Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 7 D.Lgs. 74/2000 – Rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio (abrogato)

    Art. 7 D.Lgs. 74/2000 – Rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio

    D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74 – Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto

    Articolo abrogato. Non è più in vigore. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite in violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza ma sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, nonché le rilevazioni e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio.

    2. In ogni caso, non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al dieci per cento da quelle corrette.

    Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste nel comma 1, lettere a) e b), dei medesimi articoli

  • Art. 1 quinquies L. 190/2012 – Pubblicazione bilanci e atti

    Art. 1 (cc. 26-35) L. 190/2012 – Pubblicazione bilanci, costi e organizzazione

    L. 6 novembre 2012, n. 190 – testo aggiornato (sotto-sezione tematica per facilitare la lettura)

    26. Le disposizioni di cui ai commi 15 e 16 si applicano anche ai procedimenti posti in essere in deroga alle procedure ordinarie. I soggetti che operano in deroga e che non dispongono di propri siti web istituzionali pubblicano le informazioni di cui ai citati commi 15 e 16 nei siti web istituzionali delle amministrazioni dalle quali sono nominati.

    27. Le informazioni pubblicate ai sensi dei commi 15 e 16 sono trasmesse in via telematica alla Commissione.

    28. Le amministrazioni provvedono altresì al monitoraggio periodico del rispetto dei tempi procedimentali attraverso la tempestiva eliminazione delle anomalie. I risultati del monitoraggio sono consultabili nel sito web istituzionale di ciascuna amministrazione.

    29. Ogni amministrazione pubblica rende noto, tramite il proprio sito web istituzionale, almeno un indirizzo di posta elettronica certificata cui il cittadino possa rivolgersi per trasmettere istanze ai sensi dell’ articolo 38 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa , di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445 , e successive modificazioni, e ricevere informazioni circa i provvedimenti e i procedimenti amministrativi che lo riguardano.

    30. Le amministrazioni, nel rispetto della disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui al capo V della legge 7 agosto 1990, n.241 , e successive modificazioni, in materia di procedimento amministrativo, hanno l’obbligo di rendere accessibili in ogni momento agli interessati, tramite strumenti di identificazione informatica di cui all’articolo 65, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82 , e successive modificazioni, le informazioni relative ai provvedimenti e ai procedimenti amministrativi che li riguardano, ivi comprese quelle relative allo stato della procedura, ai relativi tempi e allo specifico ufficio competente in ogni singola fase.

    31. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 22 GENNAIO 2016, N. 10 .

    32. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 MARZO 2023, N. 36 .

    33. La mancata o incompleta pubblicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni di cui al comma 31 costituisce violazione degli standard qualitativi ed economici ai sensi dell’ articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198 , ed è comunque valutata ai sensi dell’ articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e successive modificazioni. Eventuali ritardi nell’aggiornamento dei contenuti sugli strumenti informatici sono sanzionati a carico dei responsabili del servizio.

    34. Le disposizioni dei commi da 15 a 33 si applicano alle amministrazioni pubbliche di cui all’ articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e successive modificazioni, agli enti pubblici nazionali, nonché alle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche e dalle loro controllate, ai sensi dell’ articolo 2359 del codice civile , limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea.

    35. Il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, mediante la modifica o l’integrazione delle disposizioni vigenti, ovvero mediante la previsione di nuove forme di pubblicità, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) ricognizione e coordinamento delle disposizioni che prevedono obblighi di pubblicità a carico delle amministrazioni pubbliche; b) previsione di forme di pubblicità sia in ordine all’uso delle risorse pubbliche sia in ordine allo svolgimento e ai risultati delle funzioni amministrative; c) precisazione degli obblighi di pubblicità di dati relativi ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale. Le dichiarazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria di cui alla lettera a) devono concernere almeno la situazione patrimoniale complessiva del titolare al momento dell’assunzione della carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado di parentela, nonché tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica; d) ampliamento delle ipotesi di pubblicità, mediante pubblicazione nei siti web istituzionali, di informazioni relative ai titolari degli incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni di cui all’ articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e successive modificazioni, sia con riferimento a quelli che comportano funzioni di amministrazione e gestione, sia con riferimento agli incarichi di responsabilità degli uffici di diretta collaborazione; e) definizione di categorie di informazioni che le amministrazioni devono pubblicare e delle modalità di elaborazione dei relativi formati; f) obbligo di pubblicare tutti gli atti, i documenti e le informazioni di cui al presente comma anche in formato elettronico elaborabile e in formati di dati aperti. Per formati di dati aperti si devono intendere almeno i dati resi disponibili e fruibili on line in formati non proprietari, a condizioni tali da permetterne il più ampio riutilizzo anche a fini statistici e la ridistribuzione senza ulteriori restrizioni d’uso, di riuso o di diffusione diverse dall’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità; g) individuazione, anche mediante integrazione e coordinamento della disciplina vigente, della durata e dei termini di aggiornamento per ciascuna pubblicazione obbligatoria; h) individuazione, anche mediante revisione e integrazione della disciplina vigente, delle responsabilità e delle sanzioni per il mancato, ritardato o inesatto adempimento degli obblighi di pubblicazione.

  • Art. 6 CAD – Utilizzo del domicilio digitale

    Art. 6 D.Lgs. 82/2005 CAD – Utilizzo del domicilio digitale

    In vigore dal 01/01/2006

    1. Le comunicazioni tramite i domicili digitali sono effettuate agli indirizzi inseriti negli elenchi di cui agli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater, o a quello eletto come domicilio speciale per determinati atti o affari ai sensi dell'articolo 3-bis, comma

    4-quinquies. Le comunicazioni elettroniche trasmesse ad uno dei domicili digitali di cui all'articolo 3-bis producono, quanto al momento della spedizione e del ricevimento, gli stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione per mezzo della posta salvo che la legge disponga diversamente. Le suddette comunicazioni si intendono spedite dal mittente se inviate al proprio gestore e si intendono consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario, salva la prova che la mancata consegna sia dovuta a fatto non imputabile al destinatario medesimo. La data e l'ora di trasmissione e ricezione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle Linee guida.

    1-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2017, N. 217.

    1-ter. L'elenco dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti è l'Indice nazionale dei domicili digitali (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti di cui all'articolo

    6-bis. L'elenco dei domicili digitali dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettere a) e b), è l'Indice degli indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi, di cui all'articolo

    6-ter. L'elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato diversi da quelli di cui al primo e al secondo periodo è l'Indice degli indirizzi delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato di cui all'articolo

    6-quater. 1-quater. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, notificano direttamente presso i domicili digitali di cui all'articolo 3-bis i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione e le ingiunzioni di cui all' articolo 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, fatte salve le specifiche disposizioni in ambito tributario. La conformità della copia informatica del documento notificato all'originale è attestata dal responsabile del procedimento in conformità a quanto disposto agli articoli 22 e

    23-bis.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 DICEMBRE 2010, N. 235.

    2-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 DICEMBRE 2010, N. 235.

  • Art. 317 cod. ass. – Altre violazioni (abrogato)

    Art. 317 cod. ass. – Altre violazioni

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 68. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    L’inosservanza degli articoli 133, 134, commi 2 e 3, 146 e 148, comma 11, o delle relative norme di attuazione, è punita, con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro duemilacinquecento a euro settemilacinquecento.

    2. L’inosservanza dell’obbligo di consegna del contrassegno o del certificato di assicurazione o dell’attestazione sullo stato del rischio è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro millecinquecento a euro quattromilacinquecento.

    [3.

    L’inosservanza degli articoli 125, comma 5-bis, e 152, comma 5, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad euro 6.000]

  • Art. 8 CTS – Destinazione del patrimonio ed assenza di scopo di lucro

    Art. 8 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Destinazione del patrimonio ed assenza di scopo di lucro

    In vigore dal 03/08/2017

    1. Il patrimonio degli enti del Terzo settore, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell'attività statutaria ai fini dell'esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

    2. Ai fini di cui al comma 1, è vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

    3. Ai sensi e per gli effetti del comma 2, si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili: a) la corresponsione ad amministratori, sindaci e a chiunque rivesta cariche sociali di compensi individuali non proporzionati all'attività svolta, alle responsabilità assunte e alle specifiche competenze o comunque superiori a quelli previsti in enti che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni; b) la corresponsione a lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi di cui all' articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche competenze ai fini dello svolgimento delle attività di interesse generale di cui all'articolo 5, comma 1…; c) l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale; d) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, a condizioni più favorevoli di quelle di mercato, a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l'organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell'organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonché alle società da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, esclusivamente in ragione della loro qualità, salvo che tali cessioni o prestazioni non costituiscano l'oggetto dell'attività di interesse generale di cui all'articolo 5; e) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di quattro punti al tasso annuo di riferimento. Il predetto limite può essere aggiornato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

  • Art. 4 L. 300/1970 – Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo

    Art. 4 L. 300/1970 Statuto Lavoratori – Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo

    In vigore dal 20/05/1970

    1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo, gli impianti e gli strumenti di cui al primo periodo possono essere installati previa autorizzazione delle sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più sedi territoriali, della sede centrale dell'Ispettorato nazionale del lavoro. I provvedimenti di cui al terzo periodo sono definitivi.

    2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

    3. Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

  • Imposta di registro sull’acquisto della prima casa

    In sintesi

    • Aliquota agevolata: il registro sulla prima casa è del 2% del valore (non del 9% ordinario).
    • Minimo 1.000 euro: anche se il 2% dà una cifra inferiore, si paga almeno 1.000 euro.
    • Ipotecaria e catastale fisse: tra privati entrambe sono 50 euro, non proporzionali.
    • No immobili di lusso: l’agevolazione non spetta per le categorie A/1, A/8 e A/9.
    • Residenza entro 18 mesi: l’acquirente deve stabilire la residenza nel Comune entro 18 mesi dal rogito.
    • Sistema prezzo-valore: la base imponibile può essere il valore catastale, spesso inferiore al prezzo di mercato.

    Quanto si paga di registro acquistando la prima casa

    Comprare la prima casa è uno dei passi più importanti nella vita di una persona. Tra i costi da considerare c’è l’imposta di registro, cioè la tassa che si paga allo Stato al momento del rogito notarile. La buona notizia è che chi acquista la prima abitazione da un privato (o da un’impresa che vende senza IVA) beneficia di un’aliquota molto ridotta rispetto all’acquisto ordinario: il 2% invece del 9%.

    Il 2% si calcola sul valore dell’immobile, ma c’è una soglia minima: si paga almeno 1.000 euro, anche se la matematica darebbe un risultato inferiore. Oltre al registro, si pagano l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale: tra privati entrambe sono fisse a 50 euro ciascuna. Il totale delle imposte sull’acquisto prima casa tra privati è quindi: 2% (min. 1.000 euro) + 50 + 50 euro.

    Attenzione: per beneficiare dell’aliquota agevolata occorre rispettare precisi requisiti. L’immobile non deve essere di lusso, l’acquirente deve stabilire la residenza nel Comune entro 18 mesi, e non deve essere già proprietario di un’altra casa acquistata con le stesse agevolazioni sull’intero territorio nazionale. Vediamo in dettaglio come funziona il calcolo e quali documenti servono.

    Un aspetto spesso trascurato è il sistema del prezzo-valore: chi acquista un’abitazione da una persona fisica può chiedere al notaio di calcolare l’imposta non sul prezzo pagato, ma sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale rivalutata del 5%, poi moltiplicata per 110 nel caso di prima casa). Poiché il valore catastale è quasi sempre inferiore al prezzo di mercato, si ottiene un risparmio significativo sull’imposta.

    Imposte sull'acquisto della prima casa tra privati
    Tributo Aliquota / Importo Note
    Imposta di registro 2% del valore Minimo 1.000 euro
    Imposta ipotecaria 50 euro (fissa) Tra privati; 200 euro da impresa con IVA
    Imposta catastale 50 euro (fissa) Tra privati; 200 euro da impresa con IVA
    Base imponibile (prezzo-valore) Rendita catastale × 1,05 × 110 Su richiesta, se abitazione a persona fisica

    Esempio pratico

    • Tizio acquista la sua prima casa da un privato al prezzo di 200.000 euro. La rendita catastale rivalutata dell’immobile è 80.000 euro (cioè rendita × 1,05 × 110). Tizio chiede al notaio di applicare il sistema prezzo-valore: la base imponibile diventa 80.000 euro. L’imposta di registro è il 2% di 80.000 euro = 1.600 euro (supera il minimo di 1.000 euro). A questo si aggiungono 50 euro di imposta ipotecaria e 50 euro di imposta catastale. Totale imposte: 1.700 euro invece dei 4.000 euro che avrebbe pagato calcolando il 2% sul prezzo di acquisto.

    Documenti necessari

    • Atto notarile di compravendita (rogito)
    • Dichiarazione in atto di possesso dei requisiti prima casa
    • Visura catastale dell’immobile (per il prezzo-valore)
    • Documento d’identità e codice fiscale delle parti
    • Ricevuta del pagamento delle imposte tramite modello F24 (versate dal notaio)

    Caso 1 – Tizio acquista la prima casa con il prezzo-valore

    Scenario. Tizio, che non possiede altri immobili, acquista un appartamento (categoria A/2) in un Comune diverso dalla sua attuale residenza, al prezzo di 180.000 euro. La rendita catastale è 600 euro. Chiede al notaio di applicare il sistema prezzo-valore.

    Come si applica. Il valore catastale si calcola così: rendita 600 euro × rivalutazione 5% = 630 euro, poi × 110 (coefficiente prima casa) = 69.300 euro. L’imposta di registro è il 2% di 69.300 euro = 1.386 euro, superiore al minimo di 1.000 euro. Tizio paga 1.386 euro di registro + 50 euro di ipotecaria + 50 euro di catastale = 1.486 euro totali. Deve poi trasferire la residenza nel Comune entro 18 mesi dal rogito, pena la decadenza dall’agevolazione e il pagamento della differenza d’imposta più sanzioni.

    In pratica

    • Base imponibile prezzo-valore: rendita × 1,05 × 110.
    • Imposta registro: 2% del valore catastale, minimo 1.000 euro.
    • Ipotecaria e catastale: 50 + 50 euro fissi.
    • Residenza da trasferire nel Comune entro 18 mesi.

    Caso 2 – Caio già proprietario di un'abitazione nello stesso Comune

    Scenario. Caio vuole acquistare una casa come prima abitazione, ma risulta già proprietario di un appartamento nello stesso Comune dove vorrebbe acquistare.

    Come si applica. Questo è uno dei requisiti che fa perdere l’agevolazione: l’acquirente non deve essere titolare di altra abitazione nello stesso Comune. Caio non può quindi beneficiare dell’aliquota del 2%. Pagherà l’aliquota ordinaria del 9% sul valore dell’immobile, più le imposte ipotecaria e catastale da 50 euro ciascuna. L’unica via per recuperare l’agevolazione sarebbe vendere l’immobile già posseduto prima del rogito, oppure verificare se esistono le condizioni per la portabilità dell’agevolazione prima casa (che però riguarda le situazioni in cui si ha già una casa acquistata con i benefici e la si sostituisce).

    In pratica

    • Non si può avere un’altra casa nello stesso Comune (né su tutto il territorio nazionale un’abitazione acquistata con i benefici prima casa).
    • Se il requisito manca, si paga l’aliquota ordinaria del 9%.
    • La decadenza dai benefici comporta il recupero della differenza d’imposta più interessi e sanzioni.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Qual è l'aliquota di registro per la prima casa?

    Il 2% del valore dell’immobile, con un importo minimo di 1.000 euro. Si applica tra privati o quando il venditore è un’impresa che vende senza IVA.

    Cosa sono le imposte ipotecaria e catastale sull'acquisto prima casa?

    Sono due tributi fissi da 50 euro ciascuno, dovuti insieme all’imposta di registro al momento del rogito. In totale fanno 100 euro aggiuntivi rispetto al registro.

    Cosa si intende per sistema prezzo-valore?

    È la possibilità di calcolare l’imposta di registro sul valore catastale dell’immobile invece che sul prezzo di acquisto. Si ottiene moltiplicando la rendita catastale per 1,05 e poi per 110. Di norma il valore catastale è inferiore al prezzo, quindi si paga meno.

    Entro quanto tempo devo trasferire la residenza?

    L’acquirente deve stabilire la residenza nel Comune dove si trova l’immobile entro 18 mesi dalla data del rogito. Se non lo fa, decade dall’agevolazione.

    Posso avere i benefici prima casa se ho già un'altra abitazione?

    Dipende. Non puoi averli se possiedi già un’abitazione nello stesso Comune. Non puoi averli nemmeno se possiedi, su tutto il territorio nazionale, un’altra casa acquistata con le agevolazioni prima casa (a meno che la venda entro un anno).

    L'agevolazione vale anche per gli immobili di lusso?

    No. Le categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio) sono escluse dall’agevolazione prima casa.

    Chi paga materialmente l'imposta di registro?

    Il notaio raccoglie le somme dalle parti e le versa all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24. Nella prassi l’imposta è a carico dell’acquirente, salvo diversi accordi contrattuali.

    Vedi anche: Acquisto da impresa con IVA, Comprare la seconda casa, Imposta di registro e ipocatastali sulla donazione, Imposta di registro sulla divisione di eredità e immobili, Imposta di registro su decreti ingiuntivi e sentenze e Imposta di registro.

  • Art. 5 D.Lgs. 231/2001 – Responsabilità dell’ente

    Art. 5 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – Responsabilità dell’ente

    In vigore dal 04/07/2001

    1. L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).

    2. L'ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.

  • Art. 6 D.Lgs. 74/2000 – T e n t a t i v

    Art. 6 D.Lgs. 74/2000 Reati Tributari – T e n t a t i v o

    In vigore dal 15/04/2000

    1. I delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 4 non sono… punibili a titolo di tentativo, salvo quanto previsto al comma 1-bis.

    1-bis. Quando la condotta è posta in essere al fine di evadere l'imposta sul valore aggiunto nell'ambito di sistemi fraudolenti transfrontalieri, connessi al territorio di almeno un altro Stato membro dell'Unione europea, dai quali consegua o possa conseguire un danno complessivo pari o superiore a euro 10.000.000, il delitto previsto dall'articolo 4 è punibile a titolo di tentativo. Fuori dei casi di concorso nel delitto di cui all'articolo 8, i delitti previsti dagli articoli 2 e 3 sono punibili a titolo di tentativo, quando ricorrono le medesime condizioni di cui al primo periodo.

  • Art. 5 bis CAD – (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche)

    Art. 5 bis D.Lgs. 82/2005 CAD – (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche)

    1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con le medesime modalità le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese.

    2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono adottate le modalità di attuazione del comma 1 da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e fissati i relativi termini.

    3. AgID, anche avvalendosi degli uffici di cui all'articolo 17, provvede alla verifica dell'attuazione del comma 1 secondo le modalità e i termini indicati nel decreto di cui al comma

    2. 4. Il Governo promuove l'intesa con regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata per l'adozione degli indirizzi utili alla realizzazione delle finalità di cui al comma 1.

  • CCNL Spettacolo: Welfare contrattuale

    CCNL Spettacolo, Cinema e Audiovisivo

    In sintesi

    Il welfare del CCNL per i dipendenti dell’industria cineaudiovisiva (ANICA con SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, rinnovato il 23 luglio 2025) ha tre pilastri: l’assistenza sanitaria integrativa del fondo Salute Sempre, con iscrizione automatica dei dipendenti a tempo indeterminato e 10 € al mese a carico dell’azienda; il fondo pensione Byblos, con un contributo aziendale dell’1% per chi aderisce; una quota welfare mensile. La previdenza obbligatoria resta quella del Fondo lavoratori dello spettacolo (ex ENPALS) dell’INPS.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANICA · SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCOM-UIL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2025 (CCNL industria cineaudiovisiva)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (art. 77)
    Platea
    Dipendenti di case di produzione e di distribuzione, stabilimenti di doppiaggio, post-produzione video e audio, sviluppo e stampa, teatri di posa

    Il welfare del CCNL cineaudiovisivo

    Welfare contrattuale nel CCNL industria cineaudiovisiva 23 luglio 2025
    Voce Cosa prevede il CCNL
    Assistenza sanitaria integrativa: Salute Sempre Iscrizione automatica dei dipendenti a tempo indeterminato al superamento della prova; contributo di 10 € al mese (120 € l’anno) interamente a carico dell’azienda (art. 76 e allegato 1)
    Previdenza complementare: Byblos Adesione volontaria per dipendenti a tempo indeterminato e a termine di almeno 6 mesi nell’anno, non in prova; l’azienda versa l’1% della retribuzione contrattuale annua; il TFR va al fondo per intero per i lavoratori di prima occupazione assunti dopo il 28 aprile 1993, per il 27% negli altri casi (art. 75)
    Quota welfare Importo mensile fissato per livello nella tabella allegata al CCNL, comprensivo dei 10 € per Salute Sempre, di 5 € per Byblos e dello 0,20% per Asforcinema; il rinnovo 2025 ha confermato i valori del 2019
    Infortuni dei viaggiatori Per il personale viaggiatore l’azienda stipula un’assicurazione contro gli infortuni da incidenti di viaggio, in aggiunta all’INAIL
    Previdenza obbligatoria Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo dell’INPS (ex ENPALS), con regole proprie

    Fonte: CCNL industria cineaudiovisiva del 23 luglio 2025 (ANICA), artt. 75-77 e allegato 1.

    Salute Sempre: la sanità integrativa

    Il fondo di assistenza sanitaria integrativa individuato dal CCNL è Salute Sempre. Vi sono iscritti automaticamente tutti i lavoratori a tempo indeterminato al superamento del periodo di prova, e il costo è interamente a carico dell’azienda: 10 € al mese, 120 € l’anno. Sono escluse dall’obbligo le aziende che hanno già una forma di assistenza sanitaria integrativa con versamenti complessivamente non inferiori.

    Byblos: il fondo pensione

    La previdenza complementare passa dal fondo nazionale Byblos. L’adesione è volontaria ed è aperta a quadri, impiegati e operai non in prova, a tempo indeterminato o a termine di almeno 6 mesi presso la stessa impresa nell’anno solare. Chi aderisce riceve un contributo dell’azienda pari all’1% della retribuzione contrattuale annua (paga tabellare, scatti, e.d.r., e.a.r., tredicesima e quattordicesima) e destina al fondo il TFR: tutto, se è alla prima occupazione ed è stato assunto dopo il 28 aprile 1993, il 27% negli altri casi.

    La previdenza obbligatoria dello spettacolo

    La pensione obbligatoria dei lavoratori dello spettacolo è gestita dall’INPS nel Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, che dal 2012 ha preso il posto dell’ENPALS, con categorie e requisiti propri: le regole sono nella guida su lavoratori dello spettacolo e gestione ex ENPALS.

    Casi pratici

    Tizio – Tecnico a tempo indeterminato
    Tizio è assunto a tempo indeterminato come tecnico in uno studio di post-produzione. Superato il periodo di prova, è iscritto automaticamente a Salute Sempre: l’azienda versa 10 € al mese e lui non paga nulla. Se decide di aderire a Byblos, riceve anche l’1% della retribuzione contrattuale annua a carico dell’azienda.
    Caia – Microfonista con un contratto di sei settimane
    Caia lavora come microfonista con un contratto a termine di sei settimane. Non rientra nell’iscrizione automatica a Salute Sempre, riservata ai dipendenti a tempo indeterminato, e non può aderire a Byblos, che richiede un contratto di almeno 6 mesi presso la stessa impresa nell’anno.
    Sempronio – Adesione al fondo pensione
    Sempronio, quadro a tempo indeterminato, lavora dal 1990 e aderisce a Byblos. Oltre ai propri contributi riceve dall’azienda l’1% della retribuzione contrattuale annua; non essendo alla prima occupazione dopo il 28 aprile 1993, destina al fondo il 27% del TFR maturando.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive giornaliere e mensili, Preavviso e cessazione, Ferie e permessi, Maternità e congedi, Tredicesima e premi e Malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL industria cineaudiovisiva del 23 luglio 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 7 CTS – Raccolta fondi

    Art. 7 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Raccolta fondi

    In vigore dal 03/08/2017

    1. Per raccolta fondi si intende il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva.

    2. Gli enti del Terzo settore, possono realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico, in conformità a linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentiti la Cabina di regia di cui all'articolo 97 e il Consiglio nazionale del Terzo settore.

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