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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Dichiarazione d'inammissibilità: quando richiesta è fuori ipotesi previste o non rispetta forme
  • Possibilità di condanna al pagamento somma da 500.000 a 4 milioni di lire a favore cassa ammende
  • Notifica ordinanza a condannato e ricorrente con diritto di ricorso per cassazione
  • Rinvio a diversa sezione in caso accoglimento ricorso cassatorio

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 634 c.p.p. – Declaratoria d’inammissibilità

Testo vigente — D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Declaratoria d’inammissibilità

1. Quando la richiesta è proposta fuori delle ipotesi previste dagli articoli 629 e 630 o senza l’osservanza delle disposizioni previste dagli articoli 631, 632, 633, 641 ovvero risulta manifestamente infondata, la corte di appello anche di ufficio dichiara con ordinanza l’inammissibilità e può condannare il privato che ha proposto la richiesta al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.

2. L’ordinanza è notificata al condannato e a colui che ha proposto la richiesta, i quali possono ricorrere per cassazione. In caso di accoglimento del ricorso, la Corte di cassazione rinvia il giudizio di revisione ad altra corte di appello individuata secondo i criteri di cui all’articolo 11 .

In sintesi

  • Dichiarazione d'inammissibilità: quando richiesta è fuori ipotesi previste o non rispetta forme
  • Possibilità di condanna al pagamento somma da 500.000 a 4 milioni di lire a favore cassa ammende
  • Notifica ordinanza a condannato e ricorrente con diritto di ricorso per cassazione
  • Rinvio a diversa sezione in caso accoglimento ricorso cassatorio

La Corte d'Appello dichiara con ordinanza l'inammissibilità della richiesta di revisione se proposta fuori caso o senza osservanza formale, con possibile condanna al pagamento di somma.

Ratio

L'articolo 634 protegge l'ordine della procedura di revisione, scoraggiando richieste manifestamente infondate, pretestuose o formalmente difettive. La sanzione economica funge da deterrente verso abusi, mentre la dichiarazione d'inammissibilità preserva l'affidabilità del sistema.

Analisi

Comma 1 prevede tre vizi di inammissibilità: ricorso proposto fuori ipotesi di art. 629-630, inosservanza formale di art. 631-632-633-641, manifesta infondatezza. La Corte agisce anche d'ufficio. Sanzione pecuniaria è opzionale («può») ma frequente. Comma 2 regola ricorso cassatorio contro ordinanza con effetto rinvio a diversa sezione.

Quando si applica

Quando ricorrente presenta istanza di revisione in modo vago, tardivo, senza allegati obbligatori, o su motivo già deciso negativamente. Applicabile anche quando richiesta manifesta impossibilità giuridica (ipotesi di revisione inutile, prove ovviamente irrilevanti).

Connessioni

Strettamente legato a art. 629 (presupposti), art. 631-633 (formalità), art. 606 (ricorso cassazione), art. 641 (effetti inammissibilità e rigetto). Parte della disciplina generale della revisione di cui artt. 625 segg.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio presenta richiesta di revisione quattro anni dopo che una sentenza è diventata irrevocabile, senza invocare alcuno dei motivi tassativi di art. 630 (prove nuove, sentenza cassativa, tortura). La Corte d'Appello dichiara inammissibilità d'ufficio per proposizione fuori ipotesi previste. Tizio viene condannato al pagamento di 1 milione di lire a favore della cassa ammende. Ricorre per cassazione.

Caso 2: Caso 2

Caio chiede revisione di sentenza di assoluzione da reato (scopo impossibile in revisione), in modo generico senza documentazione alcuna. L'ordinanza di inammissibilità risulta manifesta poiché la richiesta è formulata sia su presupposto inesistente che senza osservanza di forma. Caio viene notificato e condannato al pagamento di somma. Può ricorrere in cassazione contro l'ordinanza stessa.

Domande frequenti

Se la mia richiesta viene dichiarata inammissibile, posso presentarla di nuovo?

Sì, a condizione che sia fondata su elementi diversi e maggiormente motivata. Art. 641 consente nuova richiesta purché non sia la medesima già rigettata per motivi formali.

Quanto ammonta la condanna pecuniaria per richiesta inammissibile?

Da 500.000 a 4 milioni di lire: la somma è discrezionale della Corte che valuta gravità del vizio e circostanze, versata a favore della cassa delle ammende (fondo pubblico).

Posso ricorrere in cassazione contro l'ordinanza d'inammissibilità?

Sì, entrambi (condannato e ricorrente) possono ricorrere per cassazione. La Cassazione, se accoglie, rinvia il giudizio a diversa sezione della stessa Corte o a Corte d'Appello più vicina.

Cosa significa 'manifesta infondatezza'?

Quando le ragioni addotte nella richiesta, anche correttamente formulate, sono evidentemente prive di fondamento giuridico e le prove non potrebbero comunque rovesciare la sentenza.

Se presento senza avvocato, aumento il rischio d'inammissibilità?

Sì, significativamente. Errori procedurali e mancanza di specifiche sono causa frequente di inammissibilità. Un avvocato verifica preliminarmente conformità e fondatezza della richiesta.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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