D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia
1. Se l'interessato non è stato detenuto o internato, il debito per le spese del processo è rimesso nei confronti di chi si trova in disagiate condizioni economiche e ha tenuto una regolare condotta in libertà.
2. Se l'interessato è stato detenuto o internato, il debito per le spese del processo e per quelle di mantenimento è rimesso nei confronti di chi si trova in disagiate condizioni economiche e ha tenuto in istituto una regolare condotta, ai sensi dell' articolo 30 ter, comma 8, della legge 26 luglio 1975, n. 354 .
3. La domanda, corredata da idonea documentazione, è presentata dall'interessato o dai prossimi congiunti, o proposta dal consiglio di disciplina, di cui alla legge 26 luglio 1975, n. 354 , al magistrato competente, fino a che non è conclusa la procedura per il recupero, che è sospesa se in corso.
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In sintesi
Disciplina la rimessione del debito per spese penali
Distingue chi non è detenuto e chi è stato in carcere
Richiede disagiate condizioni economiche e regolare condotta
Riferimento all'art. 30-ter, c. 8, l. 354/1975
Domanda corredata da idonea documentazione
Indice dei contenuti
L'articolo 6 disciplina la rimessione del debito delle spese del processo penale. La norma corregge gli effetti potenzialmente devastanti del recupero erariale verso soggetti che hanno scontato la pena e vivono in condizioni difficili, dando attuazione concreta al principio di rieducazione ex art. 27 Cost. Senza la rimessione, il peso economico del processo finirebbe per ostacolare il reinserimento sociale, contraddicendo la finalità della pena.
Presupposti soggettivi
Il comma 1 riguarda chi non è stato detenuto né internato: per ottenere la rimessione deve dimostrare due requisiti cumulativi. Il primo è quello delle disagiate condizioni economiche, accertate sulla base della documentazione reddituale e patrimoniale. Il secondo è una regolare condotta in libertà, valutata in modo analogo all'affidamento in prova. La valutazione è discrezionale ma vincolata da parametri oggettivi (ISEE, reddito imponibile, assenza di nuovi reati).
Detenuti e internati
Il comma 2 estende la rimessione a chi è stato detenuto, comprendendo anche le spese di mantenimento (vitto, vestiario, igiene). Qui la valutazione della condotta richiama l'art. 30-ter, comma 8, della legge 354/1975 sull'ordinamento penitenziario: regolare condotta in istituto, partecipazione al trattamento, assenza di provvedimenti disciplinari rilevanti. La pluralità di parametri assicura una valutazione equilibrata, evitando esclusioni meccaniche.
Procedura della domanda
Il comma 3 richiede una domanda corredata da idonea documentazione. L'istanza si presenta all'ufficio recupero crediti del tribunale del luogo di esecuzione. La prassi richiede ISEE aggiornato, certificazioni reddituali, certificato del casellario e una sintesi sulla condotta. La decisione è del magistrato di sorveglianza per i detenuti, mentre per i non detenuti compete al presidente del tribunale dell'esecuzione. I termini per la decisione sono ordinatori.
Effetti e revoca
La rimessione estingue il debito; la regolare condotta successiva ne assicura la stabilità. In presenza di nuovi reati o di accertamenti che dimostrino la falsità delle dichiarazioni reddituali, la rimessione è revocata e il debito riprende vigore. La materia si raccorda con l'art. 24 Cost., perché rende effettivo il diritto a riprendere la vita sociale senza il peso schiacciante di crediti erariali datati. La giurisprudenza di Cassazione ha ribadito la natura assistenziale dell'istituto.
La revoca della rimessione produce effetti immediati: il credito erariale riprende vigore e l'Agenzia delle entrate-Riscossione può procedere alla cartella esattoriale. La parte interessata può però chiedere una nuova istanza di rimessione se ricorrono ancora i presupposti, attivando un nuovo procedimento autonomo che valuta la situazione attuale del soggetto.
L'istituto della rimessione completa il quadro di tutela del condannato povero, rendendo effettivo il principio rieducativo della pena ben oltre il termine dell'esecuzione formale.
Casi pratici
Caso 1: Tizio chiede la rimessione dopo l'esecuzione
Caso 2: Caio non detenuto e rimessione parziale
Domande frequenti
Chi può chiedere la rimessione delle spese penali?
Sia il non detenuto sia il detenuto, purché dimostri disagiate condizioni economiche e regolare condotta secondo i parametri della legge 354/1975.
Quale documentazione serve?
ISEE aggiornato, certificazioni reddituali, prova della residenza, attestazione della condotta in istituto per i detenuti.
La rimessione può essere revocata?
Sì, in caso di falsa dichiarazione reddituale o commissione di nuovi reati: il debito riprende vigore.
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 6 disciplina la rimessione del debito delle spese del processo penale. La norma corregge gli effetti potenzialmente devastanti del recupero erariale verso soggetti che hanno scontato la pena e vivono in condizioni difficili, dando attuazione concreta al principio di rieducazione ex art. 27 Cost. Senza la rimessione, il peso economico del processo finirebbe per ostacolare il reinserimento sociale, contraddicendo la finalità della pena.
Presupposti soggettivi
Il comma 1 riguarda chi non è stato detenuto né internato: per ottenere la rimessione deve dimostrare due requisiti cumulativi. Il primo è quello delle disagiate condizioni economiche, accertate sulla base della documentazione reddituale e patrimoniale. Il secondo è una regolare condotta in libertà, valutata in modo analogo all'affidamento in prova. La valutazione è discrezionale ma vincolata da parametri oggettivi (ISEE, reddito imponibile, assenza di nuovi reati).
Detenuti e internati
Il comma 2 estende la rimessione a chi è stato detenuto, comprendendo anche le spese di mantenimento (vitto, vestiario, igiene). Qui la valutazione della condotta richiama l'art. 30-ter, comma 8, della legge 354/1975 sull'ordinamento penitenziario: regolare condotta in istituto, partecipazione al trattamento, assenza di provvedimenti disciplinari rilevanti. La pluralità di parametri assicura una valutazione equilibrata, evitando esclusioni meccaniche.
Procedura della domanda
Il comma 3 richiede una domanda corredata da idonea documentazione. L'istanza si presenta all'ufficio recupero crediti del tribunale del luogo di esecuzione. La prassi richiede ISEE aggiornato, certificazioni reddituali, certificato del casellario e una sintesi sulla condotta. La decisione è del magistrato di sorveglianza per i detenuti, mentre per i non detenuti compete al presidente del tribunale dell'esecuzione. I termini per la decisione sono ordinatori.
Effetti e revoca
La rimessione estingue il debito; la regolare condotta successiva ne assicura la stabilità. In presenza di nuovi reati o di accertamenti che dimostrino la falsità delle dichiarazioni reddituali, la rimessione è revocata e il debito riprende vigore. La materia si raccorda con l'art. 24 Cost., perché rende effettivo il diritto a riprendere la vita sociale senza il peso schiacciante di crediti erariali datati. La giurisprudenza di Cassazione ha ribadito la natura assistenziale dell'istituto.
La revoca della rimessione produce effetti immediati: il credito erariale riprende vigore e l'Agenzia delle entrate-Riscossione può procedere alla cartella esattoriale. La parte interessata può però chiedere una nuova istanza di rimessione se ricorrono ancora i presupposti, attivando un nuovo procedimento autonomo che valuta la situazione attuale del soggetto.
L'istituto della rimessione completa il quadro di tutela del condannato povero, rendendo effettivo il principio rieducativo della pena ben oltre il termine dell'esecuzione formale.
Casi pratici
Caso 1: Tizio chiede la rimessione dopo l'esecuzione
Caso 2: Caio non detenuto e rimessione parziale
Domande frequenti
Chi può chiedere la rimessione delle spese penali?
Sia il non detenuto sia il detenuto, purché dimostri disagiate condizioni economiche e regolare condotta secondo i parametri della legge 354/1975.
Quale documentazione serve?
ISEE aggiornato, certificazioni reddituali, prova della residenza, attestazione della condotta in istituto per i detenuti.
La rimessione può essere revocata?
Sì, in caso di falsa dichiarazione reddituale o commissione di nuovi reati: il debito riprende vigore.