Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Avverso la sentenza della corte di giustizia tributaria di secondo grado può essere proposto ricorso per cassazione per i motivi di cui ai numeri da 1 a 5 dell'articolo 360, primo comma, del codice di procedura civile.
2. Al ricorso per cassazione ed al relativo procedimento si applicano le norme dettate dal codice di procedura civile in quanto compatibili con quelle del presente testo unico.
3. Sull'accordo delle parti la sentenza della corte di giustizia tributaria di primo grado può essere impugnata con ricorso per cassazione a norma dell'articolo 360, primo comma, numero 3, del codice di procedura civile.
Art. 71 DPR 602/1973 – Intervento degli istituti vendite giudiziarie
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Per l’asporto, la custodia e la vendita dei beni mobili, anche registrati, sottoposti a pignoramento, il concessionario puo’ avvalersi degli istituti previsti dall’articolo 159 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Se i beni restano invenduti anche al secondo incanto, il concessionario entro tre mesi procede alla vendita a trattativa privata per un prezzo non inferiore alla meta’ del prezzo base del secondo incanto o ad un terzo incanto ad offerta libera.
2. I beni rimasti invenduti anche dopo l’applicazione delle disposizioni del comma 1 sono messi a disposizione del debitore, che, ove ne sia stato effettuato l’asporto, e’ invitato a ritirarli entro il termine di quindici giorni dalla notificazione dell’invito.
3. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 2, i beni non ritirati sono distrutti o donati, senza liberazione del debitore, ad enti di beneficenza ed assistenza, secondo le determinazioni del concessionario, che ne redige verbale.
Fattura immediata: va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.
Fattura differita: ammessa solo se l’operazione risulta da un documento di trasporto (DDT) o da altro documento equivalente.
La differita può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo all’operazione.
La fattura differita può essere riepilogativa: un unico documento per più operazioni dello stesso mese verso lo stesso cliente.
Entrambe le tipologie confluiscono nella dichiarazione IVA annuale e nelle liquidazioni periodiche.
Sbagliare il termine di emissione espone a sanzioni amministrative.
Quando nasce l'obbligo di emettere la fattura
Ogni volta che un professionista o un’impresa effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi soggetta a IVA, nasce l’obbligo di emettere fattura. La legge non lascia libera scelta sui tempi: stabilisce due modalità – la fattura immediata e quella differita – con scadenze precise e condizioni diverse.
La distinzione non è solo formale. Scegliere la modalità sbagliata, o rispettare male i termini, può comportare sanzioni. Capire la differenza permette invece di organizzare la fatturazione in modo ordinato, specialmente quando si hanno molte consegne nel corso del mese verso gli stessi clienti.
Le regole che seguono si applicano alle fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI), che è oggi il canale obbligatorio per la quasi totalità dei soggetti IVA.
Fattura immediata vs differita: confronto rapido
Caratteristica
Fattura immediata
Fattura differita
Termine di emissione
Entro 12 giorni dall'operazione
Entro il giorno 15 del mese successivo
Documento di supporto richiesto
No
Sì (DDT o documento equivalente)
Forma riepilogativa
No
Sì, per più operazioni stesso mese/stesso cliente
Data IVA (esigibilità)
Data dell'operazione
Data dell'operazione (non quella di emissione)
Uso tipico
Prestazioni di servizi, vendite singole
Cessioni di beni con consegna documentata
Esempio pratico
Esempio numerico. Alfa Srl vende materiale edile a Beta Snc effettuando tre consegne nel mese di giugno: il 5, il 12 e il 22 giugno, ognuna accompagnata da regolare DDT. Invece di emettere tre fatture separate, Alfa Srl emette un’unica fattura differita riepilogativa entro il 15 luglio, indicando i riferimenti ai tre DDT e sommando gli imponibili. Se il totale delle tre cessioni è, per esempio, 10.000 euro + IVA al 22% (pari a 2.200 euro), la fattura indicherà 12.200 euro complessivi. L’IVA resta riferita alle singole date di consegna, non al 15 luglio.
Documenti necessari
Fattura elettronica XML (o file p7m firmato) trasmessa via SdI
Documento di trasporto (DDT) con data, mittente, destinatario e descrizione dei beni
Ricevuta di consegna o altro documento equipollente al DDT
Registro delle fatture emesse (tenuto elettronicamente o messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate)
Contratto o ordine di acquisto (utile in caso di contestazione sui termini dell’operazione)
Caso 1 – Tizio, consulente informatico: fattura immediata
Scenario. Tizio è un consulente informatico con partita IVA ordinaria. Il 3 luglio conclude un intervento di assistenza tecnica per un cliente aziendale. Non c’è alcun bene consegnato né DDT: si tratta di una prestazione di servizi.
Come si applica. Per le prestazioni di servizi non esiste un documento di trasporto, quindi la fattura differita non è applicabile. Tizio deve emettere la fattura immediata entro 12 giorni dall’operazione, cioè entro il 15 luglio. Se la invia il 16 luglio, è già fuori termine e rischia una sanzione. La fattura riporterà come data dell’operazione il 3 luglio, che è anche la data di esigibilità dell’IVA.
In pratica
Operazione del 3 luglio: la fattura va trasmessa via SdI entro il 15 luglio.
Se l’intervento fosse durato più giorni, la data dell’operazione è quella di ultimazione.
Nessuna possibilità di accorpare con altre fatture dello stesso mese in forma riepilogativa.
Caso 2 – Caio, grossista di prodotti alimentari: fattura differita
Scenario. Caio gestisce un’impresa di distribuzione alimentare. Nel mese di settembre effettua sei consegne a un supermercato (cliente abituale), ognuna accompagnata da DDT numerato e firmato.
Come si applica. Poiché ogni consegna è documentata dal DDT, Caio può scegliere la fattura differita. Invece di emettere sei fatture separate, emette un’unica fattura riepilogativa entro il 15 ottobre, richiamando i riferimenti di tutti i sei DDT. L’IVA risultante si calcola sulle singole operazioni nelle rispettive date, ma il momento amministrativo di emissione del documento è il 15 ottobre al più tardi.
In pratica
Un solo documento al posto di sei: risparmio di tempo e semplificazione contabile.
Il DDT deve essere completo (data, numero, beni, quantità) per essere valido come supporto.
Se una consegna di settembre manca di DDT, quella specifica operazione va fatturata separatamente come fattura immediata.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Posso usare la fattura differita anche per le prestazioni di servizi?
No. La fattura differita è riservata alle cessioni di beni documentate da DDT o documento equipollente. Per i servizi l’unica opzione è la fattura immediata, da emettere entro 12 giorni dall’ultimazione della prestazione.
Cosa succede se emetto la fattura immediata dopo i 12 giorni?
Si tratta di una violazione dell’obbligo di fatturazione nei termini, sanzionata amministrativamente. È possibile regolarizzare la posizione ricorrendo al ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta e gli interessi secondo le frazioni previste dalla normativa.
La fattura differita riepilogativa può riguardare clienti diversi?
No. La fattura riepilogativa può riguardare solo operazioni dello stesso mese verso lo stesso cliente. Per clienti diversi occorrono fatture distinte.
Qual è la data IVA nella fattura differita: quella dell'operazione o quella di emissione?
La data di esigibilità dell’IVA è quella di ogni singola operazione (cioè le date dei DDT), non il 15 del mese successivo in cui il documento viene emesso. Questo vale anche ai fini della liquidazione periodica.
Il termine dei 12 giorni per la fattura immediata vale anche per le fatture elettroniche?
Sì. La regola dei 12 giorni si applica alle fatture elettroniche inviate tramite SdI. Il conteggio parte dal giorno dell’effettuazione dell’operazione (cessione o ultimazione della prestazione).
Posso emettere una fattura differita anche se ho un solo DDT nel mese?
Sì. La fattura differita non richiede che ci siano più operazioni: anche con un solo DDT è possibile sfruttare il termine del 15 del mese successivo, purché il documento di trasporto sia regolare.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
La rimozione o la distruzione non può essere domandata nell'ultimo anno della durata del diritto.
In tal caso, deve essere ordinato il sequestro dell'opera o del prodotto sino alla scadenza della durata medesima.
Qualora siano stati risarciti i danni derivati dalla violazione del diritto, il sequestro può essere autorizzato anche ad una data anteriore a quella sopraindicata.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Nel secondo incanto, salvo quanto previsto dall’articolo 539 del codice di procedura civile, i beni sono venduti al miglior offerente ad un prezzo non inferiore alla meta’ del prezzo base del primo incanto.
Finestra temporale: la dichiarazione IVA annuale si presenta di norma tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta.
Solo telematica: la trasmissione avviene esclusivamente per via telematica, tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) o tramite un intermediario abilitato.
Dichiarazione autonoma: non è inserita nel modello Redditi/UNICO; si presenta come documento separato e indipendente.
Termine puntuale variabile: la data esatta del 30 aprile può essere posticipata quando cade di sabato o in un giorno festivo; verificare sempre il calendario ufficiale dell’anno in corso.
LIPE del 4° trimestre: la comunicazione delle liquidazioni del quarto trimestre può essere presentata insieme alla dichiarazione IVA annuale entro fine febbraio.
La finestra di presentazione: dal 1° febbraio al 30 aprile
La dichiarazione IVA annuale ha una finestra di presentazione ben definita: di norma dal 1° febbraio al 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta. Questo significa che la dichiarazione riferita all’anno 2025 andrà presentata tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. È importante non confondere questa scadenza con quelle delle liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali), che seguono invece un calendario diverso nel corso dell’anno.
La trasmissione è esclusivamente telematica. Non è più prevista la presentazione cartacea né la consegna presso uffici fisici. Chi gestisce in autonomia la propria contabilità può trasmettere tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Entratel per i soggetti di maggiori dimensioni, Fisconline per i privati). In alternativa – e questa è la scelta più comune – ci si rivolge a un intermediario abilitato: un commercialista, un consulente del lavoro o un CAF autorizzato, che trasmette la dichiarazione per conto del contribuente.
Un punto rilevante riguarda la separazione dalla dichiarazione dei redditi. La dichiarazione IVA è un documento autonomo e va presentata indipendentemente dal modello Redditi Persone Fisiche, dal modello Redditi Società di Persone o dal modello Redditi Società di Capitali. In passato era possibile includerla nel modello UNICO; oggi non è più così. Chi dimentica questa separazione rischia di non presentare uno dei due adempimenti nei termini corretti.
Un adempimento correlato è la LIPE, la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA. Le LIPE si presentano trimestralmente, ma quella del quarto trimestre gode di una finestra particolare: può essere presentata insieme alla dichiarazione IVA annuale, entro la fine di febbraio. Chi non vuole gestire separatamente queste comunicazioni può quindi sfruttare questa possibilità per concentrare gli adempimenti di inizio anno.
Termini principali della dichiarazione IVA annuale
Adempimento
Termine di norma
Apertura finestra presentazione dichiarazione IVA
1° febbraio dell'anno successivo
Chiusura finestra presentazione dichiarazione IVA
30 aprile dell'anno successivo (verificare termine puntuale)
LIPE 4° trimestre (in alternativa alla scadenza separata)
Di norma entro il 16 marzo (verificare termine puntuale dell'anno)
Acconto IVA dicembre (codice tributo 6013)
Entro il 27 dicembre dell'anno in corso
Esempio pratico
Tizio è un consulente con partita IVA ordinaria che liquida l’IVA trimestralmente. Nel 2025 ha effettuato quattro liquidazioni periodiche e versato i relativi importi con F24. A inizio 2026, entro fine febbraio, presenta anche la LIPE del quarto trimestre 2025 insieme alla dichiarazione IVA annuale. La dichiarazione definitiva riepiloga tutte le operazioni dell’anno 2025 e determina il saldo finale: se risulta un debito residuo, lo versa con F24 (codice tributo 6099) nei termini previsti; se risulta un credito, sceglie se riportarlo, compensarlo o chiederne il rimborso.
Documenti necessari
Registro delle fatture emesse (anno d’imposta di riferimento)
Registro degli acquisti (anno d’imposta di riferimento)
Modelli F24 delle liquidazioni periodiche già versate
Comunicazioni LIPE trasmesse nel corso dell’anno
Eventuale documentazione di operazioni intracomunitarie o di esportazione
Caso 1 – Tizio, libero professionista con liquidazione mensile
Scenario. Tizio è un avvocato con partita IVA ordinaria che per volume d’affari è tenuto alla liquidazione mensile dell’IVA. Ogni mese, entro il 16, versa l’IVA del mese precedente con F24 usando i codici tributo da 6001 a 6012. Ha presentato regolarmente le LIPE trimestrali nel corso dell’anno.
Come si applica. Per Tizio la dichiarazione IVA annuale riepiloga i 12 mesi di operazioni e i 12 versamenti mensili già effettuati. La dichiarazione va trasmessa in via telematica entro il 30 aprile dell’anno successivo. Se dal quadro VL risulta un saldo a debito non ancora coperto dai versamenti mensili, Tizio lo versa con F24 (codice 6099) nel termine previsto. La LIPE del quarto trimestre, nel suo caso, è già stata presentata autonomamente entro i termini trimestrali, quindi non ha necessità di presentarla con la dichiarazione annuale.
In pratica
Tizio trasmette la dichiarazione IVA annuale entro il 30 aprile, separatamente dalla dichiarazione dei redditi.
Se c’è un saldo a debito residuo, lo versa con F24 codice 6099 prima della scadenza; se c’è un credito, lo riporta o lo compensa l’anno successivo.
Caso 2 – Caio, piccolo commerciante con liquidazione trimestrale
Scenario. Caio gestisce un negozio di abbigliamento. Il suo volume d’affari nell’anno precedente non ha superato 800.000 euro (soglia per le attività diverse dalle prestazioni di servizi), quindi ha optato per la liquidazione trimestrale. Paga l’IVA entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre, con la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.
Come si applica. Caio presenta le LIPE trimestrali regolarmente. La LIPE del quarto trimestre, tuttavia, può essere presentata entro fine febbraio insieme alla dichiarazione IVA annuale, evitando una trasmissione separata a gennaio. La dichiarazione annuale va comunque presentata entro il 30 aprile. Il termine puntuale di ciascun anno va verificato perché può slittare in caso di sabato o festivi.
In pratica
Caio sfrutta la possibilità di presentare la LIPE del 4° trimestre entro fine febbraio insieme alla dichiarazione annuale, riducendo il numero di trasmissioni separate.
La dichiarazione IVA annuale definitiva è comunque trasmessa entro il 30 aprile, in via telematica e in modo autonomo rispetto al modello Redditi.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Entro quando si presenta la dichiarazione IVA annuale?
Di norma tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta. Il termine esatto del 30 aprile può slittare se cade di sabato o in un giorno festivo: occorre verificare il calendario ufficiale dell’anno in corso.
La dichiarazione IVA si può presentare in forma cartacea?
No. La presentazione avviene esclusivamente in via telematica, tramite i canali Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso un intermediario abilitato come un commercialista.
La dichiarazione IVA è ancora inclusa nel modello UNICO?
No. La dichiarazione IVA è autonoma rispetto al modello Redditi (ex UNICO) e va presentata separatamente. Confonderle è un errore frequente che può portare a omettere uno dei due adempimenti.
Cosa succede se si presenta la dichiarazione IVA in ritardo?
Se la presentazione avviene entro 90 giorni dal termine, la dichiarazione è considerata tardiva (non omessa) e la sanzione può essere ridotta tramite il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni la dichiarazione è omessa a tutti gli effetti.
La LIPE del quarto trimestre ha una scadenza diversa?
Sì. La comunicazione LIPE del quarto trimestre può essere presentata entro la fine di febbraio dell’anno successivo, contestualmente alla dichiarazione IVA annuale, invece che nei termini ordinari trimestrali. È una facoltà, non un obbligo.
Chi si occupa della trasmissione telematica se non si ha Entratel?
Ci si rivolge a un intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF o altro soggetto iscritto nell’apposito elenco dell’Agenzia delle Entrate. L’intermediario trasmette la dichiarazione per conto del contribuente sotto la propria responsabilità.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
L 'autore ha il diritto esclusivo, ai sensi delle disposizioni contenute nella sezione I del capo III di questo titolo: a) di adattare e di registrare l'opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata; b) di riprodurre, di distribuire, di noleggiare e di dare in prestito gli esemplari dell'opera così adattata o registrata; c) di eseguire pubblicamente e di comunicare l'opera al pubblico mediante l'impiego di qualunque supporto.
La cessione del diritto di riproduzione o dei diritto di distribuzione non comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritto di esecuzione pubblica o di comunicazione al pubblico.
Per quanto riguarda la radiodiffusione, il diritto d'autore resta regolato dalle norme contenute nella precedente sezione.
Chi può usare il 730: lavoratori dipendenti, pensionati e chi percepisce redditi assimilati (co.co.co., borse di studio tassabili, ecc.).
Precompilata o ordinaria? Dal 30 aprile l’Agenzia delle Entrate mette online il 730 precompilato: controllate i dati, integrateli se necessario e inviatelo.
La Certificazione Unica (CU) è il documento chiave: il datore di lavoro la rilascia entro il 16 marzo e contiene redditi, ritenute e dati del sostituto.
Prima dichiarazione: barrate la casella apposita nel frontespizio e indicate la vostra residenza anagrafica, anche se non è cambiata.
Detrazioni da non perdere: interessi su mutui, spese sanitarie, spese di istruzione, affitti per studenti fuori sede, assicurazioni.
Scadenza: il 730 (precompilato o ordinario) va presentato entro il 30 settembre 2026.
Da dove si comincia: il 730 precompilato e la CU
Fare la dichiarazione per la prima volta può sembrare complicato, ma nella pratica si riduce a pochi passaggi. Il punto di partenza è la Certificazione Unica, chiamata comunemente CU: è un documento che il vostro datore di lavoro, l’università o l’ente che vi ha pagato deve inviarvi entro il 16 marzo 2026. Contiene tutto ciò che serve: i redditi percepiti nel 2025, le ritenute già pagate, i dati del sostituto d’imposta (cioè di chi ha già trattenuto le tasse in busta paga).
Dal 30 aprile l’Agenzia delle Entrate carica online il 730 precompilato, cioè una bozza di dichiarazione già compilata con i dati che l’Agenzia conosce: la CU del vostro datore di lavoro, le spese sanitarie comunicate dal Ssn, gli interessi sul mutuo comunicati dalla banca, e altro ancora. Potete accedervi con SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Il vostro compito è controllare che i dati siano giusti e aggiungere quello che manca – per esempio spese che non sono state comunicate automaticamente. Se tutto è corretto, potete accettare la dichiarazione com’è. Se modificate qualcosa che incide su reddito o imposta, dovrete conservare i documenti giustificativi. In alternativa al precompilato, potete compilare il 730 ordinario e presentarlo a un Caf o a un professionista abilitato entro il 30 settembre 2026.
Se è la prima volta che presentate la dichiarazione, nel frontespizio del modello dovete barrare la casella ‘Dichiarazione presentata per la prima volta’ e compilare la vostra residenza anagrafica, anche se non è cambiata di recente.
Principali detrazioni e oneri deducibili per chi inizia a lavorare
Voce
Tipo di agevolazione
Interessi passivi su mutuo ipotecario prima casa
Detrazione dall'imposta lorda
Spese sanitarie (medici, farmaci, ecc.)
Detrazione dall'imposta lorda
Spese universitarie
Detrazione dall'imposta lorda
Affitto per studenti fuori sede
Detrazione dall'imposta lorda
Contributi previdenziali volontari
Deduzione dal reddito complessivo
Abbonamenti ai trasporti pubblici
Detrazione dall'imposta lorda
Esempio pratico
Esempio: Tizia ha 24 anni, ha iniziato a lavorare a tempo determinato a marzo 2025 e a dicembre ha ricevuto la CU dal suo datore di lavoro. Dal 30 aprile 2026 accede al sito dell’Agenzia delle Entrate con lo SPID e trova il 730 precompilato con i redditi da lavoro dipendente già inseriti. Controlla i dati, aggiunge le spese mediche che non compaiono (ha il ticket di alcune visite pagate in contanti), inserisce i documenti di supporto e invia la dichiarazione online. Poiché ha ritenute superiori all’imposta dovuta, a luglio riceverà un rimborso direttamente in busta paga dal suo datore di lavoro. Nel frontespizio ha barrato la casella ‘Dichiarazione presentata per la prima volta’.
Documenti necessari
Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro entro il 16 marzo
Scontrini e fatture delle spese sanitarie sostenute nel 2025
Contratto di affitto (per la detrazione canone studenti fuori sede)
Ricevute di pagamento di abbonamenti ai trasporti pubblici
Attestati di versamento di contributi previdenziali volontari (se applicabile)
Documento di identità valido per l’accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate
Contratto a tempo determinato terminato prima di dicembre
Scenario. Caio ha lavorato da aprile a settembre 2025 con un contratto a termine. Il rapporto di lavoro è finito a settembre e a dicembre non aveva un nuovo datore di lavoro. Si chiede se può ancora usare il 730 e come riceve un eventuale rimborso.
Come si applica. Caio può usare il Modello 730 anche senza un sostituto d’imposta attivo al momento della presentazione: in questo caso presenta il ‘730 senza sostituto’. Indica la lettera ‘A’ nella casella apposita del frontespizio e barra ‘Mod. 730 dipendenti senza sostituto’. Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso non arriva in busta paga ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre 2026. Se invece emerge un debito, Caio paga tramite modello F24.
In pratica
Anche senza un datore di lavoro attivo, potete presentare il 730.
Indicate ‘A’ nella casella ‘730 senza sostituto’ nel frontespizio.
Portate il modello a un Caf o a un professionista abilitato.
Il rimborso, se spettante, arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Studente con un lavoretto part-time: va dichiarato?
Scenario. Sempronia è studentessa universitaria e nel 2025 ha lavorato part-time come cameriera per tre mesi, guadagnando circa 3.000 euro. Ha ricevuto la CU. Si chiede se deve per forza presentare la dichiarazione.
Come si applica. Con un reddito di lavoro dipendente di 3.000 euro e un periodo di lavoro inferiore ai 365 giorni, Sempronia potrebbe rientrare nei casi di esonero dalla dichiarazione (soglia di 8.500 euro per lavoro dipendente con altre tipologie di reddito). Tuttavia, presentare la dichiarazione conviene se ha sostenuto spese detraibili (spese mediche, tasse universitarie, trasporti) perché potrebbe ottenere un rimborso delle ritenute già pagate. La dichiarazione è facoltativa in caso di esonero, ma può essere vantaggiosa per recuperare crediti.
In pratica
Controllate se rientrate nei casi di esonero dalla dichiarazione.
Anche in caso di esonero, presentare il 730 può essere conveniente per recuperare ritenute.
Con redditi bassi e spese detraibili, il risultato è spesso un rimborso.
Il 730 precompilato è il modo più rapido per chi ha una situazione semplice.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Dal sito www.agenziaentrate.gov.it, a partire dal 30 aprile, usando SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi. Una volta entrati nella propria area riservata si trova la dichiarazione già parzialmente compilata con i dati in possesso dell’Agenzia.
Se accetto il precompilato senza modifiche, mi controllano comunque?
Se presentate il 730 precompilato direttamente sul sito o tramite il sostituto senza fare modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettua i controlli documentali sugli oneri comunicati da terzi (spese sanitarie, interessi sul mutuo, ecc.). Questo è uno dei principali vantaggi del precompilato accettato senza modifiche.
Entro quando devo presentare il 730?
Il Modello 730, sia precompilato che ordinario, va presentato entro il 30 settembre 2026. I termini che cadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.
Quando ricevo il rimborso se ho il sostituto d'imposta?
Il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettua il rimborso a partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente da luglio. Per i pensionati il rimborso parte in genere da agosto o settembre.
Posso detrarre le spese universitarie nella prima dichiarazione?
Sì, le spese universitarie rientrano tra gli oneri detraibili. Il precompilato le include se l’università le ha comunicare all’Agenzia; in caso contrario potete aggiungerle manualmente, conservando le ricevute di pagamento.
Cosa succede se sbaglio qualcosa nel 730?
Potete presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026 se la correzione comporta un credito maggiore o un debito minore. Se invece l’errore porta a un maggior debito, dovete usare il Modello REDDITI PF correttivo entro il 2 novembre 2026 (poiché il 31 ottobre 2026 è sabato), pagando anche interessi e sanzioni ridotte.
Art. 68 DPR 602/1973 – Prezzo base del primo incanto
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Se il valore dei beni pignorati non risulta da listino di borsa o di mercato, il prezzo base del primo incanto e’ determinato dal valore ad essi attribuito nel verbale di pignoramento.
2. Tuttavia, quando il concessionario lo richiede, e in ogni caso per gli oggetti preziosi, il prezzo base e’ stabilito da uno stimatore designato dal giudice dell’esecuzione. Nello stesso modo si provvede, sentito il concessionario, se vi e’ richiesta del debitore e la nomina dello stimatore risulti opportuna in rapporto alle particolari caratteristiche dei beni pignorati.
Dipendenti: il rimborso IRPEF arriva nella busta paga a partire da luglio, dalla prima retribuzione utile dopo che il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione.
Pensionati: il rimborso parte dal secondo mese dopo che l’ente pensionistico ha ricevuto il prospetto, generalmente agosto o settembre.
Senza sostituto d’imposta: il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre, direttamente sul conto corrente (IBAN) o tramite Poste Italiane.
Importo minimo: il sostituto d’imposta non effettua il rimborso (né la trattenuta) se l’importo di ogni singola imposta è uguale o inferiore a 12 euro.
Controllo preventivo: in alcuni casi l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi entro 4 mesi dalla trasmissione; il rimborso arriva al termine dei controlli a partire da dicembre, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione.
IBAN obbligatorio per i senza sostituto: comunicare il codice IBAN all’Agenzia delle Entrate è indispensabile per ricevere il rimborso sul conto; altrimenti arriva con titoli di credito di Poste Italiane.
Come funziona il rimborso del 730: tre percorsi diversi
Dopo aver presentato il 730 e scoperto di avere un credito IRPEF, la domanda che tutti si fanno è: quando arriva effettivamente il rimborso? La risposta dipende da come hai presentato la dichiarazione e se hai o meno un sostituto d’imposta (cioè un datore di lavoro o un ente pensionistico che gestisce le tue imposte).
Ci sono tre scenari principali. Il primo riguarda i lavoratori dipendenti con un sostituto: il rimborso arriva direttamente nella busta paga, senza bisogno di fare nulla di speciale. Il secondo è per i pensionati: stessa logica, ma con uno o due mesi di ritardo rispetto ai dipendenti. Il terzo riguarda chi ha presentato il 730 senza sostituto d’imposta: in quel caso è l’Agenzia delle Entrate a versare il rimborso, a partire da dicembre, sul conto corrente o con un titolo di credito postale.
Esiste poi una situazione particolare: il controllo preventivo. In certi casi previsti dalla legge, l’Agenzia delle Entrate può controllare la dichiarazione prima di erogare il rimborso. Questo non significa che ci sia un problema: significa solo che i tempi si allungano, con il rimborso che arriva entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione della dichiarazione.
Quando arriva il rimborso del 730/2026
Tipo di contribuente
Quando arriva il rimborso
Come arriva
Lavoratore dipendente con sostituto
Da luglio (prima retribuzione utile dopo il prospetto di liquidazione)
In busta paga
Pensionato con sostituto
Da agosto o settembre (secondo mese dopo il prospetto di liquidazione)
Nella rata di pensione
Senza sostituto d'imposta
A partire da dicembre
Su IBAN o titolo di credito Poste Italiane
Con controllo preventivo dell'Agenzia
Entro il sesto mese dopo il termine di trasmissione, a partire da dicembre
Dall'Agenzia delle Entrate, su IBAN o Poste Italiane
Importo per singola imposta fino a 12 euro
Non viene erogato (ne' rimborsato ne' trattenuto)
–
Esempio pratico
Tizio è dipendente e presenta il 730 tramite il Caf il 15 maggio. Il Caf trasmette la dichiarazione e il datore di lavoro di Tizio riceve il prospetto di liquidazione a giugno. Da luglio Tizio trova in busta paga un rimborso IRPEF di 480 euro. Se invece Tizio fosse un pensionato, lo stesso rimborso arriverebbe nella rata di pensione di agosto o settembre. Se Tizio avesse presentato il 730 senza sostituto perché ha perso il lavoro, l’Agenzia delle Entrate gli accrediterebbe i 480 euro direttamente sul conto corrente a partire da dicembre, a patto che Tizio abbia comunicato in precedenza il suo IBAN all’Agenzia.
Documenti necessari
Modello 730-3 (prospetto di liquidazione) ricevuto da Caf, sostituto o professionista: indica l’importo esatto del rimborso spettante
Codice IBAN del conto corrente (da comunicare all’Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto)
Certificazione Unica 2026 (per verifica delle ritenute già subite)
Ricevuta di trasmissione della dichiarazione (per calcolare i tempi del controllo preventivo, se applicabile)
Il rimborso non arriva in luglio: cosa fare
Scenario. Caio è dipendente e si aspetta un rimborso di 600 euro. Siamo a fine luglio ma in busta paga non ha visto nulla. Non capisce cosa stia succedendo.
Come si applica. Ci sono due possibili spiegazioni. La prima: il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione in ritardo rispetto al solito, e il rimborso arriverà nella busta paga di agosto. La seconda: l’Agenzia delle Entrate ha avviato un controllo preventivo sulla dichiarazione di Caio. In questo caso il rimborso non passa dal datore di lavoro ma viene erogato direttamente dall’Agenzia, a partire da dicembre, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione. Caio può verificare lo stato della propria dichiarazione nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica
Se il rimborso non compare a luglio, attendere agosto prima di allarmarsi: i tempi del datore di lavoro possono variare di qualche settimana.
In caso di controllo preventivo, il rimborso arriva comunque: ci vuole solo più tempo (entro il sesto mese dal termine di trasmissione). Non è necessario fare nulla di speciale.
Rimborso per chi ha presentato il 730 senza sostituto
Scenario. Sempronia ha presentato il 730 senza sostituto tramite un Caf perché ha perso il lavoro. Ha un credito IRPEF di 750 euro e vuole sapere quando e come riceverlo.
Come si applica. Sempronia riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre. Se ha già comunicato il suo IBAN all’Agenzia, i 750 euro arriveranno sul suo conto corrente. Se non ha mai comunicato l’IBAN, l’Agenzia invierà un titolo di credito a copertura garantita emesso da Poste Italiane. Per comunicare l’IBAN può usare l’apposita applicazione web nell’area riservata del sito dell’Agenzia, oppure inviare il modello firmato digitalmente via PEC a qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia, oppure consegnarlo in formato cartaceo presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia.
In pratica
Comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate il prima possibile per ricevere il rimborso direttamente sul conto: evita attese per il ritiro del titolo di credito postale.
L’IBAN si può comunicare anche tramite un delegato, compilando la sezione apposita del modello e allegando copia del documento di identità sia del delegante che del delegato.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quando arriva il rimborso del 730/2026 per i dipendenti?
A partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui il sostituto d’imposta ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente dal mese di luglio.
Quando arriva il rimborso per i pensionati?
Dal secondo mese successivo al momento in cui l’ente pensionistico ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente da agosto o settembre.
Cosa succede se c'e' un controllo preventivo dell'Agenzia delle Entrate?
L’Agenzia ha fino a 4 mesi dalla trasmissione per effettuare i controlli. Il rimborso che risulta spettante viene erogato direttamente dall’Agenzia a partire da dicembre, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione.
Come fa l'Agenzia delle Entrate a rimborsarmi se non ho il sostituto?
Se hai comunicato il tuo IBAN, il rimborso viene accreditato direttamente sul conto. Altrimenti arriva tramite titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane.
Esiste un importo minimo sotto cui il rimborso non viene erogato?
Si. Il sostituto d’imposta non esegue il rimborso (ne’ la trattenuta) se l’importo che risulta dalla dichiarazione per ogni singola imposta o addizionale e’ uguale o inferiore a 12 euro.
Devo fare qualcosa per ricevere il rimborso o arriva automaticamente?
Per chi ha il sostituto d’imposta il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione. Per chi non ha il sostituto, e’ utile comunicare il proprio IBAN all’Agenzia delle Entrate in anticipo, per velocizzare l’accredito.
Art. 63 L. 184/1983 – Modifica del capo II del titolo VIII del codice civile
Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)
L'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: "Delle forme dell'adozione di persone di maggiore età".
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.