Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
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Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
La rimozione o la distruzione non può essere domandata nell'ultimo anno della durata del diritto.
In tal caso, deve essere ordinato il sequestro dell'opera o del prodotto sino alla scadenza della durata medesima.
Qualora siano stati risarciti i danni derivati dalla violazione del diritto, il sequestro può essere autorizzato anche ad una data anteriore a quella sopraindicata.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Nel secondo incanto, salvo quanto previsto dall’articolo 539 del codice di procedura civile, i beni sono venduti al miglior offerente ad un prezzo non inferiore alla meta’ del prezzo base del primo incanto.
Finestra temporale: la dichiarazione IVA annuale si presenta di norma tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta.
Solo telematica: la trasmissione avviene esclusivamente per via telematica, tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) o tramite un intermediario abilitato.
Dichiarazione autonoma: non è inserita nel modello Redditi/UNICO; si presenta come documento separato e indipendente.
Termine puntuale variabile: la data esatta del 30 aprile può essere posticipata quando cade di sabato o in un giorno festivo; verificare sempre il calendario ufficiale dell’anno in corso.
LIPE del 4° trimestre: la comunicazione delle liquidazioni del quarto trimestre può essere presentata insieme alla dichiarazione IVA annuale entro fine febbraio.
La finestra di presentazione: dal 1° febbraio al 30 aprile
La dichiarazione IVA annuale ha una finestra di presentazione ben definita: di norma dal 1° febbraio al 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta. Questo significa che la dichiarazione riferita all’anno 2025 andrà presentata tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. È importante non confondere questa scadenza con quelle delle liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali), che seguono invece un calendario diverso nel corso dell’anno.
La trasmissione è esclusivamente telematica. Non è più prevista la presentazione cartacea né la consegna presso uffici fisici. Chi gestisce in autonomia la propria contabilità può trasmettere tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Entratel per i soggetti di maggiori dimensioni, Fisconline per i privati). In alternativa – e questa è la scelta più comune – ci si rivolge a un intermediario abilitato: un commercialista, un consulente del lavoro o un CAF autorizzato, che trasmette la dichiarazione per conto del contribuente.
Un punto rilevante riguarda la separazione dalla dichiarazione dei redditi. La dichiarazione IVA è un documento autonomo e va presentata indipendentemente dal modello Redditi Persone Fisiche, dal modello Redditi Società di Persone o dal modello Redditi Società di Capitali. In passato era possibile includerla nel modello UNICO; oggi non è più così. Chi dimentica questa separazione rischia di non presentare uno dei due adempimenti nei termini corretti.
Un adempimento correlato è la LIPE, la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA. Le LIPE si presentano trimestralmente, ma quella del quarto trimestre gode di una finestra particolare: può essere presentata insieme alla dichiarazione IVA annuale, entro la fine di febbraio. Chi non vuole gestire separatamente queste comunicazioni può quindi sfruttare questa possibilità per concentrare gli adempimenti di inizio anno.
Termini principali della dichiarazione IVA annuale
Adempimento
Termine di norma
Apertura finestra presentazione dichiarazione IVA
1° febbraio dell'anno successivo
Chiusura finestra presentazione dichiarazione IVA
30 aprile dell'anno successivo (verificare termine puntuale)
LIPE 4° trimestre (in alternativa alla scadenza separata)
Di norma entro il 16 marzo (verificare termine puntuale dell'anno)
Acconto IVA dicembre (codice tributo 6013)
Entro il 27 dicembre dell'anno in corso
Esempio pratico
Tizio è un consulente con partita IVA ordinaria che liquida l’IVA trimestralmente. Nel 2025 ha effettuato quattro liquidazioni periodiche e versato i relativi importi con F24. A inizio 2026, entro fine febbraio, presenta anche la LIPE del quarto trimestre 2025 insieme alla dichiarazione IVA annuale. La dichiarazione definitiva riepiloga tutte le operazioni dell’anno 2025 e determina il saldo finale: se risulta un debito residuo, lo versa con F24 (codice tributo 6099) nei termini previsti; se risulta un credito, sceglie se riportarlo, compensarlo o chiederne il rimborso.
Documenti necessari
Registro delle fatture emesse (anno d’imposta di riferimento)
Registro degli acquisti (anno d’imposta di riferimento)
Modelli F24 delle liquidazioni periodiche già versate
Comunicazioni LIPE trasmesse nel corso dell’anno
Eventuale documentazione di operazioni intracomunitarie o di esportazione
Caso 1 – Tizio, libero professionista con liquidazione mensile
Scenario. Tizio è un avvocato con partita IVA ordinaria che per volume d’affari è tenuto alla liquidazione mensile dell’IVA. Ogni mese, entro il 16, versa l’IVA del mese precedente con F24 usando i codici tributo da 6001 a 6012. Ha presentato regolarmente le LIPE trimestrali nel corso dell’anno.
Come si applica. Per Tizio la dichiarazione IVA annuale riepiloga i 12 mesi di operazioni e i 12 versamenti mensili già effettuati. La dichiarazione va trasmessa in via telematica entro il 30 aprile dell’anno successivo. Se dal quadro VL risulta un saldo a debito non ancora coperto dai versamenti mensili, Tizio lo versa con F24 (codice 6099) nel termine previsto. La LIPE del quarto trimestre, nel suo caso, è già stata presentata autonomamente entro i termini trimestrali, quindi non ha necessità di presentarla con la dichiarazione annuale.
In pratica
Tizio trasmette la dichiarazione IVA annuale entro il 30 aprile, separatamente dalla dichiarazione dei redditi.
Se c’è un saldo a debito residuo, lo versa con F24 codice 6099 prima della scadenza; se c’è un credito, lo riporta o lo compensa l’anno successivo.
Caso 2 – Caio, piccolo commerciante con liquidazione trimestrale
Scenario. Caio gestisce un negozio di abbigliamento. Il suo volume d’affari nell’anno precedente non ha superato 800.000 euro (soglia per le attività diverse dalle prestazioni di servizi), quindi ha optato per la liquidazione trimestrale. Paga l’IVA entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre, con la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.
Come si applica. Caio presenta le LIPE trimestrali regolarmente. La LIPE del quarto trimestre, tuttavia, può essere presentata entro fine febbraio insieme alla dichiarazione IVA annuale, evitando una trasmissione separata a gennaio. La dichiarazione annuale va comunque presentata entro il 30 aprile. Il termine puntuale di ciascun anno va verificato perché può slittare in caso di sabato o festivi.
In pratica
Caio sfrutta la possibilità di presentare la LIPE del 4° trimestre entro fine febbraio insieme alla dichiarazione annuale, riducendo il numero di trasmissioni separate.
La dichiarazione IVA annuale definitiva è comunque trasmessa entro il 30 aprile, in via telematica e in modo autonomo rispetto al modello Redditi.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Entro quando si presenta la dichiarazione IVA annuale?
Di norma tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta. Il termine esatto del 30 aprile può slittare se cade di sabato o in un giorno festivo: occorre verificare il calendario ufficiale dell’anno in corso.
La dichiarazione IVA si può presentare in forma cartacea?
No. La presentazione avviene esclusivamente in via telematica, tramite i canali Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso un intermediario abilitato come un commercialista.
La dichiarazione IVA è ancora inclusa nel modello UNICO?
No. La dichiarazione IVA è autonoma rispetto al modello Redditi (ex UNICO) e va presentata separatamente. Confonderle è un errore frequente che può portare a omettere uno dei due adempimenti.
Cosa succede se si presenta la dichiarazione IVA in ritardo?
Se la presentazione avviene entro 90 giorni dal termine, la dichiarazione è considerata tardiva (non omessa) e la sanzione può essere ridotta tramite il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni la dichiarazione è omessa a tutti gli effetti.
La LIPE del quarto trimestre ha una scadenza diversa?
Sì. La comunicazione LIPE del quarto trimestre può essere presentata entro la fine di febbraio dell’anno successivo, contestualmente alla dichiarazione IVA annuale, invece che nei termini ordinari trimestrali. È una facoltà, non un obbligo.
Chi si occupa della trasmissione telematica se non si ha Entratel?
Ci si rivolge a un intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF o altro soggetto iscritto nell’apposito elenco dell’Agenzia delle Entrate. L’intermediario trasmette la dichiarazione per conto del contribuente sotto la propria responsabilità.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
L 'autore ha il diritto esclusivo, ai sensi delle disposizioni contenute nella sezione I del capo III di questo titolo: a) di adattare e di registrare l'opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata; b) di riprodurre, di distribuire, di noleggiare e di dare in prestito gli esemplari dell'opera così adattata o registrata; c) di eseguire pubblicamente e di comunicare l'opera al pubblico mediante l'impiego di qualunque supporto.
La cessione del diritto di riproduzione o dei diritto di distribuzione non comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritto di esecuzione pubblica o di comunicazione al pubblico.
Per quanto riguarda la radiodiffusione, il diritto d'autore resta regolato dalle norme contenute nella precedente sezione.
Chi può usare il 730: lavoratori dipendenti, pensionati e chi percepisce redditi assimilati (co.co.co., borse di studio tassabili, ecc.).
Precompilata o ordinaria? Dal 30 aprile l’Agenzia delle Entrate mette online il 730 precompilato: controllate i dati, integrateli se necessario e inviatelo.
La Certificazione Unica (CU) è il documento chiave: il datore di lavoro la rilascia entro il 16 marzo e contiene redditi, ritenute e dati del sostituto.
Prima dichiarazione: barrate la casella apposita nel frontespizio e indicate la vostra residenza anagrafica, anche se non è cambiata.
Detrazioni da non perdere: interessi su mutui, spese sanitarie, spese di istruzione, affitti per studenti fuori sede, assicurazioni.
Scadenza: il 730 (precompilato o ordinario) va presentato entro il 30 settembre 2026.
Da dove si comincia: il 730 precompilato e la CU
Fare la dichiarazione per la prima volta può sembrare complicato, ma nella pratica si riduce a pochi passaggi. Il punto di partenza è la Certificazione Unica, chiamata comunemente CU: è un documento che il vostro datore di lavoro, l’università o l’ente che vi ha pagato deve inviarvi entro il 16 marzo 2026. Contiene tutto ciò che serve: i redditi percepiti nel 2025, le ritenute già pagate, i dati del sostituto d’imposta (cioè di chi ha già trattenuto le tasse in busta paga).
Dal 30 aprile l’Agenzia delle Entrate carica online il 730 precompilato, cioè una bozza di dichiarazione già compilata con i dati che l’Agenzia conosce: la CU del vostro datore di lavoro, le spese sanitarie comunicate dal Ssn, gli interessi sul mutuo comunicati dalla banca, e altro ancora. Potete accedervi con SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Il vostro compito è controllare che i dati siano giusti e aggiungere quello che manca – per esempio spese che non sono state comunicate automaticamente. Se tutto è corretto, potete accettare la dichiarazione com’è. Se modificate qualcosa che incide su reddito o imposta, dovrete conservare i documenti giustificativi. In alternativa al precompilato, potete compilare il 730 ordinario e presentarlo a un Caf o a un professionista abilitato entro il 30 settembre 2026.
Se è la prima volta che presentate la dichiarazione, nel frontespizio del modello dovete barrare la casella ‘Dichiarazione presentata per la prima volta’ e compilare la vostra residenza anagrafica, anche se non è cambiata di recente.
Principali detrazioni e oneri deducibili per chi inizia a lavorare
Voce
Tipo di agevolazione
Interessi passivi su mutuo ipotecario prima casa
Detrazione dall'imposta lorda
Spese sanitarie (medici, farmaci, ecc.)
Detrazione dall'imposta lorda
Spese universitarie
Detrazione dall'imposta lorda
Affitto per studenti fuori sede
Detrazione dall'imposta lorda
Contributi previdenziali volontari
Deduzione dal reddito complessivo
Abbonamenti ai trasporti pubblici
Detrazione dall'imposta lorda
Esempio pratico
Esempio: Tizia ha 24 anni, ha iniziato a lavorare a tempo determinato a marzo 2025 e a dicembre ha ricevuto la CU dal suo datore di lavoro. Dal 30 aprile 2026 accede al sito dell’Agenzia delle Entrate con lo SPID e trova il 730 precompilato con i redditi da lavoro dipendente già inseriti. Controlla i dati, aggiunge le spese mediche che non compaiono (ha il ticket di alcune visite pagate in contanti), inserisce i documenti di supporto e invia la dichiarazione online. Poiché ha ritenute superiori all’imposta dovuta, a luglio riceverà un rimborso direttamente in busta paga dal suo datore di lavoro. Nel frontespizio ha barrato la casella ‘Dichiarazione presentata per la prima volta’.
Documenti necessari
Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro entro il 16 marzo
Scontrini e fatture delle spese sanitarie sostenute nel 2025
Contratto di affitto (per la detrazione canone studenti fuori sede)
Ricevute di pagamento di abbonamenti ai trasporti pubblici
Attestati di versamento di contributi previdenziali volontari (se applicabile)
Documento di identità valido per l’accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate
Contratto a tempo determinato terminato prima di dicembre
Scenario. Caio ha lavorato da aprile a settembre 2025 con un contratto a termine. Il rapporto di lavoro è finito a settembre e a dicembre non aveva un nuovo datore di lavoro. Si chiede se può ancora usare il 730 e come riceve un eventuale rimborso.
Come si applica. Caio può usare il Modello 730 anche senza un sostituto d’imposta attivo al momento della presentazione: in questo caso presenta il ‘730 senza sostituto’. Indica la lettera ‘A’ nella casella apposita del frontespizio e barra ‘Mod. 730 dipendenti senza sostituto’. Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso non arriva in busta paga ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre 2026. Se invece emerge un debito, Caio paga tramite modello F24.
In pratica
Anche senza un datore di lavoro attivo, potete presentare il 730.
Indicate ‘A’ nella casella ‘730 senza sostituto’ nel frontespizio.
Portate il modello a un Caf o a un professionista abilitato.
Il rimborso, se spettante, arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Studente con un lavoretto part-time: va dichiarato?
Scenario. Sempronia è studentessa universitaria e nel 2025 ha lavorato part-time come cameriera per tre mesi, guadagnando circa 3.000 euro. Ha ricevuto la CU. Si chiede se deve per forza presentare la dichiarazione.
Come si applica. Con un reddito di lavoro dipendente di 3.000 euro e un periodo di lavoro inferiore ai 365 giorni, Sempronia potrebbe rientrare nei casi di esonero dalla dichiarazione (soglia di 8.500 euro per lavoro dipendente con altre tipologie di reddito). Tuttavia, presentare la dichiarazione conviene se ha sostenuto spese detraibili (spese mediche, tasse universitarie, trasporti) perché potrebbe ottenere un rimborso delle ritenute già pagate. La dichiarazione è facoltativa in caso di esonero, ma può essere vantaggiosa per recuperare crediti.
In pratica
Controllate se rientrate nei casi di esonero dalla dichiarazione.
Anche in caso di esonero, presentare il 730 può essere conveniente per recuperare ritenute.
Con redditi bassi e spese detraibili, il risultato è spesso un rimborso.
Il 730 precompilato è il modo più rapido per chi ha una situazione semplice.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Dal sito www.agenziaentrate.gov.it, a partire dal 30 aprile, usando SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi. Una volta entrati nella propria area riservata si trova la dichiarazione già parzialmente compilata con i dati in possesso dell’Agenzia.
Se accetto il precompilato senza modifiche, mi controllano comunque?
Se presentate il 730 precompilato direttamente sul sito o tramite il sostituto senza fare modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettua i controlli documentali sugli oneri comunicati da terzi (spese sanitarie, interessi sul mutuo, ecc.). Questo è uno dei principali vantaggi del precompilato accettato senza modifiche.
Entro quando devo presentare il 730?
Il Modello 730, sia precompilato che ordinario, va presentato entro il 30 settembre 2026. I termini che cadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.
Quando ricevo il rimborso se ho il sostituto d'imposta?
Il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettua il rimborso a partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente da luglio. Per i pensionati il rimborso parte in genere da agosto o settembre.
Posso detrarre le spese universitarie nella prima dichiarazione?
Sì, le spese universitarie rientrano tra gli oneri detraibili. Il precompilato le include se l’università le ha comunicare all’Agenzia; in caso contrario potete aggiungerle manualmente, conservando le ricevute di pagamento.
Cosa succede se sbaglio qualcosa nel 730?
Potete presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026 se la correzione comporta un credito maggiore o un debito minore. Se invece l’errore porta a un maggior debito, dovete usare il Modello REDDITI PF correttivo entro il 2 novembre 2026 (poiché il 31 ottobre 2026 è sabato), pagando anche interessi e sanzioni ridotte.
Art. 68 DPR 602/1973 – Prezzo base del primo incanto
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Se il valore dei beni pignorati non risulta da listino di borsa o di mercato, il prezzo base del primo incanto e’ determinato dal valore ad essi attribuito nel verbale di pignoramento.
2. Tuttavia, quando il concessionario lo richiede, e in ogni caso per gli oggetti preziosi, il prezzo base e’ stabilito da uno stimatore designato dal giudice dell’esecuzione. Nello stesso modo si provvede, sentito il concessionario, se vi e’ richiesta del debitore e la nomina dello stimatore risulti opportuna in rapporto alle particolari caratteristiche dei beni pignorati.
Dipendenti: il rimborso IRPEF arriva nella busta paga a partire da luglio, dalla prima retribuzione utile dopo che il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione.
Pensionati: il rimborso parte dal secondo mese dopo che l’ente pensionistico ha ricevuto il prospetto, generalmente agosto o settembre.
Senza sostituto d’imposta: il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre, direttamente sul conto corrente (IBAN) o tramite Poste Italiane.
Importo minimo: il sostituto d’imposta non effettua il rimborso (né la trattenuta) se l’importo di ogni singola imposta è uguale o inferiore a 12 euro.
Controllo preventivo: in alcuni casi l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi entro 4 mesi dalla trasmissione; il rimborso arriva al termine dei controlli a partire da dicembre, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione.
IBAN obbligatorio per i senza sostituto: comunicare il codice IBAN all’Agenzia delle Entrate è indispensabile per ricevere il rimborso sul conto; altrimenti arriva con titoli di credito di Poste Italiane.
Come funziona il rimborso del 730: tre percorsi diversi
Dopo aver presentato il 730 e scoperto di avere un credito IRPEF, la domanda che tutti si fanno è: quando arriva effettivamente il rimborso? La risposta dipende da come hai presentato la dichiarazione e se hai o meno un sostituto d’imposta (cioè un datore di lavoro o un ente pensionistico che gestisce le tue imposte).
Ci sono tre scenari principali. Il primo riguarda i lavoratori dipendenti con un sostituto: il rimborso arriva direttamente nella busta paga, senza bisogno di fare nulla di speciale. Il secondo è per i pensionati: stessa logica, ma con uno o due mesi di ritardo rispetto ai dipendenti. Il terzo riguarda chi ha presentato il 730 senza sostituto d’imposta: in quel caso è l’Agenzia delle Entrate a versare il rimborso, a partire da dicembre, sul conto corrente o con un titolo di credito postale.
Esiste poi una situazione particolare: il controllo preventivo. In certi casi previsti dalla legge, l’Agenzia delle Entrate può controllare la dichiarazione prima di erogare il rimborso. Questo non significa che ci sia un problema: significa solo che i tempi si allungano, con il rimborso che arriva entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione della dichiarazione.
Quando arriva il rimborso del 730/2026
Tipo di contribuente
Quando arriva il rimborso
Come arriva
Lavoratore dipendente con sostituto
Da luglio (prima retribuzione utile dopo il prospetto di liquidazione)
In busta paga
Pensionato con sostituto
Da agosto o settembre (secondo mese dopo il prospetto di liquidazione)
Nella rata di pensione
Senza sostituto d'imposta
A partire da dicembre
Su IBAN o titolo di credito Poste Italiane
Con controllo preventivo dell'Agenzia
Entro il sesto mese dopo il termine di trasmissione, a partire da dicembre
Dall'Agenzia delle Entrate, su IBAN o Poste Italiane
Importo per singola imposta fino a 12 euro
Non viene erogato (ne' rimborsato ne' trattenuto)
–
Esempio pratico
Tizio è dipendente e presenta il 730 tramite il Caf il 15 maggio. Il Caf trasmette la dichiarazione e il datore di lavoro di Tizio riceve il prospetto di liquidazione a giugno. Da luglio Tizio trova in busta paga un rimborso IRPEF di 480 euro. Se invece Tizio fosse un pensionato, lo stesso rimborso arriverebbe nella rata di pensione di agosto o settembre. Se Tizio avesse presentato il 730 senza sostituto perché ha perso il lavoro, l’Agenzia delle Entrate gli accrediterebbe i 480 euro direttamente sul conto corrente a partire da dicembre, a patto che Tizio abbia comunicato in precedenza il suo IBAN all’Agenzia.
Documenti necessari
Modello 730-3 (prospetto di liquidazione) ricevuto da Caf, sostituto o professionista: indica l’importo esatto del rimborso spettante
Codice IBAN del conto corrente (da comunicare all’Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto)
Certificazione Unica 2026 (per verifica delle ritenute già subite)
Ricevuta di trasmissione della dichiarazione (per calcolare i tempi del controllo preventivo, se applicabile)
Il rimborso non arriva in luglio: cosa fare
Scenario. Caio è dipendente e si aspetta un rimborso di 600 euro. Siamo a fine luglio ma in busta paga non ha visto nulla. Non capisce cosa stia succedendo.
Come si applica. Ci sono due possibili spiegazioni. La prima: il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione in ritardo rispetto al solito, e il rimborso arriverà nella busta paga di agosto. La seconda: l’Agenzia delle Entrate ha avviato un controllo preventivo sulla dichiarazione di Caio. In questo caso il rimborso non passa dal datore di lavoro ma viene erogato direttamente dall’Agenzia, a partire da dicembre, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione. Caio può verificare lo stato della propria dichiarazione nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica
Se il rimborso non compare a luglio, attendere agosto prima di allarmarsi: i tempi del datore di lavoro possono variare di qualche settimana.
In caso di controllo preventivo, il rimborso arriva comunque: ci vuole solo più tempo (entro il sesto mese dal termine di trasmissione). Non è necessario fare nulla di speciale.
Rimborso per chi ha presentato il 730 senza sostituto
Scenario. Sempronia ha presentato il 730 senza sostituto tramite un Caf perché ha perso il lavoro. Ha un credito IRPEF di 750 euro e vuole sapere quando e come riceverlo.
Come si applica. Sempronia riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre. Se ha già comunicato il suo IBAN all’Agenzia, i 750 euro arriveranno sul suo conto corrente. Se non ha mai comunicato l’IBAN, l’Agenzia invierà un titolo di credito a copertura garantita emesso da Poste Italiane. Per comunicare l’IBAN può usare l’apposita applicazione web nell’area riservata del sito dell’Agenzia, oppure inviare il modello firmato digitalmente via PEC a qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia, oppure consegnarlo in formato cartaceo presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia.
In pratica
Comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate il prima possibile per ricevere il rimborso direttamente sul conto: evita attese per il ritiro del titolo di credito postale.
L’IBAN si può comunicare anche tramite un delegato, compilando la sezione apposita del modello e allegando copia del documento di identità sia del delegante che del delegato.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quando arriva il rimborso del 730/2026 per i dipendenti?
A partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui il sostituto d’imposta ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente dal mese di luglio.
Quando arriva il rimborso per i pensionati?
Dal secondo mese successivo al momento in cui l’ente pensionistico ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente da agosto o settembre.
Cosa succede se c'e' un controllo preventivo dell'Agenzia delle Entrate?
L’Agenzia ha fino a 4 mesi dalla trasmissione per effettuare i controlli. Il rimborso che risulta spettante viene erogato direttamente dall’Agenzia a partire da dicembre, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione.
Come fa l'Agenzia delle Entrate a rimborsarmi se non ho il sostituto?
Se hai comunicato il tuo IBAN, il rimborso viene accreditato direttamente sul conto. Altrimenti arriva tramite titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane.
Esiste un importo minimo sotto cui il rimborso non viene erogato?
Si. Il sostituto d’imposta non esegue il rimborso (ne’ la trattenuta) se l’importo che risulta dalla dichiarazione per ogni singola imposta o addizionale e’ uguale o inferiore a 12 euro.
Devo fare qualcosa per ricevere il rimborso o arriva automaticamente?
Per chi ha il sostituto d’imposta il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione. Per chi non ha il sostituto, e’ utile comunicare il proprio IBAN all’Agenzia delle Entrate in anticipo, per velocizzare l’accredito.
Art. 63 L. 184/1983 – Modifica del capo II del titolo VIII del codice civile
Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)
L'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: "Delle forme dell'adozione di persone di maggiore età".
Mensile: versamento entro il 16 del mese successivo; obbligatorio sopra le soglie di volume d’affari.
Trimestrale per opzione: ammesso se il volume d’affari dell’anno precedente non ha superato 500.000 euro (servizi) o 800.000 euro (altre attività).
Il versamento trimestrale scade entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre concluso.
Chi sceglie il trimestrale deve applicare una maggiorazione dell’1% sull’importo da versare, a titolo di interessi.
Il saldo si versa con modello F24: codici tributo 6001-6012 per i mensili, 6031-6034 per i trimestrali.
La scelta della cadenza influisce sulla liquidità: meno versamenti ma con maggiorazione vs. versamenti frequenti senza interessi.
Come funziona la liquidazione periodica IVA
La liquidazione IVA è il conteggio che ogni imprenditore o professionista soggetto a IVA deve fare con cadenza regolare: si sommano tutte le fatture emesse (IVA a debito) e le fatture di acquisto (IVA a credito) del periodo, e la differenza – se positiva – si versa all’Erario. Se è negativa, si genera un credito che può essere compensato o riportato.
Il dubbio più comune è proprio questo: quanto spesso devo fare il conteggio e versare? La risposta dipende dal volume d’affari dell’anno precedente. Se superi determinate soglie sei obbligato alla cadenza mensile; se stai sotto le soglie puoi optare per quella trimestrale, ma con un piccolo extra.
Conoscere bene le regole ti permette di pianificare la cassa in modo più preciso e di evitare omissioni o ritardi che comportano sanzioni. In questo articolo trovi le soglie esatte, le scadenze e un confronto pratico tra le due opzioni.
Alfa Srl (attività commerciale) ha chiuso l’anno precedente con un volume d’affari di 650.000 euro: supera la soglia di 500.000 euro per i servizi ma rientra nella soglia di 800.000 euro per le attività diverse dai servizi. Poiché svolge commercio (non prestazioni di servizi), la soglia applicabile è 800.000 euro: 650.000 è inferiore, quindi può optare per il trimestrale. Nel primo trimestre matura un debito IVA netto di 10.000 euro. Con la maggiorazione dell’1% verserà 10.100 euro entro il 16 maggio, usando il codice tributo 6031.
Documenti necessari
Registri IVA (registro vendite e registro acquisti)
Fatture emesse e ricevute del periodo
Modello F24 con codice tributo corretto (6001-6012 o 6031-6034)
Comunicazione LIPE del trimestre di riferimento
Dichiarazione IVA annuale dell’anno precedente (per verificare il volume d’affari)
Tizio: studio professionale con volume d'affari sotto soglia
Scenario. Tizio è un consulente informatico freelance che nell’anno precedente ha fatturato 280.000 euro di prestazioni di servizi. La soglia per i servizi è 500.000 euro: Tizio sta abbondantemente sotto.
Come si applica. Tizio può optare per la liquidazione trimestrale. Nel secondo trimestre ha IVA a debito di 8.000 euro e IVA a credito di 2.000 euro: debito netto 6.000 euro. Applica la maggiorazione dell’1%: versa 6.060 euro entro il 16 agosto con codice tributo 6032. Risparmia tre versamenti rispetto al mensile, ma paga 60 euro di interessi.
In pratica
Controlla ogni anno il volume d’affari: se superi 500.000 euro (servizi) sei obbligato a passare al mensile dall’anno successivo.
Ricorda la maggiorazione: non è una sanzione ma un interesse fisso dell’1%; calcola se il vantaggio di liquidità ne vale la pena rispetto all’impegno dei versamenti mensili.
Caio: piccolo negozio che supera la soglia a metà percorso
Scenario. Caio gestisce un negozio di abbigliamento. Nell’anno precedente ha dichiarato un volume d’affari di 920.000 euro, superiore alla soglia di 800.000 euro per le attività diverse dai servizi.
Come si applica. Caio non può optare per il trimestrale: è obbligato alla liquidazione mensile. Ogni mese calcola il saldo IVA e versa entro il 16 del mese successivo usando i codici 6001-6012. Non deve applicare alcuna maggiorazione, ma deve tenere i registri aggiornati mese per mese e inviare la LIPE ogni trimestre.
In pratica
Chi supera la soglia anche di poco deve passare al mensile: conviene monitorare il fatturato già a settembre-ottobre per prepararsi al cambio.
Il versamento mensile senza maggiorazione è più oneroso come impegno operativo, ma evita il costo degli interessi e mantiene la contabilità IVA sempre aggiornata.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento. Ad esempio, l’IVA di marzo si versa entro il 16 aprile.
Quando scade il versamento IVA trimestrale?
Entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre concluso. Il primo trimestre (gennaio-marzo) scade il 16 maggio; il secondo (aprile-giugno) il 16 agosto; il terzo (luglio-settembre) il 16 novembre. Il quarto trimestre coincide con l’acconto di dicembre e il saldo annuale.
Cos'è la maggiorazione dell'1% sul trimestrale?
È un interesse forfettario che si applica sull’importo da versare per chi sceglie la cadenza trimestrale al posto di quella mensile. Non è una sanzione: compensa il fatto che il versamento avviene con ritardo rispetto al mensile.
Posso passare da mensile a trimestrale durante l'anno?
No. La scelta della cadenza si effettua in sede di dichiarazione IVA annuale e vale per l’intero anno. Si può cambiare dall’anno successivo se si rispettano le soglie.
Cosa succede se supero la soglia di volume d'affari?
Se nell’anno in corso superi la soglia (500.000 euro per i servizi o 800.000 euro per le altre attività), perdi il diritto all’opzione trimestrale dall’anno successivo e devi passare al mensile.
Devo inviare la LIPE anche se sono trimestrale?
Sì. La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA è obbligatoria ogni trimestre sia per i contribuenti mensili sia per quelli trimestrali. I termini ordinari sono la fine del secondo mese successivo a ciascun trimestre.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Se vi e’ pericolo di deterioramento dei beni pignorati o quando la conservazione degli stessi risulta eccessivamente onerosa, il giudice dell’esecuzione puo’ autorizzare il concessionario a procedere all’incanto in deroga ai termini previsti dall’articolo 66.
L’IRAP colpisce il valore della produzione netta generato nel territorio di ciascuna Regione
La base imponibile si calcola in modo diverso a seconda della categoria di soggetto passivo
Gli interessi passivi non sono deducibili dalla base IRAP
Il costo del lavoro in via di principio non è deducibile, ma esistono importanti deduzioni per il personale
Professionisti e piccoli imprenditori senza autonoma organizzazione non sono soggetti a IRAP
I contribuenti in regime forfettario sono esclusi dall’IRAP
Cos'è l'IRAP e su cosa si applica
L’IRAP, Imposta Regionale sulle Attività Produttive, è disciplinata dal D.Lgs. 446/1997 e colpisce il valore della produzione netta generato nel territorio di ciascuna Regione da chiunque eserciti abitualmente un’attività organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi. A differenza dell’IRPEF o dell’IRES, l’IRAP è un’imposta reale: non guarda alla capacità contributiva del singolo soggetto ma al valore aggiunto prodotto dall’attività nel suo complesso. Il gettito è destinato alle Regioni ed è storicamente utilizzato in prevalenza per il finanziamento della sanità.
La base imponibile IRAP rappresenta il punto centrale dell’intera disciplina: è da qui che si ricava l’imposta dovuta applicando l’aliquota di riferimento. Il legislatore ha costruito regole di determinazione differenziate per categoria di soggetto, così che imprese di capitali, imprese di persone, banche e assicurazioni, enti non commerciali e pubbliche amministrazioni seguono ciascuno un proprio schema di calcolo, anche se il principio di fondo rimane il medesimo: misurare il valore aggiunto prodotto dall’attività.
Prima ancora di affrontare il calcolo, occorre verificare se il soggetto è effettivamente tenuto al pagamento dell’IRAP. I contribuenti in regime forfettario ne sono esclusi per legge. Per professionisti e piccoli imprenditori individuali, il requisito dell’autonoma organizzazione è determinante: chi svolge la propria attività con beni strumentali minimi e senza l’impiego non occasionale di lavoro altrui non è soggetto passivo IRAP, secondo l’orientamento ormai consolidato. La verifica va effettuata caso per caso, considerando la struttura concreta dell’attività.
Schema della base imponibile IRAP per categoria di soggetto
Categoria di soggetto
Punto di partenza
Principali esclusioni dal calcolo
Società e enti commerciali
Differenza tra valore e costi della produzione (da conto economico)
Interessi passivi e, in via di principio, costo del lavoro (salvo deduzioni)
Imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria
Schema analogo alle società, con adattamenti
Interessi passivi e costo del lavoro (salvo deduzioni per personale a tempo indeterminato)
Banche e assicurazioni
Schema specifico basato su margine di interesse e commissioni
Criteri differenziati dalla legge
Enti non commerciali
Metodo retributivo per attività istituzionale
Regole proprie per attività commerciale eventuale
Pubblica amministrazione
Metodo retributivo (retribuzioni e compensi erogati)
Schema semplificato rispetto alle imprese
Esempio pratico
Alfa Srl produce beni industriali e nel corso dell’esercizio registra un valore della produzione complessivo, al netto dei costi ammissibili, pari a una certa cifra. Nell’applicare le regole IRAP, il commercialista di Alfa Srl deve escludere dal calcolo gli interessi passivi sui finanziamenti bancari contratti durante l’anno, che rimangono indeducibili anche se economicamente sopportati. Analogamente, il costo complessivo dei dipendenti non entra in riduzione della base imponibile nella sua interezza: occorre tuttavia verificare quali deduzioni spettano, a partire da quella prevista per i lavoratori a tempo indeterminato, il cui importo va determinato secondo la misura vigente al momento della dichiarazione. Il risultato finale rappresenta la base imponibile IRAP su cui Alfa Srl applica l’aliquota della Regione in cui ha prodotto il valore.
Documenti necessari
D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446 (istituzione e disciplina dell’IRAP)
Circolari dell’Agenzia delle Entrate sull’autonoma organizzazione per professionisti e piccoli imprenditori
Leggi regionali sulle aliquote IRAP differenziate per settore (verificare la misura vigente nella Regione di riferimento)
Istruzioni al modello IRAP vigente (pubblicate ogni anno dall’Agenzia delle Entrate)
Normativa sulle deduzioni per il personale: verificare la disciplina aggiornata in vigore nell’anno di imposta
Caso 1: studio professionale con collaboratori
Scenario. Tizio è un consulente tributario che esercita la propria attività in forma individuale. Nel corso degli anni ha ampliato lo studio: dispone di locali propri, più postazioni attrezzate, due dipendenti amministrativi a tempo pieno e si avvale stabilmente di un collaboratore esterno. L’Agenzia delle Entrate verifica la sua posizione IRAP.
Come si applica. La presenza di dipendenti, collaboratori stabili e di una struttura organizzativa che va chiaramente oltre il minimo indispensabile per l’esercizio della professione fa ritenere sussistente il requisito dell’autonoma organizzazione. Tizio è quindi soggetto passivo IRAP e deve determinare la base imponibile secondo le regole previste per gli esercenti arti e professioni. Dal calcolo potrà applicare le deduzioni spettanti, ma gli interessi passivi eventualmente sostenuti rimangono indeducibili.
In pratica
Verificare sempre la presenza o meno del requisito di autonoma organizzazione prima di presentare o omettere la dichiarazione IRAP
La struttura concreta dello studio (dipendenti, beni strumentali eccedenti il minimo) è l’elemento decisivo per la valutazione
Consultare il professionista di fiducia per determinare le deduzioni spettanti nella misura vigente
Caso 2: società di capitali con finanziamento bancario
Scenario. Beta Srl opera nel settore dei servizi informatici. Per finanziare l’acquisto di nuove attrezzature ha contratto un mutuo bancario e sostiene ogni anno interessi passivi significativi. In sede di calcolo dell’IRAP, l’amministratore vorrebbe portare in deduzione tali interessi per ridurre la base imponibile.
Come si applica. Gli interessi passivi sono espressamente esclusi dalla deducibilità IRAP: non possono dunque essere sottratti dalla base imponibile, a differenza di quanto avviene ai fini IRES dove esistono regole proprie sulla loro deducibilità. Beta Srl dovrà calcolare il valore della produzione netta senza tener conto di tali oneri finanziari. Potrà invece applicare le deduzioni per il personale dipendente a tempo indeterminato nella misura stabilita dalla legge vigente, riducendo in quel modo la base imponibile.
In pratica
Gli interessi passivi non sono mai deducibili dalla base IRAP, indipendentemente dalla natura del finanziamento
Le deduzioni per il personale a tempo indeterminato possono ridurre significativamente la base imponibile: verificare la misura vigente
Il calcolo IRAP segue regole autonome rispetto a IRES e IRPEF: non assumere che ciò che è deducibile ai fini reddituali lo sia anche ai fini IRAP
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
È il valore della produzione netta generato nel territorio di una o più Regioni. Si determina partendo dai componenti positivi del reddito d’impresa o di lavoro autonomo e sottraendo i componenti negativi ammessi, con esclusione espressa degli interessi passivi e, in linea di principio, del costo del lavoro (salvo le deduzioni previste dalla legge).
Gli interessi passivi sono deducibili dall'IRAP?
No. Gli interessi passivi sono espressamente esclusi dalla deducibilità ai fini IRAP, qualunque sia la loro natura o la destinazione del finanziamento sottostante. Questa è una delle differenze strutturali più rilevanti tra le regole IRAP e quelle delle imposte sui redditi.
Il costo del lavoro riduce la base imponibile IRAP?
In via di principio no, ma esistono importanti deduzioni previste dalla legge, a partire da quella per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. L’importo e le condizioni delle deduzioni variano nel tempo: occorre verificare la disciplina vigente nell’anno di imposta.
Un professionista senza dipendenti paga l'IRAP?
Dipende dalla presenza o meno dell’autonoma organizzazione. Se il professionista lavora con beni strumentali minimi e senza l’impiego non occasionale di lavoro altrui, secondo l’orientamento consolidato non è soggetto IRAP. La valutazione è sempre caso per caso.
I contribuenti forfettari sono soggetti a IRAP?
No. I contribuenti in regime forfettario sono esclusi per legge dall’IRAP e non devono presentare la relativa dichiarazione.
La base imponibile IRAP è uguale per tutti i soggetti?
No. Il D.Lgs. 446/1997 prevede schemi di calcolo differenziati per imprese di capitali, imprenditori individuali e società di persone, banche e assicurazioni, enti non commerciali e pubbliche amministrazioni. Il principio comune è misurare il valore aggiunto prodotto, ma le modalità concrete differiscono in modo rilevante.
Come influisce la Regione sul calcolo dell'IRAP?
La Regione incide principalmente attraverso l’aliquota applicabile, che può essere differenziata per settore entro i limiti fissati dalla legge statale. La base imponibile si calcola invece secondo regole statali uniformi, ma se l’attività è svolta in più Regioni va ripartita tra esse in proporzione alle retribuzioni del personale impiegato in ciascuna.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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