Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 108 D.Lgs. 42/2004 – Canoni di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

1. 1. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dall'autorità che ha in consegna i beni tenendo anche conto: a) del carattere delle attività cui si riferiscono le concessioni d'uso; b) dei mezzi e delle modalità di esecuzione delle riproduzioni; c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni; d) dell'uso e della destinazione delle riproduzioni, nonché dei benefici economici che ne derivano al richiedente.

2. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti, di regola, in via anticipata.

3. Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici o privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dall'amministrazione concedente.

3-bis. Sono in ogni caso libere le seguenti attività, svolte senza scopo di lucro, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale: 1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni … archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilità ai sensi del capo III del presente titolo, attuata nel rispetto delle disposizioni che tutelano il diritto di autore e con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l'esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né , all'interno degli istituti della cultura, l'uso di stativi o treppiedi; 2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro … .

4. Nei casi in cui dall'attività in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, l'autorità che ha in consegna i beni determina l'importo della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione è dovuta anche nei casi di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.

5. La cauzione è restituita quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni e le spese sostenute sono state rimborsate.

6. Gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per l'uso e la riproduzione dei beni sono fissati con provvedimento dell'amministrazione concedente.

In sintesi

  • I canoni e corrispettivi sono determinati dall'autorità concedente in base a tipo di uso, mezzi e durata.
  • Per finalità non lucrative (studio, ricerca, conoscenza del patrimonio) le riproduzioni sono gratuite.
  • L'autorità può richiedere una cauzione a garanzia della conservazione del bene.
  • La cauzione è obbligatoria se gli interventi possono comportare danni o rimozioni temporanee.
  • I criteri di calcolo sono definiti da decreti ministeriali e linee guida settoriali.
Indice dei contenuti

L'articolo 108 stabilisce i criteri economici della concessione d'uso e della riproduzione dei beni culturali. La norma è il cardine pratico dei rapporti tra amministrazioni concedenti, operatori commerciali e fruitori, ed è stata oggetto di numerose modifiche per bilanciare valorizzazione economica del patrimonio e accesso pubblico.

Criteri di determinazione del canone

Il canone tiene conto del carattere lucrativo o meno dell'attività, dei mezzi e modalità di esecuzione delle riproduzioni, del tipo e della durata dell'uso, del beneficio economico ricavato dal richiedente. Il calcolo non è discrezionale: l'autorità concedente deve motivare in modo verificabile, anche per evitare sproporzioni che la giurisprudenza amministrativa ha più volte sanzionato.

La gratuità per finalità non lucrative

Il comma 3-bis, introdotto dal D.L. 83/2014, ha sancito la gratuità delle riproduzioni effettuate da privati per uso personale o per motivi di studio, anche se diffuse online, purché non a scopo di lucro. Questa regola, ribadita poi dall'articolo 107, ha rivoluzionato l'accesso al patrimonio: chi fotografa un'opera al Museo Egizio per condividerla su un blog culturale non deve pagare nulla. Il Ministero ha confermato tale gratuità nelle proprie circolari.

Riproduzioni a scopo di lucro: il D.M. 161/2023

Il Ministero della Cultura ha emanato nel 2023 linee guida per la determinazione dei canoni, articolando tariffe per uso (editoriale, pubblicitario, audiovisivo) durata e ambito. Il TAR Lazio nel 2024 ha sospeso parti del decreto rilevando criticità sui parametri economici e sulla genericità delle tariffe minime, soprattutto per piccoli editori e produzioni indipendenti.

La cauzione

L'autorità concedente può richiedere una cauzione, anche fideiussoria, a garanzia di ripristino, manutenzione e copertura di eventuali danni. La cauzione è di norma obbligatoria per interventi che comportino spostamento o intervento materiale sul bene, ed è restituita al termine se le verifiche di conformità danno esito positivo.

Destinazione dei proventi

I proventi seguono il regime dell'articolo 110: sono reinvestiti nelle attività di tutela e valorizzazione del bene di provenienza o del patrimonio dello stesso ente. Non costituiscono entrata libera del bilancio ma sono vincolati. La vigilanza sulla destinazione è esercitata dalla Corte dei Conti.

Casi pratici

Caso 1: Editore scientifico e canone agevolato

Caso 2: Cauzione e danno

Domande frequenti

Quali sono i criteri principali per calcolare il canone?

Carattere lucrativo dell'attività, mezzi di riproduzione, tipo e durata dell'uso, beneficio economico ricavato. Sono i parametri esplicitati dal comma 1 dell'articolo 108, integrati dai tariffari ministeriali e dalle linee guida AgID per il digitale.

Posso pubblicare gratuitamente foto di un museo statale sul mio profilo Instagram?

Sì, se la pubblicazione è personale, non a scopo di lucro diretto o indiretto e non promuove attività commerciali. Eventuale monetizzazione del profilo (sponsorizzazioni, advertising) cambia la qualificazione e richiede autorizzazione.

La cauzione è sempre obbligatoria?

No, è facoltativa per usi che non comportino rischi di danno. Diventa di fatto necessaria per interventi che richiedano spostamento, allestimento o manipolazione del bene, e per riprese audiovisive di portata significativa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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