Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

Cos'è l'impresa familiare e come funziona la tassazione

L’impresa familiare è una forma di attività economica in cui il titolare si avvale in modo continuativo e prevalente del lavoro di familiari. Dal punto di vista fiscale, il reddito prodotto dall’impresa viene in parte attribuito ai collaboratori familiari, che lo dichiarano nella propria dichiarazione dei redditi. Non si tratta di una società: la responsabilità e la gestione restano in capo al titolare.

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il Modello Redditi PF 2026 precisano che i collaboratori dell’impresa familiare devono compilare il Quadro RH, ma solo nel caso in cui l’impresa abbia realizzato un reddito. Questo perché i collaboratori, agli effetti sia civili sia fiscali, partecipano agli utili ma non alle perdite dell’impresa. Se l’impresa chiude in perdita, i collaboratori non hanno nulla da dichiarare.

Ciascun familiare che firma la dichiarazione non si limita a sottoscriverla: con quella firma attesta anche di aver prestato la propria attività lavorativa nell’impresa in modo continuativo e prevalente. Si tratta di un requisito sostanziale, non formale. Se il collaboratore non ha effettivamente lavorato nell’impresa in maniera stabile e principale, la quota di reddito imputata potrebbe essere contestata.

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La quota di reddito spettante a ciascun collaboratore è determinata in proporzione alla quota di partecipazione agli utili, che risulta dall’atto di costituzione e dalla dichiarazione del titolare (vedi più sotto il tetto del 49% e le condizioni dell’art. 5 TUIR). Il reddito imputato concorre a formare il reddito complessivo del collaboratore nell’anno in cui si è chiuso il periodo d’imposta dell’impresa, indipendentemente da quando viene effettivamente distribuito.

Regole di dichiarazione per impresa familiare e azienda coniugale
Soggetto Quadro da compilare Quota di reddito Condizione
Titolare dell'impresa familiare Quadro RF o RG (Fascicolo 3) Reddito dell'impresa, diminuito delle quote imputate ai collaboratori (prospetto RS6-RS7, Fascicolo 3) Sempre
Collaboratore familiare (impresa con reddito) Quadro RH del Modello Redditi PF Proporzionale alla quota di partecipazione Solo se l'impresa ha realizzato un reddito
Coniuge (azienda coniugale non societaria) Quadro RH del Modello Redditi PF 50% dell'ammontare dichiarato dal titolare Salvo diversa quota ex art. 210 c.c.
Collaboratore (titolare in regime forfetario) Esonerato dalla dichiarazione Imputata al titolare, che versa tutta l'imposta Se il titolare applica il regime forfetario

Esempio pratico

  • Tizio gestisce un’impresa familiare con la sorella Caia, che collabora in modo continuativo e prevalente. Nel 2025 l’impresa ha prodotto un reddito. Caia partecipa agli utili per una determinata quota percentuale. Nella propria dichiarazione Redditi PF 2026, Caia compila il Quadro RH indicando il codice fiscale dell’impresa, la quota di partecipazione e l’importo di reddito imputatole. Questo importo si somma agli altri redditi di Caia e concorre al calcolo dell’IRPEF. Poiché Caia firma la dichiarazione, attesta anche di aver lavorato nell’impresa in modo continuativo e prevalente durante il 2025.

Documenti necessari

  • Prospetto rilasciato dall’impresa familiare con le quote di reddito imputate a ciascun collaboratore
  • Codice fiscale dell’impresa o del titolare
  • Documentazione attestante la quota di partecipazione agli utili
  • Eventuale atto di data certa che regolamenta i rapporti tra titolare e collaboratori
  • Certificazione delle eventuali ritenute d’acconto subite dall’impresa e imputate al collaboratore

Quota del collaboratore: tetto del 49% e condizioni dell’atto

Secondo l’art. 5, comma 4, del TUIR, i redditi dell’impresa familiare di cui all’art. 230-bis del codice civile sono imputati ai familiari «limitatamente al 49 per cento dell’ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’imprenditore», in proporzione alla quota di partecipazione agli utili di ciascuno. Le istruzioni del Modello Redditi PF 2026 ripetono che ai collaboratori non può essere attribuita una quota di reddito complessivamente superiore al 49%: il titolare resta quindi con almeno il 51%. Il 49% è un tetto per l’insieme dei collaboratori, non una quota che spetta a ciascuno e nemmeno un obbligo di raggiungerlo.

La quota di ogni familiare deve essere proporzionata alla qualità e alla quantità del lavoro effettivamente prestato nell’impresa in modo continuativo e prevalente: il titolare lo attesta firmando il frontespizio della propria dichiarazione. La norma subordina l’imputazione a tre condizioni:

Per «familiari» la norma intende il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Se l’atto manca o non è anteriore all’inizio del periodo d’imposta, una delle condizioni di legge non è soddisfatta: in quel caso conviene verificare la situazione con chi tiene la contabilità prima di compilare il quadro RH.

Esempio numerico

  • Tizio ha dichiarato per il 2025 un reddito d’impresa di 40.000 euro. Nell’atto di costituzione la sorella Caia ha una quota di partecipazione del 30%. A Caia sono imputati 12.000 euro (30% di 40.000), che il titolare riporta nel prospetto RS6 e Caia nel quadro RH; a Tizio restano 28.000 euro. Il tetto del 49% corrisponde a 19.600 euro: Caia e gli eventuali altri collaboratori, sommati, non possono superarlo.

Ritenute d’acconto dell’impresa familiare: a chi vanno

Le ritenute d’acconto subite dall’impresa familiare non restano tutte al titolare. Nel prospetto di imputazione del reddito (righi RS6 e RS7 del Fascicolo 3) il titolare indica, per ciascun collaboratore, il codice fiscale, la quota di partecipazione in percentuale, la quota di reddito (colonna 3) e la quota delle ritenute d’acconto (colonna 5). Il collaboratore riporta la propria quota nel quadro RH, colonna 9 («quota delle ritenute d’acconto subite dalla società partecipata imputata al dichiarante»).

Se il collaboratore non riesce a utilizzare le ritenute nella propria dichiarazione, per esempio perché non ha imposta da scomputare, può riattribuirle al titolare: il titolare indica l’importo nei righi RS6-RS7, colonna 6, e lo riporta nel quadro RX, rigo RX58, colonna 3 (sezione «Recupero ritenute riattribuite» del Fascicolo 1), richiamando la Circolare 56/E del 2009.

Contributi INPS dei collaboratori: chi li deduce

Nell’impresa familiare artigiana o commerciale il titolare è obbligato a versare i contributi previdenziali anche per i familiari che collaborano. Le istruzioni Redditi PF 2026 (rigo RP21) precisano che, poiché il titolare ha diritto di rivalsa sui collaboratori, non può mai dedurre quei contributi, neppure se di fatto non ha esercitato la rivalsa, a meno che il collaboratore sia fiscalmente a suo carico. I collaboratori, invece, possono dedurre i contributi soltanto se il titolare ha effettivamente esercitato la rivalsa. Per il titolare in regime forfetario vale la regola speciale descritta più sotto.

Impresa familiare e concordato preventivo biennale

Se l’impresa familiare ha aderito al concordato preventivo biennale, il collaboratore indica nel quadro RH, colonna 14, la quota di reddito concordato a lui imputata: l’importo non può essere inferiore a quello di colonna 16 (la quota della soglia minima di reddito). Un’eventuale perdita non compensata va in colonna 15. Se la quota di colonna 14 è pari a zero, si barra la casella «CPB» di colonna 13A. Il titolare compila a sua volta nel prospetto RS6-RS7 le colonne dedicate al concordato (da 10 a 13).

Collaboratore che dichiara la quota di reddito dell'impresa familiare

Scenario. Sempronio collabora nell’impresa di famiglia gestita dal padre. Nel 2025 l’impresa ha realizzato un reddito. Sempronio si chiede se deve presentare una dichiarazione e quale quadro compilare.

Come si applica. Sempronio deve presentare il Modello Redditi PF 2026 e compilare il Quadro RH, Sezione I. Indica il codice fiscale dell’impresa del padre, la propria quota di partecipazione agli utili e l’importo di reddito imputatogli. Firmando la dichiarazione, Sempronio attesta di aver lavorato nell’impresa in modo continuativo e prevalente durante il 2025. Il reddito imputato si somma agli altri eventuali redditi di Sempronio e contribuisce a formare la base imponibile IRPEF.

In pratica

  • Compilare il Quadro RH del Modello Redditi PF 2026 con i dati dell’impresa e la quota di reddito.
  • La firma della dichiarazione vale come attestazione di lavoro continuativo e prevalente.
  • Se l’impresa chiude in perdita, il collaboratore non ha nulla da dichiarare nel Quadro RH.

Titolare in regime forfetario: i collaboratori sono esonerati

Scenario. Caio ha un’impresa familiare e nel 2025 aderisce al regime forfetario. La moglie collabora nell’impresa. La moglie si chiede se deve dichiarare la quota di reddito a lei imputata.

Come si applica. Quando il titolare dell’impresa familiare applica il regime forfetario (art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190), l’imposta sul reddito prodotto dall’impresa familiare viene versata interamente dal titolare. I collaboratori familiari, in questo caso, sono esonerati dagli obblighi dichiarativi e di versamento riferibili al reddito loro imputato. La moglie di Caio non deve compilare il Quadro RH per la quota dell’impresa familiare.

In pratica

  • Se il titolare è in regime forfetario, i collaboratori non hanno obblighi dichiarativi sulla quota dell’impresa.
  • L’imposta è pagata interamente dal titolare con l’imposta sostitutiva del forfetario.
  • I collaboratori devono però dichiarare eventuali altri redditi propri.
  • Il titolare forfetario compila comunque il prospetto RS6-RS7: il reddito imputato ai collaboratori rileva ai fini delle detrazioni per familiari a carico (art. 12, comma 2, TUIR) e della base per i contributi previdenziali (quadro RR).
  • Il titolare forfetario deduce per intero i contributi versati, compresi quelli per i collaboratori a carico e per quelli non a carico su cui non ha esercitato la rivalsa (art. 1, comma 64, L. 190/2014).

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Domande frequenti

I collaboratori dell'impresa familiare devono sempre presentare la dichiarazione dei redditi?

No. I collaboratori compilano il Quadro RH del Modello Redditi PF solo se l’impresa ha realizzato un reddito. Se l’impresa ha chiuso in perdita, i collaboratori non partecipano alle perdite e non hanno nulla da dichiarare per quella voce.

Cosa si intende per 'lavoro continuativo e prevalente' nell'impresa familiare?

Il collaboratore deve prestare la propria attività lavorativa nell’impresa in modo stabile (non saltuario) e come attività principale rispetto ad altre occupazioni. Questa condizione viene attestata dalla firma apposta sulla dichiarazione dei redditi.

Il reddito dell'impresa familiare si somma agli altri redditi del collaboratore?

Sì. La quota di reddito imputata al collaboratore concorre a formare il reddito complessivo e viene tassata con le aliquote IRPEF ordinarie insieme agli altri redditi dello stesso periodo d’imposta.

Come si divide il reddito nell'azienda coniugale non gestita in forma societaria?

Secondo le istruzioni AdE, il reddito da imputare al coniuge è pari al 50% dell’ammontare risultante dalla dichiarazione del titolare, salvo diversa quota stabilita ai sensi dell’art. 210 del codice civile.

Se il titolare dell'impresa familiare aderisce al regime forfetario, i collaboratori cosa devono fare?

I collaboratori familiari sono esonerati dagli obblighi dichiarativi e di versamento per il reddito imputato loro dall’imprenditore. L’imposta sul reddito dell’impresa familiare viene versata interamente dal titolare forfetario.

Dove si dichiara la quota di reddito dell’impresa familiare?

Nel quadro RH, Sezione I, del Modello Redditi PF 2026 (Fascicolo 2). Non nel 730: le istruzioni escludono dal 730 i redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione. Unica eccezione, nell’impresa familiare agricola gli altri componenti (non il titolare) possono usare il 730 per la sola quota di reddito agrario, entro il 49%.

Quanto reddito può essere attribuito ai collaboratori dell’impresa familiare?

Al massimo il 49% del reddito dichiarato dal titolare, complessivamente per tutti i collaboratori (art. 5, comma 4, TUIR). La quota di ciascuno è proporzionata al lavoro prestato e risulta dall’atto di costituzione, che deve essere anteriore all’inizio del periodo d’imposta.

Le ritenute d’acconto subite dall’impresa familiare vanno anche al collaboratore?

Sì, in parte. Il titolare indica la quota di ritenute di ciascun collaboratore nei righi RS6-RS7 (colonna 5) e il collaboratore la riporta nel quadro RH, colonna 9. Se non le utilizza, può riattribuirle al titolare (RS6-RS7 colonna 6, poi rigo RX58).

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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