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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Stabilisce che i dati pubblicati sono liberamente riutilizzabili da chiunque, anche per fini commerciali.
  • Richiama l'art. 7 del D.Lgs. 36/2006 e la disciplina europea sugli open data.
  • Impone formati aperti e standardizzati per consentire l'estrazione automatica.
  • L'utilizzo deve indicare la fonte e rispettare l'integrità dei dati.
  • Costituisce uno dei pilastri della logica open government.

Testo dell'articoloVigente

Art. 7 D.Lgs. 33/2013 — Dati aperti e riutilizzo

D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 — testo aggiornato

1. I documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito dell’accesso civico di cui all’articolo 5, sono pubblicati in formato di tipo aperto ai sensi dell’ articolo 68 del Codice dell’amministrazione digitale , di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 , e sono riutilizzabili ai sensi del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36 , del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 , e del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 , senza ulteriori restrizioni diverse dall’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità. 5

Commento

L'art. 7 del D.Lgs. 33/2013 ancora la pubblicità dei dati alla logica dell'open data: la pubblicazione non si esaurisce nella consultabilità, ma include il diritto al riutilizzo libero, anche a fini commerciali. È una scelta strategica che mira ad abilitare un ecosistema in cui imprese, ricercatori, giornalisti e cittadini possono estrarre valore dall'informazione pubblica, generando innovazione, ricerca e controllo diffuso.

Riutilizzo libero come paradigma

Il principio del riutilizzo libero significa che chiunque, anche imprese a fini commerciali, può utilizzare i dati pubblicati dalle PA. È una scelta in linea con la cultura anglosassone dell'open government e con la direttiva UE 2019/1024 sui dati aperti, recepita in Italia. Il limite è la corretta indicazione della fonte e il rispetto dell'integrità del dato: non si può falsificarlo né attribuirlo erroneamente, ma è consentita ogni elaborazione e aggregazione.

Formati aperti e standardizzati

Per essere effettivamente riutilizzabili, i dati devono essere pubblicati in formati aperti e machine-readable: CSV, JSON, XML, RDF. Non sono ammessi PDF scansionati o immagini che impediscono l'estrazione automatica. AgID ha emanato linee guida tecniche, periodicamente aggiornate, disponibili su agid.gov.it, che individuano i formati raccomandati per ciascuna categoria di dati.

Licenze e diritti

Il riutilizzo deve avvenire secondo licenze aperte e standardizzate, in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 36/2006. Le PA possono adottare licenze come Creative Commons CC BY, che richiedono l'attribuzione della fonte, oppure licenze ancora più aperte come CC0. In ogni caso, non possono essere imposte restrizioni che vanifichino il diritto al riutilizzo, fatti salvi i casi in cui i dati incorporino diritti di terzi (es. proprietà intellettuale).

Implicazioni per il valore pubblico

La logica open data non è solo questione tecnica: produce valore economico e democratico. Imprese possono sviluppare servizi innovativi su dati ambientali, di mobilità, sanitari; ricercatori possono validare modelli e politiche; giornalisti possono esercitare un controllo informato. La maturità di una PA si misura anche dalla qualità del suo patrimonio di open data, monitorato attraverso indicatori internazionali come l'Open Data Maturity Report europeo.

Indicazioni operative

Per il responsabile della trasparenza, l'art. 7 richiede una visione strategica: non solo pubblicare i dati richiesti dalla legge, ma costruire un portale open data integrato, con metadati di qualità e API di accesso. Il portale nazionale dati.gov.it costituisce l'aggregatore di riferimento. Le linee guida AgID e i documenti del Dipartimento della funzione pubblica (funzionepubblica.gov.it) supportano l'amministrazione nell'adempimento, anche attraverso modelli e template.

Domande frequenti

Posso utilizzare i dati pubblici per fini commerciali?

Sì, l'art. 7 consente il riutilizzo libero anche a fini commerciali, fermo restando l'obbligo di citare la fonte e rispettare l'integrità del dato.

In quale formato devono essere pubblicati i dati?

In formati aperti e machine-readable come CSV, JSON, XML o RDF, secondo le linee guida AgID. Non sono ammessi formati che impediscano l'estrazione automatica.

Quali licenze possono adottare le PA?

Licenze aperte come Creative Commons CC BY (con attribuzione) o CC0, in coerenza con il D.Lgs. 36/2006 e con la direttiva UE 2019/1024.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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