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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Disciplina la procedura di restituzione dei beni sequestrati al termine del procedimento.
  • Restituzione disposta d'ufficio o su istanza dell'interessato esente da bollo.
  • Condizione: pagamento preventivo delle spese di custodia e conservazione.
  • Eccezioni: provvedimenti di archiviazione, non luogo, proscioglimento, terzi proprietari, sequestro revocato.
  • Spese di custodia dovute dall'avente diritto dopo 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento.

Testo dell'articoloVigente

Art. 150 D.P.R. 115/2002

D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia

1. La restituzione dei beni sequestrati è disposta dal magistrato d'ufficio o su richiesta dell'interessato esente da bollo; è comunque disposta dal magistrato quando la sentenza è diventata inoppugnabile. Della avvenuta restituzione è redatto verbale.

2. La restituzione è concessa a condizione che prima siano pagate le spese per la custodia e la conservazione delle cose sequestrate, salvo che siano stati pronunciati provvedimento di archiviazione, sentenza di non luogo a procedere o sentenza di proscioglimento ovvero che le cose sequestrate appartengano a persona diversa dall'imputato o che il decreto di sequestro sia stato revocato a norma dell' articolo 324 del codice di procedura penale .

3. Le spese di custodia e di conservazione sono in ogni caso dovute dall'avente diritto alla restituzione per il periodo successivo al trentesimo giorno decorrente dalla data in cui il medesimo ha ricevuto la comunicazione del provvedimento di restituzione.

4. Il provvedimento di restituzione è comunicato all'avente diritto ed al custode. Con il medesimo provvedimento è data comunicazione che le spese di custodia e conservazione delle cose sequestrate, decorsi trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, sono in ogni caso a carico dell'avente diritto alla restituzione e che le somme o valori sequestrati, decorsi tre mesi dalla rituale comunicazione senza che l'avente diritto abbia provveduto al ritiro, sono devoluti alla cassa delle ammende.

Commento

L'articolo 150 disciplina nel dettaglio la procedura di restituzione dei beni sottoposti a sequestro penale, regolando i tempi, le modalita, gli oneri economici e le eccezioni applicabili. La norma equilibra tutela del proprietario, esigenze processuali e contenimento della spesa pubblica.

L'iniziativa della restituzione

Il comma 1 prevede due modalita di attivazione. Prima: d'ufficio, quando il magistrato verifica la cessazione delle esigenze processuali (sentenza di proscioglimento, archiviazione, decreto di non luogo, riesame favorevole). Seconda: su richiesta dell'interessato (proprietario, possessore legittimo, terzo avente diritto). La richiesta e esente da bollo, in linea con il favor per la riappropriazione del bene da parte del legittimo titolare. La restituzione e comunque disposta d'ufficio quando la sentenza diventa inoppugnabile, anche in assenza di richiesta.

La verbalizzazione

Della avvenuta restituzione e redatto verbale dal custode giudiziario, in contraddittorio con l'avente diritto. Il verbale documenta lo stato del bene, l'identita di chi riceve, eventuali contestazioni. Costituisce atto fondamentale per liberare la responsabilita del custode e per consentire eventuali rilievi successivi del beneficiario.

La condizione del pagamento delle spese

Il comma 2 introduce una condizione importante: la restituzione e concessa a condizione che siano preventivamente pagate le spese per la custodia e la conservazione delle cose sequestrate. La regola incentiva la rapida ripresa del bene da parte dell'avente diritto e copre il costo del servizio di custodia.

Le eccezioni alla condizione di pagamento

La condizione del pagamento e esclusa in quattro casi: provvedimento di archiviazione del procedimento; sentenza di non luogo a procedere; sentenza di proscioglimento; appartenenza delle cose sequestrate a persona diversa dall'imputato (terzi proprietari estranei al procedimento); decreto di sequestro revocato a norma dell'articolo 324 c.p.p. (riesame). La ratio: in tali ipotesi non sussiste alcun fondamento per gravare l'avente diritto delle spese, essendo venuta meno qualsiasi imputazione del fatto generante il sequestro.

Il regime temporale delle spese

Il comma 3 chiarisce un punto cruciale: le spese di custodia e di conservazione sono in ogni caso dovute dall'avente diritto alla restituzione per il periodo successivo al trentesimo giorno dalla comunicazione del provvedimento. La regola opera anche nei casi di esenzione del comma 2: dopo 30 giorni dalla comunicazione dell'invito al ritiro, il beneficiario subisce comunque i costi di mantenimento del bene non ritirato. La norma incentiva l'effettivo ritiro tempestivo, evitando che i beni restino indefinitamente in custodia a spese erariali per inerzia dell'avente diritto.

Le comunicazioni

Il comma 4 dispone la comunicazione del provvedimento di restituzione all'avente diritto e al custode. La doppia comunicazione assicura conoscibilita e operativita: l'avente diritto sa di dover ritirare e il custode sa di dover consegnare. Le comunicazioni avvengono nelle forme delle notificazioni ordinarie del processo penale.

Cross-reference

L'articolo 150 si legge con l'articolo 149 (apertura del capo), gli articoli 262-263 c.p.p. (restituzione), l'articolo 324 c.p.p. (riesame del sequestro), l'articolo 240 c.p. (confisca), l'articolo 530 c.p.p. (sentenza di proscioglimento), il d.lgs. 159/2011 (codice antimafia per i sequestri preventivi a fini di confisca). La Cassazione penale ha precisato che la condizione del pagamento opera solo per le spese effettivamente sostenute e documentate dal custode, e che l'amministrazione giudiziaria deve fornire conto dettagliato (Cass. pen., sez. III, sentenze costanti). Per i casi di terzi proprietari, la Corte costituzionale ha rafforzato la tutela ritenendo costituzionalmente illegittime previsioni che gravassero il terzo estraneo di costi non riconducibili a sua scelta o responsabilita. Sul piano operativo, la gestione delle restituzioni e affidata alle cancellerie penali con il supporto di custodi giudiziari professionali; i tempi medi di ritiro variano significativamente (30-120 giorni dalla disponibilita), con frequenti complicazioni per beni voluminosi o di difficile trasporto. Per ridurre il fenomeno dell'abbandono dei beni dopo restituzione disposta, alcune procure hanno adottato prassi di comunicazioni semplificate (PEC, raccomandata con avviso) e di solleciti periodici.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Restituzione dopo proscioglimento

Caso 2: Caso 2 — Terzo proprietario

Domande frequenti

Come si ottiene la restituzione dei beni sequestrati?

Su richiesta esente da bollo dell'interessato o d'ufficio dal magistrato. E comunque disposta d'ufficio quando la sentenza diventa inoppugnabile.

Si devono pagare spese per riavere i beni?

Si, di norma. Si pagano preventivamente le spese di custodia e conservazione. Sono pero esenti i casi di archiviazione, non luogo, proscioglimento, beni di terzi estranei e sequestro revocato.

Cosa succede se non ritiro entro 30 giorni dalla comunicazione?

Le spese di custodia successive sono comunque a carico dell'avente diritto, anche se rientra in una delle ipotesi di esenzione iniziale. La regola incentiva il ritiro tempestivo.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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