In sintesi
L'art. 73 del DPR 602/1973 disciplina il pignoramento di beni materiali — cose mobili — di proprietà del debitore fiscale che si trovano fisicamente nella disponibilità o nel possesso di un terzo soggetto. La norma consente all'AdER di aggredire beni del debitore anche quando questi non li detiene direttamente: il terzo detentore è tenuto a non disporre dei beni e a metterli a disposizione dell'agente della riscossione per la vendita forzata. È una forma di pignoramento mobiliare che supera la difficoltà pratica di individuare e aggredire beni che il debitore ha consegnato o affidato ad altri soggetti — depositi presso terzi, beni in comodato, merci in conto deposito, beni dati in pegno, beni in magazzini di terzi.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 73 DPR 602/1973 — Pignoramento cose del debitore in possesso di terzi
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 — Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Salvo quanto previsto dal comma 1-bis, se il terzo, presso il quale il concessionario ha proceduto al pignoramento, si dichiara o e’ dichiarato possessore di beni appartenenti al debitore iscritto a ruolo o ai coobbligati, il giudice dell’esecuzione ordina la consegna dei beni stessi al concessionario, che procede alla vendita secondo le norme del presente titolo.
1-bis. Il pignoramento dei beni di cui al comma 1 del presente articolo puo’ essere effettuato dall’agente della riscossione anche con le modalita’ previste dall’articolo 72-bis; in tal caso, lo stesso agente della riscossione rivolge un ordine di consegna di tali beni al terzo, che adempie entro il termine di trenta giorni, e successivamente procede alla vendita.
Stesso numero, altri codici
Commento
Ratio della norma
Senza questa disposizione, il debitore potrebbe aggirare facilmente il pignoramento mobiliare trasferendo la detenzione dei propri beni a terzi compiacenti. La norma chiude questa via di evasione: la proprietà del bene rimane del debitore anche quando la detenzione fisica spetta a un terzo, e su quella proprietà l'AdER può agire. Il terzo detentore non acquista con ciò alcun diritto sui beni ma è tenuto a cooperare con la procedura esattoriale.
Analisi e struttura
Il pignoramento si realizza mediante notifica al terzo detentore di un atto che: (a) descrive i beni pignorati con indicazione sufficiente a identificarli; (b) intima al terzo di non disporne e di astenersi da qualsiasi atto che ne diminuisca il valore; (c) indica che i beni sono vincolati all'esecuzione e devono essere messi a disposizione dell'AdER a richiesta. Il terzo che viola queste prescrizioni risponde dei danni causati all'erario. La successiva vendita dei beni segue le regole ordinarie del pignoramento mobiliare (artt. 66-70).
Quando si applica
La norma si applica quando il debitore è proprietario di beni mobili che si trovano presso: depositi, magazzini, studi professionali di terzi; soggetti che li detengono in comodato, affitto, leasing operativo; vettori o spedizionieri che li trasportano o custodiscono; artigiani o lavoratori che li tengono per lavorazione (es. sartorie, officine). Non si applica quando il terzo è a sua volta titolare di un diritto reale o personale sul bene (es. il creditore pignoratizio che ha il pegno) che preesiste al pignoramento esattoriale e che può essere opponibile all'AdER.
Confronto e norme correlate
La norma richiama l'art. 543 ss. c.p.c. sul pignoramento presso terzi, ma si distingue perché riguarda cose materiali (non crediti): è un pignoramento mobiliare diretto sui beni, con notifica al terzo che diventa custode. Si differenzia dal pignoramento di crediti ex art. 72-bis, che ha ad oggetto rapporti obbligatori (stipendi, canoni, saldi bancari). Il coordinamento con l'art. 64 (custodia dei beni pignorati) è rilevante: il terzo detentore assume automaticamente la qualità di custode e risponde per la conservazione del bene.
Problemi applicativi
Il problema principale è l'identificazione precisa dei beni: se la descrizione nell'atto di pignoramento è generica, il terzo può contestare quali beni specifici siano soggetti al vincolo. Un secondo nodo riguarda il diritto di ritenzione del terzo: se il terzo vanta un credito verso il debitore per prestazioni rese sui beni (es. il meccanico che ha riparato l'auto e non è stato pagato), ha un diritto di ritenzione che può essere opponibile al pignoramento esattoriale secondo i principi generali.
Casi pratici
Caso 1: Merci del debitore pignorate nel magazzino di un vettore
Caso 2: Attrezzatura del debitore in comodato presso un'altra azienda
Caso 3: Diritto di ritenzione del terzo detentore
Domande frequenti
L'AdER può pignorare beni del debitore che si trovano a casa di un'altra persona?
Sì. L'art. 73 DPR 602/1973 consente il pignoramento di beni mobili del debitore fiscale anche quando si trovano fisicamente presso terzi (depositi, comodatari, vettori, artigiani). La notifica dell'atto di pignoramento al terzo lo obbliga a non disporre dei beni e a tenerli a disposizione dell'AdER.
Il terzo che custodisce i beni del debitore può essere ritenuto responsabile?
Sì. Una volta ricevuta la notifica del pignoramento, il terzo assume la qualità di custode e risponde civilmente se dispone dei beni o ne diminuisce il valore in violazione del vincolo. Chi consegna i beni al debitore dopo la notifica risponde verso l'AdER dei danni causati dal proprio inadempimento.
Il debitore può spostare i beni per evitare il pignoramento?
No. Il trasferimento della detenzione dei propri beni a terzi dopo che il pignoramento è già stato avviato (o in previsione di esso) può configurare una sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, con conseguenze anche penali. Il pignoramento segue la proprietà del bene, non la sua collocazione fisica.
Il terzo ha un diritto di ritenzione opponibile all'AdER?
È una questione dibattuta. Se il terzo vanta un credito per prestazioni eseguite sul bene (es. riparazioni non pagate), la giurisprudenza ha riconosciuto in certi casi l'opponibilità del diritto di ritenzione all'esecuzione esattoriale, purché il credito del terzo sia certo, liquido e preesistente al pignoramento.
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