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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 638 c.c. Condizione di non fare o non dare

In vigore

Se il testatore ha disposto sotto la condizione che l’erede o il legatario non faccia o non dia qualche cosa per un tempo indeterminato, la disposizione si considera fatta sotto condizione risolutiva, salvo che dal testamento risulti una contraria volontà del testatore.

In sintesi

  • Se il testatore dispone sotto la condizione che l'erede o il legatario non faccia o non dia qualche cosa per un tempo indeterminato, la disposizione si considera fatta sotto condizione risolutiva.
  • La regola opera salvo diversa volontà risultante dal testamento.
  • La ratio è il favor acquisitionis: il beneficiario acquista immediatamente, salvo perdere il diritto se viola l'obbligo.
  • Diversamente la condizione sospensiva paralizzerebbe per sempre l'acquisto, dato che la condizione negativa non si avvera mai con certezza prima della morte del beneficiario.
  • L'erede o legatario può essere obbligato a prestare cauzione a tutela dei sostituiti o dei coeredi (art. 639 c.c.).

La condizione negativa indeterminata: un problema strutturale

L'art. 638 c.c. risolve un problema tecnico delicato delle condizioni testamentarie negative: cosa accade se il testatore subordina l'attribuzione al fatto che l'erede o il legatario "non faccia" o "non dia" qualche cosa per un tempo non determinato? Trattata come condizione sospensiva, l'attribuzione resterebbe perennemente pendente: la condizione negativa non si avvera mai con certezza prima della morte del beneficiario, perché in qualsiasi momento questi potrebbe violare l'obbligo. Il legislatore, applicando il favor acquisitionis, sceglie di trattarla come risolutiva.

Il meccanismo dell'art. 638 c.c.

La norma stabilisce dunque che, in caso di condizione negativa a tempo indeterminato, la disposizione si presume fatta sotto condizione risolutiva. Effetti pratici: il beneficiario acquista subito e definitivamente l'eredità o il legato; potrà disporre dei beni, percepirne i frutti, esercitare i diritti relativi. Se però durante la sua vita viola l'obbligo (ad esempio compie l'atto vietato), la condizione si avvera e il diritto si risolve retroattivamente (art. 1360 c.c. applicato in via analogica), con conseguente devoluzione ai sostituiti o agli eredi legittimi.

La salvezza della volontà contraria

L'art. 638 c.c. è dispositivo: opera "salvo che dal testamento risulti una contraria volontà del testatore". Il de cuius può quindi configurare espressamente la condizione come sospensiva, accettando le conseguenze paralizzanti. La giurisprudenza è rigorosa nell'interpretare la volontà contraria: deve emergere chiaramente dal testamento, non da elementi extratestuali. In dubbio, prevale la presunzione legale di risolutività.

Coordinamento con l'art. 639 c.c. e la cauzione

Dato che il beneficiario acquista immediatamente ma è esposto alla risoluzione, l'art. 639 c.c. consente al giudice di imporgli, su istanza degli interessati (sostituiti, eredi legittimi che subentrerebbero in caso di avveramento), di prestare idonea garanzia. Si tratta di una tutela equilibratrice che bilancia il favor acquisitionis con la protezione delle aspettative dei terzi. Senza tale garanzia, il rischio sarebbe che il beneficiario disponesse o consumasse i beni, e poi la risoluzione operasse "a vuoto" sui terzi acquirenti in buona fede.

Caso pratico

Tizio nel testamento lascia a Caio la villa al mare "a condizione che Caio non venda mai l'azienda di famiglia". La durata non è specificata. Per l'art. 638 c.c. la disposizione si considera fatta sotto condizione risolutiva: Caio acquista subito la villa e ne diviene proprietario, ma se in qualsiasi momento della sua vita vende l'azienda di famiglia, la condizione si avvera e Caio perde la villa, che andrà ai sostituiti o agli eredi legittimi di Tizio. Se invece Tizio avesse scritto: "a condizione sospensiva che per dieci anni dalla mia morte Caio non venda l'azienda", si tratterebbe di condizione sospensiva con termine determinato e Caio acquisirebbe definitivamente solo dopo dieci anni di non-cessione.

Profili applicativi e interpretativi

L'art. 638 c.c. si presta a varie interpretazioni casistiche: condizioni del tipo "non si trasferisca all'estero", "non assuma una determinata professione", "non aderisca a un certo culto", quest'ultima sarebbe peraltro illecita ex art. 634 c.c. La giurisprudenza ha chiarito che il "tempo indeterminato" non significa necessariamente "per tutta la vita": basta che il testatore non abbia fissato un termine finale. Se il termine è determinabile per relationem (es. "fino al raggiungimento della maggiore età"), la condizione resta determinata e l'art. 638 c.c. non opera.

Domande frequenti

Cosa significa che la condizione negativa a tempo indeterminato si considera risolutiva?

Significa che il beneficiario acquista subito e definitivamente il bene, ma perde il diritto retroattivamente se viola l'obbligo di non fare o non dare durante la sua vita: il bene torna ai sostituiti o agli eredi legittimi.

Perché il legislatore preferisce la condizione risolutiva a quella sospensiva in questo caso?

Per il favor acquisitionis: trattare la condizione come sospensiva paralizzerebbe l'acquisto per tutta la vita del beneficiario, perché una condizione negativa non si avvera mai con certezza. La risoluzione consente invece un acquisto immediato sottoposto a riserva.

Posso configurare nel mio testamento la condizione negativa come sospensiva?

Sì: l'art. 638 c.c. opera salvo diversa volontà del testatore. Devi però esprimerla chiaramente nel testamento, perché la giurisprudenza in caso di dubbio applica la presunzione legale di risolutività.

Il beneficiario può essere obbligato a prestare garanzie?

Sì: l'art. 639 c.c. consente al giudice, su istanza degli interessati (sostituiti, eredi legittimi), di imporre all'erede o al legatario sotto condizione risolutiva una idonea garanzia, per tutelare le aspettative di chi subentrerebbe in caso di avveramento.

Cosa accade se il testatore fissa un termine alla condizione di non fare?

Se il termine è determinato o determinabile (es. dieci anni, fino alla maggiore età), l'art. 638 c.c. non opera: la condizione resta a tempo determinato e può essere sospensiva o risolutiva secondo la volontà del testatore. La presunzione di risolutività vale solo per le condizioni negative a tempo indeterminato.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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