Indice
  1. La guida
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

La guida

CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

CCNL ANPAS Misericordie: maternità, paternità e congedi

Congedo di maternità pagato al 100%, divieto di lavoro notturno, paternità, congedo parentale e i due giorni per la malattia del figlio: cosa prevede il CCNL ANPAS-Misericordie.

In sintesi

Il congedo di maternità dura 5 mesi ed è pagato al 100% tra istituto previdenziale ed ente. Niente lavoro tra le 24 e le 6 fino a un anno del bambino. Il contratto aggiunge 2 giorni retribuiti l’anno per la malattia del figlio fino agli 8 anni.

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Dati contrattuali

CCNL
Personale dipendente ANPAS ODV – Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ODV e altre organizzazioni del Terzo settore
Parti sindacali
FP CGIL · CISL FP · UIL FPL
Firma definitiva
2 febbraio 2024
Vigenza
1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2022 (ultrattività e rinnovo tacito, art. 5)
Maternità e paternità
art. 73

Tabella riepilogativa (art. 73)

Maternità e paternità – cosa dice il contratto
Istituto Regola del contratto
Congedo di maternità 5 mesi: di norma 2 prima della data presunta del parto e 3 dopo; in alternativa 1 prima e 4 dopo, oppure 5 dopo, con le autorizzazioni mediche
Trattamento economico 100% della retribuzione media globale giornaliera, a carico dell’istituto previdenziale e dell’ente; tredicesima pagata dall’ente per lo stesso periodo
Congedo di paternità obbligatorio il contratto indica 7 giorni entro il 5° mese, rinviando all’aumento previsto dalla legge
Lavoro notturno divieto dalle 24 alle 6 dalla gravidanza fino a un anno del bambino; esonero fino a 3 anni (madre o padre convivente)
Reperibilità notturna non dovuta da chi rientra nelle tutele sul lavoro notturno
Malattia del figlio 2 giorni retribuiti l’anno fino agli 8 anni, con certificato (limite fissato dal CCNL: per legge il congedo non retribuito arriva a 14 anni, 10 giorni lavorativi l’anno)
Riposi giornalieri 2 riposi di un’ora nel primo anno (uno solo se l’orario è inferiore a 6 ore)
Congedo parentale fino ai 14 anni del figlio: 6 mesi per la madre, 6 (o 7) per il padre, 10 (o 11) in tutto; preavviso di 15 giorni

Congedo di maternità al 100%

La lavoratrice non può lavorare per cinque mesi a cavallo del parto: di norma i due mesi prima della data presunta e i tre mesi dopo. Con l’autorizzazione del medico specialista del SSN e del medico competente può astenersi da un mese prima a quattro mesi dopo, oppure nei cinque mesi successivi al parto. Per tutto il congedo obbligatorio riceve il 100% della retribuzione media globale giornaliera, tra indennità dell’istituto previdenziale e integrazione dell’ente, e il periodo conta nell’anzianità a tutti gli effetti (art. 73, commi 5 e 7).

Tutele in gravidanza

  • Permessi retribuiti per esami prenatali e visite che coincidono con l’orario di lavoro, con documentazione (comma 2).
  • Divieto di trasporto e sollevamento di pesi e di lavori pericolosi, faticosi e insalubri (comma 3).
  • Divieto di lavoro tra le 24 e le 6 dall’accertamento della gravidanza fino a un anno del bambino (comma 8).
  • Divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino a un anno del bambino, salvi i casi dell’art. 54 del D.Lgs. 151/2001 (comma 9).

Paternità

Il testo del contratto indica un congedo obbligatorio di 7 giorni entro il quinto mese di vita del bambino e precisa che il numero dei giorni «sarà aumentato» secondo la legge nazionale (comma 6). La durata da applicare è quindi quella di legge in vigore.

Congedo parentale e malattia del figlio

Entro i 14 anni del figlio ciascun genitore può assentarsi: la madre fino a 6 mesi, il padre fino a 6 mesi (7 se ne usa almeno 3), un genitore solo fino a 10 mesi; in tutto non oltre 10 mesi, 11 se il padre ne usa almeno 7. Va chiesto con almeno 15 giorni di preavviso, salvo urgenza (comma 13). La misura dell’indennità la fissa la legge (comma 14).

Novità del contratto: fino agli 8 anni del figlio ogni genitore ha 2 giorni retribuiti l’anno per la malattia del bambino, con certificato di un medico del SSN o convenzionato (comma 16).

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Casi pratici

Tizio – autista soccorritore diventato padre
Tizio, soccorritore autista in categoria C, diventa padre. Usa il congedo di paternità obbligatorio entro il quinto mese di vita della figlia, nella durata prevista dalla legge. Negli anni successivi, quando la bambina si ammala, ha 2 giorni retribuiti l’anno fino agli 8 anni.
Caia – infermiera in gravidanza
Caia è infermiera, categoria D. Dall’accertamento della gravidanza non può essere adibita al sollevamento di pesi né al lavoro tra le 24 e le 6; l’ente deve organizzarle mansioni compatibili. Durante i 5 mesi di congedo riceve il 100% della retribuzione.
Sempronia – OSS dopo il congedo
Sempronia, OSS in categoria C, rientra dopo il congedo di maternità. Fino a un anno del bambino ha diritto a due riposi giornalieri di un’ora; fino a 3 anni non è obbligata al lavoro notturno.

Fonti e approfondimenti

Scheda divulgativa aggiornata al testo del CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 (firma definitiva 2 febbraio 2024). Per il proprio caso conviene rivolgersi al sindacato di categoria (FP CGIL, CISL FP, UIL FPL), a un consulente del lavoro o all’Ispettorato territoriale del lavoro.

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Approfondimento

Indice dei contenuti

Il lavoro nel soccorso e nel volontariato organizzato presenta una peculiarità che nessun altro settore conosce con la stessa intensità: la prestazione si svolge spesso a bordo di un'ambulanza, in turni anche notturni, con sollevamento di pazienti e barelle. Su questo sfondo le tutele della genitorialità non sono un mero adempimento amministrativo, ma un sistema di protezione fisica della lavoratrice e del nascituro. Il CCNL Servizi Assistenziali ANPAS-Misericordie si innesta sul Testo Unico a tutela della maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001, come riformato dal D.Lgs. 105/2022) e ne migliora il trattamento economico, lasciando inalterato l'impianto inderogabile di legge.

L'astensione obbligatoria e la sua flessibilità

Il congedo di maternità copre cinque mesi: nella configurazione tradizionale due mesi prima della data presunta del parto e tre dopo, ma la legge consente la cosiddetta flessibilità, con possibilità di posticipare l'astensione fino a un mese dal parto se le condizioni di salute lo permettono e vi è certificazione medica. Per chi opera nel soccorso questa flessibilità va però letta insieme al divieto di adibizione a mansioni gravose: anche volendo posticipare l'astensione, la lavoratrice in gravidanza non può essere impiegata in attività di trasporto sanitario incompatibili con il suo stato.

L'astensione anticipata per chi lavora in ambulanza

Qui sta la specificità più rilevante del settore. La mansione di soccorritore comporta movimentazione manuale di carichi, posture incongrue, esposizione a rischio biologico e turnazione notturna. Quando l'azienda non può spostare la lavoratrice a mansioni diurne e compatibili, interviene l'astensione anticipata disposta dall'autorità competente (oggi l'Ispettorato territoriale del lavoro per i rischi lavorativi). È un istituto che anticipa l'inizio del congedo ben prima dei due mesi ordinari, proprio perché il rischio è strutturale alla mansione.

Il divieto di lavoro notturno e di mansioni a rischio

Dalla gravidanza accertata fino al compimento del primo anno del bambino la lavoratrice non può essere obbligata al lavoro notturno. Per un'organizzazione che garantisce il servizio 24 ore su 24 questo significa riorganizzare i turni: l'obbligo non è derogabile da accordi individuali. Il datore deve garantire una collocazione diurna equivalente, senza penalizzazioni retributive o di carriera.

L'integrazione economica del CCNL

La legge prevede che durante la maternità obbligatoria l'INPS eroghi un'indennità pari all'80% della retribuzione. Il contratto colma la differenza portando il trattamento complessivo al 100%: la lavoratrice non subisce alcuna decurtazione del reddito durante i cinque mesi di astensione. Per gli importi di dettaglio e le modalità di anticipo da parte del datore con successivo conguaglio occorre fare riferimento alle circolari INPS aggiornate e al testo contrattuale vigente, evitando di affidarsi a stime.

Congedo di paternità e condivisione della cura

Il padre fruisce di dieci giorni di congedo obbligatorio, retribuiti integralmente a carico dell'INPS, da utilizzare nei due mesi precedenti e nei cinque successivi alla nascita. È un diritto autonomo, non condizionato alla rinuncia della madre. Si affianca al congedo parentale, spettante a entrambi i genitori entro i limiti complessivi di legge, con la possibilità di frazionamento utile a chi lavora su turni.

Riposi per allattamento e divieto di licenziamento

Durante il primo anno di vita del bambino la lavoratrice ha diritto a due ore giornaliere di riposo retribuito (una sola ora se l'orario è inferiore a sei ore), raddoppiabili in caso di parto plurimo. A protezione dell'intero periodo opera il divieto di licenziamento, che decorre dall'inizio della gestazione e si estende fino al compimento di un anno del bambino: eventuali recessi intimati in questo arco sono nulli, salve le ipotesi tassative ammesse dalla legge (cessazione dell'attività, giusta causa, esito negativo della prova).

Domande frequenti

Il congedo di maternità è pagato al 100%?

Sì: per tutto il congedo obbligatorio la lavoratrice riceve il 100% della retribuzione media globale giornaliera, tra indennità previdenziale e integrazione dell'ente (art. 73, comma 7).

Fino a quando non si può lavorare di notte?

Dall'accertamento della gravidanza fino a un anno del bambino non si lavora tra le 24 e le 6; fino a 3 anni la madre, o il padre convivente, non è obbligata al lavoro notturno.

Quanti giorni spettano per la malattia del figlio?

2 giorni retribuiti l'anno fino agli 8 anni del figlio, con certificato medico (art. 73, comma 16).

Quanto dura il congedo parentale?

Fino a 6 mesi per la madre e 6 (o 7) per il padre, 10 (o 11) per entrambi, entro i 14 anni del figlio; preavviso di 15 giorni.

Quanti giorni di paternità obbligatoria?

Il contratto indica 7 giorni e rinvia agli aumenti di legge: si applica la durata prevista dalla legge in vigore.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 giugno 2026
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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