Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 56 D.Lgs. 36/2023 – Appalti esclusi nei settori ordinari

    Art. 56 D.Lgs. 36/2023 – Appalti esclusi nei settori ordinari

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le disposizioni del codice relative ai settori ordinari non si applicano agli appalti pubblici:

    a) di servizi aggiudicati da una stazione appaltante a un ente che sia una stazione appaltante o a un’associazione di stazioni appaltanti in base a un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di disposizioni legislative o regolamentari o di disposizioni amministrative pubblicate che siano compatibili con il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;

    b) finalizzati a permettere alle stazioni appaltanti la messa a disposizione o la gestione di reti di telecomunicazioni o la prestazione al pubblico di uno o più servizi di comunicazioni elettroniche. Ai fini del presente articolo si applicano le definizioni di «rete di comunicazioni» e «servizio di comunicazione elettronica» contenute nell’articolo 2 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259;

    c) che le stazioni appaltanti sono tenute ad aggiudicare o ad organizzare nel rispetto di procedure diverse da quelle previste dal codice e stabilite da:

    1) uno strumento giuridico che crea obblighi internazionali, quali un accordo internazionale, concluso in conformità dei trattati dell’Unione europea, tra lo Stato e uno o più Paesi terzi o relative articolazioni e riguardanti lavori, forniture o servizi destinati alla realizzazione congiunta o alla gestione congiunta di un progetto da parte dei soggetti firmatari;

    2) un’organizzazione internazionale;

    d) che le stazioni appaltanti aggiudicano in base a norme previste da un’organizzazione internazionale o da un’istituzione finanziaria internazionale, quando gli appalti sono interamente finanziati dalla stessa organizzazione o istituzione. Nel caso di appalti pubblici finanziati prevalentemente da un’organizzazione internazionale o da un’istituzione finanziaria internazionale, le parti si accordano sulle procedure di aggiudicazione applicabili;

    e) aventi ad oggetto l’acquisto o la locazione, quali che siano le relative modalità finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni;

    f) aventi ad oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o coproduzione di programmi o materiali associati ai programmi destinati ai servizi di media audiovisivi o radiofonici che sono aggiudicati da fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, ovvero gli appalti concernenti il tempo di trasmissione o la fornitura di programmi aggiudicati ai fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici;

    g) concernenti i servizi d’arbitrato e di conciliazione;

    h) concernenti uno qualsiasi dei seguenti servizi legali:

    1) rappresentanza legale di un cliente da parte di un avvocato ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31:

    1.1) in un arbitrato o in una conciliazione tenuti in uno Stato membro dell’Unione europea, un Paese terzo o dinanzi a un’istanza arbitrale o conciliativa internazionale;

    1.2) in procedimenti giudiziari dinanzi a organi giurisdizionali o autorità pubbliche di uno Stato membro dell’Unione europea o un Paese terzo o dinanzi a organi giurisdizionali o istituzioni internazionali;

    2) consulenza legale fornita in preparazione di uno dei procedimenti di cui al punto 1), o qualora vi sia un indizio concreto e una probabilità elevata che la questione su cui verte la consulenza divenga oggetto del procedimento, sempre che la consulenza sia fornita da un avvocato ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31;

    3) servizi di certificazione e autenticazione di documenti che devono essere prestati da notai;

    4) servizi legali prestati da fiduciari o tutori designati o altri servizi legali i cui fornitori sono designati da un organo giurisdizionale dello Stato o sono designati per legge per svolgere specifici compiti sotto la vigilanza di detti organi giurisdizionali;

    5) altri servizi legali che sono connessi, anche occasionalmente, all’esercizio dei pubblici poteri;

    i) concernenti servizi finanziari relativi all’emissione, all’acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari come riportati nell’allegato I al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, servizi forniti da banche centrali e operazioni concluse con il Fondo europeo di stabilità finanziaria e il meccanismo europeo di stabilità;

    l) concernenti i prestiti, a prescindere dal fatto che siano correlati all’emissione, alla vendita, all’acquisto o al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari;

    m) concernenti i contratti di lavoro;

    n) concernenti servizi di difesa civile, di protezione civile e di prevenzione contro i pericoli forniti da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro identificati con i codici CPV 75250000-3, 75251000-0, 75251100-1, 75251110-4, 75251120-7, 75252000-7, 75222000-8; 98113100-9 e 85143000-3 ad eccezione dei servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza;

    n-bis) concernenti gli acquisti:

    1) di munizioni forzate, ai fini dell’obbligatoria prova delle armi da fuoco, precedente alla commercializzazione di queste ultime, nonché delle correlate cabine di sparo;

    2) delle attrezzature necessarie alle prove di resistenza, all’impatto di proiettili sparati con armi da fuoco, relative a serramenti e vetri blindati, elmetti, giubbotti, componenti di autoblindo, furgoni e simili;

    3) di ricambi afferenti alle attrezzature di cui al numero 2);

    n-ter) concernenti i servizi di manutenzione afferenti alle attrezzature di cui alla lettera n-bis), numero 2);

    o) concernenti i servizi di trasporto pubblico di passeggeri per ferrovia o metropolitana;

    p) concernenti servizi connessi a campagne politiche, identificati con i codici CPV 79341400-0, 92111230-3 e 92111240-6, se aggiudicati da un partito politico nel contesto di una campagna elettorale per gli appalti relativi ai settori ordinari e alle concessioni;

    q) aventi ad oggetto l’acquisto di prodotti agricoli e alimentari per un valore non superiore a 20.000 euro annui per ciascuna impresa, da imprese agricole singole o associate situate in comuni classificati totalmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT, ovvero ricompresi nella circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 18 giugno 1993, nonché nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448.

    2. Le disposizioni del codice relative ai settori ordinari non si applicano anche al caso in cui un’amministrazione pubblica stipuli una convenzione con la quale un soggetto pubblico o privato si impegni alla realizzazione, a sua totale cura e spesa e previo ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni, di un’opera pubblica o di un suo lotto funzionale o di parte dell’opera prevista nell’ambito di strumenti o programmi urbanistici, fermo restando il rispetto degli articoli 94, 95 e 98.

  • CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: tredicesima, quattordicesima e premi di risultato

    CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

    Tredicesima e premio di risultato: calcolo e regole di erogazione

    Il CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento prevede una sola mensilità aggiuntiva, la tredicesima (art. 26), pagata normalmente alla vigilia di Natale e calcolata sulla retribuzione globale di fatto. La quattordicesima non è nel contratto nazionale. Il premio di risultato è invece affidato alla contrattazione aziendale (art. 25).

    In sintesi

    La tredicesima spetta per ogni anno di anzianità di servizio ed è pari a una mensilità di retribuzione globale di fatto, da pagare normalmente alla vigilia di Natale (art. 26). Chi inizia o finisce il rapporto in corso d’anno riceve tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio, con la frazione di mese superiore a 15 giorni contata come mese intero. Il CCNL non prevede la quattordicesima: se compare in busta paga, viene da un accordo aziendale o individuale. Il premio di risultato si definisce in azienda (art. 25).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Ceramica (Raggruppamento Laterizi) · Assobeton · Feneal-Uil · Filca-Cisl · Fillea-Cgil
    Ultimo rinnovo
    31 ottobre 2025
    Vigenza
    1° ottobre 2025 – 30 settembre 2028
    Tredicesima
    1 mensilità di retribuzione globale di fatto, normalmente alla vigilia di Natale (art. 26)
    Quattordicesima
    Non prevista dal CCNL
    Premio di risultato
    Definito dalla contrattazione aziendale (art. 25)

    Tabella riepilogativa

    Mensilità e premi nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento
    Istituto Maturazione Erogazione Base di calcolo
    Tredicesima mensilità (art. 26) Un anno di servizio; 1/12 per ogni mese (frazione oltre 15 giorni = mese intero) Normalmente alla vigilia di Natale Retribuzione globale di fatto
    Quattordicesima Non prevista dal CCNL – Solo se pattuita in azienda o nel contratto individuale
    Premio di fedeltà (art. 48, settore laterizi) 20° anno di anzianità nella stessa azienda Una tantum Una mensilità di retribuzione globale di fatto
    Premio di risultato (art. 25) Risultati concordati in azienda (produttività, qualità, redditività) Verifica di norma entro luglio dell’anno successivo Importi e parametri dell’accordo aziendale

    Nota: nel testo del CCNL (12 febbraio 2020, art. 26) l’unica mensilità aggiuntiva è la tredicesima, indicata anche come «gratifica natalizia» (art. 70); le ipotesi di accordo del 2022 e del 2025 non ne introducono altre. I ratei si calcolano sempre in dodicesimi.

    La tredicesima: base, maturazione e calcolo del rateo

    L’art. 26 riconosce ai lavoratori, per ciascun anno di anzianità di servizio prestato, una mensilità di retribuzione globale di fatto, da corrispondere normalmente alla vigilia di Natale. Se il rapporto comincia o finisce nel corso dell’anno si pagano tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio presso l’azienda; la frazione di mese superiore a 15 giorni vale come mese intero (quindi 15 giorni esatti non bastano).

    Il contratto non elenca le voci della retribuzione globale di fatto, ma detta regole per tre situazioni:

    • cottimisti: si fa riferimento al guadagno medio dell’ultimo mese; chi ha lavorato parte dell’anno a cottimo e parte ad economia ha il calcolo per dodicesimi sulla retribuzione mensile globale di ciascun periodo;
    • turnisti: la maggiorazione per i turni avvicendati entra nella tredicesima sulla base della media (art. 26: media del ciclo completo dei turni; art. 70: maggiorazione media degli ultimi 12 mesi);
    • addetti a lavori discontinui: si considera la normale retribuzione percepita in relazione al proprio orario (art. 68).

    La tredicesima rientra a sua volta tra le voci della retribuzione annua su cui si calcola il TFR (art. 54).

    La quattordicesima: non è nel CCNL

    Il contratto nazionale non prevede una quattordicesima, né per gli operai né per gli impiegati. Una quattordicesima può esistere solo se l’ha introdotta un accordo aziendale o il contratto individuale: in quel caso data di pagamento, periodo di maturazione e base di calcolo sono quelli dell’accordo, non del CCNL. Chi la trova in busta paga o in una offerta di lavoro deve quindi guardare l’accordo aziendale o la lettera di assunzione.

    Assenze e impatto sulla tredicesima

    • Malattia e infortunio non sul lavoro (operai): i ratei della tredicesima pagati dall’INPS sono considerati utili al raggiungimento del trattamento integrato e dalla tredicesima non si fa alcuna detrazione per le assenze (art. 77, chiarimento 1).
    • Infortunio sul lavoro e malattia professionale: stessa regola, dai ratei dell’INAIL (art. 32, chiarimento 1).
    • Congedo di maternità: computato nell’anzianità a tutti gli effetti, compresa la tredicesima (art. 22, c. 3, D.Lgs. 151/2001).
    • Congedo parentale: computato nell’anzianità e non riduce la tredicesima, salvo diversa previsione dei contratti collettivi (art. 34, c. 5, D.Lgs. 151/2001); nel testo del CCNL non abbiamo trovato una regola diversa.
    • Aspettativa non retribuita e assenze ingiustificate: il CCNL non detta una regola specifica; la tredicesima è riconosciuta per l’anzianità di servizio prestato (art. 26), perciò per i periodi privi di retribuzione conviene confrontare il cedolino di dicembre con i dodicesimi spettanti.

    Premio di risultato e contrattazione di secondo livello

    L’art. 25 non fissa un premio uguale per tutte le aziende: lo affida alla contrattazione aziendale, per un premio di norma annuale legato a incrementi di produttività, qualità, redditività e ad altri elementi di competitività o all’andamento economico dell’impresa. Importi, parametri e meccanismi sono definiti in azienda; i risultati si verificano di norma entro luglio dell’anno successivo e hanno diritto al premio i lavoratori in forza a quella data. L’erogazione ha le caratteristiche di non determinabilità a priori e di effettiva variabilità, e gli accordi aziendali hanno durata triennale. Il rinnovo del secondo livello non può svolgersi nell’anno solare in cui è previsto il rinnovo del CCNL.

    Alle aziende prive di contrattazione di secondo livello l’art. 25-bis (testo 2020) collega un elemento di garanzia retributiva di 6,00 euro mensili per 12 mensilità, per i lavoratori che non percepiscono altri trattamenti di pari natura; le ipotesi di accordo 2022 e 2025 non lo modificano.

    Gli accordi aziendali di premio di risultato devono rispettare le seguenti condizioni per beneficiare delle agevolazioni fiscali (imposta sostitutiva del 10% ai sensi dell’art. 1, commi 182-190, L. 208/2015; per i premi erogati nel 2026 e nel 2027 l’aliquota è dell’1%, art. 1, comma 9, L. 199/2025):

    • il premio deve essere variabile e collegato a incrementi misurabili di produttività, qualità, redditività, innovazione o efficienza;
    • l’importo massimo agevolabile è pari a 3.000 euro lordi con imposta sostitutiva del 10%, elevato a 5.000 euro lordi con imposta sostitutiva dell’1% per i premi erogati nel 2026 e nel 2027; il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro non alza il limite, ma riduce di venti punti la contribuzione del datore su una quota di premio fino a 800 euro;
    • il lavoratore deve avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente;
    • l’accordo deve essere depositato telematicamente presso il Ministero del Lavoro entro 30 giorni dalla firma.

    Il premio di risultato è distinto dalla tredicesima, che è fissa e non dipende dai risultati aziendali.

    Premio di fedeltà nel settore laterizi

    Ai lavoratori del settore laterizi che compiono il 20° anno di anzianità presso la stessa azienda l’art. 48 riconosce un premio di fedeltà una tantum pari a una mensilità della retribuzione globale di fatto. Un’unica interruzione del rapporto non superiore a 4 mesi non interrompe la maturazione dell’anzianità. Dal 1° gennaio 2005 il premio vale anche per i manufatti in calcestruzzo, con un computo convenzionale del 50% dell’anzianità maturata al 31 dicembre 2004; non si cumula con trattamenti analoghi già previsti in azienda.

    Cessazione del rapporto: liquidazione dei ratei

    Alla cessazione del rapporto (licenziamento, dimissioni, pensione, scadenza di un contratto a termine) il datore liquida i dodicesimi di tredicesima maturati e non ancora pagati, in base ai mesi di servizio dal 1° gennaio e con la regola dei 15 giorni. I ratei entrano nel conguaglio finale insieme a ferie e permessi residui, TFR e all’eventuale indennità sostitutiva del preavviso.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio assunto ad agosto, tredicesima proporzionale
    Tizio, livello C, è assunto il 10 agosto 2026. In agosto ha 22 giorni di servizio, più di 15: il mese conta come intero. A dicembre matura quindi 5/12 della mensilità (agosto-dicembre). Calcolata sulla sola retribuzione tabellare di 2.067,08 € (minimo 1.539,23 + contingenza 517,52 + EDR 10,33, valori dal 1° luglio 2026), sono 861,28 € lordi, senza contare scatti e altre voci che entrano nella retribuzione globale di fatto.
    Caia – Lavoratrice in congedo di maternità
    Caia è in astensione obbligatoria per maternità da marzo a luglio 2026. Il congedo è computato nell’anzianità a tutti gli effetti, compresa la tredicesima (art. 22, c. 3, D.Lgs. 151/2001): a dicembre le spetta la tredicesima senza riduzioni per quei mesi.
    Sempronio – Dimissioni a settembre, rateo al saldo
    Sempronio cessa il rapporto il 20 settembre 2026. In settembre ha 20 giorni di servizio, oltre 15: il mese vale come intero e il rateo di tredicesima è di 9/12 (gennaio-settembre). Se il rapporto fosse finito il 15 settembre, la frazione di mese non avrebbe superato i 15 giorni e i dodicesimi sarebbero stati 8. Nel conguaglio finale riceve anche il TFR e le eventuali ferie residue.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Laterizi?
    Normalmente alla vigilia di Natale (art. 26). Per chi ha lavorato tutto l’anno è pari a una mensilità di retribuzione globale di fatto; per chi ha lavorato una frazione dell’anno spetta 1/12 per ogni mese di servizio, con la frazione superiore a 15 giorni contata come mese intero.
    Il CCNL Laterizi prevede la quattordicesima?
    No. Il contratto nazionale riconosce la sola tredicesima. Una quattordicesima esiste solo se prevista da un accordo aziendale o dal contratto individuale, con le regole di quell’accordo.
    Come si calcola la base di riferimento della tredicesima?
    L’art. 26 parla di retribuzione globale di fatto. Per i cottimisti si usa il guadagno medio dell’ultimo mese; per i turnisti la maggiorazione di turno entra sulla media del ciclo dei turni (art. 26) o degli ultimi 12 mesi (art. 70); per i discontinui conta la normale retribuzione in relazione al proprio orario (art. 68).
    Cosa accade alla tredicesima in caso di malattia?
    Per gli operai i ratei di tredicesima pagati dall’INPS sono considerati utili e non si fa alcuna detrazione per i periodi di malattia o infortunio non sul lavoro (art. 77, chiarimento 1); la stessa regola vale per infortunio sul lavoro e malattia professionale (art. 32, chiarimento 1).
    Il premio di risultato è previsto dal CCNL nazionale?
    Il CCNL lo demanda alla contrattazione aziendale (art. 25): è di norma annuale, variabile e non determinabile a priori. Se rispetta le condizioni di legge, beneficia dell’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro se erogato nel 2026 e nel 2027, del 10% fino a 3.000 euro negli altri anni.
    Esiste un premio per l’anzianità di lavoro?
    Nel settore laterizi sì: al 20° anno di anzianità presso la stessa azienda spetta un premio di fedeltà una tantum pari a una mensilità di retribuzione globale di fatto (art. 48).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento per livello, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e malattia, infortunio e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sul testo del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento del 12 febbraio 2020 (artt. 25, 26, 32, 48, 54, 68, 70, 77) e sulle ipotesi di accordo del 31 maggio 2022 e del 31 ottobre 2025 (vigenza 1° ottobre 2025 – 30 settembre 2028). Accordi aziendali possono prevedere trattamenti di miglior favore. Per situazioni individuali rivolgersi al sindacato di categoria (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 55 D.Lgs. 36/2023 – Termini dilatori

    Art. 55 D.Lgs. 36/2023 – Termini dilatori

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. La stipulazione del contratto avviene entro trenta giorni dall’aggiudicazione.

    2. I termini dilatori previsti dall’articolo 18, commi 3 e 4, non si applicano agli affidamenti dei contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea

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  • Art. 53 D.Lgs. 36/2023 – Garanzie a corredo dell’offerta e garanzie definitive

    Art. 53 D.Lgs. 36/2023 – Garanzie a corredo dell’offerta e garanzie definitive

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Nelle procedure di affidamento di cui all’articolo 50, comma 1, la stazione appaltante non richiede le garanzie provvisorie di cui all’articolo 106 salvo che, nelle procedure di cui alle lettere c), d) ed e) dello stesso comma 1 dell’articolo 50, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che ne giustifichino la richiesta. Le esigenze particolari sono indicate nella decisione di contrarre oppure nell’avviso di indizione della procedura o in altro atto equivalente.

    2. Quando è richiesta la garanzia provvisoria, il relativo ammontare non può superare l’uno per cento dell’importo previsto nell’avviso o nell’invito per il contratto oggetto di affidamento.

    3. La garanzia provvisoria può essere costituita sotto forma di cauzione oppure di fideiussione con le modalità di cui all’articolo 106.

    4. In casi debitamente motivati è facoltà della stazione appaltante non richiedere la garanzia definitiva per l’esecuzione dei contratti di cui alla presente Parte oppure per i contratti di pari importo a valere su un accordo quadro. Quando richiesta, la garanzia definitiva è pari al 5 per cento dell’importo contrattuale.

    4-bis. Alla garanzia provvisoria e definitiva non si applicano le riduzioni previste dall’articolo 106, comma 8, e gli aumenti previsti dall’articolo 117, comma 2.

  • Articolo 74 L. 184/1983: Riconoscimento di figlio da persona coniugata

    Art. 74 L. 184/1983 – Riconoscimento di figlio da persona coniugata

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    Gli ufficiali di stato civile trasmettono immediatamente al competente tribunale per i minorenni comunicazione, sottoscritta dal dichiarante, dell'avvenuto riconoscimento da parte di persona coniugata di un figlio nato fuori del matrimonio
    non riconosciuto dall'altro genitore. Il tribunale dispone l'esecuzione di opportune indagini per accertare la veridicità del riconoscimento. Nel caso in cui vi siano fondati motivi per ritenere che ricorrano gli estremi dell'impugnazione del riconoscimento il tribunale per i minorenni assume, anche d'ufficio, i provvedimenti di cui all'articolo 264, secondo comma, del codice civile.

  • Art. 47 D.Lgs. 36/2023 – Consiglio superiore dei lavori pubblici

    Art. 47 D.Lgs. 36/2023 – Consiglio superiore dei lavori pubblici

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici è il massimo organo tecnico consultivo dello Stato; opera con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è dotato di piena autonomia funzionale e organizzativa.

    2. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici è presieduto dal Presidente ed è costituito dall’Assemblea generale, da quattro Sezioni, dalla Segreteria generale, dal Servizio tecnico centrale e dall’Osservatorio del collegio consultivo tecnico.

    3. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, nell’ambito dei compiti attribuiti allo Stato e nel rispetto delle prerogative delle regioni, delle province autonome, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, esercita funzioni consultive ed esprime pareri obbligatori esclusivamente sui progetti di fattibilità tecnica ed economica di competenza statale, dei concessionari statali e sulle altre opere finanziate per almeno il 50 per cento dallo Stato e pareri facoltativi sui documenti di fattibilità delle alternative progettuali inseriti nei documenti pluriennali di programmazione dei ministeri competenti. I pareri di cui al primo periodo sono resi se il costo complessivo dell’opera, come derivante dal quadro economico, è superiore a 200 milioni di euro, nel caso di infrastrutture lineari, o a 50 milioni di euro, negli altri casi. I Comitati tecnici amministrativi presso i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche esprimono parere obbligatorio esclusivamente sui progetti di fattibilità tecnico-economica di opere di competenza statale, dei concessionari statali e delle altre opere finanziate per almeno il 50 per cento dallo Stato se il costo complessivo dell’opera, come derivante dal quadro economico, è superiore a 25 milioni di euro e inferiore a 200 milioni di euro, nel caso di infrastrutture lineari, oppure è superiore a 25 milioni di euro e inferiore a 50 milioni di euro, negli altri casi. Non è obbligatorio il parere sui progetti di fattibilità tecnico-economica di opere di competenza statale, dei concessionari statali e delle altre opere finanziate per almeno il 50per cento dallo Stato se il costo complessivo dell’opera, come derivante dal quadro economico, è inferiore a 25 milioni di euro.

    4. Le ulteriori competenze, l’organizzazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, le regole di funzionamento, nonché le ulteriori attribuzioni sono stabilite e disciplinate nell’allegato I.11. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 31 DICEMBRE 2024, N. 209.

    5. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime il parere entro quarantacinque giorni dalla trasmissione del progetto. Decorso tale termine, il parere si intende reso in senso favorevole.

  • Art. 46 D.Lgs. 36/2023 – Concorsi di progettazione

    Art. 46 D.Lgs. 36/2023 – Concorsi di progettazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Ai concorsi di progettazione si applica la disciplina del Capo II della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 e, per i settori speciali, la disciplina del Capo II della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

    2. Il concorso di progettazione relativo al settore dei lavori pubblici si svolge di regola in una sola fase e ha ad oggetto progetti o piani con livello di approfondimento corrispondente al progetto di fattibilità tecnica ed economica. Con adeguata motivazione, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono bandire un concorso in due fasi. Nella prima fase sono selezionate le proposte ideative. Nella seconda fase è elaborato un progetto di fattibilità tecnica ed economica delle proposte selezionate. Qualora il concorso di progettazione riguardi un intervento da affidare in concessione, la proposta ideativa contiene anche la redazione di uno studio economico finanziario per la sua costruzione e gestione.

    3. Con il pagamento del premio le stazioni appaltanti e gli enti concedenti acquistano la proprietà del progetto vincitore. Il bando del concorso può prevedere che il progetto esecutivo sia affidato con procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando o, nei settori speciali, senza indizione di gara al vincitore o ai vincitori del concorso di progettazione, se in possesso dei requisiti previsti dal bando. In tali casi, nel computo della soglia di rilevanza europea, è calcolato il valore complessivo dei premi e pagamenti, compreso il valore stimato al netto dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi che potrebbe essere successivamente aggiudicato con la procedura di cui al comma 2.

    4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai concorsi di idee finalizzati all’acquisizione di una proposta ideativa da remunerare con il riconoscimento di un congruo premio. A tali concorsi possono partecipare, oltre ai soggetti ammessi ai concorsi di progettazione, anche i lavoratori subordinati abilitati all’esercizio della professione e iscritti all’ordine professionale secondo l’ordinamento nazionale di appartenenza, con esclusione dei dipendenti della stazione appaltante o dell’ente concedente che bandisce il concorso. L’idea o le idee premiate sono acquisite in proprietà dalla stazione appaltante o ente concedente, previa eventuale definizione degli assetti tecnici, e possono essere poste a base di un concorso di progettazione o di un appalto di servizi di progettazione, a cui possono partecipare i premiati qualora in possesso dei relativi requisiti soggettivi.

  • Art. 45 D.Lgs. 36/2023 – Incentivi alle funzioni tecniche

    Art. 45 D.Lgs. 36/2023 – Incentivi alle funzioni tecniche

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Gli oneri relativi alle attività tecniche indicate nell’allegato I.10 sono a carico degli stanziamenti previsti per le singole procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti.PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 31 DICEMBRE 2024, N. 209.

    2. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti destinano risorse finanziarie per le funzioni tecniche svolte dal proprio personale specificate nell’allegato I.10 e per le finalità indicate al comma 5, a valere sugli stanziamenti di cui al comma 1, in misura non superiore al 2 per cento dell’importo dei lavori, dei servizi e delle forniture, posto a base delle procedure di affidamento. Il presente comma si applica anche agli appalti relativi a servizi o forniture nel caso in cui è nominato il direttore dell’esecuzione. È fatta salva, ai fini dell’esclusione dall’obbligo di destinazione delle risorse di cui al presente comma, la facoltà delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti di prevedere una modalità diversa di retribuzione delle funzioni tecniche svolte dal proprio personale.

    3. L’80 per cento delle risorse di cui al comma 2, è ripartito, per ogni opera, lavoro, servizio e fornitura, tra il RUP e i soggetti che svolgono le funzioni tecniche indicate al comma 2, nonché tra i loro collaboratori. Gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione. I criteri del relativo riparto, nonché quelli di corrispondente riduzione delle risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro, a fronte di eventuali incrementi ingiustificati dei tempi o dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo, sono stabiliti dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti, secondo i rispettivi ordinamenti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del codice.

    4. L’incentivo di cui al comma 3 è corrisposto dal responsabile di servizio preposto alla struttura competente o da altro dirigente incaricato dalla singola amministrazione, sentito il RUP, che accerta e attesta le specifiche funzioni tecniche svolte dal destinatario dell’incentivo di cui al comma 2. L’incentivo di cui al comma 3 è corrisposto al personale con qualifica dirigenziale in deroga al regime di onnicomprensività di cui all’articolo 24, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e alle analoghe disposizioni previste dai rispettivi ordinamenti del personale in regime di diritto pubblico. Le Amministrazioni che erogano gli incentivi al personale con qualifica dirigenziale, in sede di verifica della compatibilità dei costi di cui all’articolo 40-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, sono tenute a trasmettere agli organi di controllo di cui al medesimo articolo le informazioni relative all’ammontare degli importi annualmente corrisposti al predetto personale in deroga al regime di cui all’articolo 24, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e il numero dei beneficiari. L’incentivo complessivamente maturato da ciascuna unità di personale nel corso dell’anno di competenza, anche per attività svolte per conto di altre amministrazioni, non può superare il trattamento economico complessivo annuo lordo percepito dalla medesima unità di personale.. L’incentivo eccedente, non corrisposto, incrementa le risorse di cui al comma 5. Per le amministrazioni che adottano i metodi e gli strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni di cui all’articolo 43 il limite di cui al secondo periodo è aumentato del 15 per cento. Incrementa altresì le risorse di cui al comma 5 la parte di incentivo che corrisponde a prestazioni non svolte dal proprio personale, perché affidate a personale esterno all’amministrazione medesima oppure perché prive dell’attestazione del dirigente o del responsabile di servizio.

    5. Il 20 per cento delle risorse finanziarie di cui al comma 2, escluse le risorse che derivano da finanziamenti europei o da altri finanziamenti a destinazione vincolata, incrementato delle quote parti dell’incentivo corrispondenti a prestazioni non svolte o prive dell’attestazione del dirigente, oppure non corrisposto per le ragioni di cui al comma 4, secondo periodo, è destinato ai fini di cui ai commi 6 e 7.

    6. Con le risorse di cui al comma 5 l’ente acquista beni e tecnologie funzionali a progetti di innovazione, anche per incentivare:

    a) la modellazione elettronica informativa per l’edilizia e le infrastrutture;

    b) l’implementazione delle banche dati per il controllo e il miglioramento della capacità di spesa;

    c) l’efficientamento informatico, con particolare riferimento alle metodologie e strumentazioni elettroniche per i controlli.

    7. Una parte delle risorse di cui al comma 5 è in ogni caso utilizzata:

    a) per attività di formazione per l’incremento delle competenze digitali del personale nella realizzazione degli interventi;

    b) per la specializzazione del personale che svolge funzioni tecniche;

    c) per la copertura degli oneri di assicurazione obbligatoria del personale.

    8. Le amministrazioni e gli enti che costituiscono o si avvalgono di una centrale di committenza possono destinare, anche su richiesta di quest’ultima, le risorse finanziarie di cui al comma 2 o parte di esse al personale di tale centrale in relazione alle funzioni tecniche svolte. Le somme così destinate non possono comunque eccedere il 25 per cento dell’incentivo di cui al comma 2.

    Nota di aggiornamento (14), riportata da Normattiva

    Il D.L. 21 maggio 2025, n. 73, convertito con modificazioni dalla L. 18 luglio 2025, n. 105, ha disposto (con l’art. 2, comma 1-bis) che “Le disposizioni dell’articolo 45 e dell’allegato I.10 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, come modificati dagli articoli 16 e 81 del decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209, e dal comma 1 del presente articolo, si applicano alle funzioni tecniche svolte a decorrere dal 31 dicembre 2024, riferite a procedure affidate ai sensi del predetto codice dei contratti pubblici, anche nei procedimenti in corso alla medesima data e avviati prima dell’entrata in vigore della disposizione”.

  • Art. 44 D.Lgs. 36/2023 – Appalto integrato

    Art. 44 D.Lgs. 36/2023 – Appalto integrato

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Negli appalti di lavori, con la decisione di contrarre, la stazione appaltante o l’ente concedente, se qualificati, può stabilire che il contratto abbia per oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Tale facoltà non può essere esercitata per gli appalti di opere di manutenzione ordinaria.

    2. La stazione appaltante o l’ente concedente motiva la scelta di cui al comma 1 con riferimento alle esigenze tecniche, tenendo sempre conto del rischio di eventuali scostamenti di costo nella fase esecutiva rispetto a quanto contrattualmente previsto.

    3. Quando il contratto è affidato ai sensi del comma 1, gli operatori economici devono possedere i requisiti prescritti per i progettisti, oppure avvalersi di progettisti qualificati, da indicare nell’offerta, o partecipare in raggruppamento con soggetti qualificati per la progettazione. La qualificazione per la progettazione comprende anche l’uso di metodi e strumenti digitali per la gestione informativa mediante modellazione.

    4. L’offerta è valutata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. L’offerta indica distintamente il corrispettivo richiesto per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori.

    5. L’esecuzione dei lavori può iniziare solo dopo l’approvazione, da parte della stazione appaltante, del progetto esecutivo, il cui esame è condotto ai sensi dell’articolo 42.

    6. Nei casi in cui l’operatore economico si avvalga di uno o più soggetti qualificati alla redazione del progetto, la stazione appaltante indica nei documenti di gara le modalità per la corresponsione diretta al progettista degli oneri relativi alla progettazione esecutiva indicati in sede di offerta, al netto del ribasso d’asta, previa approvazione del progetto e previa presentazione dei documenti fiscali del progettista.

  • CCNL Studi Odontoiatrici: welfare contrattuale, bilateralita e previdenza complementare 2026

    CCNL Studi Odontoiatrici e Medici

    In sintesi

    Negli studi odontoiatrici che applicano il CCNL Studi professionali il datore versa per ogni dipendente un contributo unificato di 29 € al mese per 12 mensilità, di cui 2 € a carico del lavoratore: 20 € vanno alla Cassa sanitaria CADIPROF e 9 € all’ente bilaterale EBIPRO (art. 13). Chi non aderisce deve pagare al lavoratore 43 € lordi al mese per 14 mensilità. Il fondo pensione è FON.TE.: 1,55% a carico del datore e almeno 0,55% a carico del lavoratore sulla retribuzione utile al TFR (art. 18).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (CCNL Studi professionali, applicato agli studi odontoiatrici)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (testo integrale pubblicato da Confprofessioni)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (resta applicabile fino al rinnovo)
    Platea
    ASO, igienisti dentali, segretarie e ausiliari degli studi dentistici

    Bilateralità, sanità integrativa e fondo pensione: tabella riepilogativa

    Welfare contrattuale negli studi odontoiatrici (CCNL Studi professionali 16 febbraio 2024)
    Ente o fondo A cosa serve Contributo
    CADIPROF Cassa di assistenza sanitaria integrativa 20 € al mese per 12 mensilità a carico del datore, più 24 € una tantum di iscrizione
    EBIPRO Ente bilaterale nazionale degli studi professionali 9 € al mese per 12 mensilità: 7 € datore, 2 € lavoratore
    Contributo unificato Finanzia CADIPROF ed EBIPRO, versato con F24 (causale ASSP) 29 € al mese per 12 mensilità, anche per i part-time
    Studio non aderente Elemento aggiuntivo in busta paga 43 € lordi al mese per 14 mensilità, non riproporzionabile
    FON.TE. Previdenza complementare 1,55% datore e almeno 0,55% lavoratore sulla retribuzione utile al TFR, più il TFR
    FONDOPROFESSIONI Formazione continua Fondo interprofessionale per i lavoratori degli studi professionali

    Fonte: artt. 13, 16 e 18 del CCNL Studi professionali del 16 febbraio 2024.

    Enti bilaterali: funzioni e obblighi

    Negli studi che applicano il CCNL Studi professionali la bilateralità è affidata all’EBIPRO, ente bilaterale nazionale di settore, e alla cassa sanitaria CADIPROF, entrambe costituite da Confprofessioni e dai sindacati firmatari (artt. 13-16).

    Funzioni principali degli enti bilaterali:

    • Welfare contrattuale: prestazioni integrative in caso di malattia, infortunio, maternita (contributi una tantum o mensili), assistenza legale, sostegno al reddito in caso di sospensione lavorativa.
    • Formazione professionale: finanziamento e organizzazione di corsi di aggiornamento per ASO (obbligatorio ai sensi del DPCM 2018), igienisti dentali e segretarie.
    • Mercato del lavoro: gestione delle clausole contrattuali che richiedono l’intervento dell’ente bilaterale (es. contratti a termine eccedenti le percentuali, apprendistato).

    Il contributo è dovuto da tutti i datori che rientrano nel campo di applicazione del CCNL. Lo studio che non aderisce alla bilateralità deve pagare al lavoratore un elemento aggiuntivo di 43 € lordi al mese per 14 mensilità, non assorbibile e utile per tutti gli istituti, TFR compreso; resta comunque tenuto a garantire le prestazioni che il lavoratore avrebbe ricevuto (art. 13).

    Sanita integrativa e previdenza complementare

    Il CCNL Studi professionali prevede:

    • CADIPROF, la cassa di assistenza sanitaria integrativa: le prestazioni sono quelle del Piano sanitario della cassa; la quota di 20 € al mese è a carico del datore, più 24 € una tantum di iscrizione, e non è imponibile né ai fini fiscali né previdenziali (art. 16).
    • FON.TE., il fondo pensione di riferimento (dove è confluito PRE.VI.PROF.): per gli iscritti il datore versa l’1,55% e il lavoratore almeno lo 0,55% della retribuzione utile al TFR; per chi ha iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993 va al fondo tutto il TFR maturando. Possono iscriversi anche i lavoratori a termine con contratto oltre i tre mesi e gli apprendisti (art. 18).

    Per gli studi odontoiatrici con pochi dipendenti, la previdenza complementare rappresenta un elemento di welfare particolarmente rilevante, considerato che il pensionamento del medico-titolare comporta spesso la cessazione o riorganizzazione dell’attivita.

    Formazione obbligatoria e sicurezza sul lavoro

    Il CCNL e la normativa di settore impongono specifici obblighi formativi:

    • Formazione ASO: aggiornamento periodico dopo il conseguimento dell’attestato DPCM 2018; la cadenza e fissata dal profilo professionale e dagli accordi regionali.
    • Formazione sicurezza: D.Lgs. 81/2008 impone formazione generale (4 ore) e specifica (4-8 ore per il settore sanita) per tutti i lavoratori, a carico del datore, durante l’orario di lavoro.
    • Radioprotezione: il personale classificato come esposto (D.Lgs. 101/2020) deve ricevere formazione specifica e sorveglianza medica annuale. Il medico autorizzato/esperto qualificato deve essere nominato dal titolare.
    • Privacy sanitaria (GDPR e D.Lgs. 101/2018): il personale che tratta dati sanitari dei pazienti deve ricevere istruzione scritta da parte del titolare del trattamento (il datore/odontoiatra).

    Casi pratici

    Tizio – Datore non iscritto all’ente bilaterale
    Lo studio di Tizio non ha mai iscritto i dipendenti all’ente bilaterale. Tizio si ammala per 20 giorni e non puo accedere alla prestazione integrativa (sussidio una tantum). Puo rivendicare il danno subito e richiedere al datore il rimborso corrispondente alle prestazioni perdute, oltre alla regolarizzazione contributiva retroattiva verso l’ente.
    Caia – Formazione ASO non erogata dal datore
    Caia e ASO da 5 anni e non ha mai ricevuto la formazione di aggiornamento obbligatoria post-attestato DPCM 2018. Il datore e in inadempimento sia del CCNL sia del D.Lgs. 81/2008. Caia segnala all’ente bilaterale e all’ASL competente. Lo studio viene diffidato a erogare la formazione entro 30 giorni.
    Sempronio – Iscrizione al fondo pensione di settore
    Sempronio e stato assunto 4 mesi fa e non ha ancora ricevuto il modulo di scelta della destinazione del TFR. Se è alla prima assunzione, dal 1° luglio 2026 aderisce automaticamente alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni (art. 8, comma 7, D.Lgs. 252/2005): lo studio deve informarlo e, in mancanza di rinuncia, versare TFR e contributi al fondo dalla data di assunzione.

    Domande frequenti

    Cos'e l'ente bilaterale degli studi odontoiatrici?
    E un organismo paritetico istituito dalle parti firmatarie del CCNL (datori e sindacati) per erogare welfare contrattuale (prestazioni integrative, formazione, mercato del lavoro). L’iscrizione e obbligatoria per i datori che applicano il contratto.
    La cassa sanitaria CADIPROF è obbligatoria?
    Sì per lo studio che applica il CCNL: la quota di 20 € al mese è compresa nel contributo unificato di 29 €. Lo studio che non aderisce alla bilateralità deve pagare al lavoratore 43 € lordi al mese per 14 mensilità (art. 13).
    Quanto versa lo studio al fondo pensione?
    Per il lavoratore iscritto a FON.TE. lo studio versa l’1,55% della retribuzione utile al TFR e il lavoratore almeno lo 0,55%, oltre al TFR (art. 18). Chi non si iscrive non riceve il contributo del datore.
    La formazione sicurezza e a carico del datore?
    Si: ai sensi del D.Lgs. 81/2008 tutti i costi della formazione obbligatoria (generale e specifica) sono a carico del datore e devono essere erogati durante l’orario di lavoro, senza alcuna decurtazione della retribuzione.
    Come si accede alle prestazioni dell'ente bilaterale?
    Occorre che il datore sia in regola con i versamenti all’ente bilaterale. Il lavoratore presenta la domanda di prestazione all’ente (modulo cartaceo o online) allegando la documentazione richiesta (es. certificato medico per il sussidio malattia, fattura per il rimborso sanitario). I tempi di liquidazione variano da ente a ente.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento 2026, ferie, permessi e festivita 2026, maternita, paternita e congedi parentali 2026, scatti di anzianita, tredicesima e mensilita aggiuntive 2026 e malattia, infortunio e periodo di comporto 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Odontoiatrici e Medici. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 42 D.Lgs. 36/2023 – Verifica della progettazione

    Art. 42 D.Lgs. 36/2023 – Verifica della progettazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Nei contratti relativi ai lavori la stazione appaltante e l’ente concedente verificano la rispondenza del progetto alle esigenze espresse nel documento d’indirizzo e la sua conformità alla normativa vigente. La verifica ha luogo durante lo sviluppo della progettazione in relazione allo specifico livello previsto per l’appalto. In caso di affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione, nonché nei contratti di partenariato pubblico-privato, la verifica del progetto di fattibilità tecnico-economica è completata prima dell’avvio della procedura di affidamento e la verifica del progetto esecutivo redatto dall’aggiudicatario è effettuata prima dell’inizio dei lavori.

    2. Per accertare la coerenza del progetto nelle sue diverse fasi con il documento di indirizzo della progettazione, il RUP, se non effettua personalmente la verifica, ne segue lo sviluppo parallelamente alla progettazione, garantendo il contraddittorio tra il soggetto che esegue la verifica e il progettista. L’attività di verifica è incompatibile, per uno stesso progetto, con le attività di progettazione, di coordinamento della relativa sicurezza, di direzione dei lavori e di collaudo.

    3. La verifica accerta la conformità del progetto alle prescrizioni eventualmente impartite dalle amministrazioni competenti prima dell’avvio della fase di affidamento e, se ha esito positivo, assolve a tutti gli obblighi di deposito e di autorizzazione per le costruzioni in zone sismiche, nonché di denuncia dei lavori all’ufficio del genio civile. I progetti, corredati della attestazione dell’avvenuta positiva verifica, sono depositati con modalità telematica interoperabile presso l’Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

    4. La validazione del progetto posto a base di gara è l’atto formale che riporta gli esiti della verifica. La validazione è sottoscritta dal responsabile del relativo procedimento e fa preciso riferimento al rapporto conclusivo del soggetto preposto alla verifica e alle eventuali controdeduzioni del progettista. Il bando e la lettera di invito per l’affidamento dei lavori devono contenere gli estremi dell’avvenuta validazione del progetto posto a base di gara.

    5. L’allegato I.7 indica i contenuti e le modalità delle attività di verifica, nonché i soggetti che vi provvedono. Gli oneri conseguenti all’accertamento della rispondenza agli elaborati progettuali sono ricompresi nelle risorse stanziate per la realizzazione delle opere.

  • Art. 71-quinquies L. 633/1941 – Misure tecnologiche e libere utilizzazioni

    Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.