In sintesi
- Il procuratore generale presso la Cassazione esercita la sorveglianza sul Procuratore nazionale antimafia.
- La sorveglianza si estende all'intera Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
- La funzione è di garanzia istituzionale, non sostituiva delle funzioni inquirenti della DNA.
- La norma è breve ma essenziale per l'inquadramento gerarchico-funzionale della DNA.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 104 D.Lgs. 159/2011 — Attribuzioni del procuratore generale presso la Corte di cassazione in relazione all’attività di coordinamento investigativo
D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia
1. Il procuratore generale presso la Corte di cassazione esercita la sorveglianza sul procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e sulla relativa Direzione nazionale.
Stesso numero, altri codici
- Art. 104 Cod. Amb. — Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee
- Art. 104 D.Lgs. 209/2005 — Accertamenti sulla gestione contabile
- Art. 104 D.Lgs. 42/2004 — Fruizione di beni culturali di proprietà privata
- Art. 104 Codice Civile: Effetti dell'opposizione
- Articolo 104 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 104 Cod.Cons.: Obblighi del produttore e del distributore
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'art. 104 è una norma di poche righe, ma di grande rilievo sistematico. Inquadra la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nell'organizzazione della procura generale presso la Corte di cassazione, attribuendo al procuratore generale la sorveglianza sul Procuratore nazionale e sull'intera DNA.
Significato della sorveglianza
La sorveglianza è una funzione di garanzia istituzionale, non un potere di direzione o di interferenza nelle scelte investigative. Il procuratore generale verifica il corretto funzionamento della DNA, ne valuta gli orientamenti generali e ne assicura la coerenza con l'azione complessiva del pubblico ministero presso la Cassazione, ma non può sostituirsi al Procuratore nazionale nelle determinazioni concrete sui procedimenti.
La distinzione rispetto al CSM
Il Consiglio superiore della magistratura conserva la propria competenza disciplinare e amministrativa sui magistrati della DNA. La sorveglianza del procuratore generale opera su un piano diverso, quello del corretto andamento dell'attività degli uffici, ed è tipica della struttura gerarchica del pubblico ministero italiano, regolata anche dal D.Lgs. 20 febbraio 2006, n. 106.
Il rapporto con il D.Lgs. 106/2006
Il D.Lgs. 106/2006, sulla riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, stabilisce il principio di unità e impersonalità dell'azione del PM. L'art. 104 del Codice antimafia ne è un'applicazione speciale, calata sulla particolare conformazione organizzativa della DNA.
Rilievo pratico
In termini pratici, la sorveglianza si traduce in scambi periodici di informazioni tra procuratore generale e Procuratore nazionale, in segnalazioni sui criteri organizzativi della DNA e nella verifica della coerenza con le linee guida del CSM in materia di organizzazione degli uffici requirenti. Non comporta poteri di avocazione né di assegnazione dei procedimenti, riservati al solo Procuratore nazionale.
Coordinamento con le procure generali distrettuali
L'art. 104 riguarda la sola DNA. Le DDA restano sottoposte alla sorveglianza dei procuratori generali presso le corti di appello, secondo l'art. 6 del D.Lgs. 106/2006. Il sistema è quindi a doppio binario: sorveglianza distrettuale per le DDA, sorveglianza centrale per la DNA.
Il ruolo del procuratore generale come garanzia di sistema
La sorveglianza del procuratore generale presso la Cassazione si inquadra nei rapporti di gerarchia funzionale tra uffici del pubblico ministero. È strumento di garanzia che opera in via amministrativa e non interferisce con l'indipendenza della funzione inquirente. Il bilanciamento tra autonomia investigativa della DNA e controllo gerarchico è uno dei tratti caratterizzanti della disciplina italiana, frutto di una lunga elaborazione costituzionale.
Profili comparati
Negli ordinamenti europei la posizione del prosecutor general varia notevolmente: in alcuni Stati ha poteri direttivi penetranti, in altri svolge funzioni meramente di garanzia. Il modello italiano si colloca su una linea intermedia, valorizzando la sorveglianza di sistema senza incidere sulle scelte investigative del singolo ufficio.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Verifica organizzativa
Caso 2: Caso 2 — Esposto e competenze separate
Domande frequenti
La sorveglianza include il potere di censurare scelte investigative?
No. La sorveglianza non include valutazioni di merito sui singoli procedimenti. Eventuali profili disciplinari sono rimessi al CSM, eventuali profili di responsabilità civile o penale ai giudici competenti.
Esiste un obbligo periodico di relazione del Procuratore nazionale?
Il Procuratore nazionale presenta annualmente al Ministro della giustizia e al Parlamento una relazione sull'attività della DNA. L'attività di sorveglianza del procuratore generale può richiedere ulteriori report ad hoc.
Il procuratore generale può applicare propri sostituti alla DNA?
No. L'applicazione di magistrati è disciplinata dagli artt. 105 e 106, e prevede iniziative del Procuratore nazionale, non del procuratore generale.
Vedi anche