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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Presso ogni procura distrettuale è costituita una direzione distrettuale antimafia (DDA).
  • La DDA tratta i reati di cui all'art. 51, comma 3-bis, c.p.p. (mafia, traffico stupefacenti aggravato, riduzione in schiavitù).
  • I magistrati sono designati per almeno due anni, in base ad attitudini ed esperienza.
  • Il procuratore distrettuale coordina l'attività e ne assicura la circolazione informativa.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 102 D.Lgs. 159/2011 — Direzione distrettuale antimafia

D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia

1. Per la trattazione dei procedimenti relativi ai reati indicati nell' articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto costituisce, nell'ambito del suo ufficio, una direzione distrettuale antimafia designando i magistrati che devono farne parte per la durata non inferiore a due anni. Per la designazione, il procuratore distrettuale tiene conto delle specifiche attitudini e delle esperienze professionali. Della direzione distrettuale non possono fare parte magistrati in tirocinio. La composizione e le variazioni della direzione sono comunicate senza ritardo al Consiglio superiore della magistratura.

2. Il procuratore distrettuale o un suo delegato è preposto all'attività della direzione e cura, in particolare, che i magistrati addetti ottemperino all'obbligo di assicurare la completezza e la tempestività della reciproca informazione sull'andamento delle indagini ed eseguano le direttive impartite per il coordinamento delle investigazioni e l'impiego della polizia giudiziaria.

3. Salvi casi eccezionali, il procuratore distrettuale designa per l'esercizio delle funzioni di pubblico ministero, nei procedimenti riguardanti i reati indicati nell' articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale , i magistrati addetti alla direzione.

4. Salvo che nell'ipotesi di prima costituzione della direzione distrettuale antimafia la designazione dei magistrati avviene sentito il procuratore nazionale antimafia. Delle eventuali variazioni nella composizione della direzione, il procuratore distrettuale informa preventivamente il procuratore nazionale antimafia.

In sintesi

  • Presso ogni procura distrettuale è costituita una direzione distrettuale antimafia (DDA).
  • La DDA tratta i reati di cui all'art. 51, comma 3-bis, c.p.p. (mafia, traffico stupefacenti aggravato, riduzione in schiavitù).
  • I magistrati sono designati per almeno due anni, in base ad attitudini ed esperienza.
  • Il procuratore distrettuale coordina l'attività e ne assicura la circolazione informativa.

L'art. 102 disciplina la struttura organizzativa delle procure distrettuali specializzata nei reati di criminalità organizzata. La DDA è uno snodo essenziale del sistema antimafia: concentra in pochi magistrati la trattazione delle indagini più complesse e garantisce continuità investigativa e specializzazione.

L'ambito di competenza

La DDA tratta i reati indicati nell'art. 51, comma 3-bis, c.p.p., ossia associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), riduzione o mantenimento in schiavitù (artt. 600 e 601 c.p.), traffico di stupefacenti aggravato dal numero di compartecipi, e altri delitti commessi avvalendosi delle condizioni del 416-bis o per agevolare l'attività delle associazioni mafiose. Per i reati di terrorismo si applica la diversa competenza distrettuale di cui al comma 3-quater.

La designazione dei magistrati

Il procuratore distrettuale designa i magistrati per un periodo non inferiore a due anni, tenendo conto delle specifiche attitudini e delle esperienze professionali. Non possono farne parte magistrati in tirocinio: il legislatore esige una professionalità consolidata. Le designazioni e le variazioni sono comunicate senza ritardo al Consiglio superiore della magistratura, che esercita la vigilanza sull'organizzazione delle procure.

Il ruolo del procuratore distrettuale

Il comma 2 attribuisce al procuratore o a un suo delegato la direzione dell'attività della DDA. La norma sottolinea due doveri: assicurare la completezza e la tempestività della reciproca informazione tra i magistrati e impartire direttive per il coordinamento delle indagini e l'impiego della polizia giudiziaria. È la base della cosiddetta direzione collegiale dell'inchiesta antimafia.

L'esercizio delle funzioni di pubblico ministero

Salvi casi eccezionali, il procuratore distrettuale designa i magistrati della DDA per l'esercizio delle funzioni di PM nei procedimenti rientranti nell'art. 51, comma 3-bis. La regola serve a garantire che la trattazione sia affidata a magistrati specializzati anche nelle fasi di udienza e di impugnazione.

Coordinamento con la DNA

L'art. 102 va letto in combinato con gli articoli 103 ss., che disciplinano la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. La DDA opera in autonomia investigativa ma è soggetta al coordinamento del Procuratore nazionale antimafia, che può applicare temporaneamente propri magistrati ex artt. 105-106 in caso di indagini particolarmente complesse o di vacanze di organico.

Specializzazione e collegialità

La giurisprudenza disciplinare del CSM ha valorizzato la natura specializzata della DDA, escludendo che la designazione possa essere strumentalizzata per finalità organizzative diverse dalla trattazione dei procedimenti antimafia. La rotazione interna alla DDA risponde al criterio di evitare la stabilizzazione di posizioni e di consentire la circolazione delle competenze.

Rapporti con altri uffici inquirenti

La DDA coopera stabilmente con la procura nazionale, con altre DDA e con le procure ordinarie del proprio distretto. La condivisione informativa avviene anche attraverso la banca dati SIDDA-SIDNA, sistema dedicato che raccoglie i dati di tutti i procedimenti di criminalità organizzata e consente la consultazione coordinata. È strumento essenziale per intercettare collegamenti tra inchieste apparentemente autonome.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Designazione di un sostituto in DDA

Caso 2: Caso 2 — Coordinamento informativo

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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