- L'MCR si calcola con formula semplice basata su premi sottoscritti netti e riserve tecniche.
- Coefficienti differenti per ramo vita e ramo danni.
- Il risultato e' poi confrontato con cap 45% e floor 25% dello SCR.
- L'MCR e' segnalato trimestralmente.
- Le riassicurazioni passive riducono la base di calcolo entro limiti.
Testo dell'articoloVigente
Art. 47-ter D.Lgs. 209/2005 — (Calcolo del Requisito Patrimoniale Minimo)
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 — Codice delle assicurazioni private
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1. 1. Il Requisito Patrimoniale Minimo è calcolato conformemente alle relative disposizioni di attuazione adottate dalla Commissione europea nel rispetto dei seguenti principi: a) è calcolato in modo chiaro e semplice, al fine di garantire la possibilità di una revisione; b) corrisponde ad un importo di fondi propri di base ammissibili al di sotto del quale i contraenti, i beneficiari, gli assicurati e gli altri aventi diritto a prestazioni assicurative sarebbero esposti ad un livello di rischio inaccettabile qualora all'impresa fosse consentito di continuare la propria attività; c) la funzione lineare di cui al comma 2, utilizzata per calcolare il Requisito Patrimoniale Minimo, è calibrata sul valore a rischio dei fondi propri di base dell'impresa con un livello di confidenza dell'ottantacinque per cento (85 %) su un periodo di un anno; d) il livello minimo assoluto è pari a: 1) 2.500.000 euro per le imprese di assicurazione danni, comprese le imprese di assicurazione captive, salvo il caso in cui sia coperta la totalità o parte dei rischi compresi in uno dei rami da 10 a 15 elencati all'articolo 2, comma 3, nel qual caso non può essere inferiore a 3.700.000 euro; 2) 3.700.000 euro per le imprese di assicurazione vita, comprese le imprese di assicurazione captive; 3) 6.200.000 euro, ossia la somma degli importi di cui ai numeri 1) e 2) per le imprese che esercitano congiuntamente i rami vita e danni.
2. Fatto salvo il comma 3, il Requisito Patrimoniale Minimo è calcolato come funzione lineare di un insieme o sottoinsieme delle seguenti variabili: riserve tecniche, premi contabilizzati, capitale a rischio, imposte differite e costi amministrativi dell'impresa. Le variabili utilizzate sono calcolate al netto della riassicurazione.
3. Fatto salvo quanto previsto al comma 1, lettera d), il Requisito Patrimoniale Minimo non può scendere al di sotto del venticinque per cento (25%) né superare il quarantacinque per cento (45%) del Requisito Patrimoniale di Solvibilità dell'impresa, calcolato conformemente alle Sezioni II e III del presente Capo, ivi incluse le eventuali maggiorazioni del capitale imposte ai sensi dell'articolo 47-sexies.
4. Fino al 31 dicembre 2017, l'IVASS ha la facoltà di esigere che l'impresa applichi le percentuali di cui al comma 3 solo al Requisito Patrimoniale di Solvibilità calcolato conformemente alla Sezione II del presente Capo.
5. L'impresa calcola il Requisito Patrimoniale Minimo almeno ogni tre mesi e comunica il risultato di tale calcolo all'IVASS.
6. Ai fini del calcolo dei limiti di cui al comma 3 l'impresa non è tenuta a calcolare il proprio requisito patrimoniale di solvibilità su base trimestrale.
7. Se il Requisito Patrimoniale Minimo di cui al comma 5 coincide con uno dei limiti di cui al comma 3, l'impresa fornisce all'IVASS le informazioni necessarie a comprendere adeguatamente le ragioni per cui si è verificata tale coincidenza.
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Commento
La formula lineare
L'MCR e' calcolato con formula lineare (Linear MCR), molto più semplice della formula standard dello SCR. La base e' costituita da: premi sottoscritti netti negli ultimi dodici mesi; riserve tecniche al netto delle riassicurazioni; capital at risk per il ramo vita. Coefficienti regolamentari (regolamento delegato 2015/35/UE artt. 250-253) trasformano queste basi in MCR.
Ramo vita
Per il ramo vita, la base e' tipicamente: 3,7% del capital at risk per polizze caso morte; 0,3% delle riserve tecniche per polizze caso vita; coefficienti differenziati per unit linked. La somma e' l'MCR vita "lineare".
Ramo danni
Per il ramo danni, la base e' una percentuale dei premi netti annui (1,6-2,5% a seconda del ramo) sommata a una percentuale delle riserve tecniche (variabile per ramo). I rami a maggior volatilita' (RC professionale, cauzioni, credito) hanno coefficienti più elevati.
Verifica vs cap e floor
Calcolato l'MCR lineare, lo si confronta con SCR x 25% (floor) e SCR x 45% (cap). Se MCR lineare e' nella fascia, e' lo MCR finale; altrimenti scatta cap o floor. Si confronta poi con l'absolute floor per tipologia di impresa: se MCR sotto absolute floor, MCR e' portato all'absolute floor.
Riassicurazione e MCR
Le riserve nette delle riassicurazioni cedute riducono la base di calcolo. La direttiva e i regolamenti delegati limitano il beneficio: la cessione deve essere effettiva, il riassicuratore deve avere rating adeguato, le clausole devono trasferire effettivamente il rischio. Riassicurazioni finite o di facciata non sono ammesse a riduzione MCR.
Cadenza del calcolo e reporting
Il calcolo richiesto da art. 47-ter ha cadenza trimestrale per l'MCR e annuale (con verifiche infrannuali in caso di scostamenti significativi) per il SCR. I report quantitativi (QRT - Quantitative Reporting Templates) sono trasmessi in formato XBRL tramite la piattaforma INFOSTAT-IVASS entro termini fissati dal Regolamento IVASS n. 33/2016. I ritardi anche minimi sono rilevati automaticamente dal sistema e comportano misure prudenziali immediate, prima ancora dell'eventuale procedimento sanzionatorio. L'impresa mantiene un calendario interno di chiusura che anticipi di almeno una settimana le scadenze regolamentari.
Disciplina della maggiorazione del capitale
Quando il SCR calcolato (formula standard o modello interno) non riflette adeguatamente il profilo di rischio dell'impresa, IVASS può imporre una maggiorazione del capitale (capital add-on, art. 37 Direttiva Solvency II, art. 47-sexies del Codice). I presupposti tassativi sono: scostamento significativo del profilo di rischio dalle ipotesi alla base del calcolo; deviazione significativa del sistema di governance dagli standard; deviazione significativa dalle assunzioni alla base dell'aggiustamento per congruità o volatilità. Art. 47-ter si lega a questo strumento perché il rispetto degli adempimenti tecnici riduce il rischio di add-on, mentre la loro violazione lo presuppone.
Soglie quantitative e funzione di trigger
Il Requisito Patrimoniale Minimo (MCR) opera come soglia di intervento ultimo: scende fra il 25% e il 45% del SCR con un floor assoluto (3,7 mln euro per i rami danni 1-9, 18, 2,5 mln per altri rami danni, 3,7 mln per il vita, 3,6 mln per la riassicurazione, importi indicizzati). Il suo breach attiva poteri eccezionali di IVASS: divieto di stipula di nuovi contratti, revoca dell'autorizzazione (art. 222), piano di finanziamento a breve. Art. 47-ter si colloca in questo perimetro: la violazione delle prescrizioni di calcolo o reporting compromette la tempestività dell'intervento e può essere autonomamente sanzionata.
Casi pratici
Caso 1: Caso Tizio Vita — calcolo trimestrale
Caso 2: Caso Caia Danni — riassicurazione e cessione
Domande frequenti
L'MCR puo' essere superiore all'SCR?
No, mai. Il cap del 45% dello SCR garantisce che l'MCR sia sempre minore. Se la formula lineare producesse valore superiore, scatterebbe il cap.
Le riassicurazioni con captive consolidate riducono MCR?
Solo se la captive ha rating adeguato e capacita' effettiva di assorbire il rischio. Le riassicurazioni intercompany sono soggette a verifica rafforzata.
L'MCR e' uguale per imprese vita e danni miste?
No. Le imprese composite (vita + danni) calcolano due MCR separati (notional MCR per attivita') che si sommano per l'MCR totale.
Vedi anche