In sintesi
- Tassazione separata: i redditi che si formano in più anni (arretrati, indennità) vengono tassati con un’aliquota media calcolata sui tuoi redditi degli anni precedenti, spesso inferiore a quella ordinaria.
- Quadro M, Sezione I: qui si dichiarano arretrati di lavoro dipendente (rigo M6), indennità per fine rapporti di collaborazione (rigo M7), indennità di agenzia, notarili e sportive (rigo M1).
- Opzione per la tassazione ordinaria: per molti redditi del Quadro M puoi scegliere di applicare le aliquote IRPEF normali se risulta più conveniente. Si barrra l’apposita casella.
- Acconto del 20%: sui redditi a tassazione separata non soggetti a ritenuta alla fonte è dovuto un acconto pari al 20 per cento.
- Redditi percepiti dagli eredi (rigo M5): i redditi incassati da chi eredita dopo la morte del titolare del diritto vanno indicati qui e sono assoggettati a tassazione separata.
- Lezioni private (rigo M37): i docenti di ruolo che danno ripetizioni pagano un’imposta sostitutiva del 15 per cento sui compensi percepiti.
Che cos'è la tassazione separata e perché esiste il Quadro M
Quando incassi un reddito che si è ‘costruito’ nel corso di più anni – per esempio gli arretrati di stipendio che il datore di lavoro ti paga quest’anno ma che si riferivano agli anni scorsi – non sarebbe giusto sommarli tutti al reddito dell’anno corrente e tassarli alle aliquote più alte. La tassazione separata nasce proprio per questo: calcola un’imposta specifica su quei redditi, spesso più bassa rispetto a quella ordinaria.
Il Quadro M del modello 730/2026 è il posto dove dichiari questi redditi particolari. Si divide in tre sezioni: la prima raccoglie i redditi a tassazione separata in senso stretto; la seconda raccoglie redditi soggetti a imposta sostitutiva (come i redditi di capitale di fonte estera e i compensi per lezioni private); la terza contiene dati specifici come la rivalutazione dei terreni.
Non devi fare quasi nessun calcolo: chi ti presta l’assistenza fiscale (CAF, commercialista o il sostituto d’imposta) liquida l’imposta sulla base delle informazioni che inserisci. Il tuo compito è indicare l’importo corretto e, dove previsto, scegliere se preferire la tassazione ordinaria.
| Rigo | Tipo di reddito | Note principali |
|---|---|---|
| M1 | Indennità di agenzia, notarili, sportive | Opzione tassazione ordinaria disponibile |
| M2 | Indennità risarcitorie pluriennali, plusvalenze terreni edificabili, avviamento farmacie | Opzione tassazione ordinaria disponibile |
| M3 | Rimborsi di oneri per cui si è già fruito della detrazione | Codice 1 = rimborso di oneri detraibili; codice 2 = contributi su ristrutturazioni |
| M5 | Redditi percepiti da eredi/legatari | Assoggettati a tassazione separata; opzione ordinaria per alcuni tipi |
| M6 | Arretrati di lavoro dipendente di anni precedenti | Codice tributo F24: 4200; ordinaria applicata se più favorevole |
| M7 | Indennità fine rapporto di collaborazione coordinata | Codice tributo F24: 4200 |
Esempio pratico
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Tizio lavora come agente di commercio e nel 2025 riceve 18.000 euro di indennità per la cessazione del rapporto di agenzia, riferita a un rapporto durato anni. Indica questa somma nel rigo M1 con il codice A. L’Agenzia delle Entrate calcolerà l’imposta applicando l’aliquota media IRPEF dei due anni precedenti al suo reddito complessivo. Se quell’aliquota risultasse superiore all’aliquota ordinaria applicabile a Tizio, potrebbe barrare la casella ‘Opzione tassazione ordinaria’ per pagare di meno.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro o dal committente
- Documentazione dell’ente erogante l’indennità (lettera di cessazione del rapporto, accordo transattivo)
- Contratto di agenzia o collaborazione con data certa anteriore all’inizio del rapporto (per rigo M7)
- Copia delle dichiarazioni degli anni precedenti (per verificare l’aliquota media applicata)
- Eventuale certificazione di ritenute subite negli anni precedenti sullo stesso rapporto
Arretrati di stipendio: Caio insegnante
Scenario. Caio è un insegnante di scuola media. Nel 2025 incassa 3.200 euro di arretrati contrattuali relativi agli anni 2022 e 2023, versati direttamente dal datore di lavoro che ha già operato le ritenute.
Come si applica. Gli arretrati di lavoro dipendente vanno nel rigo M6. Poiché il datore di lavoro ha già trattenuto le ritenute alla fonte, l’acconto del 20 per cento non è dovuto. L’Agenzia delle Entrate confronterà la tassazione separata con quella ordinaria e applicherà la più favorevole a Caio, senza che lui debba fare nulla di speciale.
In pratica
- Inserisci nel rigo M6 l’importo degli arretrati lordi indicato nella Certificazione Unica.
- Se il datore ha già operato le ritenute, non devi versare l’acconto del 20 per cento.
- L’AdE applica automaticamente la tassazione più conveniente tra separata e ordinaria.
Indennità di fine collaborazione: Sempronio libero professionista
Scenario. Sempronio ha collaborato per anni con un’azienda con contratto di co.co.co. Nel 2025 il rapporto si chiude e riceve 9.500 euro di indennità di fine collaborazione, il cui diritto era stabilito da un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.
Come si applica. L’indennità va nel rigo M7. Sempronio deve indicare l’anno in cui è sorto il diritto (quello in cui è stato firmato il contratto originario), l’importo percepito nel 2025 e il totale maturato. Su questa somma è dovuto l’acconto del 20 per cento – da versare con il modello F24 usando il codice tributo 4200 – a meno che non scelga la tassazione ordinaria.
In pratica
- Verifica che nel contratto ci sia una data certa anteriore all’inizio del rapporto: è il requisito per applicare la tassazione separata.
- Metti nel rigo M7 colonna 1 l’anno in cui il diritto è sorto, non il 2025.
- Ricorda l’acconto del 20 per cento se non è stata operata alcuna ritenuta.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Devo dichiarare il TFR nel Quadro M del 730?
No. Il TFR (trattamento di fine rapporto) non va nel 730: viene tassato direttamente dal datore di lavoro o dall’INPS, e l’imposta è liquidata dall’Agenzia delle Entrate in sede di conguaglio. Nel 730 non c’è un rigo apposito per il TFR.
Come faccio a scegliere tra tassazione separata e ordinaria?
Per la maggior parte dei redditi del Quadro M puoi barrare la casella ‘Opzione tassazione ordinaria’. Ti conviene farlo se la tua aliquota media degli anni precedenti è più alta di quella marginale IRPEF che si applicherebbe ai tuoi redditi dell’anno corrente. Se hai dubbi, chiedi al CAF o al commercialista di fare il calcolo.
Devo pagare un acconto sul Quadro M?
Sì, per i redditi soggetti a tassazione separata non colpiti da ritenuta alla fonte è dovuto un acconto pari al 20 per cento. Questo acconto non è dovuto, ad esempio, sugli arretrati di lavoro dipendente per i quali il sostituto d’imposta ha già operato le ritenute.
Gli arretrati sono sempre nel Quadro M?
Sì, se si riferiscono ad anni precedenti e vengono corrisposti nel 2025. Se invece si tratta di conguagli dello stesso anno 2025 già gestiti dal sostituto d’imposta, li trovi già nella Certificazione Unica e vanno nel Quadro C come redditi ordinari.
Un erede deve dichiarare i redditi del defunto?
Sì. I redditi già maturati in capo al defunto e percepiti nel 2025 dagli eredi vanno indicati nel rigo M5. Sono assoggettati a tassazione separata. Per alcuni tipi (come le indennità di agenzia) l’erede può optare per la tassazione ordinaria.
I compensi per lezioni private vanno nel Quadro M?
Sì, ma solo se sei un docente titolare di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado. In quel caso, nel rigo M37 indichi il totale dei compensi e paghi un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Se non hai una cattedra, i compensi per ripetizioni vanno altrove (redditi di lavoro autonomo occasionale).