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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il procuratore generale presso la Cassazione esercita la sorveglianza sul Procuratore nazionale antimafia.
  • La sorveglianza si estende all'intera Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
  • La funzione è di garanzia istituzionale, non sostituiva delle funzioni inquirenti della DNA.
  • La norma è breve ma essenziale per l'inquadramento gerarchico-funzionale della DNA.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 104 D.Lgs. 159/2011 — Attribuzioni del procuratore generale presso la Corte di cassazione in relazione all’attività di coordinamento investigativo

D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia

1. Il procuratore generale presso la Corte di cassazione esercita la sorveglianza sul procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e sulla relativa Direzione nazionale.

Commento

L'art. 104 è una norma di poche righe, ma di grande rilievo sistematico. Inquadra la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nell'organizzazione della procura generale presso la Corte di cassazione, attribuendo al procuratore generale la sorveglianza sul Procuratore nazionale e sull'intera DNA.

Significato della sorveglianza

La sorveglianza è una funzione di garanzia istituzionale, non un potere di direzione o di interferenza nelle scelte investigative. Il procuratore generale verifica il corretto funzionamento della DNA, ne valuta gli orientamenti generali e ne assicura la coerenza con l'azione complessiva del pubblico ministero presso la Cassazione, ma non può sostituirsi al Procuratore nazionale nelle determinazioni concrete sui procedimenti.

La distinzione rispetto al CSM

Il Consiglio superiore della magistratura conserva la propria competenza disciplinare e amministrativa sui magistrati della DNA. La sorveglianza del procuratore generale opera su un piano diverso, quello del corretto andamento dell'attività degli uffici, ed è tipica della struttura gerarchica del pubblico ministero italiano, regolata anche dal D.Lgs. 20 febbraio 2006, n. 106.

Il rapporto con il D.Lgs. 106/2006

Il D.Lgs. 106/2006, sulla riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, stabilisce il principio di unità e impersonalità dell'azione del PM. L'art. 104 del Codice antimafia ne è un'applicazione speciale, calata sulla particolare conformazione organizzativa della DNA.

Rilievo pratico

In termini pratici, la sorveglianza si traduce in scambi periodici di informazioni tra procuratore generale e Procuratore nazionale, in segnalazioni sui criteri organizzativi della DNA e nella verifica della coerenza con le linee guida del CSM in materia di organizzazione degli uffici requirenti. Non comporta poteri di avocazione né di assegnazione dei procedimenti, riservati al solo Procuratore nazionale.

Coordinamento con le procure generali distrettuali

L'art. 104 riguarda la sola DNA. Le DDA restano sottoposte alla sorveglianza dei procuratori generali presso le corti di appello, secondo l'art. 6 del D.Lgs. 106/2006. Il sistema è quindi a doppio binario: sorveglianza distrettuale per le DDA, sorveglianza centrale per la DNA.

Il ruolo del procuratore generale come garanzia di sistema

La sorveglianza del procuratore generale presso la Cassazione si inquadra nei rapporti di gerarchia funzionale tra uffici del pubblico ministero. È strumento di garanzia che opera in via amministrativa e non interferisce con l'indipendenza della funzione inquirente. Il bilanciamento tra autonomia investigativa della DNA e controllo gerarchico è uno dei tratti caratterizzanti della disciplina italiana, frutto di una lunga elaborazione costituzionale.

Profili comparati

Negli ordinamenti europei la posizione del prosecutor general varia notevolmente: in alcuni Stati ha poteri direttivi penetranti, in altri svolge funzioni meramente di garanzia. Il modello italiano si colloca su una linea intermedia, valorizzando la sorveglianza di sistema senza incidere sulle scelte investigative del singolo ufficio.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Verifica organizzativa

Caso 2: Caso 2 — Esposto e competenze separate

Domande frequenti

La sorveglianza include il potere di censurare scelte investigative?

No. La sorveglianza non include valutazioni di merito sui singoli procedimenti. Eventuali profili disciplinari sono rimessi al CSM, eventuali profili di responsabilità civile o penale ai giudici competenti.

Esiste un obbligo periodico di relazione del Procuratore nazionale?

Il Procuratore nazionale presenta annualmente al Ministro della giustizia e al Parlamento una relazione sull'attività della DNA. L'attività di sorveglianza del procuratore generale può richiedere ulteriori report ad hoc.

Il procuratore generale può applicare propri sostituti alla DNA?

No. L'applicazione di magistrati è disciplinata dagli artt. 105 e 106, e prevede iniziative del Procuratore nazionale, non del procuratore generale.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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