Testo dell'articoloVigente
Art. 203 Cod. Amb. – schema tipo di contratto di servizio
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. I rapporti tra le Autorità d’ambito e i soggetti affidatari del servizio integrato sono regolati da contratti di servizio, da allegare ai capitolati di gara, conformi ad uno schema tipo adottato dalle regioni in conformità ai criteri ed agli indirizzi di cui all’articolo 195, comma 1, lettere m), n) ed o).
2. Lo schema tipo prevede: a) il regime giuridico prescelto per la gestione del servizio; b) l’obbligo del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione; c) la durata dell’affidamento, comunque non inferiore a quindici anni; d) i criteri per definire il piano economico-finanziario per la gestione integrata del servizio; e) le modalità di controllo del corretto esercizio del servizio; f) i principi e le regole generali relativi alle attività ed alle tipologie di controllo, in relazione ai livelli del servizio ed al corrispettivo, le modalità, i termini e le procedure per lo svolgimento del controllo e le caratteristiche delle strutture organizzative all’uopo preposte;
g) gli obblighi di comunicazione e trasmissione di dati, informazioni e documenti del gestore e le relative sanzioni; h) le penali, le sanzioni in caso di inadempimento e le condizioni di risoluzione secondo i principi del codice civile , diversificate a seconda della tipologia di controllo; i) il livello di efficienza e di affidabilità del servizio da assicurare all’utenza, anche con riferimento alla manutenzione degli impianti; l) la facoltà di riscatto secondo i principi di cui al titolo I, capo II, del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 1986, n. 902 ;
m) l’obbligo di riconsegna delle opere, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali strumentali all’erogazione del servizio in condizioni di efficienza ed in buono stato di conservazione; n) idonee garanzie finanziarie e assicurative; o) i criteri e le modalità di applicazione delle tariffe determinate dagli enti locali e del loro aggiornamento, anche con riferimento alle diverse categorie di utenze. p) l’obbligo di applicazione al personale, non dipendente da amministrazioni pubbliche, da parte del gestore del servizio integrato dei rifiuti, del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore dell’igiene ambientale, stipulato dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative, anche in conformità a quanto previsto dalla normativa in materia attualmente vigente.
3. Ai fini della definizione dei contenuti dello schema tipo di cui al comma 2, le Autorità d’ambito operano la ricognizione delle opere ed impianti esistenti, trasmettendo alla regione i relativi dati. Le Autorità d’ambito inoltre, ai medesimi fini, definiscono le procedure e le modalità, anche su base pluriennale, per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla parte quarta del presente decreto ed elaborano, sulla base dei criteri e degli indirizzi fissati dalle regioni, un piano d’ambito comprensivo di un programma degli interventi necessari, accompagnato da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale ed organizzativo. Il piano finanziario indica, in particolare, le risorse disponibili, quelle da reperire, nonché i proventi derivanti dall’applicazione della tariffa sui rifiuti per il periodo considerato.
In sintesi
L'articolo 203 del Codice dell'ambiente regola il rapporto tra le Autorità d'ambito e i soggetti a cui è affidato il servizio integrato. Questo rapporto si basa su contratti di servizio, da allegare ai capitolati di gara, conformi a uno schema tipo adottato dalle regioni secondo i criteri e gli indirizzi dell'articolo 195, comma 1, lettere m), n) ed o).
Il contenuto dello schema tipo
Il comma 2 elenca ciò che lo schema tipo deve prevedere. Ci sono anzitutto il regime giuridico prescelto per la gestione, l'obbligo di raggiungere l'equilibrio economico-finanziario e la durata dell'affidamento, che è «comunque non inferiore a quindici anni». Seguono i criteri per definire il piano economico-finanziario e le modalità di controllo del corretto esercizio del servizio, con i principi, i termini e le procedure del controllo e le strutture organizzative preposte.
Lo schema tipo disciplina poi gli obblighi del gestore di comunicare e trasmettere dati, informazioni e documenti, con le relative sanzioni; le penali, le sanzioni in caso di inadempimento e le condizioni di risoluzione secondo i principi del codice civile, diversificate a seconda della tipologia di controllo; il livello di efficienza e affidabilità del servizio, anche con riguardo alla manutenzione degli impianti. Vi rientrano anche la facoltà di riscatto secondo i principi del titolo I, capo II, del regolamento approvato con d.P.R. 4 ottobre 1986, n. 902; l'obbligo di riconsegnare opere, impianti e dotazioni in condizioni di efficienza e in buono stato di conservazione; idonee garanzie finanziarie e assicurative; i criteri di applicazione e aggiornamento delle tariffe determinate dagli enti locali.
La lettera p) aggiunge l'obbligo, per il gestore del servizio integrato dei rifiuti, di applicare al personale non dipendente da amministrazioni pubbliche il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore dell'igiene ambientale, stipulato dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative.
Esempio: l'Autorità d'ambito Tizio prepara la gara per il servizio integrato e allega ai capitolati il contratto di servizio. Se il contratto indica una durata di dieci anni, non rispetta la regola dello schema tipo, che richiede almeno quindici anni.
Il ruolo delle Autorità d'ambito
Il comma 3 stabilisce che, per definire i contenuti dello schema tipo, le Autorità d'ambito fanno la ricognizione delle opere e degli impianti esistenti e trasmettono i dati alla regione. Definiscono inoltre le procedure e le modalità, anche su base pluriennale, per conseguire gli obiettivi della parte quarta del decreto. Elaborano, sulla base dei criteri e degli indirizzi regionali, un piano d'ambito con un programma degli interventi necessari, accompagnato da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale e organizzativo. Il piano finanziario indica le risorse disponibili, quelle da reperire e i proventi derivanti dall'applicazione della tariffa sui rifiuti per il periodo considerato.
Domande frequenti
Chi regola i rapporti tra Autorità d'ambito e gestore del servizio integrato?
Li regolano i contratti di servizio, che vanno allegati ai capitolati di gara e devono essere conformi a uno schema tipo adottato dalle regioni.
Quanto dura l'affidamento del servizio secondo l'art. 203?
Lo schema tipo deve prevedere una durata dell'affidamento «comunque non inferiore a quindici anni».
Quale contratto collettivo deve applicare il gestore del servizio integrato dei rifiuti?
Al personale non dipendente da amministrazioni pubbliche deve applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore dell'igiene ambientale, stipulato dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative.
Che cosa contiene il piano d'ambito?
Contiene un programma degli interventi necessari, accompagnato da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale e organizzativo. Il piano finanziario indica le risorse disponibili, quelle da reperire e i proventi della tariffa sui rifiuti per il periodo considerato.
Lo schema tipo prevede penali e risoluzione del contratto?
Sì: prevede le penali, le sanzioni in caso di inadempimento e le condizioni di risoluzione secondo i principi del codice civile, diversificate a seconda della tipologia di controllo.