- Stabilisce l'obbligo per le regioni di adottare il piano paesaggistico.
- Il piano è elaborato d'intesa fra Ministero della cultura e Regione.
- Strumento di pianificazione integrata di tutela e valorizzazione.
- Riconosce, delimita e regola i diversi ambiti paesaggistici regionali.
- Strumento sovraordinato rispetto agli altri piani urbanistici.
Testo dell'articoloVigente
Art. 135 D.Lgs. 42/2004 — (Pianificazione paesaggistica)
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio
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1. Lo Stato e le regioni assicurano che tutto il territorio sia adeguatamente conosciuto, salvaguardato, pianificato e gestito in ragione dei differenti valori espressi dai diversi contesti che lo costituiscono. A tale fine le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso il territorio mediante piani paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici, entrambi di seguito denominati: "piani paesaggistici". L'elaborazione dei piani paesaggistici avviene congiuntamente tra Ministero e regioni, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all'articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), nelle forme previste dal medesimo articolo 143.
2. I piani paesaggistici, con riferimento al territorio considerato, ne riconoscono gli aspetti e i caratteri peculiari, nonché le caratteristiche paesaggistiche, e ne delimitano i relativi ambiti.
3. In riferimento a ciascun ambito, i piani predispongono specifiche normative d'uso, per le finalità indicate negli articoli 131 e 133, ed attribuiscono adeguati obiettivi di qualità.
4. 4. Per ciascun ambito i piani paesaggistici definiscono apposite prescrizioni e previsioni ordinate in particolare: a) alla conservazione degli elementi costitutivi e delle morfologie dei beni paesaggistici sottoposti a tutela, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi, nonché delle esigenze di ripristino dei valori paesaggistici; b) alla riqualificazione delle aree compromesse o degradate; c) alla salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche degli altri ambiti territoriali, assicurando, al contempo, il minor consumo del territorio; d) alla individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio, in funzione della loro compatibilità con i diversi valori paesaggistici riconosciuti e tutelati, con particolare attenzione alla salvaguardia dei paesaggi rurali e dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
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Commento
Obbligo regionale di pianificazione
L'articolo 135 introduce uno degli obblighi più rilevanti della Parte III: ogni regione deve adottare il piano paesaggistico per l'intero territorio. La pianificazione paesaggistica non è facoltativa né residuale: è prescritta dalla legge nazionale e costituisce condizione per la coerente tutela del paesaggio. L'inadempimento regionale ha rappresentato per anni una criticità sistemica, oggi parzialmente superata.
Intesa Ministero-Regione
Il piano è elaborato d'intesa fra Ministero della cultura e Regione. L'intesa non è un mero parere o consultazione, ma un atto di concorde determinazione: entrambe le parti devono condividere i contenuti del piano. Senza intesa il piano non è valido. La cooperazione concreta si realizza attraverso un comitato tecnico paritetico, riunioni operative, validazione condivisa delle cartografie e delle prescrizioni.
Contenuti minimi del piano
Il piano paesaggistico individua: gli ambiti paesaggistici e i caratteri identificativi; le aree e i beni paesaggistici di cui all'articolo 134; le prescrizioni e gli indirizzi per la conservazione, la gestione, la valorizzazione; le opere di interesse pubblico ammesse e le condizioni; le misure di mitigazione e compensazione per gli interventi consentiti. Il livello di dettaglio varia per ambito territoriale ma il quadro deve essere completo.
Carattere sovraordinato
Il piano paesaggistico ha carattere sovraordinato rispetto agli altri strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. Piani regolatori comunali, piani territoriali di coordinamento provinciale, piani di settore devono adeguarsi alle prescrizioni del piano paesaggistico. La giurisprudenza ha confermato la natura ipergerarchica del piano paesaggistico, che prevale anche su strumenti urbanistici già vigenti, imponendo loro adeguamento.
Procedimento di approvazione
Il procedimento prevede: elaborazione tecnica congiunta, adozione regionale, pubblicazione e osservazioni, approvazione definitiva con intesa Ministero-Regione, pubblicazione sul Bollettino regionale. I tempi sono in genere lunghi (anni). La complessità è amministrativa ma anche politica: il piano comporta scelte di tutela impattanti su attività economiche (edilizia, turismo, agricoltura) e suscita opposizioni di soggetti locali.
Stato di attuazione regionale
L'attuazione del piano paesaggistico è disomogenea sul territorio italiano. Alcune regioni hanno approvato piani moderni e operativi (ad esempio Puglia, Toscana); altre sono ancora in fase di elaborazione o di approvazione contestata. Le regioni a statuto speciale hanno discipline parzialmente derogatorie. Il quadro nazionale resta in evoluzione e l'attenzione del legislatore e della giurisprudenza si concentra sulla qualità e sull'efficacia operativa dei piani adottati, oltre che sulla loro effettiva applicazione da parte degli strumenti urbanistici subordinati. La disomogeneità ha effetti pratici: investimenti immobiliari, scelte agricole, programmazione energetica sono condizionati dalla maturità del quadro pianificatorio della singola regione.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Adeguamento del PRG
Caso 2: Caso 2 — Piano contestato per difetto di intesa
Domande frequenti
Le regioni devono avere un piano paesaggistico?
Sì, per legge. L'articolo 135 obbliga ogni regione a dotarsi del piano paesaggistico per l'intero territorio, elaborato d'intesa fra Ministero della cultura e Regione.
Cosa contiene il piano paesaggistico?
Individua gli ambiti paesaggistici, le aree e i beni di cui all'articolo 134, le prescrizioni di tutela, le opere ammesse, le misure di mitigazione. Funge da strumento integrato di tutela e valorizzazione.
Il piano paesaggistico prevale sui piani urbanistici comunali?
Sì. Ha carattere sovraordinato. PRG, PUC e altri piani devono adeguarsi alle prescrizioni paesaggistiche. La giurisprudenza ha riconosciuto la natura ipergerarchica del piano paesaggistico.
Vedi anche