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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Gli attivi a copertura delle riserve del lavoro indiretto (riassicurazione accettata) vita e danni sono investiti secondo il principio della persona prudente.
  • Si tiene conto della natura, dell'ammontare e della cadenza dei pagamenti verso l'impresa cedente.
  • I commi 1 e 3 sono stati abrogati dal D.Lgs. 74/2015 nel passaggio a Solvency II.
  • La disciplina opera in stretto coordinamento con l'art. 37-ter (persona prudente) e con l'obbligo di gestione separata ex art. 42, comma 1-ter.
  • Le compagnie di riassicurazione pura applicano la stessa logica al proprio portafoglio.

Testo dell'articoloVigente

Art. 42-bis D.Lgs. 209/2005 — Attivi a copertura delle riserve tecniche del lavoro indiretto

D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 — Codice delle assicurazioni private

1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 74 .

((

2. Gli attivi a copertura delle riserve tecniche del lavoro indiretto dei rami vita e dei rami danni sono investiti nel rispetto del principio della persona prudente di cui all'articolo 37-ter e tengono conto del tipo di affari assunti dall'impresa ed in particolare, della natura, dell'ammontare e della cadenza dei pagamenti nei confronti dell'impresa cedente.

))

3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 74 .

Commento

Cosa è il lavoro indiretto

Il lavoro indiretto è la riassicurazione accettata: l'impresa, in qualità di riassicuratore, assume il rischio ceduto da un'altra compagnia (cedente). A differenza del lavoro diretto, la controparte non è il contraente persona fisica o l'impresa cliente, ma un'altra compagnia. La struttura dei flussi è diversa: i premi affluiscono in base ai trattati (proporzionali, in eccesso di danno, stop loss) e i sinistri vengono pagati alla cedente, non al danneggiato finale.

Il principio della persona prudente applicato

Il comma 2 richiama integralmente l'art. 37-ter: l'impresa investe gli attivi a copertura del lavoro indiretto secondo gli stessi criteri prudenziali del diretto. Non esiste una disciplina di favore o un regime semplificato: la riassicurazione è regolata con la stessa rigorosità per non trasferire fragilità tra le imprese del mercato.

Specificità del business riassicurativo

La norma chiede di tener conto di tre parametri specifici: la natura degli affari assunti (vita, danni, catastrofale, RC, marine), l'ammontare e la cadenza dei pagamenti verso la cedente. Un trattato catastrofale ha pagamenti rari ma elevatissimi e improvvisi: richiede asset altamente liquidi anche a costo di rendimenti inferiori. Un trattato vita ha pagamenti regolari di lunghissimo termine: tollera asset più illiquidi ma con duration coerente.

Il coordinamento con la segregazione del registro

L'art. 42, comma 1-ter impone che gli attivi del lavoro indiretto siano "gestiti ed organizzati separatamente" dal diretto, senza possibilità di trasferimento. Significa che esistono di fatto due registri o due sezioni del registro: una per il diretto, una per la riassicurazione accettata. La separatezza tutela il sistema riassicurativo internazionale: la cedente sa che gli attivi a copertura del proprio rischio non finiscono nella massa del diretto.

Riassicuratori puri e compagnie miste

Per i riassicuratori puri (società autorizzate alla sola riassicurazione, art. 4-bis) tutto il portafoglio è lavoro indiretto: la disciplina dell'art. 42-bis assorbe sostanzialmente l'art. 38. Per le compagnie miste (diretto + accettazione in riassicurazione, frequenti nei gruppi internazionali) la disciplina opera selettivamente sui soli attivi del comparto riassicurazione.

Aggiustamento per congruità e per volatilità

La curva di attualizzazione applicata al calcolo richiamato da art. 42-bis può essere modificata con due aggiustamenti opzionali: l'aggiustamento per congruità (matching adjustment, art. 36-septies) riservato a portafogli vita con flussi di cassa altamente prevedibili e attivi dedicati; l'aggiustamento per volatilità (volatility adjustment, art. 36-octies) applicabile dalla generalità delle imprese previa autorizzazione IVASS. Entrambi alleggeriscono l'impatto delle oscillazioni di breve termine degli spread sui titoli obbligazionari ma richiedono governance dedicata e disclosure nella SFCR. La rinuncia agli aggiustamenti non è soggetta a autorizzazione ma è irreversibile per tre esercizi.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Tizio Re S.p.A. e il trattato catastrofale

Caso 2: Caso 2 — Caia Assicurazioni mista e la segregazione operativa

Domande frequenti

Cosa cambia tra una riserva del diretto e una del lavoro indiretto?

La natura dell'obbligazione: nel diretto l'impresa deve all'assicurato o al beneficiario; nell'indiretto deve alla cedente. Cambia anche la quantificazione: nel diretto si stima la prestazione attesa al singolo contratto; nell'indiretto si applica la struttura del trattato di riassicurazione (quota, eccesso, priorità, plafonds).

Perché il legislatore ha imposto la gestione separata?

Per evitare la confusione tra due cicli industriali con rischi e durate diverse, e per proteggere il sistema riassicurativo internazionale. Se gli attivi del diretto e dell'indiretto fossero fungibili, la cedente perderebbe la garanzia che il riassicuratore disponga di patrimonio dedicato al proprio rischio.

Il riassicuratore extra-UE è soggetto allo stesso regime?

Solo se opera in regime di stabilimento o servizi nell'UE. Diversamente, l'art. 37-ter, comma 5 attribuisce all'IVASS un potere di richiedere garanzie reali o localizzazione di attivi nei confronti di riassicuratori basati in Stati terzi non riconosciuti equivalenti sotto il profilo della solvibilità.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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