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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Estende il patrocinio anche allo straniero regolarmente soggiornante e all'apolide.
  • Si applica a enti e associazioni senza scopo di lucro e senza attività economica.
  • Lo straniero deve essere regolare al momento del fatto o del sorgere del rapporto.
  • Attua il principio di non discriminazione nell'accesso alla giustizia.
  • Esclude per definizione gli irregolari e gli enti commerciali.

Testo dell'articoloVigente

Art. 119 D.P.R. 115/2002

D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia

1. Il trattamento previsto per il cittadino italiano è assicurato, altresì, allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare e all'apolide, nonché ad enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.

Commento

L'articolo 119 estende l'accesso al patrocinio a spese dello Stato oltre il cittadino italiano, attuando i principi costituzionali di uguaglianza e diritto di difesa anche per i non cittadini e per le formazioni sociali non a scopo di lucro.

L'equiparazione dello straniero regolare

Allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale è assicurato lo stesso trattamento del cittadino italiano. Il requisito della regolarità deve sussistere al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare, non al momento dell'istanza. Questa specificazione è importante: chi era regolare all'epoca dei fatti e poi diventa irregolare conserva l'accesso al patrocinio.

L'apolide

Anche l'apolide è equiparato al cittadino italiano. L'apolidia, condizione di assenza di cittadinanza, è disciplinata dalla Convenzione di New York del 1954 ratificata con legge 306/1962. Il riconoscimento amministrativo dello status di apolide può seguire la procedura davanti al tribunale (legge 91/1992) o quella amministrativa del ministero dell'interno.

Gli enti e le associazioni non lucrative

La norma include enti e associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica. La doppia negazione è restrittiva: occorre l'assenza sia dello scopo di lucro sia dell'esercizio di attività economica. Sono tipicamente ammessi: ONLUS, enti del terzo settore non commerciali, associazioni di volontariato, comitati senza personalità giuridica con finalità solidaristica.

Gli esclusi

Restano fuori dal patrocinio gli stranieri irregolari (salvo casi specifici di accesso alla giurisdizione ex art. 24 Cost. e art. 19 d.lgs. 286/1998), le società commerciali, gli enti che pur senza scopo di lucro esercitano attività economiche stabili. La giurisprudenza ha confermato il rigore dell'esclusione anche per cooperative sociali che superino determinate soglie di attività commerciale.

Cross-reference

L'articolo 119 si legge con l'articolo 24 Cost. (diritto di difesa), l'articolo 19 d.lgs. 286/1998 (irregolari), il d.lgs. 117/2017 (codice del terzo settore), gli articoli 76 (limite di reddito), 78 (istanza). La Corte costituzionale (sent. 22/2005 e successive) ha chiarito l'estensione del diritto di difesa anche oltre i limiti formali della norma. Sul piano della prova della regolarità del soggiorno per lo straniero, vale la documentazione amministrativa standard: permesso di soggiorno valido, certificato consolare di residenza, ricevuta di rinnovo in corso di validità. Per gli stranieri lungo-soggiornanti (titolari di permesso UE) l'equiparazione al cittadino italiano è automatica. Per i rifugiati e titolari di protezione internazionale si applicano regole speciali della Convenzione di Ginevra (1951) e della legislazione di attuazione, con accesso al patrocinio garantito anche oltre i limiti formali della regolarità del soggiorno. La giurisprudenza ha esteso la tutela ai familiari ricongiunti, ai minori stranieri non accompagnati e ai richiedenti asilo nella fase di esame della domanda, sempre in coerenza con il principio costituzionale di pieno accesso alla giurisdizione.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Cittadino marocchino con permesso scaduto

Caso 2: Caso 2 — Associazione di volontariato

Domande frequenti

Lo straniero irregolare può accedere al patrocinio?

In linea di principio no, ma la giurisprudenza ha riconosciuto l'accesso in materie collegate al diritto alla giurisdizione ex art. 24 Cost., come il giudizio sull'espulsione.

Quando deve essere regolare lo straniero?

Al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo, non al momento dell'istanza. La regolarità originaria si conserva ai fini del beneficio.

Quali enti possono accedere?

Solo quelli che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica: ONLUS, associazioni di volontariato, enti del terzo settore non commerciali.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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