← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il risanamento dura cinque anni dall'esercizio cui si riferisce l'ipotesi di bilancio riequilibrato.
  • Durante il quinquennio è garantito il mantenimento dei contributi erariali.
  • Amministratori ordinari o straordinari eseguono le prescrizioni del decreto ministeriale.
  • Lo stato di attuazione è documentato in un apposito capitolo della relazione al rendiconto.
  • L'organo di revisione riferisce trimestralmente al consiglio e all'organo regionale di controllo.

Testo dell'articoloVigente

Art. 265 TUEL — Articolo 265

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Il risanamento dell’ente locale dissestato ha la durata di cinque anni decorrenti da quello per il quale viene redatta l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Durante tale periodo è garantito il mantenimento dei contributi erariali.

2. Le prescrizioni contenute nel decreto di approvazione dell’ipotesi di bilancio sono eseguite dagli amministratori, ordinari o straordinari, dell’ente locale, con l’obbligo di riferire sullo stato di attuazione in un apposito capitolo della relazione sul rendiconto annuale.

3. L’organo della revisione riferisce trimestralmente al consiglio dell’ente ed all’organo regionale di controllo.

4. L’inosservanza delle prescrizioni contenute nel decreto del Ministro dell’interno di cui all’articolo 261, comma 3, comporta la segnalazione dei fatti all’Autorità giudiziaria per l’accertamento delle ipotesi di reato.

Commento

L'articolo 265 TUEL definisce la temporalità del risanamento e i meccanismi di vigilanza in corso d'opera. Il quinquennio è il periodo durante il quale l'ente, pur tornato alla gestione ordinaria, opera sotto un regime di accompagnamento rafforzato che monitora il rispetto delle prescrizioni e l'effettività del riequilibrio.

Il quinquennio strutturale

La durata di cinque anni decorre dall'esercizio cui si riferisce l'ipotesi approvata. È un periodo lungo, calibrato sulla durata media di un ammortamento o di un piano triennale-quinquennale di razionalizzazione. Nel quinquennio, l'ente deve dimostrare di aver effettivamente assorbito gli squilibri e di poter proseguire autonomamente in equilibrio. Il quinquennio è anche il periodo per cui le aliquote massime restano irrevocabili (art. 251).

Il mantenimento dei contributi erariali

Durante il quinquennio è garantito il mantenimento dei contributi erariali, espressione di solidarietà fiscale nazionale verso l'ente in difficoltà. Si tratta di una garanzia di stabilità: l'ente sa che i flussi di entrata da trasferimenti statali non subiranno tagli, almeno per la durata del risanamento, consentendogli una pianificazione affidabile. Senza questa garanzia, il piano si esporrebbe a un rischio di insostenibilità per riduzione dei trasferimenti.

L'esecuzione delle prescrizioni

Amministratori ordinari o straordinari (a seconda che si sia tornati al regime elettivo o si sia ancora in commissariamento) hanno l'obbligo di eseguire le prescrizioni del decreto ministeriale. È un dovere puntuale: ogni prescrizione contenuta nel decreto (tetti, vincoli, obblighi di alienazione) deve trovare attuazione nella gestione corrente, pena le sanzioni dell'art. 268. La responsabilità è degli amministratori in carica, indipendentemente dal fatto che non siano stati loro a contrarre i debiti che hanno causato il dissesto.

La trasparenza nel rendiconto

Lo stato di attuazione delle prescrizioni è documentato in un apposito capitolo della relazione che accompagna il rendiconto annuale. È un dispositivo di trasparenza che mette i cittadini, i revisori e gli organi di controllo nelle condizioni di verificare il rispetto degli impegni assunti. Tale capitolo è particolarmente attenzionato dalla Corte dei conti nelle proprie pronunce di controllo sul rendiconto.

Il ruolo dell'organo di revisione

L'organo di revisione (collegio o revisore unico) riferisce trimestralmente al consiglio dell'ente e all'organo regionale di controllo (il Prefetto, oggi). Si tratta di un'attività di monitoraggio frequente, ben oltre la cadenza ordinaria della revisione, che riflette la maggiore vigilanza imposta dal regime di risanamento. Le relazioni trimestrali sono atti formali, soggetti a obblighi di redazione minima e a comunicazione obbligatoria.

Inosservanza e segnalazione penale

Il comma 4 dispone che l'inosservanza delle prescrizioni del decreto ministeriale comporta la segnalazione dei fatti all'Autorità giudiziaria per l'accertamento di eventuali ipotesi di reato. È una previsione di chiusura che eleva la rilevanza delle prescrizioni: non si tratta di indicazioni di buon governo, ma di obblighi la cui violazione può integrare reati (tipicamente abuso d'ufficio, falso, omissione di atti d'ufficio).

Domande frequenti

Quanto dura il risanamento?

Cinque anni a partire dall'esercizio cui si riferisce l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato approvata dal Ministero dell'Interno. Durante questo periodo l'ente opera sotto regime di accompagnamento rafforzato.

Cosa succede se gli amministratori non rispettano le prescrizioni?

L'inosservanza comporta la segnalazione dei fatti all'Autorità giudiziaria per l'accertamento di eventuali reati. Tipicamente possono configurarsi abuso d'ufficio, falso, omissione di atti d'ufficio, oltre alla responsabilità amministrativo-contabile davanti alla Corte dei conti.

Quanto spesso riferisce l'organo di revisione?

Trimestralmente, sia al consiglio dell'ente sia all'organo regionale di controllo (oggi il Prefetto). È una cadenza più stringente di quella ordinaria, pensata per garantire vigilanza ravvicinata durante il quinquennio di risanamento.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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