In sintesi
- In allegato al provvedimento di approvazione del piano sono individuate le pretese escluse dalla liquidazione.
- Il consiglio dell'ente, entro 60 giorni dalla notifica del decreto ministeriale, individua con delibera i responsabili dei debiti esclusi.
- L'individuazione è comunicata ai responsabili e ai relativi creditori.
- Se il consiglio non provvede nei termini si applica l'art. 136 con potere sostitutivo.
- La norma collega esclusione del debito dalla massa e responsabilità personale degli amministratori o funzionari.
Testo dell'articoloVigente
Art. 257 TUEL — Articolo 257
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. In allegato al provvedimento di approvazione di cui all’articolo 256, comma 8, sono individuate le pretese escluse dalla liquidazione.
2. Il consiglio dell’ente individua con propria delibera, da adottare entro 60 giorni dalla notifica del decreto di cui all’articolo 256, comma 8, i soggetti ritenuti responsabili di debiti esclusi dalla liquidazione, dandone contestuale comunicazione ai soggetti medesimi ed ai relativi creditori. 3 Se il consiglio non provvede nei termini di cui al comma 2 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 136.
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Commento
L'articolo 257 TUEL chiude un cerchio di responsabilità: quando un debito è escluso dalla massa passiva, perché privo dei presupposti per essere riconosciuto come obbligazione dell'ente, occorre individuare chi ne risponde personalmente. È una norma di accountability sostanziale, che evita che il dissesto diventi una via di fuga per condotte gestionali irregolari.
L'allegato delle pretese escluse
Il provvedimento di approvazione del piano (art. 256, comma 8) è accompagnato da un allegato che riporta le pretese escluse dalla liquidazione, con le rispettive motivazioni: difetto di documentazione, prescrizione, infondatezza, debiti fuori bilancio non riconoscibili, contratti stipulati in violazione di legge, spese effettuate senza copertura. L'allegato è il punto di partenza dell'attività del consiglio.
L'individuazione dei responsabili
Entro sessanta giorni dalla notifica del decreto ministeriale di approvazione, il consiglio dell'ente delibera l'individuazione dei soggetti ritenuti responsabili dei debiti esclusi. Possono essere amministratori (sindaco, assessori, consiglieri), funzionari (dirigenti, responsabili di servizio) o terzi che abbiano contribuito alla formazione del debito non riconoscibile. L'individuazione ha natura ricognitiva: non è una condanna, ma un atto che apre la strada all'azione di responsabilità presso la Corte dei conti.
La comunicazione ai soggetti coinvolti
La delibera è comunicata ai responsabili individuati e ai creditori titolari del debito escluso. Per i responsabili è l'avviso che potrebbero subire un'azione erariale e che hanno l'onere di organizzare la propria difesa. Per i creditori è l'indicazione del soggetto verso cui possono rivolgersi per ottenere il pagamento, secondo le regole della responsabilità civile o amministrativa, fuori dalla procedura di liquidazione che li ha esclusi.
L'intervento sostitutivo ex art. 136
Se il consiglio non provvede nei termini, si applica l'art. 136 TUEL: l'organo regionale di controllo (oggi il Prefetto) interviene in via sostitutiva. È un meccanismo a tutela della trasparenza, che evita che la responsabilità personale resti nell'ombra per inerzia o complicità politica del consiglio uscente o nuovo.
Rapporto con l'azione della Corte dei conti
L'individuazione consiliare ex art. 257 non sostituisce l'azione di responsabilità erariale, che resta autonoma e di competenza della Procura regionale della Corte dei conti. La delibera, però, è un atto preparatorio importante: fornisce alla Procura elementi documentali e ricostruttivi, e può essere il punto di partenza per l'apertura del procedimento contabile. La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti valuterà poi la sussistenza degli elementi (danno, condotta, nesso causale, dolo o colpa grave).
Domande frequenti
Cosa succede ai creditori esclusi dalla massa?
I creditori esclusi non vengono pagati dalla procedura di liquidazione ma possono agire contro i soggetti individuati come responsabili dal consiglio, secondo le regole della responsabilità civile o amministrativo-contabile, fuori dal perimetro della procedura.
Chi può essere considerato responsabile?
Amministratori (sindaco, assessori, consiglieri), funzionari (dirigenti, responsabili di servizio) o terzi che, con condotte attive od omissive, abbiano contribuito alla formazione del debito non riconoscibile (ad es. spese senza copertura o contratti viziati).
L'individuazione del consiglio è una condanna?
No, è un atto ricognitivo che apre la strada all'azione di responsabilità presso la Procura regionale della Corte dei conti, alla quale spetta in via esclusiva la valutazione di danno erariale, elemento soggettivo e nesso causale.
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