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CCNL Lapidei ed Escavazione: preavviso e licenziamento
Quali sono i termini di preavviso che il datore deve rispettare quando licenzia un operaio lapideo o un impiegato di stabilimento? E quanti giorni deve dare un lavoratore che si dimette? Questa guida risponde con i termini contrattuali aggiornati al rinnovo 2025.
Il CCNL Lapidei Industria prevede termini di preavviso che variano da 15 giorni (livello F, anzianità fino a 5 anni) a 4 mesi (livelli A/AS/Quadri, anzianità oltre 10 anni). In caso di mancato preavviso il datore corrisponde l’indennità sostitutiva. Le dimissioni richiedono gli stessi termini. Le tutele contro il licenziamento ingiustificato variano in base alla data di assunzione e alle dimensioni aziendali.
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Tabella riepilogativa dei termini di preavviso
| Livello / Categoria | Anzianità fino a 5 anni | Anzianità 5-10 anni | Anzianità oltre 10 anni |
|---|---|---|---|
| F (manovale comune) | 15 giorni | 20 giorni | 30 giorni |
| E (operaio semi-qualificato) | 20 giorni | 25 giorni | 35 giorni |
| D (operaio qualificato) | 20 giorni | 30 giorni | 40 giorni |
| C (operaio specializzato) | 25 giorni | 35 giorni | 45 giorni |
| CS (capo squadra) | 25 giorni | 35 giorni | 45 giorni |
| B (impiegato tecnico/amministrativo) | 30 giorni | 45 giorni | 60 giorni |
| A (tecnico specializzato) | 45 giorni | 75 giorni | 90 giorni |
| AS / Quadri | 60 giorni | 90 giorni | 4 mesi (120 giorni) |
I termini si intendono in giorni di calendario (non di lavoro effettivo), salvo diversa indicazione del CCNL. Il preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno del mese a seconda di quanto previsto dal testo contrattuale per i singoli livelli.
Indennità sostitutiva del preavviso
Quando il datore di lavoro non intende far lavorare il dipendente durante il periodo di preavviso (o quando è il lavoratore a non volerlo rispettare in caso di dimissioni), viene corrisposta l’indennità sostitutiva. Il calcolo è il seguente:
- Si determina la quota giornaliera della retribuzione globale di fatto: mensilità ÷ 25;
- Si moltiplica per il numero di giorni di preavviso mancanti.
Esempio: un operaio di livello C con 7 anni di anzianità (preavviso = 35 giorni) e retribuzione di fatto di 2.155 €/mese → quota giornaliera = 2.155 ÷ 25 = 86,20 € → indennità sostitutiva = 86,20 × 35 = 3.017 € lordi.
L’indennità sostitutiva è imponibile a fini contributivi e fiscali come la normale retribuzione.
Le tipologie di licenziamento e le tutele applicabili
Il licenziamento individuale può essere:
- Per giusta causa (art. 2119 c.c.): condotta grave che non consente la prosecuzione del rapporto nemmeno provvisoriamente — es. furto, insubordinazione grave, violenza. Non richiede preavviso.
- Per giustificato motivo soggettivo (l. 604/1966): inadempimento degli obblighi contrattuali di minore gravità rispetto alla giusta causa — es. reiterata inosservanza dell’orario, scarso rendimento con previa contestazione disciplinare.
- Per giustificato motivo oggettivo (l. 604/1966): ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento — es. soppressione della mansione, crisi aziendale. Richiede preavviso o indennità sostitutiva.
- Per superamento del comporto di malattia: non è un licenziamento disciplinare; richiede comunque il preavviso contrattuale.
Le tutele contro il licenziamento illegittimo
Le tutele variano in base alla data di assunzione e alle dimensioni aziendali:
- Tutela reale forte (art. 18 Stat. Lav.): per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 in aziende con più di 15 dipendenti. In caso di licenziamento discriminatorio, nullo o ingiustificato in determinate fattispecie: reintegrazione nel posto di lavoro + risarcimento danno (min. 5 mensilità fino all’effettiva reintegra).
- Tutela indennitaria crescente (d.lgs. 23/2015): per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi. In caso di licenziamento ingiustificato: indennità da 3 a 36 mensilità (2 mensilità per anno di servizio, minimo 6 — salvo modifiche legislative successive alla data di aggiornamento di questa guida).
Il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, a pena di decadenza, con qualsiasi atto scritto che dimostri la volontà di contestarlo (lettera raccomandata, PEC). Entro i successivi 180 giorni va depositato ricorso giudiziale al Tribunale del Lavoro.
Le dimissioni: procedura telematica obbligatoria
Dal 12 marzo 2016, le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere comunicate esclusivamente tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (ex art. 26, d.lgs. 151/2015). Il lavoratore compila il modulo online su servizi.lavoro.gov.it con le proprie credenziali SPID o CIE. In caso di difficoltà tecniche, può avvalersi dei Centri per l’Impiego, dei patronati o di altri soggetti abilitati.
Le dimissioni rassegnate in violazione della procedura telematica non sono efficaci e non sciolgono il rapporto. Il lavoratore che abbandona il lavoro senza rispettare la procedura potrebbe incorrere in procedimento disciplinare.
Casi pratici
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Domande frequenti
Quali sono i termini di preavviso nel CCNL Lapidei Industria?
Come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso?
Come si rassegnano le dimissioni nel settore lapideo?
Entro quando va impugnato un licenziamento?
Il preavviso scorre durante la malattia?
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Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Lapidei ed Escavazione Industria (rinnovo luglio 2025) e alle disposizioni di legge vigenti (artt. 2118-2119 c.c., l. 604/1966, l. 300/1970, d.lgs. 23/2015, d.lgs. 151/2015). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il settore lapideo, dall'escavazione del marmo alla lavorazione in stabilimento, e' un comparto industriale con professionalita' specifiche e una forte componente operaia. Le regole su preavviso e licenziamento seguono il telaio del codice civile e dello Statuto dei lavoratori, ma il CCNL Lapidei Industria modula i termini in funzione di livello e anzianita', con effetti pratici rilevanti sia per chi licenzia sia per chi si dimette.
Il preavviso: funzione e modulazione
Il preavviso e' l'intervallo tra la comunicazione del recesso e la cessazione effettiva: tutela l'azienda nella sostituzione e il lavoratore nella ricollocazione. Nel CCNL Lapidei i termini crescono con il livello di inquadramento e con l'anzianita' di servizio, dai pochi giorni dei livelli operativi con minore anzianita' fino a diversi mesi per i livelli apicali e i Quadri con lunga anzianita'. I valori precisi vanno verificati nel testo vigente, perché sono articolati per fasce e cambiano con i rinnovi.
Reciprocita': vale anche per le dimissioni
Un principio spesso trascurato e' la reciprocita': gli stessi termini valgono per le dimissioni del lavoratore. Chi lascia il posto deve rispettare il preavviso dovuto o corrispondere l'indennita' sostitutiva. Le dimissioni vanno inoltre rese con la procedura telematica del D.Lgs. 151/2015, con possibilita' di revoca entro sette giorni. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, che esonerano dal preavviso e danno diritto all'indennita' sostitutiva.
L'indennita' sostitutiva del preavviso
Quando una parte recede senza concedere il preavviso, deve all'altra l'indennita' sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo. Il datore può scegliere di non far lavorare il preavviso e pagarlo; il lavoratore che se ne va subito senza giusta causa può vederselo trattenere. E' una posta economica rilevante, soprattutto per i livelli con preavvisi lunghi.
Licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo
Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) presuppone un fatto così grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto: e' immediato e senza preavviso. Il giustificato motivo soggettivo (inadempimento notevole ma non gravissimo) e oggettivo (ragioni tecniche, organizzative, produttive) richiede invece il preavviso. Nel lavoro in cava e in stabilimento assumono particolare rilievo le violazioni gravi delle norme di sicurezza, che possono integrare la giusta causa.
La procedura e il contraddittorio disciplinare
Quando il licenziamento ha natura disciplinare, va preceduto dalla contestazione scritta dell'addebito e dal rispetto del termine a difesa (almeno cinque giorni) previsto dall'art. 7 dello Statuto dei lavoratori. La violazione di queste garanzie procedurali può rendere illegittimo il recesso a prescindere dalla fondatezza dell'addebito. E' un profilo che il lavoratore deve sempre controllare.
Tutele contro il licenziamento illegittimo
Il licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo, o viziato nella procedura, e' illegittimo e apre alle tutele di legge, diverse a seconda della data di assunzione e delle dimensioni dell'impresa. Il lavoratore che ritenga ingiusto il recesso deve impugnarlo nei termini di decadenza previsti, senza lasciar trascorrere i tempi, per non perdere il diritto a contestarlo.
Domande frequenti
Da cosa dipende la durata del preavviso nel settore lapideo?
Dal livello di inquadramento e dall'anzianita' di servizio: cresce dai pochi giorni dei livelli operativi con bassa anzianita' fino a diversi mesi per i livelli apicali e i Quadri. I valori precisi vanno letti nel CCNL Lapidei vigente.
Anche per dimettermi devo dare il preavviso?
Si, per reciprocita': le dimissioni richiedono gli stessi termini di preavviso. Vanno rese con la procedura telematica del D.Lgs. 151/2015, revocabili entro sette giorni. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa.
Cosa devo pagare se non rispetto il preavviso?
L'indennita' sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo non lavorato. Vale sia per il datore che licenzia con effetto immediato (fuori dalla giusta causa) sia per il lavoratore dimissionario.
Il licenziamento per giusta causa richiede il preavviso?
No. La giusta causa (art. 2119 c.c.) presuppone un fatto cosi' grave da non consentire la prosecuzione del rapporto: il recesso e' immediato e senza preavviso. Il giustificato motivo, invece, richiede il preavviso.
Entro quando posso impugnare un licenziamento che ritengo ingiusto?
Nei termini di decadenza previsti dalla legge. E' essenziale non lasciar trascorrere i tempi: la mancata impugnazione tempestiva fa perdere il diritto di contestare il recesso.