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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Termine massimo di 5 giorni per la fissazione dell'udienza da parte del giudice per le indagini preliminari
  • Intervallo massimo tra deposito richiesta e udienza non può superare 30 giorni
  • Il giudice provvede a norma dell'art. 97 (difensore d'ufficio) se imputato privo di difensore
  • Data, ora e luogo comunicati con decreto

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 418 c.p.p. – Fissazione dell’udienza

Testo vigente — D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Fissazione dell’udienza

1. Entro cinque giorni dal deposito della richiesta, il giudice fissa con decreto il giorno, l’ora e il luogo dell’udienza in camera di consiglio, provvedendo a norma dell’articolo 97 quando l’imputato è privo di difensore di fiducia.

2. Tra la data di deposito della richiesta e la data dell’udienza non può intercorrere un termine superiore a trenta giorni.

Commento

Entro 5 giorni dal deposito della richiesta, il giudice fissa l'udienza preliminare con data non oltre 30 giorni dal deposito.

Ratio

L'art. 418 c.p.p. bilancia l'esigenza di celerità procedurale con la necessità di concessione di tempo ragionevole alle parti per prepararsi. Il termine di 5 giorni per il giudice di fissare l'udienza impedisce dilatazioni arbitrarie. Il limite massimo di 30 giorni tra deposito e udienza evita che l'imputato resti in uno stato di incertezza troppo prolungato. È inoltre un indicatore di efficienza dell'amministrazione giudiziaria.

Analisi

Il comma 1 richiede che il giudice fissi la data dell'udienza 'entro cinque giorni dal deposito della richiesta'. Il termine è perentorio; se il giudice non fissa entro 5 giorni, è in violazione di doveri di ufficio. Il comma 1 anche prevede che il giudice provveda a norma dell'art. 97 c.p.p. se l'imputato è privo di difensore di fiducia (nomina di difensore d'ufficio). Il comma 2 precisa che non può intercorrere un termine superiore a 30 giorni tra deposito della richiesta e data dell'udienza. Questa regola garantisce che, una volta il PM deposita, il procedimento non si inceppa per negligenza giudiziale.

Quando si applica

Si applica sistematicamente per ogni richiesta di rinvio a giudizio depositata dal PM. Non riguarda i procedimenti archiviati o gli altri atti conclusivi (giudizio immediato, patteggiamento). È il primo momento in cui il giudice per l'udienza preliminare interviene formalmente.

Connessioni

Artt. 416 c.p.p. (deposito della richiesta), 419-427 c.p.p. (disciplina dell'udienza preliminare), 97 c.p.p. (diritto a difensore d'ufficio), 405 c.p.p. (termini ordinari). Correlato all'art. 429 c.p.p. (decreto di giudizio dopo l'udienza preliminare).

Casi pratici

Caso 1: Il PM deposita la richiesta di rinvio a giudizio per Tizio il 15 giugno 2025

Il giudice per l'udienza preliminare riceve il fascicolo il 15 giugno pomeriggio. Ha fino al 20 giugno (5 giorni) per emettere il decreto di fissazione dell'udienza. Scopre che Tizio non ha difensore: provvede, per il tramite dell'ufficio amministrativo, a nominare un difensore d'ufficio entro il 19 giugno (art. 97 c.p.p.). Emette il decreto il 19 giugno, fissando l'udienza per il 3 luglio 2025 (19 giorni dal deposito, entro il limite di 30 giorni). Il decreto comunica data, ora (ore 11) e luogo (aula n. 5 del Tribunale).

Caso 2: Caio è imputato con regolare difensore (Sempronio, avvocato)

Il PM deposita la richiesta il 1º novembre 2025. Il giudice riceve il fascicolo il 1º novembre e, operoso, emette il decreto il 2 novembre stesso, fissando l'udienza per il 20 novembre (19 giorni dal deposito). Questo è corretto: rispetta il termine di 5 giorni per la fissazione e il limite massimo di 30 giorni tra deposito e udienza preliminare.

Domande frequenti

Cosa accade se il giudice non fissa l'udienza entro i 5 giorni?

È una violazione dei doveri di ufficio del giudice. Se il ritardo è grave e causa pregiudizio all'imputato (es. la scadenza ordinaria di 6 mesi scade mentre il giudice non ha fissato), il difensore può denunciare il fatto al CSM per responsabilità disciplinare. Non c'è ricorso diretto, ma il ritardo è sintomo di cattivo funzionamento.

Quale è la differenza tra il termine di 5 giorni e il limite di 30 giorni?

Il termine di 5 giorni è il limite massimo entro il quale il giudice DEVE emettere il decreto di fissazione (obbligo diligenziale). Il limite di 30 giorni è la distanza massima tra il deposito della richiesta e la data dell'udienza preliminare (vincolo sulla pianificazione temporale). Se il giudice fissa il 6° giorno, viola il primo limite. Se fissa un'udienza il 35° giorno dal deposito, viola il secondo.

Se l'imputato non ha difensore, chi provvede a designare il difensore d'ufficio?

Il giudice provvede 'a norma dell'art. 97' c.p.p., che prevede la nomina da parte dell'ufficio amministrativo del Tribunale. Solitamente è l'ufficio che mantiene gli elenchi dei difensori d'ufficio disponibili. La designazione deve avvenire prima o contestualmente alla fissazione dell'udienza, affinché il difensore abbia tempo di prepararsi.

La comunicazione dell'udienza deve avvenire entro un termine specifico?

Sì, secondo l'art. 419 c.p.p., l'avviso dell'udienza deve essere notificato all'imputato e alla persona offesa almeno 10 giorni prima della data dell'udienza. Il decreto di fissazione è solo il primo passo; la notificazione dell'avviso al difensore segue secondo i termini ordinari.

Può il giudice rinviare l'udienza preliminare dopo averla fissata?

Sì, il giudice può rinviare l'udienza per motivi di servizio o su richiesta motivata della parte (es. difensore malato, necessità di ottenere documenti urgenti). Tuttavia, il rinvio non deve trasformare il procedimento in una dilatazione indefinita. Il giudice valuterà la motivazione con discrezione, bilanciando efficienza e diritto di difesa.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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