Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 205 c.c. [Divieto ai creditori della moglie di chiedere

Articolo abrogato dalla l. 19 maggio 1975, n. 151

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Articolo abrogato dalla L. 151/1975 (riforma del diritto di famiglia).
  • Sanciva il divieto per i creditori della moglie di domandare la separazione giudiziale dei beni coniugali.
  • L'azione di separazione era riservata alla sola moglie: preclusa l'azione surrogatoria o diretta dei suoi creditori personali.
  • Ratio: impedire ai creditori di aggredire indirettamente il patrimonio familiare gestito dal marito nel regime dotale.
  • Con la riforma del 1975 e l'introduzione della comunione legale paritaria la norma è divenuta priva di ragion d'essere.
  • Oggi i creditori personali agiscono sui beni del coniuge debitore secondo le regole degli artt. 189-190 c.c.
Indice dei contenuti

Art. 205 c.c. vietava ai creditori della moglie di chiedere la separazione. Norma storica sui diritti patrimoniali coniugali.

Ratio

Articolo abrogato dalla riforma del diritto di famiglia del 1975.

Contenuto storico

Prima dell'abrogazione, l'art. 205 c.c. sanciva il divieto per i creditori della moglie di domandare la separazione dei beni. La disposizione riservava l'azione di separazione giudiziale dei beni alla sola iniziativa della moglie, precludendo ai suoi creditori personali la possibilità di agire in via surrogatoria o diretta per ottenere tale separazione. Il divieto si giustificava nell'ottica del sistema di amministrazione maritale dei beni comuni: i creditori della moglie avrebbero potuto altrimenti servirsi dello strumento processuale per aggredire indirettamente il patrimonio familiare gestito dal marito, in contrasto con la logica unitaria di quel regime patrimoniale. Con la riforma del 1975 e l'introduzione della comunione legale come regime legale tipico, fondato sulla parità tra i coniugi, la norma è divenuta priva di ragion d'essere ed è stata conseguentemente soppressa.

Domande frequenti

L'art. 205 c.c. e' tuttora applicabile?

No, l'art. 205 c.c. e' stato abrogato dalla legge 19 maggio 1975 n. 151 di riforma del diritto di famiglia ed e' privo di applicazione nei rapporti coniugali sorti dopo la riforma.

Cosa prevedeva l'art. 205 c.c. nel testo originario?

Vietava ai creditori personali della moglie di chiedere la separazione dei beni nel regime dotale; l'azione di separazione giudiziale era riservata esclusivamente alla moglie stessa, esclusi i creditori in via surrogatoria o diretta.

Quale ratio sottendeva al divieto?

Il divieto si giustificava nella tutela dell'unità familiare e dell'amministrazione maritale del patrimonio comune: si voleva evitare che i creditori della moglie, attraverso la separazione, scardinassero la gestione unitaria dei beni e creassero conflitti tra famiglia e creditori.

I creditori dei coniugi possono oggi agire contro i loro atti patrimoniali?

Si', i creditori possono esperire l'azione revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.) contro convenzioni matrimoniali, costituzione di fondi patrimoniali e altri atti dispositivi che pregiudichino le loro pretese, dimostrando il pregiudizio, la conoscenza e l'eventus damni.

Esiste oggi la surrogatoria contro convenzioni matrimoniali?

L'azione surrogatoria (art. 2900 c.c.) e' ammissibile per esercitare diritti del debitore inerti, ma non può supplire alla volontà di scegliere un regime patrimoniale, scelta strettamente personale; opera invece per atti gestori e per la richiesta di divisione di comunione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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