Testo dell'articoloVigente
L’art. 1655 c.c. definisce l’appalto: il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. Organizzazione e rischio distinguono l’appaltatore dal lavoratore subordinato e dal prestatore d’opera.
Art. 1655 c.c. – Nozione
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
L’appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro.
In sintesi
- Definizione legale: l'appalto è il contratto con cui una parte si impegna a compiere un'opera o un servizio verso corrispettivo in denaro.
- Organizzazione dei mezzi: l'appaltatore utilizza propri mezzi organizzati per l'esecuzione, distinguendosi dal lavoro subordinato.
- Gestione a proprio rischio: l'appaltatore sopporta il rischio imprenditoriale dell'esecuzione, senza che questo gravi sul committente.
- Corrispettivo in denaro: la controprestazione del committente è necessariamente monetaria.
- Distinzione con altri contratti: si differenzia dalla vendita (per la prevalenza dell'attività sull'opera), dal lavoro autonomo e dalla somministrazione.
Indice dei contenuti
La nozione codicistica di appalto
L'articolo 1655 del Codice Civile fornisce la definizione legale di appalto, uno dei contratti più diffusi e praticamente rilevanti del sistema giuridico italiano. La norma descrive l'appalto come il contratto con cui una parte, l'appaltatore, assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. Ogni elemento di questa definizione merita attenzione, perché contribuisce a identificare il tipo contrattuale e a distinguerlo da figure affini.
L'organizzazione dei mezzi necessari
Il primo elemento qualificante e' l'organizzazione dei mezzi necessari. L'appaltatore non si limita a prestare la propria forza lavoro: organizza autonomamente uomini, strumenti, materiali e risorse per realizzare il risultato promesso. Tizio, che si impegna con la ditta Caio a costruire un capannone industriale, deve disporre dei macchinari, del personale tecnico e dei materiali necessari, organizzandoli secondo il proprio metodo e la propria esperienza. Questa autonomia organizzativa distingue l'appaltatore dal lavoratore subordinato, che invece opera alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro.
La giurisprudenza ha approfondito il concetto di organizzazione, chiarendo che non e' necessaria una struttura imprenditoriale di grandi dimensioni: anche un'organizzazione modesta, purche' reale e autonoma, integra il requisito. ciò che conta e' che l'appaltatore gestisca in modo indipendente i fattori produttivi impiegati.
La gestione a proprio rischio
Il secondo elemento fondamentale e' la gestione a proprio rischio. L'appaltatore sopporta il rischio economico dell'impresa: se i costi superano le previsioni, se emergono difficoltà impreviste, se l'opera richiede più tempo e risorse del previsto, questi oneri gravano sull'appaltatore e non sul committente. Questo elemento di rischio e' ciò che connota l'appalto come contratto d'impresa e distingue l'appaltatore dal prestatore d'opera intellettuale o manuale che lavora su incarico senza assumersi rischi economici propri.
Il rischio dell'appaltatore non e' illimitato: la legge prevede meccanismi di revisione del prezzo in caso di variazioni imprevedibili dei costi (art. 1664 c.c.), ma il principio di base e' che il rischio d'impresa grava sull'appaltatore.
L'oggetto: opera o servizio
L'appalto può avere per oggetto sia il compimento di un'opera, un risultato materiale determinato, come la costruzione di un edificio o la riparazione di un macchinario, sia la prestazione di un servizio, un'attività continuativa o ripetuta nel tempo, come la pulizia di uffici o il trasporto di merci. La distinzione ha rilevanza pratica sotto vari profili, tra cui la disciplina della garanzia per vizi e la determinazione del momento di adempimento.
Il corrispettivo in denaro e le distinzioni con altri contratti
La controprestazione del committente e' necessariamente in denaro. L'appalto si distingue dalla vendita perché nell'appalto l'attività dell'appaltatore prevale sulla fornitura di materiali; si distingue dal contratto d'opera perché nell'appalto e' presente l'organizzazione imprenditoriale; si distingue dalla somministrazione per la specificità del risultato promesso. Queste distinzioni hanno rilievo pratico, perché comportano l'applicazione di discipline normative diverse con conseguenze significative sui diritti e gli obblighi delle parti.
Spiegazione
L’appalto è il contratto con cui una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.
Come funziona e quando si applica
Si distingue dal contratto d’opera (art. 2222), in cui chi esegue lavora prevalentemente con il proprio lavoro senza una vera organizzazione d’impresa. L’appaltatore agisce in autonomia e a proprio rischio; il committente può controllare l’esecuzione (art. 1662) e verificare l’opera (collaudo).
Esempio pratico
Un’impresa edile che ristruttura un edificio con propri operai e mezzi, assumendone il rischio economico, conclude un contratto di appalto.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra appalto e contratto d’opera?
Nell’appalto chi esegue è un’impresa organizzata che opera a proprio rischio; nel contratto d’opera prevale il lavoro personale dell’esecutore senza organizzazione d’impresa.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.