Testo dell'articoloVigente
Art. 49 D.Lgs. 150/2022 – Diritto all’assistenza linguistica
D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato
1. La persona indicata come autore dell’offesa, la vittima del reato e gli altri partecipanti che non parlano o non comprendono la lingua italiana hanno diritto di farsi assistere gratuitamente da un interprete al fine di prendere parte consapevolmente ai programmi di giustizia riparativa.
2. Negli stessi casi è disposta la traduzione della relazione del mediatore.
3. La conoscenza della lingua italiana è presunta fino a prova contraria per chi sia cittadino italiano. L’impiego di una lingua diversa dalla lingua madre dell’interessato è consentito solo laddove l’interessato ne abbia una conoscenza sufficiente ad assicurare la partecipazione effettiva al programma. L’accertamento sulla conoscenza della lingua italiana è compiuto dal mediatore.
4. L’interprete e il traduttore sono nominati anche quando il mediatore ha personale conoscenza della lingua o del dialetto da interpretare.
5. Si applicano le disposizioni degli articoli 144 e 145 del codice di procedura penale , in quanto compatibili. Note all’art. 49: – Si riporta il testo degli articoli 144 e 145 del codice di procedura penale : “Art. 144 (Incapacità e incompatibilità dell’interprete). –
1. Non può prestare ufficio di interprete, a pena di nullità: a) il minorenne, l’interdetto, l’inabilitato e chi è affetto da infermità di mente; b) chi è interdetto anche temporaneamente dai pubblici uffici ovvero è interdetto o sospeso dall’esercizio di una professione o di un’arte; c) chi è sottoposto a misure di sicurezza personali o a misure di prevenzione; d) chi non può essere assunto come testimone o ha facoltà d’astenersi dal testimoniare o chi è chiamato a prestare ufficio di testimone o di perito ovvero è stato nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in un procedimento connesso. Nondimeno, nel caso previsto dall’articolo 119, la qualità di interprete può essere assunta da un prossimo congiunto della persona sorda, muta o sordomuta.” “Art. 145 (Ricusazione e astensione dell’interprete). –
1. L’interprete può essere ricusato per i motivi indicati nell’articolo 144, dalle parti private e, in rapporto agli atti compiuti o disposti dal giudice, anche dal pubblico ministero.
2. Quando esiste un motivo di ricusazione, anche se non proposto, ovvero se vi sono gravi ragioni di convenienza per astenersi, l’interprete ha obbligo di dichiararlo.
3. La dichiarazione di ricusazione o di astensione può essere presentata fino a che non siano esaurite le formalità di conferimento dell’incarico e, quando si tratti di motivi sopravvenuti ovvero conosciuti successivamente, prima che l’interprete abbia espletato il proprio incarico.
4. Sulla dichiarazione di ricusazione o di astensione decide il giudice con ordinanza.”.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 49 della Cartabia garantisce il diritto all'assistenza linguistica nei programmi di giustizia riparativa. La norma e fondamentale: senza una comprensione effettiva della lingua, il dialogo riparativo perde di significato e diventa potenzialmente coercitivo.
Diritto all'interprete gratuito
Il comma 1 stabilisce che la persona indicata come autore dell'offesa, la vittima e gli altri partecipanti che non parlano o non comprendono la lingua italiana hanno diritto di farsi assistere gratuitamente da un interprete, al fine di prendere parte consapevolmente al programma. La gratuita e un presidio essenziale dell'accesso effettivo: l'assistenza linguistica e parte del servizio pubblico riparativo.
Traduzione della relazione
Il comma 2 estende la tutela linguistica: si dispone la traduzione della relazione del mediatore, atto fondamentale ai fini procedimentali. La traduzione e essenziale perche la relazione viene trasmessa all'autorita giudiziaria e puo avere effetti sulla pena o sul procedimento. Senza traduzione, l'interessato non puo controllare cio che il mediatore ha riferito.
Presunzione di conoscenza linguistica
Il comma 3 stabilisce una presunzione: per il cittadino italiano si presume, salvo prova contraria, la conoscenza della lingua. La presunzione e relativa: se emergono indici di difficolta linguistiche (ad esempio, presenza di disturbi specifici di apprendimento, scarsa scolarizzazione), il mediatore puo disporre comunque l'assistenza linguistica.
Lingua diversa dalla madre lingua
Il comma 3 disciplina anche le ipotesi in cui si voglia utilizzare una lingua diversa dalla lingua madre dell'interessato: e consentito solo laddove l'interessato abbia una conoscenza sufficiente ad assicurare la partecipazione effettiva. L'accertamento spetta al mediatore, che svolge una valutazione tecnica.
Cumulo con conoscenza personale del mediatore
Il comma 4 chiarisce che l'interprete e il traduttore sono nominati anche quando il mediatore ha personale conoscenza della lingua o del dialetto. Si vuole evitare un duplice ruolo del mediatore (mediatore-interprete) che potrebbe minare l'imparzialita e l'equiprossimita.
Rinvio agli articoli 144 e 145 CPP
Il comma 5 rinvia alle disposizioni del codice di procedura penale sugli interpreti (articoli 144 e 145) in quanto compatibili. Si garantisce cosi un quadro normativo coerente con il processo penale, in materia di nomina, requisiti, incompatibilita e dovere di verita dell'interprete.
Implicazioni pratiche
Per i Centri, l'organizzazione di un servizio linguistico affidabile e una sfida operativa: serve un albo di interpreti formati, con sensibilita alle dinamiche riparative. Per la difesa, e essenziale verificare in concreto la qualita dell'assistenza linguistica, perche una traduzione approssimativa puo compromettere la consapevolezza del consenso e la valutazione dell'esito.
Profili economici e gestione del servizio
La gratuita dell'assistenza linguistica grava sul sistema pubblico. I Centri devono organizzare convenzioni con interpreti formati e disporre di risorse adeguate. La qualita del servizio linguistico e una variabile cruciale: un interprete mal preparato puo compromettere l'esito del programma.
Casi pratici
Caso 1: interprete per cittadino straniero
Tizio, cittadino straniero, partecipa al programma riparativo. Non comprende sufficientemente l'italiano. Il Centro gli assegna gratuitamente un interprete formato e dispone la traduzione della relazione finale.
Caso 2: mediatore plurilingue e nomina dell'interprete
Caio parla solo una lingua minoritaria. Anche se il mediatore conosce la lingua, viene nominato un interprete separato per preservare l'imparzialita e l'equiprossimita del mediatore.
Domande frequenti
L'interprete e gratuito nei programmi di giustizia riparativa?
Si. I partecipanti che non parlano o non comprendono la lingua italiana hanno diritto a farsi assistere gratuitamente da un interprete, in modo da prendere parte consapevolmente al programma.
La relazione del mediatore viene tradotta?
Si. Negli stessi casi in cui spetta l'interprete, la riforma prevede la traduzione della relazione del mediatore, che e atto rilevante anche ai fini procedimentali.
Il cittadino italiano ha diritto all'interprete?
Vale la presunzione di conoscenza della lingua italiana, ma e una presunzione relativa: in presenza di indici di difficolta linguistiche o cognitive, il mediatore puo disporre comunque l'assistenza.