Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Lapidei ed Escavazione (Marmo)

CCNL Lapidei ed Escavazione: preavviso e licenziamento

Quali sono i termini di preavviso che il datore deve rispettare quando licenzia un operaio lapideo o un impiegato di stabilimento? E quanti giorni deve dare un lavoratore che si dimette? Questa guida risponde con i termini contrattuali aggiornati al rinnovo 2025.

In sintesi

Il CCNL Lapidei Industria prevede termini di preavviso che variano da 15 giorni (livello F, anzianità fino a 5 anni) a 4 mesi (livelli A/AS/Quadri, anzianità oltre 10 anni). In caso di mancato preavviso il datore corrisponde l’indennità sostitutiva. Le dimissioni richiedono gli stessi termini. Le tutele contro il licenziamento ingiustificato variano in base alla data di assunzione e alle dimensioni aziendali.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie (datoriali)
Confindustria Marmomacchine · Anepla
Parti firmatarie (sindacali)
Fillea-CGIL · Filca-CISL · Feneal-UIL
Vigenza
1° aprile 2025 – 31 marzo 2028
Riferimento legge
Art. 2118-2119 c.c. · L. 604/1966 · L. 300/1970, art. 18 · D.Lgs. 23/2015

Tabella riepilogativa dei termini di preavviso

Termini di preavviso per livello e anzianità – CCNL Lapidei Industria
Livello / Categoria Anzianità fino a 5 anni Anzianità 5-10 anni Anzianità oltre 10 anni
F (manovale comune) 15 giorni 20 giorni 30 giorni
E (operaio semi-qualificato) 20 giorni 25 giorni 35 giorni
D (operaio qualificato) 20 giorni 30 giorni 40 giorni
C (operaio specializzato) 25 giorni 35 giorni 45 giorni
CS (capo squadra) 25 giorni 35 giorni 45 giorni
B (impiegato tecnico/amministrativo) 30 giorni 45 giorni 60 giorni
A (tecnico specializzato) 45 giorni 75 giorni 90 giorni
AS / Quadri 60 giorni 90 giorni 4 mesi (120 giorni)

I termini si intendono in giorni di calendario (non di lavoro effettivo), salvo diversa indicazione del CCNL. Il preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno del mese a seconda di quanto previsto dal testo contrattuale per i singoli livelli.

Indennità sostitutiva del preavviso

Quando il datore di lavoro non intende far lavorare il dipendente durante il periodo di preavviso (o quando è il lavoratore a non volerlo rispettare in caso di dimissioni), viene corrisposta l’indennità sostitutiva. Il calcolo è il seguente:

  1. Si determina la quota giornaliera della retribuzione globale di fatto: mensilità ÷ 25;
  2. Si moltiplica per il numero di giorni di preavviso mancanti.

Esempio: un operaio di livello C con 7 anni di anzianità (preavviso = 35 giorni) e retribuzione di fatto di 2.155 €/mese → quota giornaliera = 2.155 ÷ 25 = 86,20 € → indennità sostitutiva = 86,20 × 35 = 3.017 € lordi.

L’indennità sostitutiva è imponibile a fini contributivi e fiscali come la normale retribuzione.

Le tipologie di licenziamento e le tutele applicabili

Il licenziamento individuale può essere:

  • Per giusta causa (art. 2119 c.c.): condotta grave che non consente la prosecuzione del rapporto nemmeno provvisoriamente — es. furto, insubordinazione grave, violenza. Non richiede preavviso.
  • Per giustificato motivo soggettivo (l. 604/1966): inadempimento degli obblighi contrattuali di minore gravità rispetto alla giusta causa — es. reiterata inosservanza dell’orario, scarso rendimento con previa contestazione disciplinare.
  • Per giustificato motivo oggettivo (l. 604/1966): ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento — es. soppressione della mansione, crisi aziendale. Richiede preavviso o indennità sostitutiva.
  • Per superamento del comporto di malattia: non è un licenziamento disciplinare; richiede comunque il preavviso contrattuale.

Le tutele contro il licenziamento illegittimo

Le tutele variano in base alla data di assunzione e alle dimensioni aziendali:

  • Tutela reale forte (art. 18 Stat. Lav.): per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 in aziende con più di 15 dipendenti. In caso di licenziamento discriminatorio, nullo o ingiustificato in determinate fattispecie: reintegrazione nel posto di lavoro + risarcimento danno (min. 5 mensilità fino all’effettiva reintegra).
  • Tutela indennitaria crescente (d.lgs. 23/2015): per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi. In caso di licenziamento ingiustificato: indennità da 3 a 36 mensilità (2 mensilità per anno di servizio, minimo 6 — salvo modifiche legislative successive alla data di aggiornamento di questa guida).

Il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, a pena di decadenza, con qualsiasi atto scritto che dimostri la volontà di contestarlo (lettera raccomandata, PEC). Entro i successivi 180 giorni va depositato ricorso giudiziale al Tribunale del Lavoro.

Le dimissioni: procedura telematica obbligatoria

Dal 12 marzo 2016, le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere comunicate esclusivamente tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (ex art. 26, d.lgs. 151/2015). Il lavoratore compila il modulo online su servizi.lavoro.gov.it con le proprie credenziali SPID o CIE. In caso di difficoltà tecniche, può avvalersi dei Centri per l’Impiego, dei patronati o di altri soggetti abilitati.

Le dimissioni rassegnate in violazione della procedura telematica non sono efficaci e non sciolgono il rapporto. Il lavoratore che abbandona il lavoro senza rispettare la procedura potrebbe incorrere in procedimento disciplinare.

Casi pratici

Tizio – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo, calcolo indennità sostitutiva
Tizio è un operaio di cava (livello D, 8 anni di anzianità, preavviso = 30 giorni, retribuzione di fatto 2.019,40 + 3 scatti = 2.044,33 €/mese). L’azienda sopprime il suo reparto di taglio. Il datore lo licenzia per GMO e, non volendo farlo lavorare durante il preavviso, corrisponde l’indennità sostitutiva: 2.044,33 ÷ 25 = 81,77 €/giorno × 30 = 2.453,16 € lordi. A questa somma si aggiungono TFR, tredicesima proporzionale, ferie e ROL non godute.
Caia – Dimissioni volontarie, preavviso non rispettato
Caia è un’impiegata tecnica (livello B, 3 anni di anzianità, preavviso = 30 giorni). Si dimette con decorrenza immediata tramite portale telematico senza rispettare il preavviso. Il datore trattiene 30 giorni × quota giornaliera = 30 × (2.277,09 ÷ 25) = 2.732,51 € dalla liquidazione. Caia riceve il TFR maturato, la tredicesima proporzionale e le ferie/ROL residue, al netto della trattenuta per il mancato preavviso.
Sempronio – Quadro, licenziamento impugnato
Sempronio è un responsabile di produzione (livello AS, 12 anni di anzianità, preavviso = 4 mesi). Riceve lettera di licenziamento per asserito GMO. Entro 60 giorni dalla ricezione invia PEC di impugnazione stragiudiziale al datore. Entro i successivi 180 giorni deposita ricorso al Tribunale del Lavoro. Essendo stato assunto nel 2011 (ante d.lgs. 23/2015) e lavorando in un’azienda con oltre 15 dipendenti, si applica l’art. 18 Stat. Lav. e potrebbe ottenere la reintegrazione o una tutela indennitaria forfettaria.

Domande frequenti

Quali sono i termini di preavviso nel CCNL Lapidei Industria?
Variano da 15 giorni (livello F, fino a 5 anni) a 4 mesi (livelli A/AS/Quadri, oltre 10 anni). Per gli operai il massimo è 45 giorni; per gli impiegati fino a 90 giorni.
Come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso?
Si divide la retribuzione globale di fatto mensile per 25 (quota giornaliera) e si moltiplica per i giorni di preavviso mancati. È imponibile a fini contributivi e fiscali.
Come si rassegnano le dimissioni nel settore lapideo?
Le dimissioni devono essere comunicate tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (servizi.lavoro.gov.it) con SPID o CIE. Senza questa procedura, le dimissioni non sono efficaci.
Entro quando va impugnato un licenziamento?
Entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, con qualsiasi atto scritto (raccomandata, PEC). Entro i successivi 180 giorni va depositato il ricorso al Tribunale del Lavoro.
Il preavviso scorre durante la malattia?
Sì, il preavviso decorre durante la malattia. Fa eccezione la situazione in cui il preavviso dovesse scadere durante il periodo di comporto: in tal caso il datore deve attendere la scadenza del comporto per procedere al licenziamento.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025, preavviso, modulo telematico, giusta causa, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi, tredicesima e premi di risultato e malattia e infortunio.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Lapidei ed Escavazione Industria (rinnovo luglio 2025) e alle disposizioni di legge vigenti (artt. 2118-2119 c.c., l. 604/1966, l. 300/1970, d.lgs. 23/2015, d.lgs. 151/2015). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • I termini di preavviso variano per livello e anzianita'; vanno letti nelle tabelle del CCNL Lapidei vigente, non stimati.
  • In caso di mancato preavviso e' dovuta l'indennita' sostitutiva, pari alla retribuzione del periodo non lavorato.
  • Le dimissioni richiedono i medesimi termini di preavviso e la procedura telematica (D.Lgs. 151/2015).
  • Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) e' immediato; quello per giustificato motivo richiede il preavviso.
  • Il licenziamento illegittimo apre alle tutele di legge, modulate per data di assunzione e dimensioni del datore.
  • L'impugnazione va proposta nei termini di decadenza previsti dalla legge.
Indice dei contenuti

Il settore lapideo, dall'escavazione del marmo alla lavorazione in stabilimento, e' un comparto industriale con professionalita' specifiche e una forte componente operaia. Le regole su preavviso e licenziamento seguono il telaio del codice civile e dello Statuto dei lavoratori, ma il CCNL Lapidei Industria modula i termini in funzione di livello e anzianita', con effetti pratici rilevanti sia per chi licenzia sia per chi si dimette.

Il preavviso: funzione e modulazione

Il preavviso e' l'intervallo tra la comunicazione del recesso e la cessazione effettiva: tutela l'azienda nella sostituzione e il lavoratore nella ricollocazione. Nel CCNL Lapidei i termini crescono con il livello di inquadramento e con l'anzianita' di servizio, dai pochi giorni dei livelli operativi con minore anzianita' fino a diversi mesi per i livelli apicali e i Quadri con lunga anzianita'. I valori precisi vanno verificati nel testo vigente, perché sono articolati per fasce e cambiano con i rinnovi.

Reciprocita': vale anche per le dimissioni

Un principio spesso trascurato e' la reciprocita': gli stessi termini valgono per le dimissioni del lavoratore. Chi lascia il posto deve rispettare il preavviso dovuto o corrispondere l'indennita' sostitutiva. Le dimissioni vanno inoltre rese con la procedura telematica del D.Lgs. 151/2015, con possibilita' di revoca entro sette giorni. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, che esonerano dal preavviso e danno diritto all'indennita' sostitutiva.

L'indennita' sostitutiva del preavviso

Quando una parte recede senza concedere il preavviso, deve all'altra l'indennita' sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo. Il datore può scegliere di non far lavorare il preavviso e pagarlo; il lavoratore che se ne va subito senza giusta causa può vederselo trattenere. E' una posta economica rilevante, soprattutto per i livelli con preavvisi lunghi.

Licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo

Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) presuppone un fatto così grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto: e' immediato e senza preavviso. Il giustificato motivo soggettivo (inadempimento notevole ma non gravissimo) e oggettivo (ragioni tecniche, organizzative, produttive) richiede invece il preavviso. Nel lavoro in cava e in stabilimento assumono particolare rilievo le violazioni gravi delle norme di sicurezza, che possono integrare la giusta causa.

La procedura e il contraddittorio disciplinare

Quando il licenziamento ha natura disciplinare, va preceduto dalla contestazione scritta dell'addebito e dal rispetto del termine a difesa (almeno cinque giorni) previsto dall'art. 7 dello Statuto dei lavoratori. La violazione di queste garanzie procedurali può rendere illegittimo il recesso a prescindere dalla fondatezza dell'addebito. E' un profilo che il lavoratore deve sempre controllare.

Tutele contro il licenziamento illegittimo

Il licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo, o viziato nella procedura, e' illegittimo e apre alle tutele di legge, diverse a seconda della data di assunzione e delle dimensioni dell'impresa. Il lavoratore che ritenga ingiusto il recesso deve impugnarlo nei termini di decadenza previsti, senza lasciar trascorrere i tempi, per non perdere il diritto a contestarlo.

Domande frequenti

Da cosa dipende la durata del preavviso nel settore lapideo?

Dal livello di inquadramento e dall'anzianita' di servizio: cresce dai pochi giorni dei livelli operativi con bassa anzianita' fino a diversi mesi per i livelli apicali e i Quadri. I valori precisi vanno letti nel CCNL Lapidei vigente.

Anche per dimettermi devo dare il preavviso?

Si, per reciprocita': le dimissioni richiedono gli stessi termini di preavviso. Vanno rese con la procedura telematica del D.Lgs. 151/2015, revocabili entro sette giorni. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa.

Cosa devo pagare se non rispetto il preavviso?

L'indennita' sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo non lavorato. Vale sia per il datore che licenzia con effetto immediato (fuori dalla giusta causa) sia per il lavoratore dimissionario.

Il licenziamento per giusta causa richiede il preavviso?

No. La giusta causa (art. 2119 c.c.) presuppone un fatto cosi' grave da non consentire la prosecuzione del rapporto: il recesso e' immediato e senza preavviso. Il giustificato motivo, invece, richiede il preavviso.

Entro quando posso impugnare un licenziamento che ritengo ingiusto?

Nei termini di decadenza previsti dalla legge. E' essenziale non lasciar trascorrere i tempi: la mancata impugnazione tempestiva fa perdere il diritto di contestare il recesso.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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