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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • La norma sostituisce l'art. 165 c.p. in materia di obblighi accessori alla sospensione condizionale della pena.
  • Il giudice può subordinare la sospensione condizionale all'adempimento di obblighi restitutori, risarcitori e di pubblicazione della sentenza.
  • La sospensione può inoltre essere subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, salva diversa previsione di legge.
  • Quando concessa a soggetto che ne ha già usufruito, la sospensione deve essere subordinata ad almeno uno degli obblighi previsti, salvo impossibilità.
  • Il giudice fissa nella sentenza il termine entro cui gli obblighi vanno adempiuti.

Testo dell'articoloVigente

Art. 128 L. 689/1981 — Obblighi del condannato

L. 24 novembre 1981, n. 689 — testo aggiornato

L' articolo 165 del codice penale è sostituito dal seguente: "Art.

165. – (Obblighi del condannato). – La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento dell'obbligo delle restituzioni, al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno o provvisoriamente assegnata sull'ammontare di esso e alla pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno; può altresì essere subordinata, salvo che la legge disponga altrimenti, all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna. La sospensione condizionale della pena, quando è concessa a persona che ne ha già usufruito, deve essere subordinata all'adempimento di uno degli obblighi previsti nel comma precedente, salvo che ciò sia impossibile. Il giudice nella sentenza stabilisce il termine entro il quale gli obblighi devono essere adempiuti".

Commento

L'art. 128 della legge 689/1981 riscrive l'art. 165 c.p., articolando in modo più ampio e moderno la disciplina degli obblighi accessori alla sospensione condizionale della pena. La riforma persegue un obiettivo preciso: trasformare la sospensione condizionale da puro beneficio passivo in occasione di responsabilizzazione del condannato, attraverso un sistema di obblighi che combina logica restitutoria, risarcitoria e ripristinatoria.

La struttura tripartita degli obblighi facoltativi

Il primo comma elenca tre categorie di obblighi che il giudice può imporre. Restituzioni: rientra la consegna di cose oggetto del reato o equivalenti. Risarcimento del danno: comprende la somma liquidata o provvisoriamente assegnata in sentenza. Pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno: si applica alla sfera dei reati contro la reputazione e l'onore. La logica è la stessa: ricondurre il beneficio a un comportamento attivo del condannato a favore della vittima o della collettività.

L'innovazione dell'eliminazione delle conseguenze

La norma introduce un obbligo di particolare rilievo: l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, secondo modalità indicate dal giudice. Si tratta di un obbligo aperto, capace di adattarsi alla varietà delle situazioni concrete: dalla bonifica ambientale al ripristino dello stato dei luoghi, dalla restituzione di documenti alla rimozione di scritte. La clausola di salvezza per le previsioni di legge contrarie chiarisce che la regola cede di fronte a discipline speciali.

L'obbligatorietà per il recidivo del beneficio

Particolarmente significativa è la regola del secondo comma: quando la sospensione condizionale è concessa a soggetto che ne ha già beneficiato in precedenza, l'imposizione di almeno uno degli obblighi è obbligatoria. Il legislatore esige in questi casi una contropartita concreta, nella convinzione che il reiterato accesso al beneficio richieda una corrispondente garanzia di responsabilizzazione. L'unica eccezione è l'impossibilità oggettiva, da valutare in concreto.

Il termine per l'adempimento

Il giudice deve fissare in sentenza il termine entro cui gli obblighi vanno adempiuti. La fissazione del termine è elemento essenziale: senza di esso l'obbligo perde determinatezza e l'eventuale revoca della sospensione resta impraticabile. La giurisprudenza ha chiarito che il termine deve essere ragionevole rispetto alla natura dell'obbligo.

Coordinamenti sistemici

L'art. 128 si coordina con l'art. 168 c.p. sulla revoca della sospensione condizionale: il mancato adempimento degli obblighi imposti costituisce causa di revoca. Si raccorda inoltre con la disciplina civilistica del risarcimento del danno (artt. 2043 e ss. c.c.) e con quella della costituzione di parte civile nel processo penale.

Domande frequenti

Quali obblighi può imporre il giudice ex art. 165 c.p.?

Restituzioni, pagamento della somma liquidata o provvisoriamente assegnata a titolo di risarcimento, pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno e, salva diversa previsione di legge, eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato secondo modalità fissate in sentenza.

Quando l'imposizione degli obblighi è obbligatoria?

Quando la sospensione condizionale è concessa a persona che ne ha già usufruito in precedenza. In questo caso il giudice deve subordinare il beneficio ad almeno uno degli obblighi previsti, salvo che ciò sia impossibile per ragioni oggettive.

Cosa succede se il condannato non adempie?

Il mancato adempimento nel termine fissato in sentenza costituisce causa di revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168 c.p. La pena originariamente sospesa torna ad essere eseguibile.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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