Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 638 c.p.p. – Revisione a favore del condannato defunto

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Revisione a favore del condannato defunto

1. In caso di morte del condannato dopo la presentazione della richiesta di revisione, il presidente della corte di appello nomina un curatore, il quale esercita i diritti che nel processo di revisione sarebbero spettati al condannato.

In sintesi

  • Morte del condannato dopo presentazione richiesta di revisione: procedimento prosegue
  • Nomina di un curatore da parte del presidente della Corte d'Appello
  • Il curatore esercita i diritti processuali che sarebbero spettati al condannato defunto
  • Possibilità di proscioglimento postumo e restituzione somme agli eredi
Indice dei contenuti

Se il condannato muore dopo presentazione della richiesta di revisione, il presidente della Corte d'Appello nomina un curatore che prosegue il procedimento.

Ratio

L'articolo 638 riconosce che il diritto alla revisione non si estingue con la morte naturale. Il curatore rappresenta l'interesse legittimo del defunto e dei suoi eredi a ottenere riabilitazione (morale e patrimoniale) attraverso proscioglimento e restituzione di somme. La norma garantisce continuità della tutela giuridica anche post mortem.

Analisi

La norma è breve ma sostanziale: identifica il curatore quale figura procedurale sostitutiva del condannato deceduto, con compiti di difesa e rappresentanza. Il curatore agisce come il condannato avrebbe agito: comparisce in giudizio, presenta memorie, ricorre in cassazione. Nomina è presidenziale, vincolata ai criteri di capacità e imparzialità.

Quando si applica

Quando la richiesta è stata regolarmente proposta (è pendente), ma il condannato decede prima che la Corte se ne pronuncii. Applicabile anche se il decesso avviene durante il giudizio di revisione (dopo ammissibilità). Inapplicabile se richiesta è depositata post mortem (non retroattiva).

Connessioni

Art. 636-637 (procedimento e sentenza di revisione), art. 639 (restituzione somme), artt. 108-110 c.p.c. (nomina curatore in procedura civile, per analogia), codice civile su diritti ereditari. Integra il sistema di tutela della memoria storica del giustiziato.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio ha 78 anni e presenta revisione per aver scoperto errore materiale nella sentenza. Durante i tre anni di pendenza della revisione, muore per infarto. Il presidente della Corte d'Appello nomina un curatore (avvocato disponibile, senza conflitti), che prosegue il procedimento. Se la revisione è accolta, Tizio è proscioltato postumo, e gli eredi ricevono la restituzione delle pene pecuniarie versate in vita.

Caso 2: Caio era stato condannato a 15 anni e aveva chiesto revisione per prove nuove

Il procedimento era già in corso quando Caio decede in carcere dopo 12 anni di detenzione. Il presidente nomina un curatore, che continua a difendere la memoria di Caio. Se la revisione è accolta, il proscioglimento è pubblicato (art. 642) nel comune di ultima residenza; gli eredi di Caio ricevono restituzione di tutte le spese di mantenimento in carcere che la famiglia aveva dovuto sostenere.

Domande frequenti

Chi sceglie il curatore?

Il presidente della Corte d'Appello, scegliendo una persona idonea (avvocato, o privato) che non abbia conflitti di interesse e sia disponibile a rappresentare l'interesse del condannato defunto.

Il curatore agisce a spese della famiglia del defunto?

Dipende dal tipo di nomina. Se è un avvocato nominato d'ufficio, le spese sono a carico dello Stato. Se la famiglia desidera un curatore specifico, può presentare candidato (con oneri propri).

Se la revisione è accolta postumo, gli eredi ricevono il denaro?

Sì. La Corte ordina restituzione di tutte le somme versate (pene pecuniarie, spese processuali, mantenimento carcere). Gli eredi ricevono importo secondo successione legale o testamentaria.

È possibile aprire una revisione dopo la morte di chi l'aveva richiesta?

No, art. 638 si applica solo se la richiesta è già stata proposta in vita. Se nessuna richiesta era stata presentata, gli eredi non possono avviarla post mortem.

Se il curatore decide di non proseguire, cosa accade?

Teoricamente il curatore è obbligato a rappresentare l'interesse del defunto. Se chiede di dimettersi, il presidente nomina nuovo curatore. Abbandono infondato del procedimento configura responsabilità.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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