Testo dell'articoloVigente
Art. 197 Cod. Amb. – competenze delle province
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. In attuazione dell’ articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 , alle province competono in linea generale le funzioni amministrative concernenti la programmazione ed organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, da esercitarsi con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, ed in particolare: a) il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti; b) il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso l’accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla parte quarta del presente decreto;
c) la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per l’applicazione delle procedure semplificate, con le modalità di cui agli articoli 214, 215, e 216; d) l’individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all’ articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 , ove già adottato, e delle previsioni di cui all’articolo 199, comma 3, lettere d e l) , nonché sentiti l’Autorità d’ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti.
2. Ai fini dell’esercizio delle proprie funzioni le province possono avvalersi, mediante apposite convenzioni, di organismi pubblici, ivi incluse le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA), con specifiche esperienze e competenze tecniche in materia, fermo restando quanto previsto dagli articoli 214, 215 e 216 in tema di procedure semplificate.
3. Gli addetti al controllo sono autorizzati ad effettuare ispezioni, verifiche e prelievi di campioni all’interno di stabilimenti, impianti o imprese che producono o che svolgono attività di gestione dei rifiuti. Il segreto industriale non può essere opposto agli addetti al controllo, che sono, a loro volta, tenuti all’obbligo della riservatezza ai sensi della normativa vigente.
4. Il personale appartenente al Comando carabinieri tutela ambiente (C.C.T.A.) è autorizzato ad effettuare le ispezioni e le verifiche necessarie ai fini dell’espletamento delle funzioni di cui all’ articolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349 , istitutiva del Ministero dell’ambiente.
5. Nell’ambito delle competenze di cui al comma 1, le province sottopongono ad adeguati controlli periodici gli enti e le imprese che producono rifiuti pericolosi, le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti a titolo professionale, gli stabilimenti e le imprese che smaltiscono o recuperano rifiuti, curando, in particolare, che vengano effettuati adeguati controlli periodici sulle attività sottoposte alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215, e 216 e che i controlli concernenti la raccolta ed il trasporto di rifiuti pericolosi riguardino, in primo luogo, l’origine e la destinazione dei rifiuti.
5-bis. Le province, nella programmazione delle ispezioni e controlli di cui al presente articolo, possono tenere conto, nella determinazione della frequenza degli stessi, delle registrazioni ottenute dai destinatari nell’ambito del sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS).
6. Restano ferme le altre disposizioni vigenti in materia di vigilanza e controllo previste da disposizioni speciali.
In sintesi
Indice dei contenuti
Le funzioni delle province in materia di rifiuti
L'articolo 197 del Codice dell'ambiente attribuisce alle province, «in linea generale», le funzioni amministrative concernenti la programmazione ed organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale. La norma precisa che queste funzioni si esercitano «con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente». Il comma 1 elenca poi alcuni compiti specifici: il controllo e la verifica degli interventi di bonifica e il monitoraggio conseguente; il controllo periodico su tutte le attività di gestione, intermediazione e commercio dei rifiuti, compreso l'accertamento delle violazioni della parte quarta del decreto; la verifica dei requisiti per le procedure semplificate, con le modalità degli articoli 214, 215 e 216; l'individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento.
Per quest'ultima attività la provincia tiene conto del piano territoriale di coordinamento, ove già adottato, e delle previsioni dell'articolo 199, comma 3, lettere d e l, sentiti l'Autorità d'ambito e i comuni.
Convenzioni e poteri degli addetti al controllo
Per esercitare le proprie funzioni, le province possono avvalersi, mediante apposite convenzioni, di organismi pubblici con specifiche esperienze e competenze tecniche, comprese le ARPA. Il comma 3 autorizza gli addetti al controllo a effettuare ispezioni, verifiche e prelievi di campioni all'interno di stabilimenti, impianti o imprese che producono o gestiscono rifiuti. A loro non può essere opposto il segreto industriale; in cambio sono tenuti all'obbligo della riservatezza ai sensi della normativa vigente. Ad esempio, se l'impresa di Tizio, che gestisce rifiuti, riceve un'ispezione, non può rifiutare l'accesso a informazioni invocando il segreto industriale. Il comma 4 autorizza anche il personale del Comando carabinieri tutela ambiente a svolgere ispezioni e verifiche per le funzioni previste dall'articolo 8 della legge n. 349 del 1986.
Controlli periodici ed EMAS
Il comma 5 indica chi è sottoposto ad adeguati controlli periodici: enti e imprese che producono rifiuti pericolosi, imprese che raccolgono e trasportano rifiuti a titolo professionale, stabilimenti e imprese che smaltiscono o recuperano rifiuti. Le province curano in particolare i controlli sulle attività in procedura semplificata e, per raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi, verificano «in primo luogo, l'origine e la destinazione dei rifiuti». Il comma 5-bis consente di tenere conto delle registrazioni EMAS nel determinare la frequenza dei controlli. Restano ferme, infine, le altre disposizioni speciali in materia di vigilanza e controllo.
Domande frequenti
Quali sono le competenze generali delle province sui rifiuti?
Alle province competono in linea generale le funzioni amministrative concernenti la programmazione ed organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, da esercitarsi con le risorse disponibili a legislazione vigente.
Le province possono farsi aiutare da altri enti?
Sì. Possono avvalersi, mediante apposite convenzioni, di organismi pubblici con specifiche esperienze e competenze tecniche in materia, comprese le Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA).
Un'impresa può opporre il segreto industriale ai controllori?
No. L'articolo stabilisce che il segreto industriale non può essere opposto agli addetti al controllo, che a loro volta sono tenuti all'obbligo della riservatezza ai sensi della normativa vigente.
Chi è sottoposto ai controlli periodici delle province?
Gli enti e le imprese che producono rifiuti pericolosi, le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti a titolo professionale, gli stabilimenti e le imprese che smaltiscono o recuperano rifiuti.
Che rilievo ha la registrazione EMAS?
Nella programmazione di ispezioni e controlli, le province possono tenere conto delle registrazioni EMAS ottenute dai destinatari nel determinare la frequenza dei controlli.