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Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche
In sintesi
L'art. 612 c.p. punisce la minaccia: chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno e punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro. Se la minaccia e grave, o e fatta in uno dei modi indicati nell'art. 339 c.p., la pena e della reclusione fino a un anno. La fattispecie tutela la liberta morale della persona dalla coercizione psicologica esercitata mediante prospettazione di un male futuro.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 612 c.p. – Minaccia

Testo vigente — R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 1.032.

Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno.

Si procede d’ufficio se la minaccia è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339 , ovvero se la minaccia è grave e ricorrono circostanze aggravanti ad effetto speciale diverse dalla recidiva, ovvero se la persona offesa è incapace, per età o per infermità .

Spiegazione

Punisce chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno. La pena è più grave se la minaccia è grave o fatta in uno dei modi indicati dall’art. 339 (con armi, da più persone riunite, ecc.). Per la minaccia semplice si procede a querela della persona offesa.

Come funziona e quando si applica

La minaccia tutela la libertà morale: consiste nel prospettare un male futuro e ingiusto, la cui realizzazione dipende dalla volontà dell’agente. È elemento costitutivo di altri reati (violenza privata, estorsione, rapina). Diversa è la minaccia grave, procedibile d’ufficio.

Esempio pratico

Dire a una persona ‘ti distruggo la macchina se non smetti’ integra il reato di minaccia di un danno ingiusto.

Domande frequenti

Quando la minaccia è reato?

Quando si prospetta ad altri un danno ingiusto e futuro; per la minaccia semplice serve la querela, per quella grave si procede d’ufficio.

Norme collegate

Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

Domande rapide

Cosa punisce l'art. 612 c.p.?
La minaccia di un ingiusto danno futuro alla persona offesa, idonea a turbarne la liberta morale e l'autodeterminazione. Il danno minacciato puo essere di qualsiasi natura (fisico, patrimoniale, morale) purche ingiusto, ossia contrario al diritto.
Qual e la differenza tra minaccia semplice e grave?
Minaccia semplice: prospettazione generica di danno (multa fino a 1.032 euro, querela). Minaccia grave: minaccia di morte o di lesioni gravissime, o fatta con modalita gravi (es. armi, anonima, piu persone): reclusione fino a 1 anno, procedibile d'ufficio.
Quali sono i modi aggravanti dell'art. 339?
Uso di armi, persona travisata, da piu persone riunite, con scritto anonimo, con simbolico potere di associazione segreta esistente o supposta. Trasformano la minaccia in fattispecie procedibile d'ufficio con pena della reclusione.
La minaccia sui social network e punibile?
Si. La minaccia tramite messaggi privati, post pubblici, commenti sui social network integra il reato ex art. 612 c.p. La giurisprudenza valuta concretamente l'idoneita intimidatoria del messaggio, anche tenuto conto della pubblicita del mezzo (aggravante).
Come si difende chi e stato minacciato?
Querela entro 90 giorni dall'ultima minaccia presso autorita giudiziaria. Per minacce gravi: denuncia anche orale. Possibile richiesta di misure cautelari (divieto di avvicinamento, ammonimento del Questore) per condotte persecutorie reiterate (art. 612-bis stalking).

In sintesi

  • L'art. 612 c.p. punisce chi minaccia ad altri un ingiusto danno, con la multa fino a euro 51, su querela della persona offesa.
  • Se la minaccia è grave o commessa con le modalità dell'art. 339 c.p., la pena sale alla reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio.
  • Il bene giuridico tutelato è la libertà morale dell'individuo, intesa come libertà di autodeterminazione.
  • Il danno minacciato deve essere ingiusto, ossia contrario al diritto, e futuro e dipendente dalla volontà del minacciante.
  • È reato di pericolo, perfezionato con la mera percezione della minaccia da parte della vittima.
Indice dei contenuti

L'art. 612 c.p. sanziona la condotta di chi prospetti ad altri un male ingiusto, ledendo la libertà morale e l'autodeterminazione della persona offesa.

Ratio

La norma tutela la libertà psichica dell'individuo, intesa come il diritto a non subire indebite pressioni che ne condizionino la libera autodeterminazione. La protezione è anticipata rispetto alla concreta realizzazione del male prospettato: il legislatore intende reprimere già la condotta intimidatoria in sé, in ragione della sua attitudine a turbare la serenità psichica della vittima e a coartarne le scelte.

Analisi

Il fatto tipico si compone della condotta di minaccia, consistente nel prospettare un male futuro a carico della persona offesa o di soggetti a lei vicini. Caratteri essenziali del male sono l'ingiustizia (contrarietà al diritto), la futuribilità e la dipendenza dalla volontà del minacciante. L'elemento soggettivo è il dolo generico, anche eventuale. La pena base è pecuniaria (multa fino a 51 euro). Il secondo comma configura un'ipotesi aggravata quando la minaccia sia grave (per il male prospettato, l'intensità o le modalità) ovvero realizzata nelle forme dell'art. 339 c.p. (uso di armi, da persone travisate, da più persone riunite, anche con scritti anonimi).

Quando si applica

Il reato si configura in molteplici contesti: liti private, rapporti di vicinato, scontri sul luogo di lavoro, conflitti familiari (in tal caso con possibile concorso con maltrattamenti), minacce nell'ambito di trattative o controversie. Esso può configurarsi anche per via telematica (messaggi, social network, comunicazioni elettroniche). La giurisprudenza ha precisato che la minaccia può essere implicita o velata, purché chiaramente percepibile dalla vittima.

Confronto sistemico

L'articolo si coordina con l'art. 339 c.p. (forme aggravate, richiamato dal secondo comma), con l'art. 612-bis c.p. (atti persecutori, che richiede la reiterazione e l'evento psicologico tipizzato), con l'art. 393 c.p. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante minaccia), con l'art. 629 c.p. (estorsione, che presuppone la finalità patrimoniale del male minacciato), con l'art. 610 c.p. (violenza privata). Il discrimen con queste fattispecie è dato dall'oggetto specifico di tutela e dalla finalità della minaccia.

Profili problematici

La giurisprudenza distingue la minaccia rilevante dal mero sfogo verbale, escludendo la punibilità delle frasi pronunciate in stato di ira manifesta e di immediato sfogo. Si pongono questioni sulla rilevanza delle minacce condizionate (subordinate al verificarsi di un evento), sulla minaccia implicita o per atti concludenti, e sulla qualificazione del danno minacciato come ingiusto. Aperti restano i rapporti con la libertà di critica e di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) e i confini con figure affini quali stalking, estorsione e ricatto.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Cosa si intende per minaccia rilevante ex art. 612 c.p.?

È rilevante la prospettazione di un male ingiusto, futuro e dipendente dalla volontà del minacciante, idonea a turbare la serenità psichica della vittima. Sono escluse le mere espressioni colorite, gli sfoghi di ira manifesta o le esclamazioni iperboliche prive di idoneità intimidatoria.

La minaccia può essere implicita o per atti concludenti?

Sì. La giurisprudenza riconosce rilevanza anche alle minacce non verbali o implicite, purché siano chiaramente percepibili dalla vittima. Gesti intimidatori, l'esibizione di armi, comportamenti minatori inequivoci possono integrare il reato.

Quando si procede d'ufficio per il reato di minaccia?

Quando la minaccia è grave (per il male prospettato o per le modalità) o quando ricorrono le forme dell'art. 339 c.p.: uso di armi, persone travisate o riunite, scritti anonimi, modalità simboliche evocative di organizzazioni criminali. Negli altri casi è necessaria la querela della persona offesa.

Che differenza c'è tra minaccia e stalking?

La minaccia è reato istantaneo, perfezionato con la singola condotta intimidatoria. Gli atti persecutori (art. 612-bis c.p.) richiedono la reiterazione delle condotte e la produzione di uno degli eventi tipizzati: stato d'ansia o paura, fondato timore per l'incolumità, alterazione delle abitudini di vita.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Fonti consultate: 2 fontei verificate
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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