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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1657 c.c. Determinazione del corrispettivo

In vigore

Se le parti non hanno determinato la misura del corrispettivo né hanno stabilito il modo di determinarla, essa è calcolata con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi; in mancanza, è determinata dal giudice.

In sintesi

  • Assenza di accordo sul prezzo: la norma si applica quando le parti non hanno stabilito il corrispettivo né il metodo per determinarlo.
  • Prima fonte: tariffe e usi: il corrispettivo è calcolato con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi del settore.
  • Fonte residuale: il giudice: in mancanza di tariffe e usi applicabili, la determinazione è rimessa all'autorità giudiziaria.
  • Validità del contratto: la mancata determinazione del prezzo non invalida il contratto di appalto, a differenza di quanto avviene in altri tipi contrattuali.
  • Certezza dei rapporti: la norma evita che il contratto rimanga privo di effetti per l'assenza di un elemento essenziale.

Il problema della determinazione del corrispettivo nell'appalto

L'articolo 1657 del Codice Civile affronta una situazione pratica tutt'altro che infrequente: quella in cui le parti stipulano un contratto di appalto senza aver definito il prezzo, ne' aver stabilito un criterio per determinarlo. La norma introduce un meccanismo suppletivo che consente di integrare il contratto lacunoso, salvaguardandone la validita' e l'efficacia. Si tratta di una scelta legislativa significativa: il legislatore preferisce integrare il contratto piuttosto che dichiararlo nullo per indeterminatezza del corrispettivo.

Le fonti per la determinazione del corrispettivo

La norma indica una gerarchia di fonti. In primo luogo si fa riferimento alle tariffe esistenti: se per quel tipo di lavoro o servizio esistono tariffe ufficiali o professionali, queste costituiscono il parametro di riferimento per calcolare il corrispettivo. Pensiamo a Tizio che affida a Caio la ristrutturazione di un appartamento senza concordare il prezzo: se per quei lavori esistono prezzari ufficiali regionali o di categoria, questi saranno il primo riferimento.

In mancanza di tariffe, si guarda agli usi: le consuetudini del settore, i prezzi correntemente praticati per prestazioni analoghe in quel contesto di mercato. Gli usi hanno funzione integrativa del contratto e riflettono le aspettative ragionevoli delle parti al momento della conclusione dell'accordo.

Il ruolo del giudice come fonte residuale

Se ne' le tariffe ne' gli usi consentono di determinare il corrispettivo, la norma attribuisce al giudice il potere di fissarlo. Si tratta di una funzione integrativa del contratto, non sostitutiva della volonta' delle parti: il giudice non crea un nuovo accordo, ma colma la lacuna lasciata dalle parti, tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti, natura e complessita' dell'opera, tempo impiegato, qualita' dei materiali, condizioni di mercato.

Questa attribuzione al giudice di un potere determinativo ha radici profonde nel diritto contrattuale italiano, che ammette la determinazione giudiziale del corrispettivo in diversi tipi di contratto. La ratio e' preservare l'efficacia degli accordi conclusi in buona fede, anche quando presentano lacune su elementi che normalmente sarebbero definiti dalle parti.

La distinzione tra indeterminatezza e indeterminabilita'

E' importante distinguere tra corrispettivo indeterminato, ma determinabile attraverso il meccanismo dell'art. 1657, e corrispettivo indeterminabile, caso in cui neppure le tariffe, gli usi o il giudice consentirebbero di fissarlo. Nel secondo caso, il contratto potrebbe essere invalido per mancanza di un elemento essenziale. La norma presuppone che il corrispettivo sia determinabile, anche se non determinato: laddove non vi fosse alcun parametro di riferimento possibile, la situazione sarebbe diversa.

Profili pratici e contenzioso

Nella pratica, le controversie sull'applicazione dell'art. 1657 riguardano spesso la scelta tra tariffe e usi: quale prezzario applicare, se esistono piu' tariffe concorrenti, quale uso locale prevalga. La giurisprudenza ha elaborato criteri per risolvere questi conflitti, privilegiando le tariffe ufficiali di categoria quando esistenti e ricorrendo agli usi di mercato in mancanza. Il ricorso al giudice e' l'extrema ratio, cui si arriva dopo aver accertato l'inapplicabilita' di tariffe e usi.

Domande frequenti

Cosa succede se nel contratto di appalto non e' stato fissato il corrispettivo?

Il contratto resta valido. Il corrispettivo viene determinato con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi del settore; in mancanza, lo fissa il giudice.

Quali tariffe si applicano per determinare il corrispettivo nell'appalto?

Le tariffe ufficiali o di categoria esistenti per quel tipo di lavoro o servizio, come i prezzari regionali per i lavori edili o le tariffe professionali di settore.

Quando interviene il giudice a determinare il prezzo dell'appalto?

Solo in via residuale, quando non esistono ne' tariffe applicabili ne' usi del settore che consentano di calcolare il corrispettivo.

Il giudice puo' fissare liberamente il corrispettivo?

No. Deve tenere conto di tutte le circostanze rilevanti: natura e complessita' dell'opera, materiali impiegati, tempo di esecuzione e condizioni di mercato.

La mancanza di accordo sul prezzo rende nullo il contratto di appalto?

No, a differenza di altri contratti. L'art. 1657 consente di integrare il contratto con tariffe, usi o determinazione giudiziale, preservandone la validita'.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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