- Le parti resistenti e i controinteressati possono proporre ricorso incidentale per far valere domande il cui interesse sorge in dipendenza del ricorso principale.
- Il ricorso incidentale va proposto entro sessanta giorni dalla ricevuta notificazione del ricorso principale; per i soggetti intervenuti il termine decorre dall'effettiva conoscenza.
- Il ricorso incidentale deve avere il contenuto dell'art. 40 c.p.a. ed essere depositato secondo le modalità previste dall'art. 45 per il ricorso principale.
- La competenza appartiene al giudice del ricorso principale, salvo il caso in cui la domanda incidentale sia devoluta alla competenza funzionale del TAR Lazio o di altro TAR designato dall'art. 14.
- Nelle controversie su diritti soggettivi, le domande riconvenzionali dipendenti da titoli già dedotti in giudizio si propongono con le stesse forme del ricorso incidentale.
Testo dell'articoloVigente
Art. 42 Codice del Processo Amministrativo — Ricorso incidentale e domanda riconvenzionale
D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 — Codice del processo amministrativo
1. Le parti resistenti e i controinteressati possono proporre domande il cui interesse sorge in dipendenza della domanda proposta in via principale, a mezzo di ricorso incidentale. Il ricorso si propone nel termine di sessanta giorni decorrente dalla ricevuta notificazione del ricorso principale. Per i soggetti intervenuti il termine decorre dall’effettiva conoscenza della proposizione del ricorso principale.
2. Il ricorso incidentale, notificato ai sensi dell’articolo 41 alle controparti personalmente o, se costituite, ai sensi dell’articolo 170 del codice di procedura civile, ha i contenuti di cui all’articolo 40 ed è depositato nei termini e secondo le modalità previste dall’articolo 45.
3. Le altre parti possono presentare memorie e produrre documenti nei termini e secondo le modalità previsti dall’articolo 46.
4. La cognizione del ricorso incidentale è attribuita al giudice competente per quello principale, salvo che la domanda introdotta con il ricorso incidentale sia devoluta alla competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero alla competenza funzionale di un tribunale amministrativo regionale, ai sensi dell’articolo 14; in tal caso la competenza a conoscere dell’intero giudizio spetta al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero al tribunale amministrativo regionale avente competenza funzionale ai sensi dell’articolo 14.
5. Nelle controversie in cui si faccia questione di diritti soggettivi le domande riconvenzionali dipendenti da titoli già dedotti in giudizio sono proposte nei termini e con le modalità di cui al presente articolo.
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Commento
Ratio e collocazione nel processo amministrativo
L'articolo 42 del Codice del processo amministrativo (D.Lgs. 104/2010) disciplina il ricorso incidentale e la domanda riconvenzionale, istituti che consentono alle parti diverse dal ricorrente principale di avanzare domande proprie in dipendenza del giudizio già instaurato. La norma si inserisce nella Sezione I del Capo I del Libro II (ricorso e costituzione delle parti) e ha una rilevanza pratica e teorica di prim'ordine, specialmente nel contenzioso sugli appalti pubblici e nelle controversie in materia di accesso e di concorsi pubblici. Il ricorso incidentale esprime un'applicazione del principio di concentrazione del processo: piuttosto che consentire la proliferazione di giudizi separati tra le stesse parti sulla stessa vicenda amministrativa, il codice prevede che la parte resistente o il controinteressato possano contestare la posizione del ricorrente — anche in modo autonomo rispetto alla difesa dell'atto impugnato — nel medesimo giudizio. Questa concentrazione risponde al principio di ragionevole durata del processo ex art. 111 Cost. e all'economia processuale, evitando che decisioni contraddittorie siano adottate in giudizi separati.
Legittimazione e presupposto del ricorso incidentale
La legittimazione a proporre ricorso incidentale spetta alle parti resistenti (in primo luogo l'amministrazione) e ai controinteressati (soggetti che hanno ricevuto un vantaggio diretto dall'atto impugnato e nei cui confronti il ricorso è stato notificato). Il presupposto sostanziale è che l'interesse a proporre la domanda incidentale «sorga in dipendenza della domanda proposta in via principale»: non si tratta, quindi, di un ricorso del tutto autonomo, ma di una domanda la cui rilevanza processuale è condizionata dalla pendenza del giudizio principale. L'ipotesi più ricorrente nella pratica è quella del ricorso incidentale escludente nel contenzioso sugli appalti pubblici: l'aggiudicatario controinteressato, convenuto in giudizio dal concorrente non aggiudicatario, propone ricorso incidentale per ottenere l'esclusione del ricorrente principale dalla gara, facendo venir meno la sua legittimazione. In questa ipotesi si pone un problema teorico e pratico di grande rilievo: se il giudice deve prima esaminare il ricorso principale o quello incidentale, in particolare quando entrambi siano escludenti. La questione è stata oggetto di ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale, risolto nel senso che il giudice deve esaminare entrambi i ricorsi per garantire la piena tutela dell'interesse strumentale alla riedizione della gara.
Il termine di proposizione
Il ricorso incidentale deve essere proposto entro sessanta giorni dalla ricevuta notificazione del ricorso principale. Il termine decorre per le parti resistenti e i controinteressati già notificati dalla notificazione del ricorso principale; per i soggetti intervenuti successivamente (art. 28 c.p.a.), il termine decorre dall'effettiva conoscenza della proposizione del ricorso principale. Questo approccio è coerente con il principio generale dell'art. 29 c.p.a.: la conoscenza effettiva è il momento di riferimento per i termini processuali nel contenzioso amministrativo. Il termine di sessanta giorni è perentorio: la sua inosservanza determina l'inammissibilità del ricorso incidentale, che non può essere sanata. Va tuttavia segnalato che nei riti speciali con termini dimezzati (come il rito appalti ex art. 120 c.p.a.) anche il termine per il ricorso incidentale viene dimezzato a trenta giorni, per effetto del rinvio dell'art. 38 alle norme generali adattate dal rito speciale. La scelta di un termine pari a quello del ricorso principale garantisce una simmetria processuale che tutela il diritto di difesa delle parti resistenti.
Forma, contenuto e modalità di deposito
Il comma 2 precisa che il ricorso incidentale deve avere i contenuti di cui all'art. 40 c.p.a.: gli stessi elementi identificativi, la stessa specificità dei motivi e la stessa indicazione del petitum previsti per il ricorso principale. Il ricorso incidentale deve essere notificato «ai sensi dell'articolo 41» alle controparti personalmente o, se già costituite, ai sensi dell'art. 170 c.p.c. (notificazione al procuratore costituito), e depositato «nei termini e secondo le modalità previste dall'articolo 45». L'art. 45 c.p.a. stabilisce che il deposito del ricorso avviene entro trenta giorni dalla notificazione (ultima, nel caso di più destinatari). Queste regole formali garantiscono che il ricorso incidentale abbia piena autonomia processuale, non potendosi configurare come mera memoria difensiva. Le altre parti (in primo luogo il ricorrente principale) possono presentare memorie e produrre documenti nei termini dell'art. 46 c.p.a., garantendo così il contraddittorio sul ricorso incidentale.
Competenza e domande riconvenzionali
Il comma 4 disciplina la competenza per il ricorso incidentale: in via generale, la cognizione spetta al giudice competente per il ricorso principale (vis attractiva). Fanno eccezione i casi in cui la domanda incidentale sia devoluta alla competenza funzionale del TAR Lazio sede di Roma (per materie come appalti ANAC, elezioni regionali, autorità indipendenti) o alla competenza funzionale di un altro TAR ex art. 14 c.p.a.: in tali casi, la competenza sull'intero giudizio — principale e incidentale — si concentra nel TAR funzionalmente competente per la domanda incidentale. Questa regola evita il rischio di decisioni contraddittorie su domande connesse. Il comma 5 introduce poi la figura della domanda riconvenzionale, ammessa nelle sole controversie su diritti soggettivi (tipicamente in materia di giurisdizione esclusiva ex art. 133 c.p.a.) quando si tratti di domande dipendenti da titoli già dedotti in giudizio: anche queste si propongono con le forme del ricorso incidentale, garantendo uniformità procedurale. Si tratta di un'innovazione significativa rispetto al diritto previgente, che aveva limitato fortemente la reconventio reconventionis nel processo amministrativo, coerente con l'ampliamento delle azioni esperibili introdotto dal codice del 2010.
Casi pratici
Caso 1: Ricorso incidentale escludente nel contenzioso appalti
Tizio, secondo classificato in una gara d'appalto, impugna l'aggiudicazione ottenuta dall'impresa di Caio contestando l'anomalia dell'offerta; Caio, costituitosi in giudizio come controinteressato, propone ricorso incidentale nel termine di sessanta giorni dalla notificazione, chiedendo l'esclusione dell'offerta di Tizio per irregolarità della documentazione tecnica: il TAR esamina entrambi i ricorsi contestualmente.
Caso 2: Ricorso incidentale da parte dell'intervenuto con termine decorrente dalla conoscenza
Sempronio, titolare di una concessione confinante, interviene nel giudizio promosso da Caio avverso un piano di lottizzazione dopo la scadenza del termine per i controinteressati: ai sensi dell'art. 42, comma 1, il suo termine per proporre ricorso incidentale decorre dall'effettiva conoscenza della proposizione del ricorso principale, coincidente con la data della sua costituzione in giudizio.
Caso 3: Competenza funzionale attrattiva del TAR Lazio per la domanda incidentale
Tizio propone ricorso al TAR Lombardia avverso un provvedimento di esclusione da una procedura gestita dall'ANAC; il Ministero resistente propone ricorso incidentale con una domanda devoluta alla competenza funzionale del TAR Lazio: ai sensi dell'art. 42, comma 4, la competenza sull'intero giudizio si trasferisce al TAR Lazio, sede di Roma, che diventa il giudice di tutta la controversia.
Domande frequenti
Chi può proporre ricorso incidentale nel processo amministrativo?
Possono proporre ricorso incidentale le parti resistenti (tipicamente l'amministrazione) e i controinteressati, cioè i soggetti che hanno ricevuto un vantaggio diretto dall'atto impugnato dal ricorrente principale. Anche i soggetti intervenuti possono farlo, ma il loro termine decorre dall'effettiva conoscenza del ricorso principale.
Entro quanto tempo va proposto il ricorso incidentale?
Il ricorso incidentale va proposto entro sessanta giorni dalla ricevuta notificazione del ricorso principale. Nel rito appalti e negli altri riti con termini dimezzati, il termine si riduce a trenta giorni. La decadenza da questo termine è sanzione di inammissibilità.
Il ricorso incidentale deve avere gli stessi requisiti formali del ricorso principale?
Sì, il ricorso incidentale deve avere il contenuto previsto dall'art. 40 c.p.a. (elementi identificativi delle parti, motivi specifici, petitum, mezzi di prova) ed essere depositato secondo le modalità dell'art. 45. Non è un atto meramente difensivo ma un ricorso autonomo.
Cosa succede se il ricorso incidentale è di competenza di un TAR diverso?
Se la domanda introdotta con il ricorso incidentale è devoluta alla competenza funzionale del TAR Lazio o di un altro TAR ex art. 14 c.p.a., la competenza su tutta la controversia — ricorso principale e incidentale — si concentra nel TAR funzionalmente competente.
Cos'è la domanda riconvenzionale nel processo amministrativo?
La domanda riconvenzionale è ammessa nelle controversie su diritti soggettivi (giurisdizione esclusiva) quando dipende da titoli già dedotti in giudizio. Si propone con le stesse forme del ricorso incidentale e consente alla parte resistente di far valere pretese proprie nella stessa sede processuale.
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