rischi di perdere parte della detrazione per incapienza.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili indicate nell'articolo 10 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all'autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute. Della scoperta fortuita sono informati, a cura del soprintendente, anche i carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale.
2. Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facoltà di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell'autorità competente e, ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.
3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 è soggetto ogni detentore di cose scoperte fortuitamente.
4. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Il Ministero può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche e delle opere indicate nell'articolo 88 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
2. Il concessionario deve osservare, oltre alle prescrizioni imposte nell'atto di concessione, tutte le altre che il Ministero ritenga di impartire. In caso di inosservanza la concessione è revocata.
3. La concessione può essere revocata anche quando il Ministero intenda sostituirsi nell'esecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate al concessionario le spese occorse per le opere già eseguite ed il relativo importo è fissato dal Ministero.
4. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, l'importo è stabilito da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.
5. La concessione prevista al comma 1 può essere rilasciata anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
6. Il Ministero può consentire, a richiesta, che le cose rinvenute rimangano, in tutto o in parte, presso la Regione od altro ente pubblico territoriale per fini espositivi, sempre che l'ente disponga di una sede idonea e possa garantire la conservazione e la custodia delle cose medesime.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento delle cose indicate all'articolo 10 in qualunque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero.
2. Il Ministero può ordinare l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi le ricerche o le opere di cui al comma 1.
3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un'indennità per l'occupazione, determinata secondo le modalità stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità. L'indennità può essere corrisposta in denaro o, a richiesta del proprietario, mediante rilascio delle cose ritrovate o di parte di esse, quando non interessino le raccolte dello Stato.
Art. 102 D.Lgs. 175/2024 – Definizione e pagamento delle somme dovute
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Le sanzioni amministrative si applicano nella misura del quaranta per cento del minimo previsto dalla legge, in caso di perfezionamento della conciliazione nel corso del primo grado di giudizio e nella misura del cinquanta per cento del minimo previsto dalla legge, in caso di perfezionamento nel corso del secondo grado di giudizio e nella misura del sessanta per cento del minimo previsto dalla legge in caso di perfezionamento della conciliazione nel corso del giudizio di Cassazione.
2. Il versamento delle somme dovute ovvero, in caso di rateizzazione, della prima rata deve essere effettuato entro venti giorni dalla data di sottoscrizione dell'accordo conciliativo di cui all'articolo 99 o di redazione del processo verbale di cui agli articoli 100 e 101.
3. In caso di mancato pagamento delle somme dovute o di una delle rate, compresa la prima, entro il termine di pagamento della rata successiva, il competente ufficio provvede all'iscrizione a ruolo o, nei casi di cui all'articolo 29 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, all'intimazione ad adempiere al pagamento delle residue somme dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni, nonché della sanzione di cui all'articolo 38 del testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali, aumentata della metà e applicata sul residuo importo dovuto a titolo di imposta.
4. Per il versamento rateale delle somme dovute si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per l'accertamento con adesione dall'articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Resta ferma la disciplina dettata dalla Convenzione UNESCO sulla illecita importazione, esportazione e trasferimento dei beni culturali, adottata a Parigi il 14 novembre 1970, e dalle relative norme di ratifica ed esecuzione, con riferimento ai beni indicati nella Convenzione medesima.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Resta ferma la disciplina dettata dalla Convenzione dell'UNIDROIT sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati, adottata a Roma il 24 giugno 1995, e dalle relative norme di ratifica ed esecuzione, con riferimento ai beni indicati nell'annesso alla Convenzione medesima.
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