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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 102 DPR 602/1973 – Responsabilità solidale e privilegi tributi soppressi

D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

Per i tributi di cui all’art. 100, secondo comma, seguitano ad applicarsi le disposizioni previste dagli articoli 196, 197, 207, 211, e 232 del testo unico delle leggi sulle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1958, n. 645.

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In sintesi

L'art. 102 del DPR 602/1973 è una norma di diritto intertemporale che mantiene in vigore le disposizioni del vecchio Testo Unico delle leggi sulle imposte dirette del 1958 (DPR 645/1958) relative alla responsabilità solidale e ai privilegi, per i tributi soppressi dalla riforma del 1973 di cui all'art. 100 DPR 602/1973. Le disposizioni conservate sono gli artt. 196, 197, 207, 211 e 232 del DPR 645/1958, che regolavano la responsabilità solidale di eredi, aventi causa e coobbligati, nonché i privilegi del credito tributario sui beni del debitore. Si tratta di una norma transitoria esaurita nei suoi effetti pratici.
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Ratio della norma

L'art. 102 del DPR 602/1973 garantisce la continuità delle garanzie sostanziali dell'erario (responsabilità solidale e privilegi) per i crediti tributari sorti prima della riforma del 1973-74. La responsabilità solidale e i privilegi del credito fiscale erano strumenti fondamentali per la riscossione, permettendo all'erario di rivalersi non solo sul debitore principale ma anche su eredi, aventi causa e coobbligati, e di essere preferito ai creditori chirografari nella distribuzione del ricavato delle procedure esecutive. La norma evita che l'abrogazione formale dei vecchi tributi potesse essere interpretata come cancellazione delle garanzie accessorie del credito.

Analisi e struttura

Le disposizioni del DPR 645/1958 conservate in vigore dall'art. 102 riguardavano: artt. 196 e 197 - responsabilità solidale degli eredi e degli aventi causa per le imposte dovute dal de cuius o dal dante causa, con le relative limitazioni e deroghe; art. 207 - disciplina dei privilegi del credito tributario sui beni immobili del debitore (privilegio speciale immobiliare); art. 211 - disciplina dei privilegi sui beni mobili; art. 232 - disciplina della surrogazione dell'erario nei diritti dei creditori privilegiati soddisfatti con il ricavato delle procedure esecutive. Queste norme preservavano le garanzie del credito tributario per i tributi soppressi.

Quando si applica

Norma di applicazione storica ormai esaurita. Il sistema vigente dei privilegi del credito tributario è disciplinato dagli artt. 2778 e seguenti del Codice civile, che attribuiscono all'erario privilegi generali e speciali sui beni del debitore. La responsabilità solidale dei soggetti connessi al debitore d'imposta è oggi disciplinata dal DPR 602/1973 (artt. 32-36), dal TUIR e dalle singole leggi d'imposta. L'art. 2778 c.c. e le norme speciali del DPR 602/1973 sull'espropriazione immobiliare (artt. 76-85) forniscono il quadro attuale dei privilegi tributari.

Confronto e norme correlate

Nel sistema vigente, i privilegi del credito tributario sono disciplinati principalmente dagli artt. 2752-2758 c.c. (privilegi speciali immobiliari e mobiliari) e dall'art. 2778 c.c. (ordine dei privilegi). L'art. 36 DPR 602/1973 regola la responsabilità di amministratori, liquidatori e soci per le imposte dovute dalla società. L'art. 2787 c.c. disciplina la surrogazione legale nelle garanzie dei crediti. Il principio della «propagazione» dei privilegi alle posizioni accessorie (interessi, sanzioni) è disciplinato dall'art. 2748 c.c.

Problemi applicativi

Norma priva di applicazione pratica attuale. Dal punto di vista storico, le questioni più dibattute relative alle disposizioni conservate in vigore dall'art. 102 riguardavano: la misura della responsabilità degli eredi per i debiti tributari del de cuius, in rapporto al valore dell'asse ereditario; il coordinamento tra i privilegi tributari e le garanzie dei creditori privati (ipoteche, pegni) nelle procedure esecutive; la surrogazione dell'erario nei diritti dei creditori privilegiati soddisfatti anteriormente, che permetteva al fisco di recuperare la propria posizione creditoria anche in via indiretta. Queste questioni sono oggi risolte dal diritto vigente, pur con alcune aree di incertezza.

Casi pratici

Caso 1: Responsabilità degli eredi per debiti di ricchezza mobile del de cuius

Caso 2: Privilegio immobiliare su debiti di imposta complementare

Caso 3: Avente causa di imprenditore con debiti fiscali pregressi

Domande frequenti

Cosa prevede l'art. 102 DPR 602/1973?

L'art. 102 DPR 602/1973 è una norma transitoria che conserva in vigore le disposizioni del DPR 645/1958 relative alla responsabilità solidale (artt. 196-197) e ai privilegi del credito tributario (artt. 207, 211, 232) per i tributi soppressi dalla riforma del 1973-74. Garantisce continuità alle garanzie dell'erario per i crediti sorti prima della riforma. Norma esaurita, senza applicazione pratica attuale.

Gli eredi rispondono dei debiti tributari del de cuius?

Sì: nel sistema vigente, gli eredi rispondono dei debiti tributari del de cuius nei limiti del valore dei beni ereditati (responsabilità intra vires hereditatis in caso di accettazione con beneficio di inventario) o illimitatamente (in caso di accettazione pura e semplice). L'Agenzia delle entrate può notificare agli eredi gli atti impositivi intestati al de cuius entro i termini di decadenza previsti, indicando la quota di ciascuno.

Qual è l'ordine dei privilegi del credito tributario rispetto agli altri crediti?

Il credito tributario gode di privilegi speciali (sugli immobili ex art. 2752 c.c. e sui mobili ex art. 2758 c.c.) e di privilegi generali (sui beni mobili del debitore). Nell'ordine di soddisfazione dei creditori nelle procedure esecutive e concorsuali, i crediti tributari privilegiati sono collocati in posizioni di rilievo, ma cedono il passo alle ipoteche anteriori, ai crediti per spese di giustizia e ai crediti da lavoro dipendente nella distribuzione del ricavato.

Chi acquista un'azienda risponde dei debiti tributari del cedente?

Sì: l'art. 14 D.Lgs. 472/1997 prevede la responsabilità solidale dell'acquirente dell'azienda per le sanzioni tributarie del cedente relative ai periodi d'imposta precedenti il trasferimento, salvo che l'acquirente abbia ottenuto dall'Agenzia delle entrate il certificato attestante l'assenza di debiti tributari del cedente. La responsabilità dell'acquirente è limitata al valore dell'azienda acquistata e alle imposte e sanzioni risultanti da atti formalmente notificati al cedente prima del trasferimento.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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