Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 637 c.c. – Termine
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Si considera non apposto a una disposizione a titolo universale il termine dal quale l’effetto di essa deve cominciare o cessare.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 636 - Articolo 636 Codice Civile: Divieto di nozze→Cod. civ. art. 638 - Articolo 638 Codice Civile: Condizione di non fare o non dare→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 635 Codice Civile: Condizione di reciprocità→Articolo 639 Codice Civile: Garanzia in caso di condizione risolutiva→Articolo 634 Codice Civile: Condizioni impossibili o illecite→Art. 640 c.c.: Garanzia in caso di legato sottoposto a condizion→Articolo 633 Codice Civile: Condizione sospensiva o risolutiva→Art. 641 c.c.: Amministrazione in caso di condizione sospensiva→Art. 632 c.c.: Determinazione di legato per arbitrio altrui
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'incompatibilità tra termine e qualità di erede
Il concetto di termine (dies a quo e dies ad quem) è incompatibile con la qualità di erede: l'eredità è definitiva, non temporanea. Non si può essere «eredi fino al 2030» o «eredi a partire dal 2027». L'art. 637 c.c. risolve il problema nella soluzione più favorevole al beneficiario: il termine si considera non apposto e la disposizione vale come pura. La soluzione è opposta a quella delle condizioni impossibili o illecite: lì la sanzione può arrivare alla nullità della disposizione; qui il termine, per quanto possa essere indice di una volontà diversa del testatore, non può sopravvivere come limite alla qualità di erede.Ratio della norma
La ratio è la struttura stessa dell'istituto ereditario: l'erede subentra nella posizione giuridica del defunto in modo definitivo e irreversibile. L'eredità è trasmissione universale, non temporanea fruizione. Se il termine fosse valido, alla sua scadenza il patrimonio dovrebbe «andare da qualche parte», e il codice non prevede questa possibilità nella successione mortis causa.Confronto con i legati
Per i legati (disposizioni a titolo particolare) il termine è invece generalmente ammesso: si può lasciare una rendita annua per cinque anni, o trasferire il godimento di un bene a termine. La logica è che il legato non comporta successione universale nella posizione del defunto, ma solo l'attribuzione di un diritto specifico che può avere natura temporanea.Implicazioni interpretative
Quando il notaio o il giudice si trova davanti a una disposizione testamentaria con termine, deve prima qualificarla: è una disposizione a titolo universale (erede) o a titolo particolare (legato)? Solo nella prima ipotesi scatta la regola dell'art. 637. In caso di dubbio sulla natura della disposizione, prevale l'interpretazione che salva la volontà del testatore.Casi pratici
Caso 1: termine non apposto all'erede
Il testatore istituisce Tizio 'erede fino al 2035'. Il termine è incompatibile con la qualità di erede, che è definitiva: si considera non apposto (art. 637 c.c.) e Tizio è erede puro e semplice.
Caso 2: il legato a termine
Diverso è il legato: il testatore può lasciare a Caio una rendita per cinque anni o il godimento di un bene a termine, perché il legato attribuisce un diritto specifico che può essere temporaneo.
Domande frequenti
Si può istituire un erede a termine?
No: il termine apposto a una disposizione a titolo universale si considera non apposto (art. 637 c.c.); la disposizione vale come pura.
Perché il termine è incompatibile con la qualità di erede?
Perché l'erede subentra in modo definitivo e irreversibile nella posizione del defunto; l'eredità è trasmissione universale, non temporanea.
Qual è la differenza con le condizioni illecite?
Le condizioni impossibili o illecite possono portare alla nullità; il termine apposto all'istituzione di erede si considera invece semplicemente non apposto.
Per i legati il termine è ammesso?
Sì: il legato attribuisce un diritto specifico che può avere natura temporanea (es. rendita per cinque anni, godimento a termine).
Vale sia il termine iniziale sia quello finale?
Sì: si considera non apposto il termine dal quale l'effetto deve cominciare (dies a quo) o cessare (dies ad quem).